{"id":35425,"date":"2026-08-10T11:39:46","date_gmt":"2026-08-10T09:39:46","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=35425"},"modified":"2026-08-10T11:39:47","modified_gmt":"2026-08-10T09:39:47","slug":"il-mediterraneo-il-centro-immaginato-di-un-mondo-molto-piu-vasto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2026\/08\/10\/il-mediterraneo-il-centro-immaginato-di-un-mondo-molto-piu-vasto\/","title":{"rendered":"Il Mediterraneo: il centro immaginato di un mondo molto pi\u00f9 vasto"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>L\u2019identit\u00e0 europea continentale, con l\u2019aggiunta del mondo anglosassone, un po\u2019 anglonormanno e un po\u2019 allargato ad un gruppo originario di cristiani fondamentalisti che a bordo del <em>Mayflower<\/em> fuggivano verso l\u2019America la decadenza dei costumi nelle isole britanniche, si \u00e8 storicamente incentrata anche per difetto (la scelta del <em>large abroad <\/em>della regina Elisabetta alla fine del XVI) su una parte minuscola del mondo costituita da un lago chiuso, il Mediterraneo. Splendidamente descritto da Fernand Braudel, ricco di tante civilt\u00e0 affastellate le une alle altre, straordinariamente vario etnicamente ma anche insistente su uno spazio geografico marginale, ristretto, totalizzante peraltro per secoli la nostra rappresentazione del mondoconosciuto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019Iliade all\u2019Odissea alle guerre intestine fra le citt\u00e0 greche, sino alla loro definitiva elisione, la storia europea si \u00e8 dipanata nello spazio asfittico di un lago. Gli epici combattimenti di cui ci parla la storia greco- romana si sono svolti in ambiti confinati, intorno alle sponde di un <em>partour<\/em> peri mediterraneo il cui allargamento era vietato per i Romani soprattutto nei pressi degli altipiani iranici dalle frecce dei Parti e il cui campo di irradiazione non andava oltre la costa fenicia e il suo entroterra costituito dalla terra dei due fiumi, la Mesopotamia, senza mai superare le naturali barriere caucasiche o iraniane. Quindi, una microstoria geograficamente locale, ma talmente ingigantita e mitizzata nella sua rappresentazione da diventare addirittura olistica, come se il resto del mondo fosse solo una astrazione ignota, lo <em>hic sunt leones<\/em> riservato nelle carte romane alle regioni inesplorate. <strong>Ad accompagnare la litote geografica una sineddoche rappresentativa: noi occidentali ci siamo identificati a rappresentare il tutto, storia, cultura, civilt\u00e0 umana. Il resto del mondo che non conoscevamo restava fuori.<\/strong> Secondo il teorema del lampadario, per citare il grande economista <strong>Jean-Paul Fitoussi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Coscienti della nostra superiorit\u00e0 culturale, per noi euroatlantici il resto del mondo non poteva che essere condannato ad imitarci, con le buone o con le cattive. Egemonia, suprematismo, colonialismo, partiti da una litote geografica per semplice ignoranza del mondo, coltivata, nutrita, per secoli.&nbsp; Figuriamoci poi se appariva un nemico esterno, l\u2019Islam, a minacciare i nostri valori. Per definizione si doveva sminuirne ogni valore, non poteva avere diritto di cittadinanza nel perfetto mondo culturale ormai affermatosi intorno al Mediterraneo greco-romano, a giusto titolo <em>mare nostro<\/em> per antonomasia.&nbsp; <strong>Abbiamo cos\u00ec per secoli basato la nostra identit\u00e0 sulla rimozione di quanto si collocasse all\u2019esterno de nostri valori. Con un solo problema. Al di fuori ci stavano non dei laghi ma degli Oceani, delle megastrutture liquide ben pi\u00f9 adatte di un mare chiuso a provocare la vastit\u00e0 dell\u2019incontro e del confronto fra una molteplicit\u00e0 di culture e di conoscenze, di popolazioni e di miti creatori nel senso indicato da Mircea Eliade<\/strong>. Poco al di fuori del Mediterraneo, oltre il Mar Rosso, le acque dell\u2019Oceano Indiano lambivano i limiti marini di lontane civilt\u00e0 antichissime, la costa africana, il Madagascar, la Micronesia indonesiana, le coste indiane e cinesi. Questo immenso mare percorso da venti costanti aveva nei millenni ravvicinato culture e scoperte scientifiche apportate dalle diverse civilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-35428 pk-lazyload\"  width=\"422\"  height=\"512\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 422px) 100vw, 422px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/oceano-ind-844x1024.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/oceano-ind-844x1024.jpg 844w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/oceano-ind-247x300.jpg 247w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/oceano-ind-768x931.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/oceano-ind-800x970.