{"id":35769,"date":"2026-09-24T23:11:24","date_gmt":"2026-09-24T21:11:24","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=35769"},"modified":"2026-09-24T23:36:49","modified_gmt":"2026-09-24T21:36:49","slug":"genova-2001-25-anni-dopo-mark-covell","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2026\/09\/24\/genova-2001-25-anni-dopo-mark-covell\/","title":{"rendered":"Genova 2001, 25 anni dopo: la testimonianza del giornalista Mark Covell"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Mark Covell \u00e8 un giornalista britannico freelance che nel luglio 2001 segu\u00ec per <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/indymedia.org\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/indymedia.org\/\" target=\"_blank\">Indymedia<\/a> il vertice G8 di Genova, vivendo in prima linea gli scontri tra manifestanti e forze dell&#8217;ordine. Fu tra le 93 persone, tra attivisti e giornalisti, coinvolte nella violenta irruzione alla scuola Diaz: massacrato di botte, riport\u00f2 la frattura di una mano, delle costole e di sedici denti, oltre a gravi danni alla colonna vertebrale. Cadde in coma e fu poi arrestato. Da allora \u00e8 diventato uno dei testimoni simbolo dei processi italiani &#8220;Diaz e Bolzaneto&#8221; fino alla sentenza della <strong>Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo<\/strong> di Strasburgo del 2015 in cui l&#8217;Italia venne condannata per tortura. La sua testimonianza \u00e8 preziosa per comprendere non solo ci\u00f2 che accadde quella notte, ma anche come quegli eventi abbiano influenzato, negli ultimi 25 anni, il giornalismo investigativo, il dibattito pubblico e le politiche di sicurezza. Mark sar\u00e0 ospite da remoto della sezione ANPI Lussemburgo nell&#8217;evento di domani, &#8220;G8 Genova, 25 anni dopo: protestare in piazza \u00e8 possibile&#8221;?  Parteciperanno anche la sociologa Donatella Porta e Roberto Martone, portavoce di &#8220;In difesa di&#8221; per i diritti umani.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Qui tutte le info:<strong>  <a href=\"https:\/\/lussemburgo.anpi.it\/\">https:\/\/lussemburgo.anpi.it\/<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Versione italiana\/Italian version \/ English version below<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Guardando indietro, quali sono i principali insegnamenti che il G8 di Genova ha dato al giornalismo di cronaca in situazioni di protesta?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-35773 pk-lazyload\"  width=\"450\"  height=\"300\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/0b5c3514-1f69-45da-81ca-eb115b8c463d.jpeg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/0b5c3514-1f69-45da-81ca-eb115b8c463d.jpeg 600w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/0b5c3514-1f69-45da-81ca-eb115b8c463d-300x200.jpeg 300w\" ><figcaption>Mark Covell a Genova<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>A Genova i media indipendenti, i social media e i media dei cittadini sono arrivati a maturit\u00e0 e sono stati messi alla prova su larga scala. L\u00ec \u00e8 nato anche l&#8217;hacktivismo, cio\u00e8 l&#8217;hacking politico, grazie ad Autistici\/Inventati\/GCN (<em>collettivo toscano che sviluppa servizi informatici indipendenti e che fornisce indirizzi email, siti web, blog e newsletter ad altri attivisti e collettivi, recentemente finito nel mirino<\/em> <em>del governo degli Stati Uniti, che il 26 agosto 2026 lo ha inserito nella lista dei &#8220;terroristi globali&#8221; (Specially Designated Global Terrorist), con conseguenti sanzioni. Pochi giorni dopo il collettivo ha annunciato la chiusura di tutti i suoi servizi<\/em>, ndr)<\/p>\n\n\n\n<p> Ci\u00f2 che lo ha reso possibile \u00e8 stata la struttura unica di Indymedia rispetto alle reti giornalistiche tradizionali. L&#8217;invenzione della pagina di upload per l&#8217;auto-pubblicazione ha trasformato radicalmente internet in una strada a doppio senso: prima bisognava conoscere il codice e saper costruire siti web per poter dire qualcosa. Indymedia cap\u00ec fin da subito che, mentre costruiva una rete di informazione rivoluzionaria, democratica e legata ai movimenti, i vecchi network dell&#8217;informazione avrebbero cercato di chiuderla o di ignorare gli sviluppi mediatici su internet. Va ricordato che Murdoch tent\u00f2 di far mettere al bando internet per proteggere il proprio impero. Poich\u00e9 Indymedia si era posizionata come un sito di notizie rivoluzionario, scoppi\u00f2 una guerra con