{"id":34542,"date":"2026-05-14T16:07:38","date_gmt":"2026-05-14T14:07:38","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=34542"},"modified":"2026-05-14T16:30:27","modified_gmt":"2026-05-14T14:30:27","slug":"il-mali-torna-a-bruciare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2026\/05\/14\/il-mali-torna-a-bruciare\/","title":{"rendered":"Il Mali torna a bruciare"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>La recente uccisione del ministro della difesa della giunta militare al potere e la caduta della citt\u00e0 di Kidal nelle mani dei ribelli tuareg segnalano una nuova, drammatica escalation in un paese da decenni sull&#8217;orlo del baratro. Dietro la crisi, una frattura antica tra il nord desertico &#8211;  patria dei tuareg  &#8211; e il sud tropicale che governa da Bamako, aggravata dal collasso libico del 2011 e dal fallimento di tutte le mediazioni internazionali. Protagonista indiscusso della rivolta \u00e8 Iyad Ag Ghali, storico leader tuareg capace di tenere insieme identit\u00e0 etnica e islamismo, che punta a rovesciare la giunta e ridisegnare gli equilibri di potere nel paese<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-34547 pk-lazyload\"  width=\"454\"  height=\"365\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 454px) 100vw, 454px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/mali2.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/mali2.png 605w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/mali2-300x241.png 300w\" ><figcaption>Source: University of Texas, Perry Castaneda Library Map Collection \u2013 Courtesy of the Un. of Texas Libraries, The University of Texas at Austin<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il sussulto che la storia del Mali ha conosciuto di recente, l\u2019uccisione di un\u00a0 membro importante della giunta di Assimi Goita al potere dal 2020, <strong>il ministro della difesa Sadio Camara<\/strong>, e la riconquista della citt\u00e0 di Kidal che con Tessalit forma la provincia pi\u00f9 settentrionale del paese, da parte degli uomini del FLA (Fronte di liberazione dell\u2019Azawad, nome tuareg attribuito alle tre province di Kidal, Gao e Timbuct\u00f9), gi\u00e0 MNLA,\u00a0 e del GSIM (Gruppo di Sostegno dell\u2019Islam e dei Musulmani), filiale di al-Qaida, non \u00e8 giunto inaspettato. Di ripetitivo, c\u2019\u00e8 stato solo l\u2019allontanamento degli stranieri. Dopo i francesi, protagonisti delle due operazioni <em>Serval<\/em> e <em>Barkane <\/em>dal 2013, sono stati allontanati anche i russi dell\u2019<em>Africa Korps<\/em>, che aveva preso la successione nel paese del Gruppo Wagner dal 2025. Ma ancora una volta sono loro, gli <em>imohar<\/em>, gli uomini del deserto, ad animare la rivolta, sahraui e tuareg, abituati ad una antica superiorit\u00e0 razziale bianca, discendenti dei grandi regni precoloniali del Mali o del Songhai, diventati invece nel perverso meccanismo post-coloniale gli esponenti di una piccola minoranza marginale e reietta, parte del \u201ccattivo Mali\u2019\u201d per il governo dei neri del \u201cBuon Mali\u201d, quello tropicale, incentrato su Bamako. Governo centrale con cui comunque la Francia ha intrattenuto per decenni relazioni e interessi, Il \u201cBuon Mali\u201d della\u00a0<em>Francafrique<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Storicamente gi\u00e0 colonia francese con il nome di Sudan francese, il Mali, diventato indipendente il 22 settembre 1960.<\/strong> Ma anche in Mali, pi\u00f9 di recente, il rovesciamento occidentale del regime libico di Muammar al-Gheddafi nel 2011 ha provocato il peggioramento della situazione della sicurezza. Muammar al Gheddafi aveva dovuto confrontarsi prima con i Fratelli musulmani egiziani, ma soprattutto con il Gruppo Libico Islamico Combattente (GLIC) formato da\u00a0<em>mojahidin<\/em>\u00a0combattenti in Afghanistan, di origine libica, rientrati nel paese, ma aveva anche inquadrato nel suo esercito esponenti delle rivolte tuareg che avevano ripiegato verso la Libia. <strong>Sono questi miliziani che ritornano nel Nord del Mali, carichi di armi, dopo aver combattuto in Libia a fianco del Colonnello sino al 2011 contro la coalizione occidentale organizzata dalla Francia sotto la presidenza di Nicolas Sarkozy.