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/oceano-ind-1160x1407.jpg 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/oceano-ind.jpg 1260w\" ><figcaption>Source: University of Texas, Perry Castaneda Library Map Collection \u2013 Courtesy of the Un. of Texas Libraries, The University of Texas at Austin<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ma conoscenze e culture si incontravano anche per via di terra lungo le vie di Giada (ribattezzate vie della seta nel XIX secolo) che erano state aperte all\u2019inizio del III secolo d.C.\u00a0 sotto l\u2019imperatore Han Wu Di fra la capitale cinese Xian (Changan) e l\u2019Asia centrale sino a raggiungere il Mediterraneo. In numero di tre, erano merito di un emissario imperiale, Zhang Qian, inviato in Asia centrale ad ottenere contro i minacciosi nomadi Xiongnu che insidiavano l\u2019espansione occidentale cinese all\u2019epoca degli Han anteriori il sostegno dei nomadi Y\u00fceh-shi e fatto prigioniero per 13 anni in Sogdiana. <strong>Sulle acque gli scali aperti sull\u2019Oceano indiano, agevolmente navigabile per la presenza di venti costanti (i monsoni) collegavano persone e conoscenze <\/strong>in un perimetro esteso dai confini dell\u2019Africa del sud ( Mozambico) all\u2019Africa dell\u2019Est sino al Mar Rosso, all\u2019Oman, allo stretto di Ormuz su cui si affacciava l\u2019impero persiano, sino all\u2019attuale Pakistan, alle coste indiane e, al di l\u00e0 della Micronesia indonesiana e al distretto di Malacca, sino alle coste cinesi estese nel nord est dell\u2019immenso quadrante. Ne scaturiva un <em>melting pot<\/em> di costumi e conoscenze cui ogni civilt\u00e0 affacciata sull\u2019Oceano Indiano contribuiva.<\/p>\n\n\n\n<p>La Cina in cui la prima universit\u00e0 imperiale sotto l\u2019imperatore Ling era stata fondata nel 165 d.C., quasi mille anni prima di quella di Bologna (1088), contribuiva alle conoscenze con la bussola il cui uso aveva preceduto l\u2019Europa di 11-13 secoli, la stampa introdotta in Cina 7-8 secoli prima dell\u2019Europa, la polvere da sparo di cui i cinesi facevano uso 4 secoli prima l\u2019introduzione in Europa dei primi trabucchi o dei fucili ad avancarica.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla penisola indiana, grande terra di studiosi di astronomia, proveniva dal V secolo la grande matematica. <strong>Mentre l\u2019Europa conosceva dall\u2019epoca greca e latina la numerazione ordinale ed ignorava lo zero, l\u2019India,<\/strong> grazie a studiosi come <strong>Aryabhatiya o Brahmagupta<\/strong>, introduceva il sistema numerico decimale posizionale, il fondamentale numero zero, avanzava nel calcolo algebrico e trigonometrico e nelle serie matematiche con la scuola di Kerala. Grazie allo straordinario polmone conoscitivo arabo formato dai califfi Abassidi a Baghdad con la <em>Bayt al-Hikma<\/em>, <em>la casa della saggezza<\/em>, le conoscenze matematiche indiane si trasferivano nel mondo arabo e da l\u00ec raggiungevano l\u2019Europa. Per gli arabi la rappresentazione numerica si configurava con il numero degli angoli delle babbucce, a partire dall\u2019isolato angolo di w\u00e2hed (1-uno) sino al fondamentale <em>\u2c7eifr<\/em>, lo zero, tradotto in occidente come cifra. Ma nel grande impero abbaside contributi originali vengono forniti da Boukhara, trasformata in alto luogo della cultura persiana e della diffusione dell\u2019islam sunnita. Il matematico Abu <strong>Ja\u2019far Muhhammad al Khw\u00e2razmi<\/strong> (780-850) astrologo rinomato alla corte del califfo al Ma`mun, dar\u00e0 il suo nome agli algoritmi che condizionano ormai tutti gli aspetti della nostra esistenza di uomini in origine liberi. Ma a&nbsp; Boukhara operava anche il matematico Muhammad al-F\u00e2r\u00e2b\u00ee autore del famoso Fus\u00fbl al-Hikam \u201cil giudizio della saggezza\u201d, prontuario delle conoscenze scientifiche del tempo, mentre il celebre medico&nbsp; Avicenna, Ibn Sin\u00e2, produceva \u201cIl canone della medicina\u201d( <em>Al-Qan\u00fbn fi at-Tibb<\/em>) che sar\u00e0 diffuso&nbsp; in tutta Europa contribuendo al miglioramento dei contenuti della medicina europea tradizionale, rimasta indubbiamente nei secoli molto pi\u00f9 arretrata, come constatavano gli storici arabi delle crociate nel trattamento dei feriti cristiani.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma le grandi distese liquide dell\u2019Oceano Indiano, lo spirare nell\u2019area di venti costanti costituivano anche un impulso al miglioramento delle tecniche marittime di navigazione e al ravvicinamento delle popolazioni. In fondo non bisogna dimenticare che la costruzione di un mondo commerciale integrato che andasse dalla Cina alla Persia fino all\u2019Europa, caratterizzato dalla libera circolazione di beni e di persone, era prima di tutto un sogno mongolo anche se fu presto abbracciato da quelle potenze marittime come Genova, Venezia, Amalfi, Pisa che avevano fatto del commercio la ragione principale della loro stessa esistenza e al loro successo. Come ricorda <strong>Di Cosmo, citato da Franco Cardini<\/strong>, nel