i media tradizionali, e numerose organizzazioni mediatiche tentarono di portarla in tribunale in vari paesi. Tutti questi tentativi fallirono, perch\u00e9 Indymedia non esisteva ufficialmente, contava 2000 giornalisti volontari che lavoravano dalle camere da letto di casa loro e 400 hacker esperti che si occupavano della sua sicurezza. Questa guerra dur\u00f2 diversi anni, finch\u00e9 i vecchi network si arresero o chiusero. Alla fine consum\u00f2 anche Indymedia, quando la generazione successiva si spost\u00f2 su altre piattaforme social e cominci\u00f2 a organizzare le manifestazioni su WhatsApp. La fine delle guerre con i media tradizionali, ai tempi di Occupy, port\u00f2 gran parte della popolazione a diffidare dei giornalisti e dei media in generale. Le reti televisive e i network d&#8217;informazione convenzionali come CNN e BBC vedono calare i loro spettatori. <\/p>\n\n\n\n<p>La mia carriera di giornalista di Indymedia UK \u00e8 cresciuta dopo Genova, fino a diventare <em>global despatch editor<\/em> (caporedattore internazionale, <em>ndr<\/em>), con la responsabilit\u00e0 di diversi siti Indymedia in tutto il mondo, e ho lavorato come giornalista e redattore di conflitti internazionali con la <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.nuj.org.uk\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.nuj.org.uk\/\" target=\"_blank\">NUJ<\/a> fino all&#8217;inizio del 2010, quando mi sono ritirato per dedicarmi finalmente a vincere il caso Diaz. In definitiva, a Genova Indymedia \u00e8 stata al centro di un cambiamento controverso, mentre i vecchi media degli anni &#8217;90 lasciavano il posto ai nuovi media degli anni 2010. Come nota a margine, Genova e le indagini sui crimini contro i diritti umani hanno portato alla nascita di reti di indagine forense civica. <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.bellingcat.com\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.bellingcat.com\/\" target=\"_blank\">Bellingcat<\/a> e <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/forensic-architecture.org\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/forensic-architecture.org\/\" target=\"_blank\">Forensic Architecture <\/a>hanno indagato sull&#8217;abbattimento del volo MH17 e sul massacro di Bucha.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>C\u2019\u00e8 una frase, un\u2019immagine o un suono di quei giorni che ti segue ancora oggi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Me l&#8217;hanno gi\u00e0 chiesto in passato ed \u00e8 difficile isolare dei momenti in particolare, perch\u00e9 Genova fu una serie cos\u00ec intensa di scontri, irruzioni e torture. Alcune delle immagini a cui sono pi\u00f9 legato vengono dall&#8217;interno di Indymedia e dai processi successivi. Per 11 anni \u00e8 stato un progetto totalizzante, per arrivare in fondo alla storia di Genova e dell&#8217;irruzione alla Diaz. <\/p>\n\n\n\n<p>che ricordo pi\u00f9 di tutto sono le urla che arrivavano dalla Pertini ( indica la scuola Pertini, che a Genova faceva parte del complesso della Diaz, <em>ndr<\/em>) dopo il secondo attacco, mentre la polizia si riversava nel cortile. Ci fu anche un momento, all&#8217;arrivo del terzo attacco, in cui capii che stavo per morire. Cadere in coma fu come attraversare un tunnel di luce, e poi il nulla. Il primo attacco mi stord\u00ec e mi immobilizz\u00f2. Il secondo, pochi minuti dopo, caus\u00f2 danni enormi al mio corpo. Il terzo fu il colpo finale, seguito da 14 ore di coma: il secondo attacco mi spezz\u00f2 la mano sinistra\u2026 l&#8217;intera gabbia toracica sul lato sinistro and\u00f2 completamente in frantumi. La spina dorsale fu danneggiata e subii un&#8217;emorragia interna massiccia. Il terzo attacco fu, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno, la spaccatura del mio cranio: l&#8217;agente sapeva che mi avrebbe ucciso, data la forza che us\u00f2. Un altro calcio alla bocca mi frattur\u00f2 o mi fece saltare 16 denti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"1024\"  height=\"576\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-35780 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/f8f27405-7e5f-4291-bc8f-b2de10b42c09-1024x576.jpeg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/f8f27405-7e5f-4291-bc8f-b2de10b42c09-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/f8f27405-7e5f-4291-bc8f-b2de10b42c09-300x169.jpeg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/f8f27405-7e5f-4291-bc8f-b2de10b42c09-768x432.jpeg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/f8f27405-7e5f-4291-bc8f-b2de10b42c09-1536x864.jpeg 