<\/strong> Gente come il \u201cGuercio\u201d, Mokhtar Belmokhtar, detto \u201cMister Malboro\u201d per i suoi traffici di sigarette con l\u2019Algeria, che ridesta la ribellione della minoranza\u00a0tuareg, che si riconosce nel MNLA (Movimento Nazionale di Liberazione dell\u2019Azawad), e riesce a prendere il controllo della parte settentrionale del paese. Qui occorre rilevare il sostegno di movimenti islamici integralisti legati ad <em>AQMI<\/em> (Al-Qaida nel Maghreb Islamico), <em>Ansar ad-Dine<\/em> e <em>MUJAO<\/em> (Movimento per l\u2019Unit\u00e0 e il Jihad nell\u2019Africa occidentale). Certo sono tutti musulmani\u00a0\u00a0 e molti si sono inseriti nel proselitismo wahhabita, sempre incoraggiato nella regione dall\u2019Arabia saudita, attraverso la creazione e il finanziamento di migliaia di madrasa coraniche.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma sono innanzi tutto tuareg e pi\u00f9 che una guerra santa contro gli infedeli vogliono il riconoscimento di una loro autonomia e il miglioramento delle loro condizioni economiche nelle difficili zone marginali rispetto a Bamako in cui vivono. E\u2019 gente dura abituata a vivere in zone inospitali in cui applica un codice durissimo di comportamento, <em>l\u2019ashak.<\/em><strong> E\u2019 difficile non vedere che se di jihadismo si tratta, esso\u00a0 \u00e8 legato a rivendicazioni locali, \u00e8 jihadismo locale, non \u00e8 un sollevamento contro l\u2019Occidente, \u00e8 solo un sollevamento tuareg, il quinto dal 1960 che impone accanto ad un intervento militare la ricerca di una soluzione politica. <\/strong>Ci sono anche gli uomini, gli\u00a0<em>opinion leaders, i capi indiscussi,<\/em>\u00a0su cui si potrebbe costruire un tentativo di soluzione politica, di durevole pacificazione. Il protagonista principale della quinta rivolta \u00e8 un nobile tuareg, Iyad Ag Ghali, tuareg della trib\u00f9 degli Ifoghas, figlio di Ghali Ag Babakar, rimasto ucciso durante la prima rivolta del 1962-64. Dopo la fine della Libia di Gheddafi, \u00e8 rientrato in Mali come molti tuareg passati dal 2009 nelle fila delle unit\u00e0 sahariane dell\u2019armata libica. Fondatore storico nel 1988 del MNLA, aveva poi fondato un proprio gruppo, il citato <em>Ansar ad-Dine<\/em>, \u201cI Difensori della religione\u201d, gruppo salafita prossimo ad AQMI di cui \u00e8 allora capo Abdelmalek Drukdel. <strong>Dopo aver conquistato la regione di Kidal e la pi\u00f9 grande parte della regione di Timbuct\u00f9 con AQMI, nel gennaio 2013 Iya Ag Ghali lancia una offensiva verso il Sud del Mali<\/strong>. La risposta francese \u00e8 quasi immediata: nel gennaio del 2013 un corpo di spedizione francese (operazione <em>Serval<\/em>) affiancato da truppe ciadiane condotte da Idriss D\u00e9by e nigerine riprende quasi totalmente il controllo della regione settentrionale. Iyad Ag Ghali, che avrebbe potuto costituire allora la soluzione del conflitto, anche per la sua esperienza nel governo centrale, viene invece visto subito dalla Francia come il nemico pubblico n\u00b01, di cui Macron ordina l\u2019abbattimento dopo quello di Abdelmalek Drukdel, capo dell\u2019AQMI e di un altro combattente, El Para. <strong>Ma in dieci anni il consenso del Sahel verso la Francia si converte nel rigetto, poi esteso anche nel Niger e nel Burkina-Faso. Oggi il vero protagonista della recente riconquista di Kidal \u00e8 proprio Iyad Ag Ghali. <\/strong>Oggi 72enne, edotto dagli errori del passato, quando nel 2013, a capo di\u00a0 <em>Ansar ad-Dine<\/em>, aveva visto dopo la conquista del Nord del Mali i jihadisti imporre con violenza la <em>sharia<\/em> alle popolazioni locali e si era opposto senza successo ai capi di AQMI e al c.d.