{"id":35257,"date":"2026-07-06T21:57:30","date_gmt":"2026-07-06T19:57:30","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=35257"},"modified":"2026-07-06T22:00:17","modified_gmt":"2026-07-06T20:00:17","slug":"perche-loccidente-odia-la-russia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2026\/07\/06\/perche-loccidente-odia-la-russia\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 l\u2019occidente odia la Russia"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>In un momento tanto gravido di pericoli con il rischio che l\u2019escalation della opposizione NATO\/ Russia in corso possa portare ad una terza e definitiva&nbsp; guerra mondiale che sconvolga l\u2019Europa, commentiamo un lavoro del filosofo tedesco Hauke Ritz che appare oggi in edizione italiana per i tipi di&nbsp; Fazi Editore e la prefazione del prof. Luciano Canfora: <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/fazieditore.it\/libro\/9791259678164\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/fazieditore.it\/libro\/9791259678164\" target=\"_blank\">Perch\u00e9 l\u2019Occidente odia la Russia<\/a>, riportandone ampi estratti. Nello spirito di superare la semplificazione binomiale \u201caggressore-aggredito\u201d con cui normalmente si dichiara risolta,&nbsp; a livello mediatico,&nbsp;&nbsp; la spartizione dei torti nel giudicare il conflitto ucraino<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"439\"  height=\"642\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-35261 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 439px) 100vw, 439px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/russialibro.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/russialibro.jpg 439w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/russialibro-205x300.jpg 205w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>I motivi per cui l\u2019Europa e gli USA abbiano anche dopo il crollo dell\u2019Impero Sovietico,  potuto percepire la Russia solo come un concorrente, un rivale e non come un vicino europeo, una cultura affine e una forza di supporto possono essere molteplici, afferma Ritz. Se ci limitiamo al campo che ci interessa particolarmente, l\u2019Europa, forse a spiegare quello che succede vale pensare ad una perdita di identit\u00e0, di un senso basilare di s\u00e9, da parte dell\u2019Europa, legato al senso di colpa per il clima di guerra civile che essa ha saputo creare nel suo seno sin dal 1914. Accompagnato, aggiungiamo noi della Redazione, anche dalla mancanza di un autentico spirito di appartenenza sul piano europeo, che non andasse oltre la semplice coesistenza fra nazioni diverse, quello spirito di corpo,&nbsp; <em>asabiyyah<\/em>, che lo storico maghrebino Ibn Khaldun indicava nel XIV secolo nella sua <em>Mukaddima <\/em>come il fattore di forza e, inversamente,&nbsp; con la sua scomparsa&nbsp; di debolezza degli imperi come il Califfato, diventati dei&nbsp; semplici stati patrimoniali, dei <em>mulk<\/em>, senza alcuna valenza morale. Una Europa rimasta scossa e scioccata dalle due guerre mondiali, al punto di aver conservato la paura di essere, di sentirsi di nuovo profondamente europea. E\u2019 per questo forse che, nel dopoguerra, <strong>l\u2019identit\u00e0 occidentale<\/strong>&nbsp; \u00e8 riuscita a eclissare progressivamente quella&nbsp; <strong>europea<\/strong>, all\u2019ombra del miracolo economico, del consumismo, dell\u2019avanzamento&nbsp; professionale di una nuova generazione, nel&nbsp; progressivo assorbimento del vincente neo-liberismo, nato certo in Europa con il &#8220;Colloquio&#8221; Walter&nbsp; Lippmann a Parigi nel 1938, ma perfettamente imposto dalla&nbsp; prevalente cultura anglosassone dei vincitori, dominante dagli Anni \u201970 con le figure di Margaret Thatcher e Ronald Reagan, secondo la&nbsp; logica della creazione&nbsp; globale di una societ\u00e0 di diritto privato e nel conformarsi strutturato e ordinato a questo scopo&nbsp; dell\u2019insieme delle funzioni statali