{"id":34760,"date":"2026-05-30T12:16:50","date_gmt":"2026-05-30T10:16:50","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=34760"},"modified":"2026-05-30T12:16:53","modified_gmt":"2026-05-30T10:16:53","slug":"entroterra-italiano-la-vera-anima-del-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2026\/05\/30\/entroterra-italiano-la-vera-anima-del-paese\/","title":{"rendered":"Entroterra italiano: la vera anima del paese"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>L&#8217;Italia non \u00e8 solo coste e campanili: la sua vera ricchezza sta nell&#8217;entroterra, dove l&#8217;Appennino plasma paesaggi, culture e caratteri profondamente diversi da Nord a Sud. Dall&#8217;aspro entroterra ligure &#8211; povero di risorse ma ricco di ingegnosit\u00e0 e senso di comunit\u00e0 &#8211;  alle colline toscane e marchigiane, ogni territorio racconta una storia fatta di fatica, appartenenza e ritmi lenti. \u00c8 un mondo antico e autentico, dove i gesti contano pi\u00f9 delle parole e il tempo segue ancora il ritmo delle cose, non quello frenetico del digitale. Una cultura radicata che, come osserv\u00f2 l&#8217;economista Galbraith, ha saputo trasformarsi in fattore di sviluppo e che oggi, nonostante le difficolt\u00e0 della politica nazionale, resiste grazie alla gente vera dei piccoli comuni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-34763 pk-lazyload\"  width=\"441\"  height=\"282\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 441px) 100vw, 441px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/borgo.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/borgo.jpg 882w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/borgo-300x192.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/borgo-768x491.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/borgo-800x512.jpg 800w\" ><figcaption>Soriano nel Cimino (Lazio)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Se la costa \u00e8 forse la pi\u00f9 varia del Mediterraneo, prevalentemente\u00a0 rocciosa\u00a0 sul Tirreno, dalla Liguria sino alla costa amalfitana o calabra, ma intervallata peraltro dalle sabbiose spiagge toscane, invece prevalentemente sabbiosa nell\u2019Adriatico, la pi\u00f9 grande variet\u00e0 geografica la si scopre nell\u2019entroterra da Nord a Sud. <strong>Dalla Sicilia vulcanica alla Sila alla Basilicata sino agli andamenti\u00a0 pi\u00f9 degradanti degli Abruzzi addossati ai due grandi massicci montuosi o alle rotondit\u00e0 collinari di Marche e Toscana. <\/strong>Lo scontro\/ incontro costa entroterra si fa pi\u00f9 lieve sull\u2019Adriatico e pi\u00f9 aspro sul Tirreno, tanto pi\u00f9 aspro quanto pi\u00f9 le due\u00a0\u00a0 \u2013 il mare le colline- si avvicinano l\u2019una all\u2019altra. Si acquieta solo quando incontro il riposo del grande spazio padano che si avvicina ormai al maestoso ma ancora lontano arco alpino. Per prendere un caso fra tanti, la Liguria. Alla citt\u00e0 Dominante che si fa largo a stento su di una costa aspra e frastagliata dove i fiumi corrono perpendicolarmente alla costa che precipita sul mare,\u00a0 non permettendo neppure lo sfogo\u00a0\u00a0 sul mare aperto dalle foci, fa riscontro l\u2019urgere dell\u2019entroterra, aspro, verticale, che dimentica presto nel suo perpendicolo la presenza della vite e dell\u2019 ulivo e si popola quasi subito di abeti, di castagni, di pini offrendo agli abitanti pochi allevamenti di quasi-montagna, coltivazioni di patate, zucchini, fagioli, zucche, infine la farina di castagne.<\/p>\n\n\n\n<p>Una agricoltura marginale poverissima che offriva\u00a0 una vita grama a chi viveva solo a venti chilometri da Genova, che per il suo porto \u00e8 ancora citt\u00e0-mondo, ma anche nell\u2019entroterra savonese\u00a0 e spezzino. Ma anche che ha permesso per la sua pochezza di risorse di affinare la ingegnosit\u00e0 dei suoi abitanti abituati a cercare una\u00a0 sopravvivenza fra conigli, qualche vacca, pollame e la caccia di qualche cinghiale. In una adesione magari dolorosa, melanconica, ma forte, al proprio piccolo mondo, dove, come scriveva Pavese, \u201clavorare stanca\u201d, nel camminare su e gi\u00f9 su fasce di terreno strappate quasi sempre alla discesa.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-34765 pk-lazyload\"  width=\"487\"  height=\"509\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 487px) 100vw, 487px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/borgoint-2.