{"id":34297,"date":"2026-05-01T20:56:54","date_gmt":"2026-05-01T18:56:54","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=34297"},"modified":"2026-05-01T20:56:56","modified_gmt":"2026-05-01T18:56:56","slug":"la-proposta-di-pino-arlacchi-candidato-per-il-dopo-guterres-per-la-riforma-dellonu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2026\/05\/01\/la-proposta-di-pino-arlacchi-candidato-per-il-dopo-guterres-per-la-riforma-dellonu\/","title":{"rendered":"La proposta di Pino Arlacchi &#8211; candidato per il dopo Guterres &#8211; per la riforma dell\u2019ONU"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il professor Carlo degli Abbati, collaboratore di PassaParola, riprende e approfondisce un articolo di Pino Arlacchi sul Fatto Quotidiano: il diritto di veto al Consiglio di Sicurezza ha trasformato le Nazioni Unite in uno strumento di impunit\u00e0. La proposta del sociologo, che ha deciso di scendere in campo per la massima carica dell\u2019Onu &#8211;  abolire il veto e dare forza vincolante alle delibere dell&#8217;Assemblea Generale &#8211;  \u00e8 gi\u00e0 scritta nella Carta del 1945 e, con il declino dell&#8217;egemonia americana, appare oggi pi\u00f9 realistica che mai<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se si poteva ancora nutrire qualche dubbio sulla totale insignificanza della Nazioni Unite ad influenzare positivamente l\u2019attuale caos internazionale, le reazioni dell\u2019ONU a due dichiarazioni di Donald Trump, una del 17 aprile e l\u2019altra di qualche settimana prima, sono valse a cancellare ogni dubbio. Il 17 aprile \u00a0Trump ha semplicemente minacciato di distruggere la millenaria civilt\u00e0 dell\u2019Iran (evidentemente grazie al ricorso all\u2019arma nucleare), riportandoli all\u2019et\u00e0 della pietra. Si tratta della stessa promessa gi\u00e0 fatta ai laotiani durante la guerra del Vietnam dall\u2019allora\u00a0 capo di stato maggiore dell\u2019aviazione statunitense, gen. Myers, mentre bombardava a tappeto il c.d. <strong>Sentiero di Ho chi Min, <\/strong>sganciando due tonnellate di bombe a testa sul milione di abitanti della allora esistente provincia di Xiang Khuang.\u00a0 Lo stesso Trump, qualche settimana prima, dichiarava di voler \u201cripulire il territorio\u201d, evocando la soluzione finale per i palestinesi, cosa che in bocca nazista si erano gi\u00e0 sentite nel corso delle Seconda Guerra Mondiale. Nelle due occasioni le Nazioni Unite sono rimaste inerti. Abbiamo avuto solo qualche dichiarazione di circostanza da parte del suo Segretario Generale che neanche a qualche mese dal suo pensionamento ha avuto il coraggio umano di prendere una qualunque decisione. Ora, concepita pi\u00f9 di ottant\u2019anni fa, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, entrata in vigore il 24 ottobre 1945, l\u2019ONU basava i suoi principi di mantenimento della pace e della sicurezza internazionale sul funzionamento di cinque organi (<strong>Assemblea generale, Consiglio di sicurezza, Consiglio economico e sociale, Corte internazionale di giustizia, Segretariato generale). <\/strong>Questi organi erano stati concepiti recependo la situazione dei vincitori della II Guerra Mondiale. In seno al Consiglio di Sicurezza, unico organo capace di imporre delle decisioni vincolanti per gli stati membri, i cinque paesi vincitori (USA, Russia, Repubblica Popolare Cinese, Francia, Gran Bretagna) siedono come membri permanenti, con\u00a0 diritto di veto. <strong>Ogni delibera operativa pu\u00f2 quindi essere bloccata da uno solo dei cinque stati membri. E\u2019 quanto \u00e8 avvenuto durante lo sterminio della popolazione palestinese di Gaza, quando il rappresentante statunitense si \u00e8 ripetutamente opposto ad ogni iniziativa dell\u2019ONU.<\/strong> Ancora, nell\u2019aprile del 2024, una proposta al Consiglio di Sicurezza allargato per ammettere la Palestina come Stato membro a pieno titolo, pur ottenendo al Consiglio 12 voti favorevoli su 15, non \u00e8 passata perch\u00e9 gli Stati Uniti hanno opposto di nuovo il veto. Nel maggio 2024 l\u2019Assemblea Generale, che rappresenta i 193 paesi membri, ha votato, 143 contro 9, per riconoscere che la Palestina soddisfaceva tutti i requisiti per l\u2019ammissione come membro ed ha chiesto al Consiglio di riconsiderare la questione, ma ancora una volta la procedura \u00e8 stata bloccata dagli Stati Uniti in seno di Consiglio. Attualmente i paesi che hanno riconosciuto la Palestina, come Stato sono 157 su 193.<strong> Ma la Palestina rimane fuori dall\u2019ONU per il volere esclusivo degli Stati Uniti. <\/strong>In\u00a0\u00a0 questo modo il funzionamento delle Nazioni Unite si trasforma in uno strumento di impunit\u00e0.