{"id":34310,"date":"2026-05-01T21:19:43","date_gmt":"2026-05-01T19:19:43","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=34310"},"modified":"2026-05-01T21:20:52","modified_gmt":"2026-05-01T19:20:52","slug":"difendiamo-le-parole-27-luzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2026\/05\/01\/difendiamo-le-parole-27-luzi\/","title":{"rendered":"Difendiamo le parole (27)"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Ogni settimana una poetessa, un poeta, un profilo, una citazione sul suo intendere il modo di costruire le parole, la sua poesia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mario Luzi e l\u2019ermetismo fiorentino<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"393\"  height=\"572\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-34311 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 393px) 100vw, 393px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/luzi.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/luzi.jpg 393w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/luzi-206x300.jpg 206w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Mario Luzi occupa nella letteratura italiana un posto particolare nella famiglia dei cosiddetti poeti ermetici e, insieme a <strong><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/2023\/09\/01\/difendiamo-le-parole-4-bigonciari\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/2023\/09\/01\/difendiamo-le-parole-4-bigonciari\/\" target=\"_blank\">Piero Bigongiari<\/a><\/strong> e ad <strong><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/2025\/01\/22\/la-firenze-di-alessandro-parronchi-e-vasco-pratolini\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/2025\/01\/22\/la-firenze-di-alessandro-parronchi-e-vasco-pratolini\/\" target=\"_blank\">Alessandro Parronchi<\/a><\/strong>, di cui abbiamo gi\u00e0 parlato in questa rubrica, si pu\u00f2 dire costituisca il culmine dell&#8217;ermetismo fiorentino.<br>Nato a Castello (Firenze), secondogenito di Ciro (1882-1965), locale funzionario delle ferrovie, e di Margherita Papini (1882-1959), termina i suoi studi classici a Firenze presso il Liceo Ginnasio Galileo. In seguito, dopo un primo anno mal vissuto a Giurisprudenza si laurea in Letteratura francese con una tesi su <em>Fran\u00e7ois Mauriac<\/em>, di cui \u00e8 relatore Luigi Foscolo Benedetto. Nel 1942 sposa a Firenze Elena Monaci da cui avr\u00e0 un figlio, Gianni. A Firenze Luzi stringe amicizie con giovani impegnati nella cultura ermetica, come Piero Bigongiari, Alessandro Parronchi, Carlo Bo, Leone Traverso e la poetessa e scrittrice Cristina Campo, nonch\u00e9 l&#8217;importante e instancabile critico Oreste Macr\u00ec. Ebbe un&#8217;intensa amicizia in particolare con la Campo (pseudonimo di Vittoria Guerrini), che gli dedic\u00f2 la raccolta Moriremo lontani; lei, cattolica tradizionale, viveva senza essere sposata con El\u00e9mire Zolla, ma Luzi era all&#8217;epoca sposato con Elena da cui si separer\u00e0 solo in seguito.<br>Luzi collabora a Firenze alle riviste d&#8217;avanguardia come <strong><em>Il Frontespizio, Campo di Marte, Paragone e Letteratura.<\/em><\/strong><br>La sua prima raccolta poetica &#8220;La barca&#8221; esce nel 1935. Dopo otto anni di insegnamento secondario a Parma, Roma e San Miniato, nel 1955 gli viene assegnata la cattedra di Letteratura francese all\u2019Universit\u00e0 di Firenze, Facolt\u00e0 di Scienze Politiche \u201cCesare Alfieri\u201d.<br>Pubblica nel frattempo, nel 1940. &#8220;Avvento notturno&#8221;, nel 1946 &#8220;Un brindisi&#8221; e &#8220;Quaderno gotico&#8221;, nel 1952 &#8220;Onore del vero&#8221;, &#8220;Primizie del deserto&#8221; e &#8220;Studio su Mallarm\u00e9&#8221;.<br>Segue nel ventennio seguente una altra ricca serie di pubblicazioni poetiche. &#8220;Nel magma&#8221; (1963), &#8220;Dal fondo delle campagne&#8221; (1965), &#8220;Fondamenti invisibili2 (1971), &#8220;Al fuoco della controversia&#8221; (1978), &#8220;Semiserie&#8221; (1979), &#8220;Reportage&#8221;, un poemetto seguito dal &#8220;Taccuino di viaggio in Cina&#8221; (1985) e, nello stesso anno, &#8220;Per il battesimo dei nostri frammenti&#8221;.<br>Nel 1978, per l&#8217;opera &#8220;Al fuoco della controversia&#8221;, gli venne assegnato il<strong> Premio Viareggio<\/strong>. Il 1983 vede la pubblicazione de &#8220;La cordigliera delle Ande&#8221; e altri versi tradotti. \u00c8 inoltre autore di importanti saggi e curatore di numerose antologie (tra cui L&#8217;idea simbolista). Fu anche un critico cinematografico nei primi anni &#8217;50: cur\u00f2 le recensioni di quasi 80 pellicole (tra le quali citiamo Roma ore 11 di Giuseppe De Santis e Signori, in carrozza! di Luigi Zampa) che nel 1997 furono raccolte in un libro. Luzi era noto anche come un conoscitore delle filosofie e religioni orientali e delle tecniche di meditazione.<br><strong>Per molti anni, dal 1979 in poi, fu considerato un autorevole candidato italiano al Premio Nobel per la Letteratura dopo Salvatore Quasimodo laureato nel 1959<\/strong>, ma nel 1997 gli fu preferito un altro italiano, Dario Fo, suscitando il disappunto di Luzi che defin\u00ec questa decisione &#8220;un&#8217;intenzione anti-letteraria contro di lui&#8221;.<br>Il 14 ottobre 2004, in occasione del suo novantesimo compleanno fu nominato senatore a vita dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Considerato un moderato antifascista e pacifista, dagli anni &#8217;90 si avvicin\u00f2 alla sinistra e si segnal\u00f2 durante il breve periodo senatoriale per due interventi pubblici diretti contro la coalizione di centrodestra e l&#8217;allora premier Silvio Berlusconi.