{"id":36304,"date":"2026-11-02T18:44:00","date_gmt":"2026-11-02T17:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=36304"},"modified":"2026-11-02T18:44:34","modified_gmt":"2026-11-02T17:44:34","slug":"e-se-si-dovesse-concludere-settantanni-dopo-che-solo-de-gaulle-aveva-visto-giusto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2026\/11\/02\/e-se-si-dovesse-concludere-settantanni-dopo-che-solo-de-gaulle-aveva-visto-giusto\/","title":{"rendered":"E se si dovesse concludere settant\u2019anni dopo che solo de Gaulle aveva visto giusto?"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Nel 1966 noi studenti europei ci stringevamo intorno allo storico Rettore del <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.coleurope.eu\/fr\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.coleurope.eu\/fr\" target=\"_blank\">Collegio di Europa di Bruges<\/a>, Hendrijk Brugmans, pendevamo dalle sue labbra, bevevamo i suoi discorsi dal contenuto fortemente federalista, sentivamo riecheggiare nella sala gotica dell<em>\u2019Hotel de Ville <\/em>i suoi appelli a tutti gli uomini di buona volont\u00e0 \u201c<em>pour qui n\u2019existe point d\u2019alternative \u00e0 l\u2019Europe Unie<\/em>\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Collegio d\u2019Europa di Bruges  (Belgio)era stato concepito nel 1948 nel quadro del Consiglio di Europa da persone del calibro di <strong>Salvador de Madariaga, Winston Churchill, Alcide De Gasperi, Paul-Henri Spaak<\/strong> per formare una nuova classe di dirigenti delle appena create istituzioni europee. Allora erano gi\u00e0 in vigore la CECA (1951) e la CEE (1957) a sei Stati membri.\u00a0 Ma noi eravamo arrivati a Bruges, anche da paesi pi\u00f9 lontani, dalla Norvegia, dalla Danimarca, persino dagli Stati Uniti, affascinati dall\u2019idea di poter partecipare tecnicamente alla creazione del sogno europeo, che emancipava l\u2019Europa dalle sue guerre intestine e dalle sue distruzioni. Questo sogno che comportava anche la creazione di istituzioni che, con un certo ritegno, si potevano anche definire \u201csovranazionali\u201d (era scritto letteralmente cos\u00ec nel trattato CECA, non pi\u00f9 nel trattato CEE), trovava comunque un forte ostacolo nella personalit\u00e0 che dal 1958, ritornata inopinatamente al potere per i fatti d\u2019Algeria, dopo essere stato l\u2019eroe della Resistenza francese al nazi-fascismo, doveva controllare la Quinta Repubblica francese: il Generale Charles de Gaulle.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-36313 pk-lazyload\"  width=\"509\"  height=\"365\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 509px) 100vw, 509px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/eu-int4.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/eu-int4.png 679w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/eu-int4-300x215.png 300w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Si deve fare una premessa. <\/strong>Dopo la creazione della Comunit\u00e0 europea Carbosiderurgica (CECA), tanto storicamente legata al Granducato del Lussemburgo,\u00a0 il\u00a0 processo di integrazione si era allargato con\u00a0 la Comunit\u00e0 Economica Europea -CEE- (definita dai tassisti di Bruxelles che la sapevano lunga \u201cle <em>march\u00e9 commun<\/em>\u201d) nel 1958, sino a comprendere l\u2019insieme delle attivit\u00e0 economiche dei sei paesi partecipanti (Francia, Italia, Germania e i tre paesi del Benelux), sulla base dell\u2019idea della libera circolazione di beni, persone, capitali e\u00a0 servizi fra i paesi partecipanti. Un altro trattato, l\u2019EURATOM (CEEA), sempre firmato a Roma il 25 marzo 1957 fra i rintocchi della antica campana del Campidoglio, la\u201dPinturina\u201d, disponeva la messa in comune delle attivit\u00e0 nucleari dei paesi partecipanti. <strong>Ma l\u2019arrivo inatteso al potere del Generale de Gaulle in Francia poneva un immediato interrogativo: l\u2019opzione gaullista avrebbe posto la politica francese verso l\u2019Europa in continuit\u00e0 od in opposizione a quella dei Robert Schuman, dei Pierre Mend\u00e8s-France, degli Edgard Faure o dei Guy Mollet?