{"id":33508,"date":"2026-02-25T12:25:54","date_gmt":"2026-02-25T11:25:54","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=33508"},"modified":"2026-02-25T12:25:55","modified_gmt":"2026-02-25T11:25:55","slug":"sanremo-2026-la-claque-in-galleria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2026\/02\/25\/sanremo-2026-la-claque-in-galleria\/","title":{"rendered":"Sanremo 2026, la claque in galleria"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Ovvero, quando il pubblico non pu\u00f2 applaudire da solo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">C\u2019\u00e8 una prima volta per tutto. Dopo anni trascorsi in sala stampa, ad assistere alle prove, a respirare il Festival di Sanremo da dietro le quinte o dai maxischermi, stavolta avevo un biglietto in tasca. Galleria. Settantaseiesima edizione. Prima serata. Teatro Ariston gremito in ogni ordine di posti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero l\u00ec con un doppio ruolo: spettatrice, s\u00ec, ma anche giurata. La prima serata del Festival \u00e8 quella in cui vota la giuria della sala stampa, e dunque avevo tutto l\u2019interesse \u2014 e la responsabilit\u00e0 \u2014 di ascoltare con attenzione ogni esibizione, di valutare, di farmi un\u2019opinione libera e consapevole su ciascun artista. Un\u2019emozione carica di aspettativa. Eppure, quasi subito, qualcosa ha cominciato a stonare&#8230; e la &#8220;stecca&#8221; non veniva dal palco.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima ancora che la kermesse prendesse il via, in galleria si \u00e8 presentato un uomo. Si \u00e8 qualificato, ha spiegato il suo ruolo: era l\u00ec per \u201canimare\u201d il pubblico. Guidare gli applausi, orchestrare i cori, sollecitare le ovazioni nei momenti giusti. Un animatore stile villaggio vacanze, un suggeritore di entusiasmo. Una claque, per usare il termine antico. All\u2019inizio poteva sembrare una trovata innocua, quasi folkloristica. Ma con il passare dei minuti, e delle canzoni, la sua presenza si \u00e8 rivelata quello che era: ingombrante. Invadente. Per tratti, troppi, addirittura  insopportabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 &#8220;lui&#8221;  non si limitava a far battere le mani nei silenzi. Interveniva durante le esibizioni. <strong>La sua voce, i suoi incitamenti, i suoi \u201cdai, dai, dai!\u201d coprivano \u2014 letteralmente coprivano \u2014 la voce dei cantanti<\/strong>. Chi era l\u00ec per ascoltare e per lasciarsi prendere da una melodia, si trovava a combattere contro un rumore di fondo umano e organizzato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c\u2019\u00e8 qualcosa che va al di l\u00e0 del fastidio uditivo, e che merita di essere detto con chiarezza. Il pubblico dell\u2019Ariston non \u00e8 una comparsa. Non \u00e8 una scenografia sonora da pilotare a distanza. \u00c8 composto da persone che hanno acquistato un biglietto \u2014 e chiunque abbia mai provato a comprarne uno sa bene quanto costino \u2014 e che sono arrivate fin l\u00ec con la propria sensibilit\u00e0, il proprio gusto, la propria capacit\u00e0 di emozionarsi. Mettere qualcuno in galleria con il compito di sollecitare la standing ovation, di far partire il coro al momento opportuno, significa inviare un messaggio implicito ma inequivocabile: &#8220;voi da soli non ce la fareste. Avete bisogno di una guida per sapere quando applaudire.&#8221; \u00c8 una forma sottile, ma concreta, di sfiducia verso il pubblico. Una sfiducia che si trasforma in mancanza di rispetto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Chi ama la musica lo sa: quando una canzone \u00e8 bella davvero, quando un\u2019interpretazione ti prende alla gola, non hai bisogno che nessuno ti dica cosa fare<\/strong>. Le mani si alzano da sole. Ci si alza in piedi perch\u00e9 non si riesce a stare seduti. Si grida perch\u00e9 il silenzio non basta. Quell\u2019applauso spontaneo, quella reazione viscerale e non concordata, \u00e8 la misura pi\u00f9 autentica del valore di un\u2019esibizione. \u00c8 il verdetto del pubblico. \u00c8, in fondo, una delle poche cose che il Festival di Sanremo ancora ci consegna come momento genuinamente collettivo. Orchestrare tutto questo, trasformarlo in una performance della performance, non aggiunge calore. Lo svuota.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"1024\"  height=\"217\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-33522 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pippo-1024x217.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pippo-1024x217.png 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pippo-300x64.png 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pippo-768x163.png 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pippo-1536x326.png 1536w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pippo-800x170.png 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pippo-1160x246.png 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pippo.png 1771w\" ><\/figure>\n\n\n\n<p>Settantasei edizioni. Il Festival \u00e8 sopravvissuto a tutto: alle polemiche, ai cambi di conduzione, alle rivoluzioni musicali, ai social network che hanno stravolto il modo di viverlo. Sopravviver\u00e0 anche a questo, probabilmente. Ma io non potevo sottolineare un disagio che ho recepito forte per tutta la serata. <strong>Baudo, in una lettera a Sanremo pubblicata su La Stampa pochi mesi prima di morire, scrisse che il Festival \u201c\u00e8 specchio della nostra societ\u00e0, ne riflette gioie e dolori\u201d.<\/strong> Uno specchio autentico. Difficile non pensarci, guardando un uomo pagato per fare a pezzi quel riflesso. Il pubblico dell\u2019Ariston &#8211; come qualsiasi altro pubblico del mondo &#8211; \u00e8 capace di intendersi da solo. Basta dargliene la possibilit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gilda Luzzi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ovvero, quando il pubblico non pu\u00f2 applaudire da solo C\u2019\u00e8 una prima volta per tutto. 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