e delle istituzioni comuni anche in Europa. Se l\u2019Europa era gravata dal peso della sua storia, l\u2019Occidente a guida americana si mostrava, invece, in una luce attraente, con i suoi prodotti che promettevano il rapido raggiungimento della felicit\u00e0, la realizzazione dei propri desideri, offrivano gioia e semplicit\u00e0 giovanile dal Bougie-Bougie al Rock and Roll. Ben presto <strong><em>la coscienza europea, ancora presente nel disegno iniziale dei Padri fondatori \u2013 come <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/2026\/07\/01\/robert-schuman-140-anni-dopo-leuropa-come-scelta-di-pace\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/2026\/07\/01\/robert-schuman-140-anni-dopo-leuropa-come-scelta-di-pace\/\" target=\"_blank\">Robert Schuman <\/a>di cui si celebra il 140mo della nascita &#8211; \u00e8 stata sostituita dallo spirito occidentale<\/em> <\/strong>e solo dopo il secondo millennio si \u00e8 capito che anche questa metamorfosi aveva avuto un prezzo:<strong> la rinuncia da parte dell\u2019Europa alla propria storia e alla propria identit\u00e0<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ma resta la domanda: perch\u00e9 gli USA e con loro tutto il mondo occidentale, Europa compresa, hanno continuato a mantenere un rapporto conflittuale con la Russia, allontanandosi al tempo stesso da altre potenze emergenti, autoidentificandosi quasi per eccezione come un\u2019isola felice, il \u201cgiardino\u201d contrapposto alla giungla, secondo la nota infelice espressione del predecessore di Kaja Kallas a Bruxelles<\/strong>?&nbsp; E\u2019 davvero verosimile che l\u2019Occidente a guida americana e la Russia siano civilt\u00e0 antitetiche, come Roma e Cartagine, sino al \u201c<em>Ceterum censeo Carthaginem esse delendam\u201d<\/em> di Catone il Censore? (peraltro, io penso che Cartagine deve essere distrutta, ndr)<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-35270 pk-lazyload\"  width=\"512\"  height=\"284\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/cartago-1024x568.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/cartago-1024x568.jpg 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/cartago-300x166.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/cartago-768x426.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/cartago-200x110.jpg 200w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/cartago-800x444.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/cartago.jpg 1083w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Uno dei fenomeni pi\u00f9 appariscenti e anche pi\u00f9 inquietanti che si possono notare dall\u2019inizio della guerra russo-americana per l\u2019Ucraina \u00e8 stata la negazione della cultura russa con la sparizione in vari paesi europei sia dalle Universit\u00e0 dei piani di studi, sia dai palcoscenici di opere letterarie e musicali, ma anche di attori, interpreti, sino alla cancellazione della nazionalit\u00e0 russa e bielorussa avvenuta anche nelle attivit\u00e0 sportive sponsorizzate dalle federazioni internazionali. Niente inni, niente bandiere, contrassegni nazionali, per esempio per una Sabalenka o un Medvedev nei grandi tornei internazionali di tennis. In Ucraina, poi, con il beneplacito dell\u2019Occidente, \u00e8 stata anche portata avanti a tappe con leggi successive votate dal Parlamento&nbsp; <em>(Verkhovna Rada<\/em>) una guerra contro la lingua e la cultura russe, con la eliminazione di milioni di libri russi spariti dalle biblioteche e la soppressione sia del russo come lingua officiale, sia dell\u2019etnia russa (in origine 7 milioni sui 52 milioni di abitanti del 1991) come parte della popolazione originaria ucraina.