{"id":33422,"date":"2026-02-20T11:42:00","date_gmt":"2026-02-20T10:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=33422"},"modified":"2026-02-21T10:27:14","modified_gmt":"2026-02-21T09:27:14","slug":"le-gianne-dimenticate-il-volto-nascosto-della-lotta-contro-il-fascismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2026\/02\/20\/le-gianne-dimenticate-il-volto-nascosto-della-lotta-contro-il-fascismo\/","title":{"rendered":"\u201cLe &#8220;Gianne&#8221; dimenticate: il volto nascosto della lotta contro il fascismo"},"content":{"rendered":"\n<p><strong> La storia di Giovanna Vallini, detta \u201cla Gianna\u201d, riporta alla luce una pagina poco raccontata della Resistenza italiana: quella delle donne che agirono nell\u2019ombra. Cresciuta in una famiglia anarchica e costretta a lasciare presto la scuola, Gianna scelse insieme al marito Agenore la via della militanza antifascista clandestina nella Milano occupata, mettendo a rischio la propria vita per la libert\u00e0. Il libro di Roberto Vallini e&nbsp;Rossella Traversa \u201cLa Gianna. La normale vita della partigiana Giovanna Vallini\u201d (<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.mimesisedizioni.it\/libro\/9791222323121\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.mimesisedizioni.it\/libro\/9791222323121\" target=\"_blank\">Mimesis Edizioni<\/a>, 2025) sar\u00e0 presentato marted\u00ec 24 febbraio alle ore 19, presso la sede del CLAE (26, rue de Gasperich L-1617 Luxembourg) in un incontro organizzato dal Circolo \u201cE. Curiel\u201d di Lussemburgo nel giorno dell\u2019anniversario della morte di Eugenio Curiel. A dialogare con il pubblico sar\u00e0 Roberto Vallini, figlio della protagonista, che abbiamo intervistato in anteprima: nel suo racconto si intrecciano quotidianit\u00e0, Resistenza e impegno civile, restituendo voce a tutte quelle donne \u201csenza nome\u201d che hanno sostenuto la lotta antifascista con scelte coraggiose e consapevoli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-33433 pk-lazyload\"  width=\"381\"  height=\"545\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 381px) 100vw, 381px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/locandina.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/locandina.jpg 508w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/locandina-210x300.jpg 210w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Scrivere un libro su una figura familiare o comunque legata alla propria storia personale pu\u00f2 essere emotivamente complesso. Quanto \u00e8 stato difficile  mantenere un equilibrio tra il coinvolgimento personale e la distanza necessaria per una narrazione storica?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nello scrivere sono abbastanza distaccato; la scrittura mi consente di essere emotivamente freddo. Tenete conto che, una parte del libro, \u00e8 il racconto autobiografico di mia madre che abbiamo redatto insieme a Rossella Traversa, la coautrice. E&#8217; una storia con testimonianze e documenti, e la parte pi\u00f9 consistente \u00e8 il racconto della vita di mia madre, Gianna, che io raccolsi nel lontano 1989 per farne un libriccino in fotocopie che le regalai.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel libro si racconta la vita di Giovanna Vallini, una figura partigiana che viene definita&#8221;normale&#8221; ma straordinaria per le sue scelte. Qual \u00e8 stato l\u2019aspetto della sua vita che ricordi maggiormente?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questo libro \u00e8 dedicato alle tante \u201cGianne\u201d che hanno fatto la Resistenza. Figure minori che, essendo una guerra partigiana di clandestinit\u00e0, sono state figure che alla Liberazione si sono perse. Erano persone resistenti per caso : ovviamente non era il caso di mia madre che era scritta al PCI dal 1938; era antifascista fin da allora perch\u00e9 mio padre era in galera. Ho voluto dedicare questo libro a mia madre e, soprattutto, a queste figure femminili secondarie che nell\u2019agiografia della Resistenza non compaiono. E\u2019 entusiasmante la vita di una donna, mia madre, che ha cominciato a fare militanza da piccola sotto il fascismo, dopo la Liberazione, fino alla fine dei sui giorni. Mia madre ha fatto militanza politica soprattutto per l\u2019<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.anpi.it\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.anpi.it\/\" target=\"_blank\">ANPI<\/a> (Associazione Nazionale Partigiani d&#8217;Italia), fino a 90 anni. Ho fatto raccontare la sua vita a sette testimoni che hanno conosciuto questa militante comunista!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ci sono aspetti o episodi della militanza femminile milanese che avete voluto valorizzare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 il racconto di una signora&nbsp; &#8211; che si sapeva fosse antifascista &#8211;&nbsp; che vendeva polli e, con alcuni compagni venne contattata da mia madre per partecipare ad azioni locali. E, da fine 1943 al 1944 il suo negozio fu un luogo dove venivano ospitati i renitenti alla leva che si nascondevano prima di andare in montagna. Questa signora che vendeva polli, che non era iscritta a nessun partito, era solo un\u2019antifascista ma ha fatto delle cose per le quali ha rischiato la vita. Nei giorni dopo la Liberazione ha venduto il negozio ed \u00e8 scomparsa. Ci sono persone che sono state da supporto a questa rete clandestina di resistenza nella citt\u00e0 di Milano.&nbsp; Quello che voglio mettere in evidenza \u00e8 che mentre la battaglia partigiana sulle montagne \u00e8 chiara:  tra la guerriglia delle formazioni partigiane, i tedeschi e i fascisti ed \u00e8, quindi, uno scontro militare di fatto; in citt\u00e0 \u00e8 tutto diverso perch\u00e9 la lotta clandestina \u00e8 fatta di &#8220;signor<em>\u0259<\/em> nessuno&#8221; che devono essere nessuno perch\u00e9, nel momento che diventano qualcuno, \u00e8 finita la loro clandestinit\u00e0. Queste figure sono interessanti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ritenete sia urgente approfondire ancora aspetti della storiografia sulla Resistenza al femminile lasciati da parte?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si, assolutamente perch\u00e9 noi abbiamo degli stereotipi: quello, per es.,&nbsp; quello de &#8220;L&#8217;Agnese va a morire&#8221; (romanzo&nbsp;neorealista&nbsp;scritto da&nbsp;Renata Vigan\u00f2, nel 1949, di ispirazione autobiografica, giacch\u00e9 l&#8217;autrice fu, con il marito, una partigiana della&nbsp;Resistenza italiana, <em>ndr<\/em>). La lotta nelle citt\u00e0 non fu una lotta di popolo, ma fu anche una lotta di popolo. Se non ci fosse stata questa rete di donne che ospitava gli ebrei, per esempio: tanti Schindler, tanti Perlasca, tanta gente che non compare forse sarebbe stato pi\u00f9 difficile arrivare alla Liberazione; quindi, credo che la Resistenza vada ancora approfondita.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Intervista raccolta da Paola Cairo<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La storia di Giovanna Vallini, detta \u201cla Gianna\u201d, riporta alla luce una pagina poco raccontata della Resistenza italiana: quella delle donne che agirono nell\u2019ombra. 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