<strong> Nel frattempo, la Corte Internazionale di Giustizia (CIG) ha ordinato ad Israele di adottare misure per prevenire il genocidio a Gaza. Israele ha ignorato tale ordine. Dal canto suo, La Corte Penale Internazionale, organo giurisdizionale indipendente dall\u2019ONU, ha emesso un mandato di arresto contro il Primo Ministro Netanyahu<\/strong>, senza nessun seguito pratico. Si \u00e8 persino invocato il rarissimo articolo 99 della Carta per portare la situazione all\u2019attenzione del Consiglio, e gli USA hanno ancora una volta posto il veto.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-34308 pk-lazyload\"  width=\"402\"  height=\"259\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 402px) 100vw, 402px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/arlacchi.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/arlacchi.jpg 937w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/arlacchi-300x193.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/arlacchi-768x495.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/arlacchi-800x516.jpg 800w\" ><figcaption><strong>Pino Arlacchi<\/strong><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>A questo proposito <strong>Pino Arlacchi, il noto sociologo gi\u00e0 direttore esecutivo dell\u2019UNDPC (Ufficio delle Nazioni Unite per il Controllo delle Droghe e la Prevenzione del Crimine<\/strong>) osserva in un articolo sul Fatto Quotidiano (<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/in-edicola\/articoli\/2026\/04\/24\/pino-arlacchi-con-la-mia-riforma-lonu-potrebbe-evitare-altre-gaza\/8364840\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/in-edicola\/articoli\/2026\/04\/24\/pino-arlacchi-con-la-mia-riforma-lonu-potrebbe-evitare-altre-gaza\/8364840\/\" target=\"_blank\">La riforma dell\u2019ONU contro le guerre<\/a>) come \u201c<em>pochi sanno che la Carta delle Nazioni Unite del 1945 gi\u00e0 prevedeva un sistema radicalmente diverso da quello che abbiamo. Gli artt. 43, 45, 46, 47 disegnano un\u2019architettura completa: ogni Stato membro avrebbe dovuto mettere a disposizione del Consiglio forze armate proporzionali, mediante accordi speciali: i piani operativi sarebbero stai elaborati da un Comitato Militare composto dai capi di Stato maggiore delle grandi potenze; l\u2019ONU avrebbe avuto una propria stabile forza armata, non una raccolta di contingenti volontari improvvisati. Questi accordi non sono mai stati perfezionati. La Guerra Fredda li ha congelati immediatamente. E da allora l\u2019ONU ha dovuto arrangiarsi con operazioni di peace keeping volontarie, con deleghe a coalizioni di Stati, con mandati e regole di ingaggio deboli. Il risultato complessivo di 71 missioni di pace non \u00e8 stato poi cos\u00ec disastroso, come si sarebbe potuto aspettare, ma alcuni fallimenti sono rimasti storici<\/em>\u201d. L\u2019autore qui cita il<strong> Rwanda nel 1994, Srebrenica nel 1995, e poi la Somalia, il Congo, il Sudan e oggi l\u2019Ucraina, Gaza , l\u2019Iran e <\/strong>osserva che la formula alternativa adottata nel passato \u2013 delega a uno Stato membro o a un gruppo di Stati membri- ha prodotto risultati altrettanto problematici. Questo vale per la Gran Bretagna in Sierra Leone, per la NATO in Afghanistan, per gli USA nel Kuwait, con interventi che hanno finito per rispondere a delle logiche nazionali spesso \u201csporche\u201d. E\u2019 oggi evidente come le Nazioni Unite abbiano ormai raggiunto uno stato di inutilit\u00e0 e debbano essere urgentemente riformate per renderle ancora adatte a perseguire gli obbiettivi per le quali furono create, cio\u00e8 il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, lo sviluppo fra le nazioni di relazioni amichevoli, la realizzazione della cooperazione internazionale e costituire il centro di armonizzazione degli sforzi delle nazioni verso scopi comuni. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\" pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"blob:https:\/\/passaparola.info\/9dc7d3bc-0db3-4f9e-a008-42aae2f6cd88\" ><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Forte della sua esperienza nelle organizzazioni internazionali, Pino Arlacchi, autore di recente di un eccellente lavoro sulla Cina<\/strong> (<strong><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/fazieditore.it\/libro\/9791259677211\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/fazieditore.it\/libro\/9791259677211\" target=\"_blank\">La Cina spiegata all\u2019Occidente<\/a><\/strong>, Fazi Editore, 2025) propone due misure fondamentali: <strong>1) l\u2019abolizione del Consiglio di Sicurezza con diritto di veto e la sua sostituzione con un esecutivo mondiale responsabile d fronte alla Assemblea Generale;  2) <\/strong>l<strong>\u2019Assemblea Generale trasformata in vero parlamento mondiale, entit\u00e0 sovrana le cui delibere abbiano forza vincolante e non possano essere bloccate da nessun singolo Stato, come avviene oggi<\/strong>. Arlacchi giustamente considera il diritto di veto come la negazione del diritto internazionale e come tale da eliminare per ristabilire una situazione egualitaria.