<\/strong> Tanto pi\u00f9 che il\u00a0 primo presidente della commissione CEE, il tedesco Walter Hallstein, con una visione federalista che non faceva l\u2019unanimit\u00e0 neppure nel suo Paese, immaginava la realizzazione concreta di tutta una serie di politiche europee, andando ben al di l\u00e0 delle fragili disposizioni inizialmente previste dai Trattati di Roma, oltre ad avere compreso sin dall\u2019inizio\u00a0 che il diritto comunitario, prevalendo sulle legislazioni nazionali avrebbe permesso in Europa \u201c<em>quello che n\u00e9 il ferro n\u00e9 il sangue erano riusciti ad imporre nel corso dei secoli<\/em>\u201d. Cos\u00ec aveva immaginato, fra le cose non previste chiaramente dai trattati istituitivi, l\u2019armonizzazione dello spazio giudiziario europeo o la produzione di elettricit\u00e0 a favore dei consumatori europei <strong>nelle quattro centrali nucleari di Geel, Kalsruhe, Petten, Ispra.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il <em>Ma\u00eetre-pr\u00e9sident<\/em>, come lo chiamavano i giovani entusiasti che lo circondavano alla Commissione di Bruxelles, affermava che \u201c<em>L\u2019essenza della Comunit\u00e0 non \u00e8 quella di far tacere gli interessi nazionali, ma di soddisfarli attraverso di essa<\/em>\u201d. Una cosa diventa chiara subito nella storia dell\u2019Europa. <strong>L\u2019avvento al potere del Generale de Gaulle, nel dicembre del 1958, ad un anno e mezzo di distanza della firma dei trattati CEE-CEEA, segnava non la conciliazione<\/strong>, ma il <em>confronto fra due filosofie opposte<\/em>. Mentre la Commissione Hallstein\u00a0 incarnava la volont\u00e0 di proseguire sulla via del rilancio della integrazione europea, marcata dall\u2019 approvazione del trattato CECA, ma anche dal rifiuto gaullista-comunista francese di approvare il progetto di trattato istitutivo di una Comunit\u00e0 Europea di Difesa (CED) nel 1954\u00a0 (il c.d. \u201ccrimine\u201d del 30 agosto 1954), il generale de Gaulle era rimasto fermo su quel rispetto assoluto delle sovranit\u00e0 nazionali che gi\u00e0 aveva dettato nel 1954 la sua posizione all\u2019epoca della CED. Sin dal 1953, il Generale aveva dichiarato che non si doveva \u201ccorrere dietro delle chimere\u201d, <em>ma si doveva promuovere una semplice confederazione di stati sovrani liberi, operanti secondo il metodo della conferenza intergovernativa fra i rappresentanti di stati perfettamente sovrani, ma che sarebbero liberamente convenuti verso la realizzazione di obiettivi comuni<\/em>.\u201d Durante una delle sue celebri <em>conf\u00e9rences de presse<\/em>, il 5 settembre 1960, che si seguivano da Bruges ancora nel 1966 con il fiato sospeso, aveva sostenuto, in contraddizione flagrante <strong>con l\u2019art.2 del Trattato CEE<\/strong> (che auspicava <em>inter alia<\/em> relazioni sempre pi\u00f9 strette fra gli stati partecipanti) il suo concetto di una Europa confederale, semplice alleanza di Stati sovrani, affermando: \u201d<em>La Francia considera che \u00e8 auspicabile, possibile (loisible) e pratico di assicurare la cooperazione regolare dell\u2019Europa occidentale negli ambiti politico, economico, culturale e della difesa attraverso una concertazione organizzata e regolare dei governi responsabili\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-36305 pk-lazyload\"  width=\"489\"  height=\"259\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 489px) 100vw, 489px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/degaulle1.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/degaulle1.png 804w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/degaulle1-300x160.png 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/degaulle1-768x407.png 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/degaulle1-380x200.png 380w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/degaulle1-800x424.png 800w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La sfera militare della cooperazione prefigurava ugualmente la visione di de Gaulle di una Europa \u201cestesa dall\u2019Atlantico agli Urali\u201d, capace di agire come una terza forza autonoma fra gli Stati Uniti e l\u2019Unione Sovietica, mettendo fine<em> alla visione atlantista sempre difesa dalla Gran Bretagna, che avrebbe dovuto rimanere esclusa ad aeternum da ogni forma di cooperazione continentale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La sua visione, che oggi definiremmo geopolitica, viene riassunta nel 1961-62 dal Plan Fouchet, dal nome del relatore Christian Fouchet, che assume oggi una grande rilevanza storica come espressione sintetica della visione europea di Charles de Gaulle.