<br><strong>Muore a Firenze pochi mesi dopo, il 28 febbraio 2005. <\/strong>Ai funerali solenni, il 2 marzo, partecip\u00f2 lo stesso Presidente della Repubblica. Alla memoria di Luzi \u00e8 stata posta una lapide nella basilica di Santa Croce di Firenze, tra le spoglie dei grandi della storia italiana tra i quali Michelangelo Buonarroti, Vittorio Alfieri, Galileo Galilei e il cenotafio di Dante Alighieri. \u00c8 sepolto nel cimitero di Castello (Firenze). La sua memoria \u00e8 custodita dal poeta fiorentino Walter Rossi, amico e confidente di Luzi negli ultimi anni della sua vita.<br>Nell\u2019ermetismo di Luzi in un primo tempo domina il tema della celebrazione drammatica dell&#8217;autobiografia dove viene messo in risalto il drammatico conflitto tra un &#8220;Io&#8221; portato per le cose sublimi e le scene terrestri che gli vengono proposte.<br>In questo primo periodo l&#8217;ideologia del poeta \u00e8 improntata al cristianesimo rinforzato dal recente pensiero cristiano francese, rappresentato da Charles P\u00e9guy e da Paul Claudel, mentre, sul piano letterario, prosegue la linea &#8220;orfica&#8221; appartenente alla lirica moderna che ha come archetipo Mallarm\u00e9 e che risale fino a Coleridge e al suo visionario romanticismo, senza peraltro dimenticare, anzi recuperandola, la tradizione italiana pi\u00f9 vicina, cio\u00e8 quella di Arturo Onofri e di Dino Campana (Canti Orfici), e non \u00e8 neppure estraneo alla lezione surrealista.<br>.<br>La tensione massima dei versi risulter\u00e0 nella raccolta &#8220;Un brindisi&#8221;(1946), ma gi\u00e0 nelle liriche datate 1940-&#8217;44 (Quaderno gotico) si sente una pi\u00f9 matura esperienza di letture europee, come quelle derivate da Rilke e da George, quest&#8217;ultimo, tradotto da Leone Traverso, caro amico di Luzi.<br>Ma l\u2019ermetismo di Luzi \u00e8 basato su una continua ricerca espressiva che si segnala almeno dal trittico &#8220;Primizie del deserto&#8221;, &#8220;Onore del Vero&#8221; (1952), &#8220;Dal fondo delle campagne&#8221; (1965), un rinnovamento anche formale e di impostazione strutturale: ad un discorso poetico in chiave monologica si sostituisce il modulo dialogico con un&#8217;intrusione sempre maggiore di strategie stilistiche tese alla mimesi del parlato.<br>La inquietudine del poeta si legge nella descrizione del paesaggio e nella ricerca assillante di un collegamento tra essere e divenire, mutamento e identit\u00e0, nella speranza incerta che possa essere lenita la penosa insensatezza del vivere. Solo nell\u2019ultima fase di ispirazione lo stile diventa pi\u00f9 prosastico ed i contenuti si aprono maggiormente ai ricordi dell&#8217;adolescenza, alla descrizione di ambienti quotidiani accanto a quella di paesaggi esotici.<br>Ma non si deve dimenticare che alla produzione lirica di Luzi si affianca anche la drammaturgia. Mario Luzi \u00e8 anche autore di testi teatrali. Dal primo che \u00e8 &#8220;Pietra Oscura&#8221; (1946) all&#8217;ultimo &#8220;Il fiore del dolore&#8221; (2003) corrono quasi sessant&#8217;anni di teatro. Tra questi estremi ci sono i drammi &#8220;Il libro di Ipazia&#8221;, &#8220;Rosales&#8221;, &#8220;Hystrio&#8221;, &#8220;Il Purgatorio la notte lava la mente&#8221;, tutti compresi nell&#8217;edizione Garzanti. A questi testi seguono &#8220;Ceneri e ardori&#8221; e &#8220;Felicit\u00e0 turbate&#8221; del 1995 e 1997, del 1999 sono &#8220;Opus Florentinum&#8221; e &#8220;La passione. Via Crucis al Colosseo&#8221; (1999). Una ricchezza espressiva che ha valso al poeta l\u2019altissimo riconoscimento della lapide apposta in Santa Croce, nel \u201cTempio delle Itale Glorie\u201d. <strong>(Loris Jacin)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cIl dibattito sulla poesia \u00e8 stato impostato negli anni scorsi non criticamente ma polemicamente. Il suo andamento tumultuario e confuso risente di questa impostazione. Il listino delle generazioni \u00e8 la sanzione metodologica del modo di distinguere che la polemica aveva gi\u00e0 in una certa misura posto in atto: opponendo con una semplicistica e schematica anticipazione dei processi storici gli autori, poniamo di quaranta anni a quelli di trenta e via di seguito. Come \u00e8 chiaro, non si trattava dello spirito di profezia o di palingenesi che \u00e8 proprio degli sturm rivoluzionari, ma di un melanconico spirito di corpo, come si dice, di autori giovani e irrequieti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Eppure s\u2019agitava sotto quella rozza impostazione qualcosa di importante. E di l\u00e0 dalla frontiera dell\u2019ermetismo che essi avevano con scarso senso critico e con sommario artificio polemico tracciato e sbarrato, c\u2019erano non pochi scrittori che avrebbero potuto riconoscere quell\u2019importanza poich\u00e9 avevano in petto aspirazioni non del tutto disformi e anche pi\u00f9 violente per essere state maturate in un\u2019esperienza pi\u00f9 lunga. Di che si trattava? Perch\u00e9 mi si consente di parlare di me, la franchezza \u00e8 l\u2019unico appiglio veramente utile in una materia cos\u00ec poco sedimentata. E dir\u00e0 che nella poesia novecentesca gi\u00e0 costituitasi in tradizione quando cominciai a scrivere, mi metteva a disagio una sorta di <\/em>a <em>priori e di parzialit\u00e0 nei riguardi di quello che Heidegger chiamerebbe l\u2019\u201dessente\u201d, una sorta di equilibrio che avvertivo tra il soggetto e l\u2019oggetto, una centralit\u00e0 non sempre creativa ma spesso critica e pregiudiziale dell\u2019io riguardo ai termini dell\u2019esperienza. E ne soffrivo e mi lanciai in quel genere di poesia forse un po\u2019 avventuroso, di cui qualcuno disse, mi pare a proposito, che inseguiva continuamente il suo oggetto e rimandava le sue certezze. Era un modo romantico di reagire che poteva soddisfare in qualche misura la tensione giovanile e forse salvaguardare il principio che m\u2019era caro, che il mondo non di possiede n\u00e9 si riduce alle nostre particolarit\u00e0 e tanto meno ai nostri tics e non sopporta una preliminare deformazione, ma si ripropone di continuo come un confronto totale per la nostra coscienza e la nostra esperienza.