{"id":34436,"date":"2026-05-10T21:54:58","date_gmt":"2026-05-10T19:54:58","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=34436"},"modified":"2026-05-10T21:54:59","modified_gmt":"2026-05-10T19:54:59","slug":"ankara-e-sempre-piu-inquieta-delle-iniziative-francesi-su-cipro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2026\/05\/10\/ankara-e-sempre-piu-inquieta-delle-iniziative-francesi-su-cipro\/","title":{"rendered":"Ankara \u00e8 sempre pi\u00f9 inquieta delle iniziative francesi su Cipro"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-left\"><strong>Si racconta che quando il cavallo di Osman, alle fine del suo lungo viaggio verso l\u2019Anatolia dall\u2019Asia Centrale tocc\u00f2 con lo zoccolo l\u2019acqua del Mediterraneo, si ritrasse impaurito. E\u2019 questa una leggenda che si racconta in Turchia per sottolineare la storica natura continentale dell\u2019Impero ottomano. Ma nei secoli sino ad oggi le cose sono profondamente cambiate. Nella nuova Turchia nata nel 1923, la recente teoria della Patria Blu <em>(Mavi Vatan)<\/em> immaginata dall\u2019ammiraglio Cem G\u00fcrdeniz considera che la difesa del continente anatolico si deve fare anche dal mare. E di recente la Turchia \u00e8 passato dal concetto strategico \u201czero problemi con i vicini\u201d ad una fase di presenza esterna multivettoriale che vede la Turchia presente nel Medioceano occidentale (Libia) ed orientale (Cipro),\u00a0 ma anche nel Mar Rosso sino all\u2019Oceano Indiano (Somalia), per non parlare della sua irradiazione continentale, verso l\u2019Asia, ma anche verso l\u2019interno del Continente africano che nelle vecchie carte geografiche ottomane al di sotto del litorale mediterraneo era una volta indicato con la croce di morto. Qualcosa di analogo al \u201c<em>hic sunt leones<\/em>\u201d della cartografia romana<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-34438 pk-lazyload\"  width=\"512\"  height=\"415\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/cipro-1024x829.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/cipro-1024x829.jpg 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/cipro-300x243.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/cipro-768x622.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/cipro-800x648.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/cipro-1160x939.jpg 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/cipro.jpg 1386w\" ><figcaption>Source: University of Texas, Perry Castaneda Library Map Collection \u2013 Courtesy of the Un. of Texas Libraries, The University of Texas at Austin<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ora nell\u2019isola di Cipro, divisa da una linea di demarcazione che spacca in due lungo la <em>green\u00a0 line<\/em> la capitale Nicosia dal 1974, dividendo la parte greco-cipriota a sud dalla parte turco-cipriota a nord, l\u2019isola alberga nella sua parte meridionale come retaggio del suo passato coloniale due basi a sovranit\u00e0 britannica, <strong>Dhekelia e Akrotiri<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Le basi di Akrotiri e Dhekelia non sono una presenza militare qualsiasi. Sono sotto sovranit\u00e0 britannica dal 1960, cio\u00e8 dall\u2019indipendenza di Cipro, in virt\u00f9 del Trattato di istituzione della Repubblica. Non sono quindi semplici strutture concesse in uso, ma dei veri territori sovrani britannici estesi a 250 ettari mantenuti da Londra come eredit\u00e0 del passaggio post-coloniale. Ora quando, il 1\u00b0 marzo 2026, in risposta all\u2019evidente fiancheggiamento britannico alla guerra di aggressione israelo-americana contro l\u2019Iran, iniziata il 28 febbraio nel pieno corso di negoziati in Oman oggi sappiamo dall\u2019andamento inutilmente positivo, un drone Shahed \u00e8 stato dal Libano indirizzato verso la base di Akrotiri, era evidente che questo lancio non riguardasse un attacco alla Repubblica di Cipro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci si pu\u00f2 domandare allora, come abbiamo gi\u00e0 fatto su questa rivista, come mai invece una vera e propria <em>armada<\/em> si sia messa subito in moto dopo