<strong> Perch\u00e9 l\u2019Europa aderisce in senso ostinato e contrario, come scriveva De Andr\u00e9, ad una politica che mira non alla riuscita dell\u2019Ucraina, ma all\u2019indebolimento &#8211; se non al frazionamento- della Russia<\/strong> &#8211; , fenomeno evidente particolarmente in paesi come la Gran Bretagna, la Francia e la Germania che gi\u00e0 una volta ha condotto contro la Russia fra il 1941 e il 1945 \u2013 operazione Barbarossa- una guerra di annientamento che ricorda quella di Roma contro Cartagine? Ora, ci sono <strong>molti elementi che depongono invece a favore della tesi secondo cui se l\u2019Europa dovesse dividersi dalla Russia risulterebbe mutilata, non solo dal punto di vista storico e culturale, ma anche da quello geografico ed economico.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-35274 pk-lazyload\"  width=\"412\"  height=\"226\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 412px) 100vw, 412px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/pietro.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/pietro.jpg 823w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/pietro-300x164.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/pietro-768x421.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/pietro-200x110.jpg 200w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/pietro-800x438.jpg 800w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Comunque la si voglia vedere, sul piano culturale la Russia \u00e8 membro della famiglia europea e la sua storia \u00e8 strettamente intrecciata con quella dell\u2019Europa centrale. Come il resto d\u2019Europa, la Russia \u00e8 caratterizzata dal cristianesimo anche se di stampo ortodosso. Come il resto dell\u2019Europa anche la Russia fa riferimento da millenni al retaggio dell\u2019antichit\u00e0. In seguito, con <strong>Pietro il Grande,<\/strong> a cavallo fra il XVII e il XVIII secolo, periodo di apertura all\u2019Europa, la Russia si \u00e8 integrata nel ritmo dell\u2019arte e della cultura europea. Quando poi avvenne il trasferimento della capitale a San Pietroburgo, i<strong>l viaggiatore veneziano <\/strong>Francesco Algarotti<strong> ebbe modo di definire la nuova capitale nel XVIII secolo addirittura come <em>\u201cgran finestrone da cui la Russia guarda l\u2019Europa<\/em>\u201d.<\/strong> Certo, diverse caratteristiche la distinguono da molti stati europei. L\u2019ortodossia, il retaggio del socialismo, il riferimento a Bisanzio pi\u00f9 che a Roma, una estensione territoriale su 17,2 milioni di km2, che di fatto fa geograficamente della intera Europa occidentale una propaggine della Federazione Russa, anche se ad elevata densit\u00e0 di popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ormai pi\u00f9 psicologicamente occidentalizzati che \u201ceuropeinizzati\u201d,<\/strong> la maggior parte degli europei, abituati da 80 anni a sonnecchiare sotto l\u2019ombrello protettivo americano considerandosi ormai al di fuori della storia, del tutto concentrati&nbsp;&nbsp; a considerare l\u2019accettazione del neo-liberismo globalizzato come l\u2019arma unica di pacificazione mondiale, negli ultimi trent\u2019anni non hanno percepito che sul continente fosse di nuovo in preparazione una grande guerra. Di fatto, il presupposto americano, dopo il crollo dell\u2019URSS nel 1991, di considerarsi non gli spettatori del crollo autoindotto dalla deficiente produttivit\u00e0 del sistema dirigista sovietico, ma i protagonisti della vittoria sull\u2019URSS del superiore modello americano, induceva nel continente una nuova guerra, frutto della coscienza in un \u201cimpero americano ormai in grado di creare la sua propria realt\u00e0\u201d secondo la visione prevalente dei neo-conservatori in un clima da fine della storia. <strong>L\u2019espressione di un mondo ormai unipolare di un Zbigniew Brzezinski nel suo \u201c<em>The Grand Chessboard<\/em>\u201d<\/strong> (<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/dn790007.ca.archive.org\/0\/items\/ZbigniewBrzezinskiTheGrandChessboard\/Zbigniew%20Brzezinski%20-%20The%20Grand%20Chessboard.pdf\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/dn790007.ca.archive.org\/0\/items\/ZbigniewBrzezinskiTheGrandChessboard\/Zbigniew%20Brzezinski%20-%20The%20Grand%20Chessboard.pdf\" target=\"_blank\">La