1536w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/f8f27405-7e5f-4291-bc8f-b2de10b42c09-800x450.jpeg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/f8f27405-7e5f-4291-bc8f-b2de10b42c09-1160x653.jpeg 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/f8f27405-7e5f-4291-bc8f-b2de10b42c09.jpeg 1920w\" ><figcaption>Radio GAP (Global Audio Project) fu il primo progetto di network delle emittenti antagoniste e alternative della sinistra italiana, con 18 ore di diretta al giorno da Genova durante il G8<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Che consigli daresti ai giovani giornalisti che si trovano a dover coprire manifestazioni potenzialmente violente?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Se gli studenti di giornalismo vogliono intraprendere la carriera di giornalista di conflitti internazionali o di fotografo di guerra, \u00e8 andando alle manifestazioni violente che si comincia ad allenarsi. I giornalisti devono essere facilmente riconoscibili come tali, che siano operatori video o fotografi. Bisogna avere una grande consapevolezza di ci\u00f2 che si ha intorno, anche quando si \u00e8 concentrati per ottenere il video o la foto. Organizzatevi con una guida locale dotata di mezzo di trasporto, che possa portarvi dentro e fuori da un luogo. Una squadra dovrebbe comprendere un producer, un fotografo o operatore video e una terza persona che tenga d&#8217;occhio altre minacce nelle vicinanze. Dovreste sempre andare a filmare o fotografare le manifestazioni violente, per abituarvi alle scene e ai suoni che incontrerete in una vera zona di guerra. Se lavorate per un grande network globale, riceverete ulteriore formazione. Procuratevi una maschera antigas, se possibile. Conoscete i vostri limiti e ritiratevi se la situazione \u00e8 troppo pericolosa. La vostra vita non vale una foto o un video, a meno che non siate Robert Capa. Passare dall&#8217;aula o dalla propria camera da letto al lavoro da giornalista indipendente pu\u00f2 essere uno shock la prima volta. Vedere violenza e danni alla propriet\u00e0 su una scala come quella di Genova pu\u00f2 essere scioccante la prima volta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Versione inglese \/English version<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Looking back, what are the main lessons that the Genoa G8 taught news reporting in protest situations?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-35783 pk-lazyload\"  width=\"452\"  height=\"300\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 452px) 100vw, 452px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/4e410d5e-a640-4f1a-a5b9-03b1d8666f9b.jpeg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/4e410d5e-a640-4f1a-a5b9-03b1d8666f9b.jpeg 603w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/4e410d5e-a640-4f1a-a5b9-03b1d8666f9b-300x199.jpeg 300w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>At Genoa, Independent media, social media and Citizen media came of age and was tested on a large scale. Hackivism \u2013 ie political hacking was also invented by Autistici Inventati\/GCN. What made this possible in Indymedia\u2019s unique design as compared to traditional news networks. The invention of the self publishing upload page fundamentally made the internet a two way street. Previously you had to have knowledge of code and building websites to say anything. Indymedia realized early on that whilst it was building a revolutionary democratic, movement based news network, it knew existing old media news networks would attempt to shut down Indymedia or try and ignore media developments on the internet. Please remember, Murdoch tried to have the internet banned so his empire was protected. <\/p>\n\n\n\n<p>Because Indymedia positioned itself as a groundbreaking news website, a corporate media war broke out with numerous media organisations attempting to take indymedia to court in various countries. All of these attempts failed because Indymedia did not officially exist, had 2000 volunteer journalists operated out of people\u2019s bedrooms and had 400 techie hackers looking after its security. This war lasted several years before the old media networks accepted defeat or went out of business. It also finally consumed indymedia as the next generation moved to other social media platforms and organising demos on whatsapp. The end of the corporate media wars during the time