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-34306 pk-lazyload\"  width=\"220\"  height=\"332\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 220px) 100vw, 220px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/cina-1.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/cina-1.jpg 439w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/cina-1-198x300.jpg 198w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ambito di questo sistema rifondato, continua Arlacchi,\u00a0 <strong>la Palestina sarebbe ammessa come stato membro a pieno titolo per volont\u00e0 dell\u2019Assemblea<\/strong> (157 voti gi\u00e0 a favore). In questa veste essa potrebbe invocare la protezione dell\u2019ONU di fronte ad un attacco armato, in base al diritto all\u2019autodifesa sancito dall\u2019art.51 della Carta.<strong> A questo punto l\u2019Assemblea o L\u2019Esecutivo che ne esegue le delibere, potrebbe decidere l\u2019invio di una forza internazionale<\/strong> con un mandato ai sensi del Cap. VII della Carta: come strumento di <em>peace enforcing<\/em>, non semplice strumento di interposizione passiva, autorizzato a usare la forza per proteggere i civili e far rispettare il cessate il fuoco, mentre il Comitato Militare previsto all\u2019art.47, di fatto mai attivato in 80 anni, modificato in modo da essere composto dai capi di Stato maggiore dei paesi dell\u2019esecutivo mondiale, elaborerebbe il piano operativo assumendone la direzione strategica. Tale forza operativa dovrebbe essere costituita da 50.000 uomini, in ragione del territorio di Gaza, con i suoi 365 km2 e due milioni di abitanti, oltre la presenza di molteplici gruppi armati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Certo ci si pone a questo punto la domanda se un tale scenario possa mai esser costruito.<\/strong> Secondo Arlacchi la risposta \u00e8 che <em>lo \u00e8 ogni giorno di pi\u00f9.<\/em> Indica come ragioni il declino dell\u2019egemonia americana. Aggiunge: <em>\u201cL\u2019isolamento americano in Assemblea generale sul caso palestinese \u00e8 ormai estremo. Washington \u00e8 rimasta con nove voti su 193 contro la risoluzione di ammissione (della Palestina). I suoi alleati europei pi\u00f9 stretti- con l\u2019eccezione del governo di estrema destra dell\u2019Italia \u2013 si sono sfilati. In un\u2018ONU rifondata e senza veto, il costo politico per Washington di opporsi attivamente ad una forza di pace mandata dall\u2019Assemblea su richiesta di uno Stato membro sotto attacco, con mandato dell\u201981% dei suoi membri, sarebbe semplicemente insostenibile. Israele da solo senza la certezza dell\u2019ombrello militare, diplomatico, finanziario americano non ha la capacit\u00e0 di reggere un confronto prolungato con una forza multilaterale legittima di quelle dimensioni. La sua superiorit\u00e0 regionale \u00e8 reale, ma dipende completamente dall\u2019ombrello citato<\/em>\u201d. Infine Arlacchi fa un\u2019ultima considerazione: \u00a0\u201c<em>Vorrei essere molto chiaro, infine, su un punto che spesso viene frainteso in questi tempi di squallido minimalismo. La mia proposta chiede di applicare ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 scritto, modificando solo pochi articoli della Carta delle Nazioni Unite, redatta nel 1945 da uomini e donne che avevano vissuto due\u00a0 guerre mondiali e capivano che il diritto internazionale senza strumenti esecutivi \u00e8 una illusione. La fine della Guerra Fredda avrebbe potuto scongelare l\u2019attuazione della Carta, ma il momento unipolare americano degli anni Novanta ha preferito un\u2019ONU debole, funzionale alla proiezione di potenza di Washington piuttosto che a una vera governance globale. Quel momento unipolare \u00e8 finito. Ed \u00e8 precisamente in questo contesto, quando il vecchio ordine non funziona pi\u00f9 che la rigenerazione dell\u2019ONU diventa non solo desiderabile ma indispensabile<\/em>.\u201d <strong>Nell\u2019ambito, aggiungiamo noi, <\/strong>di un ordine mondiale moralmente calpestato, vilipeso, reso insostenibile dalla pretesa egemonia di un solo paese e dal\u00a0 suo \u201c<em>rules based global order<\/em>\u201d\u00a0 che si \u00e8 inventato a esclusivo\u00a0 uso e consumo proprio e dei suoi pi\u00f9 stretti alleati. ..Fino alla rivolta generale del Sud globale contro il colonialismo e il suprematismo strutturale del blocco occidentale che intende, senza averne pi\u00f9 i mezzi,\u00a0 proseguire nella sua posizione di dominio unilaterale del mondo, ricorrendo ormai alla sola arma delle intimidazioni, della decapitazione dei leader avversari,\u00a0 della guerra.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carlo degli Abbati<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il professor Carlo degli Abbati, collaboratore di PassaParola, riprende e approfondisce un articolo di Pino Arlacchi sul Fatto Quotidiano: il diritto di veto al Consiglio di Sicurezza ha trasformato le Nazioni Unite in uno strumento di impunit\u00e0. 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