{"id":35585,"date":"2026-09-08T18:50:09","date_gmt":"2026-09-08T16:50:09","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=35585"},"modified":"2026-09-08T18:50:10","modified_gmt":"2026-09-08T16:50:10","slug":"perche-gli-economisti-ortodossi-non-ci-azzeccano-mai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2026\/09\/08\/perche-gli-economisti-ortodossi-non-ci-azzeccano-mai\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 gli economisti ortodossi non ci azzeccano mai"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Secondo la riflessione del professor Carlo Degli Abbati, specialista in economia e geopolitica, &#8220;La parabola dei ciechi&#8221; &#8211;  il celebre dipinto di Bruegel il Vecchio conservato nel Museo di Capodimonte &#8211; potrebbe costituire una perfetta allegoria degli analisti economici attuali in campo occidentale; un&#8217;immagine che riprende la rappresentazione fatta sul <em>Il<\/em> <em>Fatto Quotidiano<\/em> del 27 agosto scorso da Pino Arlacchi, autore dello splendido lavoro &#8220;La Cina spiegata all\u2019Occidente&#8221; (<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/fazieditore.it\/libro\/9791259677211\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/fazieditore.it\/libro\/9791259677211\" target=\"_blank\">Fazi, 2025<\/a>)<\/strong> <strong>che gi\u00e0 abbiamo pi\u00f9 volte citato<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-35587 pk-lazyload\"  width=\"512\"  height=\"384\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ciechi-carlo-1024x768.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ciechi-carlo-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ciechi-carlo-300x225.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ciechi-carlo-768x576.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ciechi-carlo-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ciechi-carlo-800x600.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ciechi-carlo-1160x870.jpg 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ciechi-carlo.jpg 1875w\" ><figcaption>Pieter Bruegel the Elder &#8211; The Parable of the Blind<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Arlacchi nota come sul Corriere della Sera del 2 agosto, Lucrezia Reichlin, figlia di Alfredo Reichlin, uno dei pi\u00f9 interessanti rappresentanti del defunto PCI, ci spieghi che capire l\u2019ascesa dei tassi americani non sia un esercizio accademico perch\u00e9 i <em>Treasury Bond<\/em> (i BOT americani) sarebbero la stella polare della finanza mondiale e il loro rendimento deciderebbe il costo del capitale ovunque: per gli Stati, per le imprese e perfino per le famiglie. Osserva Arlacchi che questo \u00e8 il \u201c<em>classico ragionamento occidentalista condotto con categorie occidentaliste<\/em>\u201d. E offre l\u2019occasione per porre la domanda che l\u2019economia ufficiale evita con cura: <strong>perch\u00e9 le sue previsioni falliscono con tanta regolarit\u00e0? Non parliamo di errori marginali, ma di \u201ccantonate epocali.\u201d <\/strong>Di seguito Arlacchi cita Il Fondo Monetario Internazionale &#8211; il tempio finanziario dell\u2019ortodossia liberale chiamato a formattare le economie del mondo intero- secondo il modello della economia neo-liberale di mercato<em> ndr<\/em> &#8211; che non vide arrivare il crollo del 2008. Annunci\u00f2 per un ventennio l\u2019imminente \u201catterraggio duro\u201d della Cina, che nel frattempo diventava la prima manifattura del pianeta. <strong>Nel 2022 previde, come il ministro dell\u2019economia francese Bruno Lemaire, il collasso dell\u2019economia russa sotto il peso delle sanzioni euroamericane<\/strong>: &#8211; 8,5 % di decrescita. La Russia perse invece poco pi\u00f9 di un punto percentuale e l\u2019anno dopo cresceva pi\u00f9 dell\u2019Europa, oggi in piena recessione, peraltro penosamente occultata. E fu lo stesso capo economista del FMI, Olivier Blanchard, a firmare <strong>nel 2013 la confessione pi\u00f9 clamorosa: i moltiplicatori fiscali usati per imporre l\u2019austerit\u00e0 alla Grecia erano stati sbagliati<\/strong>. Da ci\u00f2\u00a0 la tragedia del popolo greco del 2008, perfettamente evitabile, che costituisce una dei punti pi\u00f9 neri della storia europea, mirabilmente descritto del resto da James K. Galbraith nel suo \u201c<em>Crise gr\u00e8cque, trag\u00e9die europ\u00e9enne<\/em>\u201d<a href=\"https:\/\/www.seuil.com\/ouvrage\/crise-grecque-tragedie-europeenne-james-k-galbraith\/9782021314847\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.seuil.com\/ouvrage\/crise-grecque-tragedie-europeenne-james-k-galbraith\/9782021314847\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"> pubblicata dal Seuil nel 2016<\/a>. E conta poco, a questo punto, osserva Arlacchi, chiedersi quanto fosse casuale lo sbaglio. Perch\u00e9 non si tratta in realt\u00e0 di un problema di calcoli. \u00c8 un problema di mappa. Questi