{"id":34636,"date":"2026-05-22T15:34:47","date_gmt":"2026-05-22T13:34:47","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=34636"},"modified":"2026-05-22T15:34:48","modified_gmt":"2026-05-22T13:34:48","slug":"oltre-le-frontiere-la-fraternita-come-forza-viva-della-civilta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2026\/05\/22\/oltre-le-frontiere-la-fraternita-come-forza-viva-della-civilta\/","title":{"rendered":"Oltre le frontiere: la fraternit\u00e0 come forza viva della civilt\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Quali sono le radici della nostra identit\u00e0 nell&#8217;era della globalizzazione? Mauro Ceruti e Francesco Bellusci, autori di Per una civilt\u00e0 della Terra (<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/abocaedizioni.it\/libri\/per-una-civilta-della-terra\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/abocaedizioni.it\/libri\/per-una-civilta-della-terra\/\" target=\"_blank\">Aboca Edizioni<\/a>, 2026), esplorano in questa intervista il legame profondo tra l&#8217;essere umano e il suo pianeta. In un dialogo che tocca i temi della fraternit\u00e0, dell&#8217;educazione e del superamento dell&#8217;identitarismo, gli autori propongono una visione in cui la diversit\u00e0 culturale non \u00e8 un limite, ma una risorsa preziosa per costruire una comunit\u00e0 di destino mondiale basata sulla cura e sul riconoscimento reciproco<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-34638 pk-lazyload\"  width=\"324\"  height=\"406\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 324px) 100vw, 324px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/elisa.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/elisa.jpg 577w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/elisa-239x300.jpg 239w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Voi parlate di solidariet\u00e0, amore e intelligenza cosciente come &#8220;forze vive&#8221; necessarie per far progredire la societ\u00e0. In un mondo dominato dal calcolo\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le forze vive di connessione sono una necessit\u00e0 evolutiva. Possono consentire all\u2019umanit\u00e0, nella sua embrionale forma vivente di \u201cGrande-Essere\u201d planetario, di superare una soglia pi\u00f9 profonda di complessit\u00e0 (\u2018complexus\u2019 \u00e8, appunto, ci\u00f2 che \u00e8 \u201cintessuto insieme\u201d), di affrontare le vulnerabilit\u00e0 generate dai progressi stessi compiuti grazie alla razionalit\u00e0 calcolante, di coalizzarsi nella cura del pianeta. Si tratta di riconoscere, ad esempio, ci\u00f2 che tendiamo a dimenticare: il carattere strutturante, edificante, della fraternit\u00e0, il modo in cui essa ci costituisce come societ\u00e0 e come esseri umani. E lo possiamo fare con la forza viva dell\u2019intelligenza cosciente, con l\u2019intelligenza della complessit\u00e0, a cui l\u2019Intelligenza artificiale non pu\u00f2 accedere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;educazione dell&#8217;uomo planetario: Nel capitolo dedicato alla scuola, proponete di uscire dalle &#8220;caverne delle civilt\u00e0&#8221;. Cosa dovrebbe insegnare oggi un&#8217;istituzione scolastica per formare cittadini che si sentano parte di una &#8220;comunit\u00e0 di destino&#8221; terrestre?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 bisogno di quadri e orizzonti mentali\/culturali in cui inscrivere le discipline, integrarle in saperi che corrispondano ai grandi problemi della condizione umana attuale, e ineludibili per il futuro: i Grandi Racconti dell\u2019Universo, della Terra, dell\u2019Evoluzione della Vita e dell\u2019Uomo, l\u2019Europa una e molteplice, la Pace, la Tecnoscienza con coscienza, l\u2019Antropocene, la Comunit\u00e0 di destino planetaria&#8230; Meta-saperi che si sviluppano \u201cibridando\u201d i saperi disciplinari tra loro, consentendo che in ognuno si possa entrare e da ognuno si possa uscire solo per ritrovarsi in un altro. La scuola non pu\u00f2 eludere il compito di promuovere quell\u2019esperienza di cittadinanza che i cambiamenti culturali, geopolitici, economici, tecnologici oggi rendono quanto mai urgente. <strong>\u00c8 una cittadinanza plurale: locale, nazionale, europea, globale<\/strong>. Bisogna aiutare ogni persona e ogni gruppo a integrare e a connettere la pluralit\u00e0 delle proprie molteplici appartenenze e aiutare a conoscere la pluralit\u00e0 delle culture del mondo, ineludibilmente destinate a incontrarsi nel mondo globale, e peraltro dalle radici intrecciate attraverso i tempi lunghi e medi della storia di una umanit\u00e0 una e molteplice. Il tutto, quindi, va accompagnato dalla sollecitazione costante di uno spirito interrogativo e di uno spirito problematizzante, che saranno sempre pi\u00f9 indispensabili nell\u2019era dell\u2019IA.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come possiamo coltivare identit\u00e0 locali (familiari, nazionali) senza che queste degenerino in forme di chiusura o razzismo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di comprendere che queste identit\u00e0 locali non sono \u201cessenze\u201d pure, immutabili e contrapposte le une alle altre. E bisogna distinguere ancora le identit\u00e0 individuali, il s\u00e9, dalle appartenenze collettive. L\u2019umano \u00e8 sempre uno e trino. Cio\u00e8, \u00e8, nel contempo, un individuo, una parte, un momento della specie umana, e una parte, un momento di una societ\u00e0 (familiare o nazionale). D\u2019altra parte, prendere a riferimento la scala molto pi\u00f9 vasta del solco planetario, entro il quale si dispiegano le nostre relazioni e le relazioni umane con l\u2019habitat terrestre, come facciamo nel nostro libro, non implica che le altre sfere di appartenenza si dissolvano o siano relativizzate nella loro importanza. Significa semplicemente cambiare le lenti di osservazione ovvero spostare lo sguardo su ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 tra noi, che ci lega ontologicamente, sulla rete di regole e di vincoli, naturali, sociali, politici, ecosistemici, in cui siamo aggrovigliati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mentre scrivevate, avevate in mente un lettore specifico \u2014 magari i decisori politici o i giovani studenti \u2014 o considerate questo libro un manifesto rivolto indistintamente a ogni abitante della &#8220;Terra-Patria&#8221;?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sicuramente \u00e8 un manifesto, ma il suo scopo \u00e8 anche dare voce alla sensibilit\u00e0 ecologica e alle preoccupazioni per il futuro dei giovani, alle quali una politica cinica o miope o chiusa nel presentismo, rimane sorda. La crisi drammatica attuale della politica \u00e8 lo specchio pi\u00f9 evidente della crisi di civilt\u00e0 che stiamo attraversando. E come \u00e8 capitato in passato \u2013 pensiamo al Sessantotto -, le giovani generazioni, con il loro malessere e la loro inquietudine, sono un sismografo di queste crisi profonde. La politica ne pu\u00f2 uscire se torna ad occuparsi, in modo coraggioso, di fronte all\u2019inedita condizione umana, di ci\u00f2 che vi \u00e8 di pi\u00f9 complesso e di pi\u00f9 prezioso: la vita, il destino, la libert\u00e0 degli individui, delle collettivit\u00e0 e, ormai e soprattutto, dell\u2019umanit\u00e0. Ne pu\u00f2 uscire se ispira la sua prassi all\u2019idea regolativa e all\u2019orizzonte di una \u201ccivilt\u00e0 della Terra\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Elisa Cutull\u00e8<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quali sono le radici della nostra identit\u00e0 nell&#8217;era della globalizzazione? 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