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/borgoint-2.jpg 649w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/borgoint-2-287x300.jpg 287w\" ><figcaption>Fiordo di Furore, Costiera amalfitata&lt;<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ma dove ogni dettaglio diventa rilevante, quasi decisivo, lotta di vita per una sorgente da imbrigliare, una stalla da adeguare alle quasi sempre cervellotiche norme UE inventate a Bruxelles, ideali per esempio per far scivolare le bestie sulle piastrelle di ceramica imposte per la stalla. Dove la morte di una bestia era una volta una tragedia economica e dove oggi rimangono in attivit\u00e0 solo pochi giovani che si sono specializzati (per esempio nella coltivazione delle patate piacentine), ma dove adesso sopravvive al di l\u00e0 del ricordo di attivit\u00e0 in parte perdute (anche i figli dei contadini andavano a scuola, qualche volta facendo chilometri, nella ricerca di un futuro meno duro), un senso profondo di appartenenza a questo mondo. Dove ogni componente possiede un suo rilievo, una sua cubatura, un suo spessore, dove nulla \u00e8 insignificante, una lucertola, una peonia, o il saluto di una vicina o l\u2019invito a prendere un caff\u00e8, meglio <em>una cuppa de caf\u00e9<\/em>. Dove le poche vecchie ti accolgono con crocchia argentea e vestaglia in cucina e la tazza si posa invariabilmente diritta sul tavolo a quadrati bianchi e rossi. In Toscana si canta nelle campagne, qui la parola si fa pi\u00f9 avara, si resta ai gesti essenziali come se il silenzio sapiente dei pescatori si fosse arrampicato sino alle colline, ma si vive e si trasmette con gesti consapevoli, solidali, come se l\u2019incombere delle cime avesse reso tutti pi\u00f9 coscienti della infinita pochezza del vivere e della necessit\u00e0 di stringersi insieme in una sorta di difesa collettiva, solidale.<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019acqua, dal vento, dall\u2019arrivo delle disgrazie che possono prendere la forma di una ambulanza della Croce Rossa che si spera sempre si arresti il pi\u00f9 lontano possibile. Ma che qualche volta si ferma troppo vicino. In un ambiente poi&nbsp; dove non si conosce il \u201ctempo reale\u201d dei nuovi tempi digitali, ma il tempo reale delle cose da fare, dei problemi di affrontare, dei momenti di riposo da centellinare per quello che valgono. Dove anche il tempo non frulla impazzito, nervoso, nevrotico, ma conosce il suo ritmo, rimane in consonanza con il senso cronologico degli astri, dove nessuno si sente ubiquo, scommette con Dio la cattura del tempo e dello spazio, ma conosce e rispetta i tempi e gli spazi delle cose, sino a poter gustare in santa pace con una sigaretta anche il suo piatto di trenette condite col basilico che occhieggia due fasce pi\u00f9 in su\u2019.&nbsp; Un mondo vero, antico, denso e consapevole, dove gli atteggiamenti della gente sono frutto di una cultura antica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"943\"  height=\"466\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-34767 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 943px) 100vw, 943px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/cuse.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/cuse.jpg 943w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/cuse-300x148.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/cuse-768x380.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/cuse-800x395.jpg 800w\" ><figcaption>Cusercoli, frazione di Civitella di Romagna<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Quella condizione che fece un giorno dire a Venezia al grande economista americano John Kenneth Galbraith che aveva capito per primo come le multinazionali avrebbero rovinato il destino del pianeta: \u201c<em>L\u2019Italia ha un futuro perch\u00e9 siete riusciti a fare della vostra grande cultura un fattore di sviluppo economico<\/em>\u201d. Considerazione che rivolta alla societ\u00e0 reale rimane ancora valida. Una societ\u00e0 che sopravvive, nonostante il livello di un mondo politico centrale ma anche un quadro mondiale in regressione costante da trent\u2019anni. <strong>Che forse sono proprio i sindaci e la gente vera dei mille campanili a tenere ancora in piedi, nonostante tutto.<\/strong> In un senso di aggregazione, di riconoscimento di comunit\u00e0, come se tutti applicassero senza saperlo vivendo insieme la Via Reale di Sun Yat-sen, basata nell\u2019identificarsi con istituzioni rappresentative (Minquan) e sulla generale\u00a0 ricerca del benessere delle popolazioni (Minsheng), sotteso da uno sforzo comune.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carlo degli Abbati<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L&#8217;Italia non \u00e8 solo coste e campanili: la sua vera ricchezza sta nell&#8217;entroterra, dove l&#8217;Appennino plasma paesaggi, culture e caratteri profondamente diversi da Nord a Sud. Dall&#8217;aspro entroterra ligure &#8211; povero di risorse ma ricco di ingegnosit\u00e0 e senso di&hellip;\n","protected":false},"author":2,"featured_media":34762,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[7659,29,11087],"tags":[15372,15373,14979,15374,238,630,6256],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34760"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34760"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34760\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34770,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34760\/revisions\/34770"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/34762"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34760"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34760"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34760"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}