<\/p>\n\n\n\n<p>Fra luglio e settembre 1960, Charles de Gaulle si era intrattenuto con l\u2019insieme dei suoi partner europei sul tema della organizzazione politica dell\u2019Europa, iniziativa all\u2019origine nel febbraio 1961 della creazione di una commissione di studi a Sei, presieduta appunto da Charles Fouchet con il compito di fornire delle proposte destinate a dare \u201cun carattere statutario all\u2019unione dei loro popoli\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Se il <em>Plan Fouchet <\/em>non venne mai adottato perch\u00e9 respinto dagli altri cinque Stati membri il 17 aprile 1962, \u00e8 particolarmente interessate illustrarne oggi i contenuti nelle diverse versioni che ne vennero adottate.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tre ne erano i componenti fondamentali:<\/strong> <em>la cooperazione politica perseguita sul piano intergovernativo; la riforma delle istituzioni comunitarie esistenti, evitando la contrapposizione di organismi sovranazionali alle volont\u00e0 delle capitali nazionali; l\u2019abbandono delle strutture militari integrate della NATO<\/em>. La prima versione del piano Fouchet fu presentata il 2 novembre 1961. Questa versione distingueva le competenze della Comunit\u00e0 Europea da quelle della futura Unione Politica, prevedendo la messa in atto di una cooperazione fra Stati membri in materia di politica estera, difesa, scienza, cultura, protezione dei diritti umani.<strong> Era prevista la creazione di diverse istituzioni: un Consiglio dei capi di Stato\u00a0 e di governo, antesignano del Consiglio Europeo, riunito tre volte all\u2019anno e statuente all\u2019unanimit\u00e0; tre Comitati di ministri per gli Affari esteri, la Difesa, l\u2019Educazione nazionale; una Assemblea parlamentare europea di natura consultiva; una Commissione politica costituita da alti funzionari appartenenti agli Esteri, con una presidenza assicurata a turno.<\/strong> Dato lo scarso successo ottenuto dalla prima versione, vennero presentate altre due versioni del Piano Fouchet. Se nella prima versione si prevedeva la centralizzazione delle istituzioni dell\u2019insieme delle comunit\u00e0 europee esistenti in seno all\u2019Unione Politica, la seconda versione parla invece di semplice \u201ccooperazione\u201d fra le istituzioni comunitarie e l\u2019Unione. In una terza versione \u00e8 poi il Generale ad introdurre altre due modificazioni. Si tratta dell\u2019aggiunta agli scopi dell\u2019Unione della politica economica, gi\u00e0 nelle competenze delle preesistenti istituzioni comunitarie. Inoltre,<strong> egli rivede l\u2019art.17, consacrato alla riorganizzazione delle istituzioni dell\u2019Unione <\/strong>\u201c<em>che dovr\u00e0 avvenire nel rispetto delle strutture previste dai trattati di Parigi e Roma istituenti le Comunit\u00e0 Europee<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La storia \u00e8 nota.<\/strong> Nella sua terza versione il Plan Fouchet \u00e8 respinto il 17 aprile 1962\u00a0\u00a0 per tre \u201c<em>pierres d\u2019achoppement<\/em>\u201d: la non accettazione da parte degli altri Stati membri della rinunzia alla NATO; il rifiuto della riorganizzazione proposta delle istituzioni esistenti; il mantenimento della candidatura della Gran Bretagna. <strong>Al proposito si possono ricordare le parole del ministro belga Paul-Henri Spaak:<\/strong> \u201c<em>Nous ne pouvons pas\u00a0 nous retrouver sans l\u2019int\u00e9gration, ni sans la Grande Bretagne<\/em>\u00a0\u00bb. La replica del Generale de Gaulle non si fa attendere. <strong>Alla conferenza del 15 maggio 1962 proclama<\/strong>: \u00ab\u00a0<em>Il\u00a0 n\u2019y a pas et ne peut y avoir d\u2019autre Europe possible que celle des Etats en dehors des mythes, des fictions et des parades\u00a0\u00bb. Otterr\u00e0 comunque nel 1967 le dimissioni del primo presidente della Commissione europea Walter Hallstein, per le continue critiche emesse contro le istituzioni dal governo francese e in particolare dal Primo ministro Michel Debr\u00e9. Far\u00e0 seguito la presidenza transitoria del belga Jean Rey.