<\/em> (<strong>Mario Luzi<\/strong>)<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>AVORIO<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Parla il cipresso equinoziale, oscuro<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>&nbsp;e montuoso esulta il capriolo,<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>&nbsp;dentro le fonti rosse le criniere<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>dai baci adagio lavan le cavalle.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;Gi\u00f9 da foreste vaporose immensi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>alle eccelse citt\u00e0 battono i fiumi<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>lungamente, si muovono in un sogno<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>affettuose vele verso Olimpia.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Correranno le intense vie d\u2019Oriente<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>ventilate fanciulle e dai mercati<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>&nbsp;salmastri guarderanno ilari il mondo.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Ma dove attinger\u00f2 io la mia vita<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>ora che il tremebondo amore \u00e8 morto?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Violavano le rose l\u2019orizzonte,<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>esitanti citt\u00e0 stavano in cielo<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>asperse di giardini tormentosi,<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>la sua voce nell\u2019aria era una roccia<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>&nbsp;deserta e incolmabile di fiori.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>(Da Avvento Notturno)<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>MONOLOGO<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Vita che non osai chiedere e fu,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>mite, incredula d&#8217;essere sgorgata<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>dal sasso impenetrabile del tempo,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>sorpresa, poi sicura della terra,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>tu vita ininterrotta nelle fibre<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>vibranti, tese al vento della notte&#8230;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Era, donde scendesse, un salto d&#8217;acque<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>silenziose, frenetiche, affluenti<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>da una febbrile trasparenza d&#8217;astri<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>ove di giorno ero travolto in giorno,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>da me profondamente entro di me<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>e l&#8217;angoscia d&#8217;esistere tra rocce<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>perdevo e ritrovavo sempre intatta.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tempo di consentire sei venuto,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>giorno in cui mi maturo, ripetevo,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>e mormora la crescita del grano,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>ronza il miele futuro. Senza pausa<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>una ventilazione oscura errava<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>tra gli alberi, sfiorava nubi e lande;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>correva, ove tendesse, vento astrale,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>deserto tra le prime fredde foglie,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>portava una germinazione oscura<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>negli alberi, turbava pietre e stelle.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Con lo sgomento d&#8217;una porta<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>che s&#8217;apra sotto un peso ignoto, entrava<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>nel cuore una vertigine d&#8217;eventi,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>moveva il delirio e la piet\u00e0.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Le immagini possibili di me,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>passi uditi nel sogno ed inseguiti,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>svanivano, con che tremenda forza<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>ti fu dato di cogliere, dicevo,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>tra le vane la forma destinata!<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Quest&#8217;ora ti edifica e ti schianta.