economisti misurano con precisione decrescente un centro che non \u00e8 pi\u00f9 il centro. Leggono il mondo con categorie occidentaliste\u2013i rendimenti dei Treasury Bond come un \u201cpunto di riferimento della finanza globale\u201d, i verbali della FED (Sistema USA di banche centrali) come oracoli planetari \u2013 e non si accorgono che il baricentro dell\u2019economia mondiale si \u00e8 nel frattempo spostato geograficamente e ha cambiato natura. Non siamo pi\u00f9 fra i derivati della finanza che fanno profitti dal nulla e non siamo neppure pi\u00f9 in Occidente. Il <em>grand basculement<\/em> (grande ribaltamento, ndr) del mondo riguarda lo spostamento geografico dall\u2019Occidente all\u2019Asia, ma anche il ritorno sulla terra della economia mondiale. Non solo siamo tornati in Estremo Oriente, nell\u2019Asia profonda, In India\u00a0 e in Cina, come ai fasti della antichit\u00e0 pi\u00f9 profonda, prima del XIX secolo della colonizzazione britannica, ma anche\u00a0 il mondo non \u00e8 pi\u00f9 finanziario, cartaceo, \u00e8 ridivenuto reale. Fatto di fabbriche, infrastrutture, energia, tecnologia. L\u2019Asia, osserva Arlacchi, produce ormai da sola quasi met\u00e0 del Prodotto lordo mondiale; la sola Cina vale circa un terzo della manifattura del pianeta, pi\u00f9 di Stati Uniti, Giappone e Germania messi insieme. E il commercio interno dell\u2019Asia orientale supera quello con l\u2019intero Occidente. I BRICS allargati (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, pi\u00f9 Etiopia, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Iran, Indonesia) pesano ormai, a parit\u00e0 di potere d\u2019acquisto, pi\u00f9 dei membri del\u00a0 G7. Sono numeri noti a chiunque, eppure il commento economico dominante continua a ragionare come se fossimo ancora nel 1995: quando sale il rendimento dei titoli americani sale il costo del capitale \u201covunque\u201d. <strong>Ma ovunque dove, si chiede Arlacchi? Nell\u2019Occidente indebitato, certamente<\/strong>. Non nel continente che finanzia la propria crescita col proprio risparmio. La Cina \u00e8 la dimostrazione vivente che un\u2019altra architettura \u00e8 gi\u00e0 all\u2019opera: la pi\u00f9 grande manifattura mondiale sostenuta da una Banca centrale che decide in base ai piani di crescita dell\u2019economia reale, non secondo i frizzi della Borsa di Shanghai o di Wall Street. Mentre la FED, tra il 2022 e il 2023, portava i tassi ai massimi da vent\u2019anni, sino al 5,50%, la Banca del Popolo di Pechino li tagliava, serenamente, perch\u00e9 cos\u00ec richiedeva l\u2019economia domestica: un\u2019eresia inconcepibile per chi crede che il pianeta intero debba muoversi al ritmo di Washington. Conto capitale presidiato, debito finanziato dal risparmio interno, credito orientato dalla pianificazione: tutto ci\u00f2 che i manuali della fede neoliberale, protesi a costruire a forza una societ\u00e0 di diritto privato, nullificando il ruolo dello Stato, bollano come \u201crepressione finanziaria\u201d, si \u00e8 rivelato, alla prova dei fatti, il pi\u00f9 formidabile scudo contro i cicli speculativi altrui.<\/p>\n\n\n\n<p>E l\u2019Asia profonda ha buona memoria. Qui Arlacchi ricorda lo \u201cscherzo\u201d inflitto da Wall Street nel luglio del 1997, quando l\u2019attacco speculativo al <em>baht<\/em> thailandese travolse in pochi mesi Indonesia, Corea e Malaysia. Da quelle parti non la chiamano \u201ccrisi asiatica\u201d: la chiamano \u201ccrisi FMI\u201d. Possiamo qui dilungarci un poco su quanto scrive Arlacchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1997 gli investitori internazionali cominciarono a dubitare che la Thailandia potesse mantenere il valore del baht (la moneta, <em>ndr<\/em>), allora agganciato al dollaro a un cambio quasi fisso. Dopo un periodo di difesa della moneta dalla speculazione internazionale che vendeva baht contro dollari, la banca centrale abbandon\u00f2 il cambio fisso, fino ad allora in vigore,\u00a0 lasciando fluttuare liberamente il baht che si deprezz\u00f2 rapidamente, estendendo la crisi a Indonesia, Corea del Sud e Malesia.\u00a0 Il governo thailandese in grave difficolt\u00e0 di bilancio si rivolse al FMI che impose al paese le sue abituali \u201cConditionalities\u2019 Matrix\u201d (matrice delle condizionalit\u00e0, ovvero un documento programmatico utilizzato da istituzioni come il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Mondiale per vincolare l&#8217;erogazione di prestiti a specifiche riforme da parte del Paese ricevente, ndr) capaci solo di aggravare le difficolt\u00e0 esistenti con prestiti a restituire in tre anni in dollari, a tassi di usura perch\u00e9 aumentati dal \u201crischio paese\u201d, nonch\u00e9 assistiti dalle solite condizioni di austerit\u00e0 feroce &#8211; tassi al 30%, privatizzazioni\u00a0 con svendita degli asset nazionali ai creditori occidentali -. Tutte ricette in grado di affondare delle economie fondamentalmente sane.