{"id":35397,"date":"2026-08-04T21:25:44","date_gmt":"2026-08-04T19:25:44","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=35397"},"modified":"2026-08-04T21:25:47","modified_gmt":"2026-08-04T19:25:47","slug":"oltre-limperialismo-culturale-alla-ricerca-di-una-terza-via-per-la-sovranita-popolare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2026\/08\/04\/oltre-limperialismo-culturale-alla-ricerca-di-una-terza-via-per-la-sovranita-popolare\/","title":{"rendered":"Oltre l&#8217;imperialismo culturale: alla ricerca di una terza via per la sovranit\u00e0 popolare"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Democrazia tra relativismo e oggettivismo, stimolante saggio di Alessandro Di Fiore pubblicato da <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.armandoeditore.it\/catalogo\/democrazia-tra-relativismo-e-oggettivismo\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.armandoeditore.it\/catalogo\/democrazia-tra-relativismo-e-oggettivismo\/\" target=\"_blank\">Armando Editore<\/a> (2026), offre una boccata d&#8217;ossigeno al dibattito politologico contemporaneo superando con rigore sia i formalismi puri sia le visioni radicalmente sostanziali della legge. L&#8217;autore delinea un&#8217;originale griglia &#8220;tridimensionale&#8221; che protegge lo spazio della politica e il libero confronto delle idee da pretese universalistiche totalizzanti. In questa conversazione finale, lo sguardo si allarga oltre i confini nazionali per toccare le grandi sfide teoriche e internazionali sollevate nel libro: dal rischio di imperialismo culturale nel discorso sui diritti, al deficit partecipativo nelle istituzioni sovranazionali, fino al confronto speculare con le logiche interne dei moderni regimi autocratici. Intervista<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-35400 pk-lazyload\"  width=\"218\"  height=\"349\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 218px) 100vw, 218px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/libro-.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/libro-.jpg 436w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/libro--188x300.jpg 188w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Nel dibattito europeo contemporaneo si avverte spesso una forte tensione tra l&#8217;universalismo dei diritti (di matrice occidentale) e le rivendicazioni di specificit\u00e0 culturali. Dal suo punto di osservazione, come si pu\u00f2 difendere il valore della democrazia senza cadere in una forma di &#8220;imperialismo culturale&#8221; o di &#8220;superba ristrettezza di vedute&#8221; come quella denunciata da Milan Kundera nella citazione in apertura del suo libro?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In apertura del mio libro riporto non a caso il passaggio in cui Milan Kundera esprime ci\u00f2 che lei giustamente definisce come \u201csuperba ristrettezza di vedute\u201d. Perch\u00e9 riporto quel passaggio? Perch\u00e9 si adatta perfettamente al modello di democrazia che propongo: non democrazia che si appropri di presunti valori universali, ma democrazia che predisponga gli strumenti intellettivi idonei a fornire all\u2019elettore la capacit\u00e0 reale di dibattere sulla prevalenza di taluni valori piuttosto che di altri storicamente determinati. Perch\u00e9 nella mia analisi elevo solo taluni diritti a diritti democratici? Perch\u00e9 solo taluni di essi (ad esempio le libert\u00e0 liberali) si pongono in rapporto strumentale rispetto alla effettivit\u00e0 della sovranit\u00e0 popolare. I residui diritti, per quanto meritevoli di tutela in un determinato contesto storico e culturale, rimangono estranei alla nozione di democrazia poich\u00e9 se cos\u00ec non fosse la democrazia si approprierebbe di tematiche che viceversa dovrebbero essere poste all\u2019ordine del giorno dell\u2019agenda politica. \u00c8 cos\u00ec che si segna il confine tra democrazia e politica. \u00c8 cos\u00ec che si supera la \u201csuperba ristrettezza di vedute\u201d in base alla quale ciascuno si sente nel diritto, in base alla propria ottica e alle proprie convinzioni, di elevare nella nozione di democrazia i diritti che maggiormente rispondono alla propria ottica e alle proprie convinzioni. \u00c8 cos\u00ec che si supera ogni forma di imperialismo culturale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le istituzioni sovranazionali (come l&#8217;UE) vengono talvolta accusate di &#8220;deficit democratico&#8221; a causa del peso di organismi tecnici o comitati non eletti. In che modo il cittadino europeo pu\u00f2 mantenere la fiducia nella democrazia?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Riconosco che l\u2019UE soffre di un certo deficit democratico. Ma non vorrei che si esagerasse: vorrei che non si dimenticasse che la massima istituzione europea, il Parlamento europeo, \u00e8 a base elettiva. Non vorrei che si dimenticassero gli istituti di democrazia partecipativa diretta, che consentono a un milione di cittadini di chiedere una nuova legge alla Commissione; non vorrei che si dimenticasse il diritto di petizione di cui gode ciascun cittadino. N\u00e9, in ultimo, vorrei che si dimenticasse che le decisioni fondamentali vengono prese da Ministri regolarmente eletti dai propri Stati di appartenenza. Tuttavia, personalmente auspico, come ho scritto nel mio libro, che il Parlamento europeo estenda le proprie competenze rispetto a quelle attuali. Riconosco che organismi tecnici non eletti possano creare un sentimento di sfiducia nel cittadino democratico. Occorre anche ammettere per\u00f2 che la complessit\u00e0 della societ\u00e0 contemporanea impone non di rado conoscenze altamente specialistiche. L\u2019ideale sarebbe, come affermo nel mio libro, che le decisioni tecniche di organismi non eletti non interferiscano con le decisioni squisitamente politiche. Non interferenza a volte molto difficile da salvaguardare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel testo lei critica sia le teorie democratiche puramente procedurali sia quelle radicalmente sostanziali. Qual \u00e8 stato il percorso intellettuale o il &#8220;corto circuito&#8221; logico nei classici del pensiero politico che l&#8217;ha spinta a cercare una terza via, ovvero il suo modello &#8220;tridimensionale&#8221;?