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>L&#8217;uno ancora implacato, l&#8217;altro urgeva &#8211;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>con insulto di linfa chiusa i giorni<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>vorticosi nascevano da me,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>rapidi, colmi fino al segno, ansiosi,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>senza riparo n&#8217;ero trascinato.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Fosti, quanto puoi chiedere, reale,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>la contesa col nulla era finita,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>spirava un tempo lucido e furente,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>senza fine perivi e rinascevi,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>ne sentivi la forza e la paura.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Una disperazione antica usciva<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>dagli alberi, passava sulle tempie.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Vita, ne misuravi la pienezza.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>APRILE-AMORE<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Il pensiero della morte mi accompagna<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>tra i due muri di questa via che sale<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>e pena lungo i suoi tornanti. Il freddo<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>di primavera irrita i colori,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>stranisce l\u2019erba, il glicine, fa aspra<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>la selce sotto cappe ed impermeabili<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>punge le mani secche, mette un brivido.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tempo che soffre e fa soffrire, tempo<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>che in un turbine chiaro porta fiori<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>misti a crudeli apparizioni, e ognuna<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>mentre ti chiedi che cos\u2019\u00e8 sparisce<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>rapida nella polvere e nel vento.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Il cammino \u00e8 per luoghi noti<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>se non che fatti irreali<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Prefigurano l\u2019esilio e la morte.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tu che sei, io che sono divenuto<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Che m\u2019aggiro in cos<\/em><\/strong><img  loading=\"lazy\"  width=\"5\"  height=\"19\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  class=\" pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"blob:https:\/\/passaparola.info\/1ff266bf-05f7-4754-bcfb-9dc10ea483c4\" ><strong><em>&nbsp; ventoso spazio,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>uomo dietro una traccia fine e debole!<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>E\u2019 incredibile ch\u2019io cerchi in questo<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>E in un altro luogo della terra dove<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>\u00c8 molto se possiamo riconoscerci.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Ma \u00e8 ancora un\u2019et\u00e0, la mia,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>che s\u2019aspetta dagli altri<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>quello che \u00e8 in noi oppure non esiste.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>L\u2019amore aiuta a vivere, a durare,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>l\u2019amore annulla e d\u00e0 principio. E quando<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>chi soffre e langue spera, se anche spera,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>che un soccorso s\u2019annunci da lontano,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>\u00e8 in lui, un soffio basta a suscitarlo.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Questo ho imparato e dimenticato mille volte,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>ora da te mi torna fato chiaro,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>ora prende vivezza e verit\u00e0.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>La mia pena \u00e8 durare oltre quest\u2019attimo<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>( Da Primizie del deserto)<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ogni settimana una poetessa, un poeta, un profilo, una citazione sul suo intendere il modo di costruire le parole, la sua poesia. Mario Luzi e l\u2019ermetismo fiorentino Mario Luzi occupa nella letteratura italiana un posto particolare nella famiglia dei cosiddetti&hellip;\n","protected":false},"author":2,"featured_media":23953,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[11620],"tags":[15151,625,11628,4352,11787],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34310"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34310"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34310\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34319,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34310\/revisions\/34319"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23953"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34310"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34310"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34310"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}