{"id":33049,"date":"2026-01-19T11:32:46","date_gmt":"2026-01-19T10:32:46","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=33049"},"modified":"2026-02-18T09:15:46","modified_gmt":"2026-02-18T08:15:46","slug":"quando-liconico-prende-corpo-a-tu-per-tu-con-il-coreografo-diego-tortelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2026\/01\/19\/quando-liconico-prende-corpo-a-tu-per-tu-con-il-coreografo-diego-tortelli\/","title":{"rendered":"Quando l\u2019iconico prende corpo: a tu per tu con il coreografo Diego Tortelli"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Ikonen <\/em>allo Stattstheater di Saarbr\u00fccken \u00e8 uno di quegli spettacoli che non si limitano a essere visti: si sedimentano. Tre coreografie autonome che dialogano tra loro come tre capitoli di un\u2019unica riflessione sull\u2019essere umano. Una \u00e8 di Diego Tortelli, il coreografo italiano che ha preparato lo spettacolo per la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina che si terr\u00e0 il prossimo 22 febbraio. Lo abbiamo intervistato<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se con<strong><em> Noces<\/em><\/strong> Angelin Preljocaj affonda nella cultura dell\u2019Est Europa per raccontare la relazione amorosa come rituale collettivo e, al tempo stesso, come prigione, con le spose che sembrano <strong>marionette<\/strong>, inchiodate a ruoli prestabiliti, in una danza che mette a nudo il lato oscuro della tradizione e delle convenzioni sociali; Stijn Celis, con <strong><em>Alte Erde<\/em><\/strong>, cambia registro: pochi corpi (<strong>solo tre danzatori<\/strong>) e un uso significativo del <strong>video<\/strong> costruiscono un paesaggio emotivo che guarda all\u2019Africa come luogo simbolico di origine. Un lavoro che parla di radici, di forza primordiale, di connessione tra corpo e natura, dove la tecnologia non allontana ma amplifica la presenza fisica.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-33050 pk-lazyload\"  width=\"484\"  height=\"319\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 484px) 100vw, 484px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/09_IKONEN_ICONIC-Pink-Floyd_ret-1024x675.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/09_IKONEN_ICONIC-Pink-Floyd_ret-1024x675.jpg 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/09_IKONEN_ICONIC-Pink-Floyd_ret-300x198.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/09_IKONEN_ICONIC-Pink-Floyd_ret-768x506.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/09_IKONEN_ICONIC-Pink-Floyd_ret-1536x1013.jpg 1536w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/09_IKONEN_ICONIC-Pink-Floyd_ret-2048x1351.jpg 2048w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/09_IKONEN_ICONIC-Pink-Floyd_ret-800x528.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/09_IKONEN_ICONIC-Pink-Floyd_ret-1160x765.jpg 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/09_IKONEN_ICONIC-Pink-Floyd_ret.jpg 2126w\" ><figcaption>Foto: Bettina St\u00f6\u00df<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Poi c\u2019\u00e8 <em>ICONIC: Pink Floyd<\/em><\/strong> di Diego Tortelli che si apre in modo inquietante, con un <strong>occhio che osserva<\/strong> e una tensione immediata che cattura lo spettatore. Da l\u00ec nasce un viaggio fatto di <strong>piccoli passi<\/strong>, scarti e ripetizioni che mettono in scena la doppia polarit\u00e0 dell\u2019essere: il confronto costante tra ci\u00f2 che siamo e ci\u00f2 da cui sentiamo il bisogno di separarci. Temi eterni dell\u2019anima umana, che il coreografo italiano restituisce con grande intensit\u00e0. Tre opere diversissime, ma unite dal desiderio di rendere visibile ci\u00f2 che \u00e8 iconico nell\u2019uomo: il rito, l\u2019origine, l\u2019identit\u00e0. &nbsp;<strong>\u00c8 proprio da qui che prende avvio il nostro dialogo con<\/strong> <strong>Diego Tortelli<\/strong>. Nelle domande che seguono il coreografo riflette sul passaggio dalla scena teatrale ai grandi eventi globali, sul lavoro con l\u2019energia collettiva e sul significato di creare immagini capaci di parlare a un pubblico planetario. Un\u2019intervista che non cerca risposte definitive, ma apre nuove prospettive sul futuro della danza e sull\u2019idea stessa di icona.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In ICONIC: Pink Floyd \u00e8 presente una forte componente di energia collettiva. Come lavori con i danzatori per trasformare individualit\u00e0 e ruoli in un unico movimento corale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019energia collettiva di&nbsp;<em>ICONIC: Pink Floyd<\/em>&nbsp;nasce da un lavoro estremamente preciso sulle individualit\u00e0. Ogni danzatore \u00e8 invitato a portare in scena il proprio caos, la propria storia, il proprio colore.<br>Il gruppo \u2014 il \u201cprisma\u201d \u2014 non annulla le differenze, ma le attraversa e le restituisce amplificate. L\u2019alternanza tra immagini corali e soli, duetti o piccoli ensemble permette al movimento collettivo di restare vivo, instabile, mai puramente decorativo, ma sempre attraversato da una tensione umana reale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La tua carriera va dal teatro-danza all\u2019opera e persino a eventi globali. Che cosa significa spostarsi dal palcoscenico delle produzioni teatrali a quello della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-33052 pk-lazyload\"  width=\"468\"  height=\"316\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 468px) 100vw, 468px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/11_IKONEN_ICONIC-Pink-Floyd_ret-1024x691.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/11_IKONEN_ICONIC-Pink-Floyd_ret-1024x691.jpg 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/11_IKONEN_ICONIC-Pink-Floyd_ret-300x202.