Grande Scacchiera<\/a>, 1997). <strong>Questo spiega l\u2019intero processo di allargamento a Est imposto alla NATO, nonostante le iniziali promesse americane di non muovere truppe dalla Germania occidentale, formalmente ribadite dal ministro degli esteri tedesco Genscher nel 1990 all\u2019epoca della pacifica riunificazione tedesca,<\/strong> i 78 giorni di bombardamento NATO della Serbia nel 1999, la creazione nel 2000 di uno scudo antimissile nei paesi dell\u2019Est-Polonia e Repubblica Ceca- ipocritamente giustificato dalla presenza dell\u2019Iraq di Saddam Hussein, contemporaneamente alla uscita americana dai trattati anti-missili USA-URSS ancora vigenti, l\u2019inserimento in blocco di dieci paesi dell\u2019Europa centro-orientale nella NATO, fra il 1999 e il 2004, divenuti contemporaneamente nuovi membri UE,&nbsp; le rivoluzioni arancione sponsorizzate soprattutto in Ucraina nel 2004 e poi col riuscito Euro-Maidan del 2014 sempre&nbsp; in Ucraina, la guerra civile 2014-2022 nell\u2019Ucraina orientale, le sanzioni economiche alla Russia, la nuova corsa allo spazio nell\u2019ambito del riarmo, l\u2019abuso di propaganda negativa sulla Russia diffusa da tutta la stampa occidentale, sono state tutte le tappe di una nuova guerra Occidente\/Russia. Quella in cui oggi siamo come europei attivamente coinvolti, anche se sedati dalla narrativa di essere solo passivamente partecipi, nella prima guerra europea del Terzo Millennio.<\/p>\n\n\n\n<p>In particolare per <strong>Ritz<\/strong>, per comprendere l\u2019odio che oggi l\u2019Occidente prova per la Russia, occorre rifarsi alle conseguenze che la guerra fredda culturale vigente all\u2019epoca dell\u2019URSS ha marcato sino ad oggi. In particolare pu\u00f2 essere citato uno studio del 1995 della CIA sulla lotta al marxismo, declassificato grazie al <em>Freedom of Information Act <\/em>del 2011. Nel senso della opposizione al marxismo, si pu\u00f2 citare anche l\u2019avvento in Francia dei <em>nouveaux philosophes<\/em>, non pi\u00f9 leali come<strong> Sartre<\/strong> al PCF (Partito comunista francese), lo sforzo per la costruzione di una sinistra non comunista nei paesi europei che abbandonava le tematiche sociali per quelle societali, spostando la propria attenzione dai diritti sociali e la lotta di classe ai diritti civili, lasciando al loro destino le classi tradizionalmente prima protette dai sindacati e partiti di sinistra. Una edificazione avvenuta per gradi, con la tecnica della rana bollita, passando dalla idea degli anni \u201940 e 50, secondo cui socialismo e comunismo fossero i poli opposti naturali ad ogni forma di nazionalismo estremo, alla idea che socialismo e comunismo dovessero essere accomunati al totalitarismo, mentre il liberismo, di fatto almeno concausa reale del fascismo, per i suoi eccessi degli Anni \u201820 e \u201830, veniva sempre di pi\u00f9 presentato come antitesi del totalitarismo. Sino all\u2019utilizzo della stessa arte moderna come l\u2019espressionismo astratto alla <strong>Pollock o alla Barnett Newman o alla Willem de Kooning<\/strong>, come fattore di consenso politico, secondo la visione neo-conservatrice di <strong>Georg Kennan<\/strong>, o lo sforzo per arginare l\u2019egemonia di sinistra nelle scienze sociali, <strong>sostituendo a Marx e Engels altre tradizioni intellettuali come la filosofia di Nietzsche o l\u2019utilizzazione delle letture contro il totalitarismo fatte da Orwell o Hannah Arendt<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>In definitiva, la lettura dell\u2019opera di Hauke Ritz \u00e8 preziosa, da un lato, per capire le <strong>ragioni della cancellazione della&nbsp; cultura russa <\/strong>che ha avuto come ultimo episodio le polemiche intorno alla ammissione alla Biennale di Venezia di un padiglione russo, dall\u2019altro l\u2019animosit\u00e0 con cui i media <em>mainstream<\/em> e la stampa europea in generale confinino nella categoria dei \u201cputiniani\u201d