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per la verit\u00e0 la terza via non l\u2019ho trovata direttamente dal modello \u201ctridimensionale\u201d, ma da una componente di quel modello, ossia dalla componente sostanziale. Quello che lei incisivamente definisce \u201ccorto circuito\u201d logico consiste nel fatto che sia le teorie radicalmente formali (penso alla Pintore), sia le teorie radicalmente sostanziali (penso a Ferrajoli), a mio modo di vedere, mortificano la democrazia: le prime poich\u00e9 escludendo dalla nozione di democrazia il catalogo delle libert\u00e0 liberali riducono la sovranit\u00e0 popolare a mera fictio; le seconde poich\u00e9 facendo confluire nell\u2019indisponibilit\u00e0 democratica l\u2019intero catalogo dei diritti fondamentali sottraendoli alla politica, mortificano il dibattito pubblico, ossia ci\u00f2 che invece la democrazia dovrebbe tutelare. Dunque, mortificano la stessa democrazia. Sono due teorie opposte che conducono all\u2019identico indesiderato risultato. Io invece invito ad esaminare partitamente i diritti, in modo da elevare a democratici, come gi\u00e0 ho detto, solo quelli funzionali all\u2019effettivit\u00e0 della sovranit\u00e0 popolare. Con ci\u00f2 si realizza un sostanziale equilibrio tra gli opposti ambiti della disponibilit\u00e0 politica e dell\u2019indisponibilit\u00e0 democratica, e si supera quella ristrettezza di vedute denunciata da Milan Kundera.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nella seconda parte del libro, lei analizza &#8220;a contrario&#8221; i regimi autocratici di Russia e Cina, sottolineando che nascono in contesti storici e culturali profondamente diversi. Quale tipo di documentazione o chiave di lettura sociopolitica ha trovato pi\u00f9 complessa da decodificare per comprendere la loro logica interna senza liquidarla frettolosamente?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stato autorevolmente sostenuto da Cristina Carpinelli in \u201cLa nuova Costituzione russa e il suo codice di civilt\u00e0\u201d, che Surkov, l\u2019ideologo di Putin, \u00e8 attratto dal razionalismo politico di Francois Guizot, e dal decisionismo politico di Carl Schmitt. Su ci\u00f2 concordo pienamente. Tuttavia, non \u00e8 semplice accostare l\u2019idea schmittiana di democrazia come identit\u00e0 tra governanti e governati, con l\u2019idea di Guizot secondo cui la sovranit\u00e0 deve derivare non dal popolo ma da \u00e9lites che incarnino la suprema ragione. Da una parte si accredita un\u2019idea di identificazione, dall\u2019altra un\u2019idea di separazione. Eppure, \u00e8 proprio questa problematica sintesi tra le due idee la chiave di lettura dell\u2019ideologia putiniana.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-35401 pk-lazyload\"  width=\"218\"  height=\"294\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 218px) 100vw, 218px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/foto-d-759x1024.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/foto-d-759x1024.jpg 759w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/foto-d-222x300.jpg 222w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/foto-d-768x1036.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/foto-d-1139x1536.jpg 1139w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/foto-d-1518x2048.jpg 1518w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/foto-d-800x1079.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/foto-d-1160x1565.jpg 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/foto-d-scaled.jpg 1898w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Una delle tesi pi\u00f9 provocatorie del libro \u00e8 che proprio l&#8217;approccio relativista \u2013 tradizionalmente accusato di indebolire i valori \u2013 sia in realt\u00e0 lo strumento migliore per fondare la preferibilit\u00e0 universale della democrazia. In che modo questo paradosso teorico si traduce in un output pratico per le democrazie occidentali in crisi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il fondamento relativista della democrazia sottrae ai sostenitori delle autocrazie la principale argomentazione contro le democrazie occidentali, ossia che esse si fondino su presunti valori universali. Tuttavia, per essere coerenti con tale fondamento relativista, occorre che la democrazia non si appropri di presunti valori universali e che piuttosto li interpreti come reversibili poich\u00e9 consegnati al disponibile ambito politico. Occorre anche respingere il modello di Carta Fondamentale immodificabile: ogni idea di irreversibilit\u00e0 non pu\u00f2 che trarre origine da posizioni oggettiviste. Viceversa, nel mio libro, ho denunciato le deficienze epistemiche di fondazioni oggettive di valori. Da qui la mia teoria che invita ad accogliere la reversibilit\u00e0 democratica. L\u2019ottica relativista che propongo non degrada a mero nichilismo, poich\u00e9 l\u2019effettivit\u00e0 della sovranit\u00e0 popolare impone il riconoscimento di una pluralit\u00e0 di diritti. Sicch\u00e9 l\u2019impostazione relativista recupera, seppur parzialmente, gran parte di quei diritti ai quali rinviano le teorie oggettiviste. Mi riferisco in particolare ai diritti di libert\u00e0 (personale, di espressione, di comunicazione, di riunione, di associazione) e ai diritti sociali con particolare riferimento al diritto all\u2019istruzione e alla liberazione dal bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Elisa Cutull\u00e8<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Democrazia tra relativismo e oggettivismo, stimolante saggio di Alessandro Di Fiore pubblicato da Armando Editore (2026), offre una boccata d&#8217;ossigeno al dibattito politologico contemporaneo superando con rigore sia i formalismi puri sia le visioni radicalmente sostanziali della legge. 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