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/11_IKONEN_ICONIC-Pink-Floyd_ret-768x518.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/11_IKONEN_ICONIC-Pink-Floyd_ret-1536x1036.jpg 1536w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/11_IKONEN_ICONIC-Pink-Floyd_ret-2048x1381.jpg 2048w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/11_IKONEN_ICONIC-Pink-Floyd_ret-800x540.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/11_IKONEN_ICONIC-Pink-Floyd_ret-1160x782.jpg 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/11_IKONEN_ICONIC-Pink-Floyd_ret.jpg 2126w\" ><figcaption>Foto: Bettina St\u00f6\u00df<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Con totale onest\u00e0 e grande umilt\u00e0, credo che non si sia mai davvero pronti per un evento di una tale portata. Ed \u00e8 forse proprio questo il suo fascino pi\u00f9 profondo: la consapevolezza di trovarsi davanti a qualcosa che ti supera, che ti obbliga ad allargare lo sguardo e a rimettere continuamente in discussione i tuoi strumenti. Quello che sento di aver coltivato nel tempo non \u00e8 tanto una preparazione specifica, quanto un\u2019attitudine: un\u2019apertura sincera, una disponibilit\u00e0 totale all\u2019ascolto e un desiderio autentico di dare sempre il massimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Una cerimonia olimpica richiede una visione globale, un impatto potente, ma allo stesso tempo profondamente poetico. Mi sento estremamente fortunato ad aver attraversato, nel mio percorso, contesti molto diversi tra loro: teatro-danza, opera, grandi eventi, creazioni intime e lavori monumentali. Non ho mai voluto rinchiudere la mia danza dentro i confini di un solo linguaggio o di un solo luogo. L\u2019ho sempre messa al servizio di ci\u00f2 che era necessario, adattandola alle diverse richieste senza perdere la mia identit\u00e0 e la mia estetica.<\/p>\n\n\n\n<p>La tecnologia sar\u00e0 sicuramente un elemento molto presente, soprattutto nel set design e negli elementi scenici, ma sempre in una chiave fortemente poetica e umana. La danza ha una straordinaria capacit\u00e0 di trasformazione e adattamento, e io mi sono sempre imposto di non limitarla, di permetterle di esistere ovunque potesse essere utile e necessaria. Creare per una cerimonia olimpica significa inoltre entrare a far parte di un team creativo di assoluta eccellenza, dove lo scambio continuo, l\u2019ascolto reciproco e il nutrirsi l\u2019uno dell\u2019altro rendono speciale non solo il risultato finale, ma anche l\u2019intero processo creativo. Sono profondamente grato alla regista Stefania Opipari e a Filmmaster per avermi voluto all\u2019interno di questo straordinario team e per aver creduto con tanta forza nella bellezza e nel potere della danza.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-33054 pk-lazyload\"  width=\"313\"  height=\"512\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 313px) 100vw, 313px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Diego-Tortelli-625x1024.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Diego-Tortelli-625x1024.jpg 625w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Diego-Tortelli-183x300.jpg 183w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Diego-Tortelli-768x1259.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Diego-Tortelli-937x1536.jpg 937w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Diego-Tortelli-800x1312.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Diego-Tortelli-1160x1902.jpg 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Diego-Tortelli.jpg 1249w\" ><figcaption>Foto: web<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Nel tuo ruolo di <em>Head of Choreography<\/em> per la cerimonia delle Olimpiadi, come hai traslato la tua poetica personale, spesso intima e concettuale, a uno spettacolo pensato per un pubblico planetario?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ho sempre creduto profondamente nella conoscenza: nel sapere cosa \u00e8 stato fatto prima, senza usare la parola \u201cinnovazione\u201d come un alibi.&nbsp;Mi interessa il punto di vista, pi\u00f9 che l\u2019invenzione dal nulla. La Cerimonia di Atene 2004 resta per me un riferimento fondamentale: profondamente greca, fiera della propria identit\u00e0. Da l\u00ec ho tratto l\u2019insegnamento della fierezza culturale, che ho portato con me nel lavoro per Milano Cortina. La visione complessiva della Cerimonia si fonda su un dialogo continuo tra tributo, innovazione e presenza. Racconta forza e fragilit\u00e0, atletismo e poesia. Come in ogni mio lavoro, al centro c\u2019\u00e8 il corpo: un corpo allenato, consapevole, sostenuto da un\u2019idea di squadra. Il danzatore \u00e8 un atleta e l\u2019atleta, nel momento di massima consapevolezza, diventa artista. \u00c8 l\u00ec che il gesto smette di essere performance e diventa poesia, diventa iconico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ultimo spettacolo per la stagione: 24 gennaio 2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Info e biglietti: <a href=\"https:\/\/www.staatstheater.saarland\/detail\/ikonen\">https:\/\/www.staatstheater.saarland\/detail\/ikonen<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Elisa Cutull\u00e8<\/strong> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ikonen allo Stattstheater di Saarbr\u00fccken \u00e8 uno di quegli spettacoli che non si limitano a essere visti: si sedimentano. Tre coreografie autonome che dialogano tra loro come tre capitoli di un\u2019unica riflessione sull\u2019essere umano. 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