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Siamo oggi nel 2026, dal rigetto del <em>Plan Fouchet<\/em> e della \u201c Europa degli Stati\u201d patrocinata dal gen. de Gaulle sono passati pi\u00f9 di sessant\u2019anni. L\u2019Europa si \u00e8 nel frattempo molto allargata sino a ventotto Stati membri (oggi ventisette), in parte approfondita\u00a0 nei contenuti integrativi e nel presente si trova coinvolta in una situazione che non \u00e8 pi\u00f9 quella della pace perseguita sin dall\u2019inizio, ma della guerra, guerra all\u2019interno dell\u2019Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>In questi pi\u00f9 di sessant\u2019anni, l<strong>\u2019Unione europea non si mai costituita in <em>troisi\u00e8me force, terza<\/em> forza, ma \u00e8 rimasta rigidamente atlantista come era sin dal 1949, ancora pi\u00f9 fortemente dopo l\u2019accessione avversata da de Gaulle della Gran Bretagna nel 1973<\/strong>. Non si \u00e8 costituita un\u2019Europa \u201cdall\u2019 Atlantico agli Urali\u201d, nonostante le perorazioni di Mikhail Gorbaciov del 1989 sulla Casa Comune Europea, e in particolare dopo l\u2019ingresso contemporaneo\u00a0 in UE e NATO di\u00a0 Polacchi e Baltici, oltre che di Ungheria e Cechia, fortemente voluto dalle presidenze americane, l\u2019Europa \u00e8 addirittura divenuta russofoba dal suo interno e si sente impegnata in una guerra non con l\u2019Unione Sovietica, ma con la Federazione Russa non pi\u00f9 comunista, come se la seconda restasse un nemico strutturale come era la prima, quando appena poco pi\u00f9 di vent\u2019anni prima nel 2002, a Pratica di Mare, \u00a0era quasi questione, con i buoni rapporti di Berlusconi con Putin, che la Federazione addirittura si integrasse nella sopravvissuta NATO.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-36308 pk-lazyload\"  width=\"458\"  height=\"395\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 458px) 100vw, 458px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/eu-int1.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/eu-int1.png 610w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/eu-int1-300x259.png 300w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Questo, certo prima delle sette adesioni contemporanee dei paesi dell\u2019Est a NATO-UE all\u2019epoca di Bush nel 2004. <strong>Ma veniamo al piano interno<\/strong>. Grazie alla forza del diritto comunitario prevalente sul diritto degli Stati, pani interi di legislazioni nazionali si sono sciolti nelle disposizioni comunitarie. Un forte cessione di sovranit\u00e0 ha avuto luogo dal livello degli stati membri al livello delle istituzioni. <strong>Ma con quali risultati verificati? <\/strong>Qui bisogna distinguere il mondo della CEE, che era squisitamente economico, dal mondo UE divenuto dal 1993 con il trattato di Maastricht un Giano Bifronte fra l\u2019economico-monetario e il politico, con metodi di lavoro &#8211; istituzionale o della conferenza governativa, con voto a maggioranza o all\u2019unanimit\u00e0 &#8211; contemporaneamente condotti in totale contraddizione, a seconda delle diverse politiche definite comuni o non comuni, secondo i famosi tre pilastri originali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ma veniamo al processo istituzionale:<\/strong> una istituzione formata da membri non politicamente espressione di assemblee popolari, la Commissione, avoca\u00a0 a s\u00e9 sin dal 1957 oltre al potere di gestione della e poi delle Comunit\u00e0, con la fusione dei tre esecutivi, \u00a0il potere fondamentale della proposta legislativa. E\u2019 <em>motor e promotor<\/em>. Le leggi europee, aventi primato sulle leggi nazionali, non vengono proposte dai rappresentati votati dei cittadini europei, ma da un areopago di ventisette membri che definisce su che cosa i due rami legislativi del sistema bicamerale, Consiglio e Parlamento, dovranno deliberare. <strong>Non esiste nessun processo decisionale <em>down-top<\/em>, nessuna programmazione di lungo periodo, nessun abbozzo di politica industriale, di interventi mix pubblico-privato, ma una serie di tematiche che\u00a0 nascono nel quadro di un processo <em>top-down<\/em>, spesso vincolanti (<em>mandate policies<\/em> come quelle ambientali) e ancora pi\u00f9 spesso concepite in modo autoreferenziale, senza nessun sufficiente confronto preliminare con la realt\u00e0 operativa in cui si devono inserire. <\/strong>Metodi che esaltano i principi della libera concorrenza, secondo l\u2019ideologia neo-liberale, dominante anche in Europa con la sua matrice anglo-sassone almeno dagli Anni \u201870, prevalendo sulla iniziale visione di una economia sociale di mercato, non programmano razionalmente degli interventi di lungo periodo, ma definiscono, \u201csaltabeccando di commissione in commissione\u201d,\u00a0 l\u2019individuazione di temi considerati al momento rilevanti, su cui si dirigono poi a pioggia i finanziamenti\u00a0 comunitari tratti dalle tasche dei contribuenti. In questo modo, a livelli sempre pi\u00f9 modesti di crescita economica complessiva, fanno contralto livelli sempre pi\u00f9 insostenibili di indebitamento pubblico e conseguenti tendenze inflazionistiche che pericolosamente fanno superare al tasso d\u2019interesse sul debito pubblico il tasso di crescita del PIL.. Tanto pi\u00f9 che nelle istituzioni europee, dopo decenni di egemonia neoliberale, sembra essersi smarrita la fiducia nella azione pubblica di plasmare la realt\u00e0, si immagina il mercato come risolutore universale dei problemi. In una totale assenza di sintesi fra pianificazione e dinamismo di mercato, che \u00e8 invece una delle carte vincenti del sistema cinese.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il processo europeo era nato comunque sui due assi portanti del perseguimento della pace e del sostegno alla sicurezza alimentare della sua popolazione<\/strong>. Oggi i termini si sono rovesciati nel perseguimento della guerra e nell\u2019abbandono dell\u2019agricoltura europea, sacrificata da una raffica di accordi bilaterali internazionali, di cui\u00a0 la Commissione ha il monopolio esecutivo, che dimenticano per\u00f2 che la globalizzazione liberale \u00e8 ormai finita, perch\u00e9 un nuovo mondo sta ormai cominciando. Il vecchio mondo \u201cbascule\u201d. E non \u00e8 pi\u00f9 unipolare, non \u00e8 pi\u00f9 retto dalla egemonia statunitense, sempre perseguita militarmente, ma ormai divenuta irrealistica.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-36311 pk-lazyload\"  width=\"512\"  height=\"273\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/eu-int3-1024x546.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/eu-int3-1024x546.png 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/eu-int3-300x160.png 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/eu-int3-768x410.png 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/eu-int3-260x140.png 260w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/eu-int3-560x300.png 560w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/eu-int3-800x427.png 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/eu-int3-1160x619.png 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/eu-int3.png 1333w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>A distanza di pi\u00f9 sessanta ci si pu\u00f2 domandare, cadendo certo nella retorica oziosa dell\u2018<em>if,<\/em> che cosa sarebbe successo se avesse prevalso \u201cl\u2019Europa degli Stati&#8221; voluta dal Generale de Gaulle, se i paesi conservando le proprie sovranit\u00e0 avessero condotto davvero in sussidiariet\u00e0 dei processi legislativi pi\u00f9 vicini alle esigenze popolari riflesse dalle diverse assemblee