e apertamente boicottino senza cercare un minimo di dialogo tutti coloro che cercano di esprimere nei confronti della Russia un approccio non veemente, che comprenda una ricerca sulle condizioni obiettive della Federazione, opponendosi ad ogni tipo di ravvicinamento, cominciando da quello culturale. Ora, \u00e8 superfluo immaginare quale effetto possa provocare in Russia un atteggiamento di negazione culturale da parte di un paese come l\u2019Italia considerato dal mondo russo come un riferimento di portata mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque, ben venga un libro che, <strong>come scrive Carlo Galli<\/strong>, \u201coffre solidi argomenti culturali, storici e politici perch\u00e9 la discussione sui rapporti tra Europa, Usa e Russia si svolga finalmente su basi scientifiche e documentate\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante, aggiungiamo, il vento contrario che un\u2019informazione generalista orientata verso la pura propaganda anti-russa di guerra fa spirare contro le analisi di investigazione ispirate ad un minimo di onest\u00e0 intellettuale. Tanto pi\u00f9 che l\u2019analisi storica dimostra, <strong>come osserva Alessandro Barbero, che&nbsp; quasi due secoli fa, ai tempi della guerra di Crimea, fra il 1855 e il 1856, quando Cavour mand\u00f2 qualche centinaio di bersaglieri dell\u2019allora Regno di Sardegna a morire a Sebastopoli, accanto alle truppe ottomane, francesi ed inglesi impegnate sin dal 1853 nella guerra contro l\u2019impero zarista, i giornali dell\u2019epoca scrivevano a Torino grosso modo le stesse cose sulle Russia dello Zar che oggi in Italia giornali come il Corriere della Sera, Repubblica, Libero, il Tempo scrivono sulla Russia di Putin. <\/strong><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/2026\/06\/11\/corsi-e-ricorsi-vichiani-della-storia\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/2026\/06\/11\/corsi-e-ricorsi-vichiani-della-storia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Corsi e ricorsi vichiani<\/a> della storia\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carlo degli Abbati<\/strong>*<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>*Insegna Diritto dell\u2019Unione Europea&nbsp; e Organizzazioni Internazionali al Dip. di Lingue e Culture Moderne dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Genova. Gi\u00e0 docente di Economia dello Sviluppo presso lo stesso Ateneo e di Storia dei Paesi musulmani al Dip. di Lettere e Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Trento ha insegnato Storia dell\u2019Integrazione europea alla Universit\u00e9 de Lorraine-Metz<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Rif.: Hauke Ritz, Perch\u00e9 l\u2019Occidente odia la Russia, pref. Prof. Luciano Canfora, Fazi editore, 2026<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In un momento tanto gravido di pericoli con il rischio che l\u2019escalation della opposizione NATO\/ Russia in corso possa portare ad una terza e definitiva&nbsp; guerra mondiale che sconvolga l\u2019Europa, commentiamo un lavoro del filosofo tedesco Hauke Ritz che appare&hellip;\n","protected":false},"author":2,"featured_media":35268,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[8074,48,29],"tags":[15582,837,15577,271,7117,14010,15576,15580,15574,510,3262,5812,15581,15579,7121,9643,5625,15578],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35257"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35257"}],"version-history":[{"count":15,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35257\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35277,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35257\/revisions\/35277"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/35268"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35257"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35257"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35257"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}