\u00a0 emiro del Niger, Abu Zeid, sino all\u2019intervento francese. Divenuto capo del GSIM dal 2017 e HTV (High Value Target) per l\u2019esercito francese sfugge ai francesi e ai russi nel suo bastione desertico ai confini algerini dell\u2019Adrar des Ifoghas, fra Kidal e Tin Zauatine. Ag Ghali nel frattempo non ha cambiato obiettivo: rovesciare la giunta del Gen. Hassimi Goita, sostituirlo con un regime compatibile con l\u2019Islam, a Bamako, e convertire il paese ad un regime islamista. In relazione diretta con i capi dell\u2019AZAWAD, come lui appartenenti alla nobile trib\u00f9 degli Ifoghas- Alghabass Ag Intalla e Bilal Ag Acherif \u2013 si fa protagonista di un compromesso con il MNLA (oggi FLA): distanziarsi da al-Qaida, ma ottenere in cambio la applicazione\u00a0 della <em>sharia<\/em> da parte dei cad\u00ec ( giudici) musulmani. <strong>Un manuale perfetto di islamismo non <em>pi\u00f9<\/em> ideologizzato, intorno all\u2019attesa di un Califfato, ma <em>territorializzato<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"1024\"  height=\"528\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-34545 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/mali-1024x528.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/mali-1024x528.jpg 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/mali-300x155.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/mali-768x396.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/mali-800x412.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/mali.jpg 1048w\" ><figcaption>Foto: Iyad Ag Ghali \u00a0&#8211;\u00a0 DR via lopinion.fr<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il ritorno alla rilevanza della situazione locale dei tuareg e degli altri gruppi minoritari rispetto ai dominanti Bambara, Fulbe, Soninko, Senufo.<\/p>\n\n\n\n<p>Come via di uscita alla situazione attuale in Mali, ove malgrado gli<strong> accordi di pace firmati nel 2015<\/strong>, si sono da allora protratti gli attacchi di gruppi armati, grazie alla saldatura del salafismo jihadista con le rivendicazioni delle citate minoranze etniche che ha portato alla creazione nel 2017 del citato Gruppo di Sostegno all\u2019Islam e ai Musulmani (GSIM). Il GSIM si \u00e8 ulteriormente inserito accanto allo Stato islamico nel Grande Sahara (SIGS) nelle violente lotte inter-etniche che hanno corso nel paese fra allevatori nomadi, Fulbe, Peul, condizionati dall\u2019accelerato degrado ambientale dovuto al riscaldamento climatico e agricoltori Dambara e Dogon. <strong>Progetto ambizioso che potrebbe comunque riuscire a Iyad Ag Ghali, il ribelle tuareg che, gi\u00e0 consigliere del presidente Alpha Umar Konar\u00e9, ha sempre ricevuto il massimo rispetto a Bamako<\/strong> da parte dei quadri wahhabiti formati dalla Jamaat al-Tabligh di obbedienza pakistana. Forse l\u2019uomo di congiunzione quindi fra trib\u00f9 ed\u00a0 islamismo, fra\u00a0 Azawad e <em>sharia<\/em>, gi\u00e0 respinta del resto una prima volta nel paese nella sua applicazione pi\u00f9 rigida.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carlo degli Abbati<\/strong> Foto cover: ( AFP \/ &#8211; )<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Insegna Diritto dell\u2019Unione Europea\u00a0 e Organizzazioni Internazionali al Dip. di Lingue e Culture Moderne dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Genova. Gi\u00e0 docente di Economia dello Sviluppo presso lo stesso Ateneo e di Storia dei Paesi musulmani al Dip. di Lettere e Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Trento. Ha insegnato Storia della Integrazione Europea alla Universit\u00e9 de Lorraine-Metz<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La recente uccisione del ministro della difesa della giunta militare al potere e la caduta della citt\u00e0 di Kidal nelle mani dei ribelli tuareg segnalano una nuova, drammatica escalation in un paese da decenni sull&#8217;orlo del baratro. 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