l\u2019attacco intorno all\u2019sola, in cui si distingueva la portaerei francese Charles de Gaulle arrivata dal Baltico \u2013 mare che come \u00e8 noto confina direttamente con le acque francesi &#8211; come se l\u2019attacco iraniano riguardasse non la base RAF, ma Cipro e quindi, indirettamente, l\u2019Unione europea di cui la parte greco-cipriota dell\u2019isola \u00e8 membro. <strong>Oggi si scopre che la presenza della portaerei francese non era casuale. Nel giugno prossimo, Cipro firmer\u00e0 un accordo che consentir\u00e0 la presenza di truppe francesi sull\u2019isola \u201cper motivi umanitari\u201d, come ha dichiarato il 26 aprile a Nicosia il presidente Nikos Christodulides<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-34440 pk-lazyload\"  width=\"512\"  height=\"322\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/fra--1024x644.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/fra--1024x644.jpg 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/fra--300x189.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/fra--768x483.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/fra--800x503.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/fra--1160x730.jpg 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/fra-.jpg 1270w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019accordo sembra collegato alla recente visita del presidente Macron nell\u2019isola e al rafforzamento del partenariato strategico siglato nel dicembre 20225 fra i due paesi, ma\u00a0 fa anche seguito\u00a0 a una serie stringente di accordi gi\u00e0 conclusi dalla\u00a0 Repubblica di Cipro con Israele, dall\u2019acquisto del sistema di difesa Barak MX, l\u2019addestramento congiunto, l\u2019utilizzo dello spazio aereo e marittimo cipriota, i progetti energetici collegati ai giacimenti di Karish,\u00a0 sino all\u2019obiettivo di\u00a0 una progressiva integrazione delle due difese nazionali. Conoscendo la situazione dell\u2019isola,<strong> l\u2019iniziativa francese non fa che approfondire la frattura esistente nel Mediterraneo Orientale fra la Turchia e la coalizione costituita fra la Grecia, la Repubblica di Cipro, Israele<\/strong>. Ovviamente il primo ministro della Repubblica di Cipro del Nord (TRNC) Unal Ustel ha duramente criticato l\u2019iniziativa \u201c<em>definendolo un passo estremamente pericoloso, provocatorio ed inaccettabile\u201d<\/em> suscettibile di \u201c<em>provocare gravi danni al clima di pace\u00a0 e di stabilit\u00e0 sull\u2019isola\u201d.<\/em> In particolare Ustel ha avuto parole dure per la Francia: \u201c<em>La Francia, membro dell\u2019UE, che rappresenta uno dei maggiori ostacoli a una soluzione giusta e duratura a Cipro, tenta di schierare truppe sull\u2019isola, il che \u00e8 anche una chiara indicazione della politica ipocrita della UE<\/em>\u201d, affermando che \u201c<em>le misure\u2026adottate ignorando i turco-ciprioti riceveranno certamente la risposta necessaria<\/em>\u201d. Se la\u00a0 mossa francese sembra confortare la tradizionale linea anti-turca dei governi francesi, da Sarkozy in poi, Il campo di confronto del Mediterraneo orientale non \u00e8 per la Turchia una novit\u00e0. Ha gi\u00e0 conosciuto un momento importante sei anni fa il 4 dicembre 2019, in Libia, all\u2019epoca \u00a0momento del tentativo del gen. Khalifa Haftar spalleggiato dall\u2019Egitto e dagli Emirati Arabi Uniti di rovesciare il governo legittimo di Tripoli presieduto da F\u00e2i\u2019z el-Serra\u011f. <strong>La Turchia, approfittando della insufficienza militare e diplomatica del governo italiano (Conte II) rimasto immobile, era intervenuta a favore del governo di Tripoli.<\/strong> In un certo senso\u00a0 quasi il recupero turco della Libia dopo la invasione italiana del 1911. L\u2019aiuto consisteva in mezzi, logistica, oltre a otto brigate costituite da forze siriane inviate a combattere in territorio libico per un totale di 5.000 uomini. L\u2019intervento era stato preceduto da un memorandum di intesa, il 26 novembre 2019, con il governo libico che costituiva da parte turca una vera e propria \u201cmossa del cavallo\u201d contro l\u2019operativit\u00e0 del progetto EAST-MED che aveva escluso la Turchia<strong>. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-34437 pk-lazyload\"  width=\"442\"  height=\"294\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 442px) 100vw, 442px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/off.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/off.jpg 790w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/off-300x200.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/off-768x511.jpg 768w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Si trattava di un progetto di gasdotto off-shore che avrebbe incanalato il gas estratto al largo della costa di Israele-Palestina con l\u2019interessamento dell\u2019Egitto e dell\u2019ENI verso la Grecia via Cipro e Creta, raggiungendo in seguito anche l\u2019Italia. <\/strong>L\u2019accordo turco-libico, estendendo le Zone Economiche Esclusive di Libia e Turchia avrebbe reso impossibile il passaggio dei gasdotti nel Mediterraneo. <strong>La imponderabile iniziativa francese odierna, dettata forse anche da probabili ragioni di prestigio, dopo l\u2019allontanamento dal Sahel, non pu\u00f2 che essere vista da Ankara come una provocazione, con l\u2019ingresso armato di una potenza europea in un delicato quadrante in cui la Turchia si considera attore indispensabile. <\/strong>Ma che vede anche sempre pi\u00f9 chiaramente profilarsi un blocco ostile\u00a0 alla\u00a0 Turchia, formato da Israele, Cipro, Grecia, Egitto ed Emirati. Cui si aggiunge ora, insalutato ospite, una Francia strutturalmente contrapposta ad Ankara, di cui ha sempre sistematicamente boicottato i tentativi di adesione all\u2019Unione Europea dopo la presidenza Chirac.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimangono poi i nuovi grattacapi di una NATO che vede profilarsi al suo interno una contrapposizione ferma di tre suoi membri, in un diseguale 2 contro 1. Quando gi\u00e0 fa tanta la fatica a proteggersi dai nemici esterni. <em>Tanta roba. <\/em>Qui possiamo fare due osservazioni personali. Il concentrarsi verso l\u2019isola, che riveste per la politica di Ankara una importanza fondamentale, di tanti interessi contrapposti pu\u00f2 convertirla in disputato avamposto strategico, come gi\u00e0 abbiamo scritto. In secondo luogo, l\u2019allineamento di uno stato come la Francia alla influenza israeliana nell\u2019isola, dopo i comportamenti di Israele a Gaza, nei Territori occupati, i ripetuti attacchi&nbsp; all\u2019Iran in pieno corso anche favorevole dei negoziati sul nucleare, l\u2019espansione israeliana armata verso il Libano i e i paesi vicini, sar\u00e0 considerato moralmente inaccettabile anche dalla gran parte dei cittadini europei, non solo di nazionalit\u00e0 turca. Soprattutto dai&nbsp; futuri elettori francesi. Che forse si sarebbero aspettati invece da Macron una speculare ferma opposizione al tentativo di pulizia etnica e conquista&nbsp; territoriale &nbsp;del Libano sud, sino al fiume Litani. In difesa non degli interessi israeliani ma dei cittadini libanesi. Ma ormai anche le vicende del mandato francese del 1916 sul Libano e il <em>Jbel Druze<\/em> sembrano essere passate, &nbsp;con la sua presidenza, &nbsp;\u201c<em>dans les poubelles de l\u2019histoire<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carlo degli Abbati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>*Insegna Diritto dell\u2019Unione Europea\u00a0 e Organizzazioni Internazionali al Dip. di Lingue e Culture Moderne dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Genova. Gi\u00e0 docente di Economia dello Sviluppo presso lo stesso Ateneo e di Storia dei Paesi musulmani al Dip. di Lettere e Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Trento. Ha insegnato Storia della Integrazione Europea alla Universit\u00e9 de Lorraine-Metz<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Si racconta che quando il cavallo di Osman, alle fine del suo lungo viaggio verso l\u2019Anatolia dall\u2019Asia Centrale tocc\u00f2 con lo zoccolo l\u2019acqua del Mediterraneo, si ritrasse impaurito. 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