nazionali. Probabilmente ci sarebbe anche state scelte che, anzich\u00e9 dipendere dalle chiare esigenze esposte in\u00a0 pensate programmazioni, avrebbero risposto alle bizze finanziarie\u00a0 delle Borse di Londra o di New York, ma \u201cl\u2019Europa dei sindaci\u201d, vicini alle collettivit\u00e0 non si sarebbe dismessa a favore di una \u00e9lite non certo allevata nella sussidiariet\u00e0,\u00a0 che\u00a0 ha con la democraticit\u00e0 dei processi elettorali nazionali un legame sempre pi\u00f9 rilassato- si parla pudicamente di <em>gap democratico <\/em>&#8211;\u00a0 come dimostra l\u2019evidente tradimento del voto popolare in Francia\u00a0 e Paesi Bassi del 2005, bypassato con il Trattato di Lisbona del 2007, come se\u00a0 fosse un banale referendum italiano sull\u2019acqua pubblica. Nel quadro di una perdita da parte delle istituzioni sempre pi\u00f9 accentuata e pericolosa di quella\u00a0 <em>accountability <\/em>che era stato l\u2019apporto forse pi\u00f9 significativo che aveva lasciato al Continente la permanenza britannica conclusa con la Brexit. <strong>E oggi si pu\u00f2 misurare tutta la distanza che separa il fascino del modello ideale europeo che ci faceva vibrare nell\u2019<em>Hotel de Ville <\/em>di Bruges nel 1966 da quanto oggi l\u2019Europa realizzata, la UE, rappresenti come sistema concreto. Come minimo attediamo da una nuova classe europea la realizzazione di un cantiere di grandi strutturali riforme. <\/strong>Che innanzi tutto riporti sul piano della democraticit\u00e0 effettiva il processo decisionale comunitario. Il prof.<strong> Fausto Capelli, ordinario di diritto europeo dell\u2019Universit\u00e0 di Parma e rettore del Collegio Europeo di Parma,<\/strong> affermava l\u2019efficacia istituzionale europea di aver affidato il potere di proposta ad un\u2019assise neutra al di fuori dell\u2019agone politico,\u00a0 non inserita nel gioco\u00a0 dell\u2019alternanza politica del potere. Ma per questo anche, a mio parere, meno coinvolta a rappresentare le esigenze reali dei rappresentati. Quanto rimpiango di non potere pi\u00f9 dibattere con questo straordinario esperto di diritto comunitario, di cui\u00a0 porto tanto viva la memoria, \u00a0questo tema europeo fondamentale nel Convitto Maria Luigia,\u00a0 fra i medaglioni austeri degli storici benefattori parmensi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carlo degli Abbati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Insegna Diritto dell\u2019Unione Europea e Organizzazioni Internazionali al Dip. di Lingue e Culture Moderne dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Genova. Gi\u00e0 docente Jean Monnet di Storia dell\u2019integrazione europea e di Economia dello Sviluppo presso lo stesso Ateneo e di Storia dei Paesi musulmani al Dip. di Lettere e Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Trento ha insegnato Storia dell\u2019Integrazione europea alla Universit\u00e9 de Lorraine-Metz<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel 1966 noi studenti europei ci stringevamo intorno allo storico Rettore del Collegio di Europa di Bruges, Hendrijk Brugmans, pendevamo dalle sue labbra, bevevamo i suoi discorsi dal contenuto fortemente federalista, sentivamo riecheggiare nella sala gotica dell\u2019Hotel de Ville i&hellip;\n","protected":false},"author":2,"featured_media":36307,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[46,29],"tags":[15923,15927,7117,10810,15929,15933,15934,382,15932,12802,15931,3641,15928,3262,15925,15930,15924,3645],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36304"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36304"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36304\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36317,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36304\/revisions\/36317"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/36307"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36304"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36304"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36304"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}