suo \u201cVenezia e i Mongoli\u201d. Forse la figura storica che meglio rappresenta l\u2019evoluzione tecnologica avvenuta nei secoli intorno alle acque dell\u2019Oceano Indiano e che ha ricevuto grande rilievo nella narrazione cinese intorno alla iniziativa <em>Belt and Road Initiative<\/em> (BRI) destinata dal 2013 a collegare la Cina all\u2019Europa attraverso cinque vie, tre ferroviarie, una stradale, una marittima, \u00e8 quello dell\u2019ammiraglio cinese <strong>Zeng He<\/strong>. Originario dello Yunnan, musulmano, eunuco, Zeng He \u00e8 inviato dall\u2019imperatore Yongle della dinastia Ming a condurre sette spedizioni fra il 1405 e il 1433. <strong>Siamo quindi pi\u00f9 mezzo secolo prima del primo viaggio di Cristoforo Colombo a Hispaniola e dell\u2019arrivo dei portoghesi nell\u2019Oceano Indiano (1498).<\/strong> Le giunche utilizzate da Zeng He arrivano dalle coste cinesi sino alla costa orientale africana e risalgano in parte il Mar Rosso.<\/p>\n\n\n\n<p>Se le caravelle di Colombo, espressione della cocca genovese erano a tre alberi e non raggiungeva i 25 metri di lunghezza, le \u201cnavi del tesoro\u201d di Zeng He avevano nove alberi e nelle stime di lunghezza pi\u00f9 prudenti erano lunghe dai 60 ai 90 metri, per non parlare dei 120 metri citati nelle cronache cinesi. Zeng He non pensa a delle conquiste coloniali delle zone visitate, porta doni dell\u2019imperatore per poi ripartire lungo le rotte marittime percorse da secoli da mercanti arabi, persiani, indiani, malesi al ritmo dello spirare dei monsoni. Successivamente gli attacchi terresti subiti dai Ming dal nord della Grande Muraglia consiglieranno la chiusura delle coste cinesi e i peripli delle giunche cinesi non si ripeteranno. Ma l\u2019Oceano Indiano rester\u00e0 nei secoli come vettore di civilt\u00e0. Grazie alla presenza delle repubbliche marinare che si erano spinte lontano con le loro colonie, dall\u2019India al Mar Nero, al Mar d\u2019Azov, sbocco della via mongola che portava alla Persia e alla Cina, <strong>gli echi di tale evoluzione tecnologica raggiungono anche il Mediterraneo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Intorno alla inesistente figura di <strong>Flavio Gioia<\/strong> si pu\u00f2 ritenere che fosse un amalfitano a scoprire nel mar arabo o sulla costa indiana l\u2019uso della bussola magnetica. <strong>Mentre \u00e8 invece certo un pisano, Leonardo Fibonacci che con il suo <em>Liber Abaci<\/em> introduce in Europa il sistema di numerazione indo-arabo con l\u2019introduzione del prezioso <em>zero<\/em> che nato in India conclude in Europa il suo lungo periplo, e sono i genovesi a ricuperare dagli arabi i cartolari di navigazione (portolani) e la velatura mobile che Carlo Mario Cippola considerava uno dei principali progressi dell\u2019Europa verso la modernit\u00e0<\/strong>. Innovazioni, progressi, tecniche che avevano tutte trovato la loro origine al di fuori di quel meraviglioso crocevia mediterraneo di civilt\u00e0 citato da Braudel che peraltro condivideva la sua storia con altri crocevia e altre civilt\u00e0, di uguale se non maggiore importanza, peraltro rimaste confinate per il sempre dominante eurocentrismo nella discreta penombra della storia rimossa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carlo degli Abbati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Insegna Diritto dell\u2019Unione Europea e Organizzazioni Internazionali al Dip. di Lingue e Culture Moderne dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Genova. Gi\u00e0 docente di Economia dello Sviluppo presso lo stesso Ateneo e di Storia dei Paesi musulmani al Dip. di Lettere e Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Trento ha insegnato Storia dell\u2019Integrazione europea alla Universit\u00e9 de Lorraine-Metz<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019identit\u00e0 europea continentale, con l\u2019aggiunta del mondo anglosassone, un po\u2019 anglonormanno e un po\u2019 allargato ad un gruppo originario di cristiani fondamentalisti che a bordo del Mayflower fuggivano verso l\u2019America la decadenza dei costumi nelle isole britanniche, si \u00e8 storicamente&hellip;\n","protected":false},"author":17,"featured_media":35427,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[7659,8074],"tags":[7117,8329,382,12977,15675,15674,15676,3364,2078,6002],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35425"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35425"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35425\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35432,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35425\/revisions\/35432"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/35427"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35425"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35425"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35425"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}