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo la Malaysia di Mohamad Mahathir, che disobbed\u00ec all\u2019ortodossia imponendo controlli sui capitali, ne usc\u00ec prima e meglio di tutti. Dopo questa esperienza illuminante,\u00a0 nasceva nel 2000 la <strong><em>Chiang Mai Initiative<\/em><\/strong>, con l\u2019idea di creare un sistema di aiuto reciproco fra le riserve valutarie dei paesi partecipanti, un vero e proprio \u201cporcospino\u201d valutario basato su di una rete di swap tra i dieci paesi partecipanti all\u2019ASEAN ( Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malesia, Myanmar, Filippine, Singapore, Thailandia, Vietnam, Timor-Leste), pi\u00f9 Cina, Giappone, Corea del Sud. La lezione fu appresa una volta per tutte. L\u2019Asia da allora ha accumulato riserve oceaniche, ha costruito con l\u2019iniziativa di Chiang Mai la propria rete di protezione monetaria, ha moltiplicato gli scambi regolati nelle proprie valute. <strong>A questo proposito Pino Arlacchi cita nel suo articolo il suo maestro Giovanni Arrighi che aveva spiegato con largo anticipo come ogni egemonia al tramonto attraversa una fase di espansione finanziaria in cui la finanza del centro brilla della sua luce pi\u00f9 intensa, proprio mentre l\u2019economia reale migra altrove<\/strong>. Accadde a Genova, ad Amsterdam, a Londra. Accade oggi a New York. I rendimenti dei <em>Treasury Bond<\/em> non sono il termometro del mondo, conclude Arrighi, citato da Arlacchi,\u00a0 sono \u201cil canto del cigno di un\u2019egemonia che scambia la propria febbre per il polso del pianeta\u201d. Gli economisti ortodossi continueranno a sbagliare le previsioni perch\u00e9 non sbagliano i decimali: sbagliano l\u2019oggetto. \u201cPrevedono il futuro di un mondo che sta uscendo di scena, con strumenti costruiti per misurarlo. Finch\u00e9 guarderanno l\u2019economia mondiale da Wall Street, vedranno soltanto Wall Street. <strong>Il mondo, nel frattempo, si \u00e8 trasferito altrove<\/strong>. E non ha lasciato l\u2019indirizzo al Fondo Monetario Internazionale\u201d. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-35591 pk-lazyload\"  width=\"456\"  height=\"306\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 456px) 100vw, 456px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/carlo-medusa-1024x688.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/carlo-medusa-1024x688.png 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/carlo-medusa-300x202.png 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/carlo-medusa-768x516.png 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/carlo-medusa-800x537.png 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/carlo-medusa.png 1063w\" ><figcaption>JEAN LOUIS TH\u00c9ODORE G\u00c9RICAULT &#8211; La Balsa de la Medusa (Museo del Louvre, 1818-19)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Una Wall Street che comunque, aggiungiamo noi,\u00a0 non lascer\u00e0 nulla di intentato per non perdere il controllo del mondo. E guai ai pi\u00f9 deboli che continueranno testardamente ad imbarcarsi sul suo <em>radeau de la Meduse<\/em> (zattera della medusa, ndr).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carlo degli Abbati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Insegna Diritto dell\u2019Unione europea e Organizzazioni Internazionali al Dip. di Lingue e Culture Moderne dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Genova. Gi\u00e0 docente Jean Monnet di Storia dell\u2019integrazione europea\u00a0 e di Economia dello Sviluppo presso lo stesso Ateneo e di Storia dei Paesi musulmani presso il Dip. di Lettere e Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Trento ha insegnato Storia dell\u2019Integrazione europea alla Universit\u00e9 de Lorraine-Metz<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Secondo la riflessione del professor Carlo Degli Abbati, specialista in economia e geopolitica, &#8220;La parabola dei ciechi&#8221; &#8211; il celebre dipinto di Bruegel il Vecchio conservato nel Museo di Capodimonte &#8211; potrebbe costituire una perfetta allegoria degli analisti economici attuali&hellip;\n","protected":false},"author":2,"featured_media":35587,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[2892,29],"tags":[7117,2800,1304,15728,13241],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35585"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35585"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35585\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35593,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35585\/revisions\/35593"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/35587"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35585"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35585"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35585"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}