{"id":34703,"date":"2026-05-26T21:11:45","date_gmt":"2026-05-26T19:11:45","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=34703"},"modified":"2026-05-26T21:11:46","modified_gmt":"2026-05-26T19:11:46","slug":"quando-la-danza-parla-tutte-le-lingue-deuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2026\/05\/26\/quando-la-danza-parla-tutte-le-lingue-deuropa\/","title":{"rendered":"Quando la danza parla tutte le lingue d\u2019Europa"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Gioved\u00ec 21 maggio il Theater Trier ha vissuto una di quelle serate che restano nella memoria culturale di una citt\u00e0. L<em>\u2019 Internationale Tanzgala<\/em> (gala internazionale di danza), organizzata nel Grande Haus del teatro della citt\u00e0 tedesca dal direttore del balletto Roberto Scafati, non \u00e8 stato semplicemente uno spettacolo di danza: \u00e8 stato una dichiarazione artistica, quasi un manifesto europeo costruito attraverso il linguaggio del corpo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"385\"  height=\"496\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-34707 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 385px) 100vw, 385px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/sca-.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/sca-.jpg 385w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/sca--233x300.jpg 233w\" ><figcaption><strong>Roberto Scafati<\/strong> (nella foto)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 entrando nel teatro si percepiva che l\u2019atmosfera sarebbe stata diversa dal solito. Eleganza, aspettativa, una sensazione di evento importante. Ma soprattutto si respirava un\u2019energia internazionale rarissima. Ed \u00e8 proprio questo il primo grande merito di Roberto Scafati: essere riuscito a portare sul palco di Trier alcune delle compagnie pi\u00f9 prestigiose d\u2019Europa, trasformando per una sera la citt\u00e0 in un vero centro della danza contemporanea europea.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il gala, organizzato simbolicamente nel giorno UNESCO dedicato alla diversit\u00e0 culturale, ha riunito compagnie provenienti da Italia, Francia, Germania, Belgio, Danimarca, Paesi Bassi e Svizzera<\/strong>. Sul palco si sono alternati artisti di altissimo livello del <em>Staatsballett <\/em>Berlin, dell<em>\u2019Introdans Holland<\/em>, del Ballet de l\u2019<em>Op\u00e9ra National du Capitole de Toulouse<\/em>, del <em>Bern Ballett<\/em>, dell\u2019<em>Opera Ballet Vlaanderen <\/em>di Anversa, del Nuovo Balletto di Toscana, del <em>Copenhagen Contemporary Ballet<\/em>, oltre a compagnie provenienti da Linz, Halberstadt e Nordhausen. Ed era impressionante vedere come ogni compagnia portasse con s\u00e9 una propria identit\u00e0 artistica.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad aprire la serata i padroni di casa: il Ballett Theater di Trier magistralmente diretti da Roberto Scafati con <strong><em>Babel<\/em>, vincitrice del premio come migliore performance al 31\u00b0 <em>Cairo International Festival for Experimental Theatre<\/em> in Egitto<\/strong>. A seguire l\u2019interessante lavoro di <strong>Arianna Di Francesco <\/strong>per il Teatro Nazionale di Mannheim dal titolo <em>Don\u2019t mind me<\/em>. La ricerca di un movimento intimo, a volte anche brutale, segna le performance della compagnia Opera Ballet Vlaaderen con <em>I\u2019m trying to help<\/em> e <em>The blind Narcissist<\/em> del coreografo tedesco siriano Saeed Hani. In <em>What meets the eye<\/em> Lotte Sigh, fondatore della scuola di Danza contemporanea di Copenhagen, si ispira all\u2019esplorazione della percezione visiva dello scultore <strong>Alberto Giacometti<\/strong>, mentr<strong>e Ivan Alboresi <\/strong>indaga il rapporto di connessione e disconnessione della coppia con il suo <em>Dis\/connected\u00a0 <\/em>per il Balletto del teatro di Nordhausen. Il direttore del Teatro statale di Dresda, <strong>Goyo Montero<\/strong> ha creato un vibrante ed energico assolo per J\u00f2n Vallejo. <strong>\u00a0Il movimento si fa fluido, quasi geometrico nella loro precisione con Aurora Falsetti e Linhao Quin del Tanzharz in <em>Levitation<\/em> e in <em>Night Shining Clouds<\/em> nella coreografia di Marioenrico D\u2019Angelo per il balletto di Berna e in <em>Nocturne <\/em>del Staatsballett di Berlino. Degno di nota, e fiori all\u2019occhiello della danza contemporanea italiana, il bellissimo lavoro del coreografo Valerio Longo, a lungo danzatore con Mauro Bigonzetti, con il suo <em>Vibrato<\/em> per Francesco Moro e Paolo Barbonaglia del Balletto di Roma e la toccante e perfetta performance di Matilde Di Ciolo e Matteo Capetola dell\u2019Aterballetto di Reggio Emilia con <em>Dusk. <\/em><\/strong>Particolarmente memorabile \u00e8 stato il lavoro presentato da Introdans Holland con un estratto di <em>In Memoriam<\/em> di Sidi Larbi Cherkaoui: un pezzo di una delicatezza quasi ipnotica, capace di trasformare il silenzio del teatro in qualcosa di tangibile.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"811\"  height=\"576\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-34706 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 811px) 100vw, 811px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/ball.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/ball.jpg 811w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/ball-300x213.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/ball-768x545.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/ball-800x568.jpg 800w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Non sono mancati momenti di balletto con il <em>pas de deux <\/em>\u00a0da <em>Esmeralda <\/em>\u00a0con gli impeccabili primi ballerini del Balletto dell\u2019<em>Opera National du Capito<\/em>l e i primi ballerini del Balletto di Stato di Vienna e il Balletto Reale Svedese con il <em>pas de deux <\/em>tratto da <em>Le Corsaire.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi anni Scafati ha costruito a Trier qualcosa di raro: una compagnia di danza con una forte identit\u00e0 artistica e una reputazione ormai internazionale. Non \u00e8 un caso che il suo lavoro venga continuamente riconosciuto anche fuori dalla Germania, n\u00e9 che il Theater Trier venga oggi considerato una realt\u00e0 importante nel panorama del balletto contemporaneo europeo. <strong>Quello che colpisce di Scafati \u00e8 la sua idea di danza: aperta, moderna, europea, ma senza perdere intensit\u00e0 emotiva. E questa filosofia era visibile in ogni dettaglio del gala<\/strong>. Non c\u2019era la freddezza di certi eventi troppo istituzionali. Al contrario, si sentiva una passione autentica per il movimento, per il dialogo artistico, per la diversit\u00e0 degli stili. Anche il pubblico sembrava percepirlo. Gli applausi non erano semplicemente educati: erano sinceri, lunghi, calorosi. In certi momenti il teatro sembrava completamente immerso nella scena. E questa \u00e8 forse la qualit\u00e0 pi\u00f9 rara che uno spettacolo possa avere oggi: riuscire a creare attenzione vera.. In un periodo in cui molti teatri europei cercano formule sicure e facilmente commerciali, Trier ha scelto invece la qualit\u00e0, la ricerca artistica e la cooperazione internazionale, diventando un luogo dove la grande danza europea pu\u00f2 davvero sentirsi a casa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Roberta Bignardi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Gioved\u00ec 21 maggio il Theater Trier ha vissuto una di quelle serate che restano nella memoria culturale di una citt\u00e0. 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