of occupy led to a huge swath of populations distrusting journalists and media in general. TV channels and conventional news networks like CNN and BBC face reducing numbers of viewers. <\/p>\n\n\n\n<p>My own career as an indymedia UK journalist grew after Genoa to the point I became a global despatch editor with responsabilities for a number of indymedia website worldwide and I worked as an NUJ international conflict journalist and editor until early 2010 when I retired to spend time finally winning the Diaz case. Ultimately Indymedia at Genoa was at the centre of controversial change as the old media of the 90\u2019s transitioned the new med of the 2010\u2019s. As a footnote, Genoa and the investigation of human rights crimes led to the creation of citizen forensic investigation networks. Bellingcat and forensic architecture have investigated MH17 and the Bucha massacre.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Is there a phrase, an image or a sound from those days that still stays with you today?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I have been asked before this question, it is hard to pinpoint moments that I especially remember because Genoa was such an intense of riot, raid and torture events. Some of my favourite images came from the inside of indymedia and from the trials afterwards. It was a totally consuming project for 11 years to finish the genoa story and the raid on Diaz. What I remember most are the screams coming from Pertini after the second attack, as the police poured into the courtyard. There was also a moment, as the third attack was coming, when I realized I was going to die. Falling into a coma was like walking through a tunnel of light, and then nothing. The first attack stunned and immobilized me. The second attack, a few minutes later, caused enormous damage to my body. The third attack was the final blow, and then a 14-hour coma: the second attack broke my left hand\u2026 my entire rib cage on the left side was completely shattered. My spine was damaged, and I suffered massive internal bleeding. The third attack was nothing more or less than a splitting of my skull; the officer knew he would kill me, given the amount of force he used. Another kick to the mouth fractured or knocked out 16 of my teeth.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>What advice would you give to young journalists who find themselves having to cover potentially violent demonstrations?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-35789 pk-lazyload\"  width=\"453\"  height=\"300\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 453px) 100vw, 453px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/a05e833a-8052-47c9-946c-2bc90f94b2f3.jpeg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/a05e833a-8052-47c9-946c-2bc90f94b2f3.jpeg 604w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/a05e833a-8052-47c9-946c-2bc90f94b2f3-300x199.jpeg 300w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>If media students wish to embark in a career of being an international conflict journalism or a combat photographer, going to riots is where you start your training. Media have to be readily identifiable as journalists, camera operator or photographer. You have to have enormous self awareness around yourself even when being narrow focused to get the video shot or photo. Organise a local guide with transport who can get you in and out of a location. A team should consist of a producer, photographer\/camera and a third person to scan for other threats in the vicinity. You should always go to film or photo riots to get used to the sights and sound that you will encounter in a real warzone. If employed by a large global news network, you will get further training. Obtain a gas mask if possible. Know your limits and retreat if too dangerous. Your life is not worth a photo or a video unless you are Robert Cappa. Going from a classroom or your bedroom as an independent journalist can be a big shock the first time. To see violence and property damage on the scale of Genoa can be a shock first time.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Intervista di Paola Cairo &#8211; Foto: Mark Covell <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Mark Covell \u00e8 un giornalista britannico freelance che nel luglio 2001 segu\u00ec per Indymedia il vertice G8 di Genova, vivendo in prima linea gli scontri tra manifestanti e forze dell&#8217;ordine. 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