{"id":32797,"date":"2025-12-11T11:05:45","date_gmt":"2025-12-11T10:05:45","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=32797"},"modified":"2025-12-11T11:05:46","modified_gmt":"2025-12-11T10:05:46","slug":"vinili-iconici-e-ricette-pop-la-nuova-avventura-di-fassina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2025\/12\/11\/vinili-iconici-e-ricette-pop-la-nuova-avventura-di-fassina\/","title":{"rendered":"Vinili iconici e ricette pop: la nuova avventura di Fassina"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Ritrovare Luca Fassina sulle nostre pagine \u00e8 un po\u2019 come riaprire un vecchio vinile: familiare, caldo, sorprendente ogni volta. Lo avevamo gi\u00e0 ospitato su Voices Passaparola per parlare della cucina nell\u2019immaginario horror di Stephen King (<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/2022\/10\/07\/stephen-king-la-cucina-nellhorror\/\" target=\"_blank\">https:\/\/passaparola.info\/web\/2022\/10\/07\/stephen-king-la-cucina-nellhorror\/<\/a>) e oggi torniamo ad accoglierlo per un nuovo viaggio che intreccia ancora una volta cibo, cultura pop e narrazione visiva.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dal 7 novembre \u00e8 in libreria Vino\/Vinile (Oligo, 2025), un saggio che sfoglia decenni di storia musicale attraverso le copertine che hanno trasformato alimenti e bevande in simboli, dichiarazioni artistiche, piccoli detonatori di immaginario. Dalla banana sbucciabile dei Velvet Underground al surrealismo culinario dei Rolling Stones, dagli spaghetti ribelli dei Guns N\u2019 Roses alle etiliche epopee dei Tankard, Fassina ci conduce in un banchetto iconografico che attraversa generi, epoche e continenti. Un percorso che non solo racconta il peso culturale delle immagini, ma lo amplia grazie a un ulteriore livello di gioco: le ricette ispirate ai dischi, a met\u00e0 strada fra gusto, musica e suggestione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"480\"  height=\"280\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-32801 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 480px) 100vw, 480px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/fassina-2.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/fassina-2.jpg 480w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/fassina-2-300x175.jpg 300w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Lo abbiamo intervistato per farci raccontare come nasce un libro che si legge come un viaggio \u2013 tra copertine, aneddoti, ritrovamenti inaspettati \u2013 e che ci ricorda quanto il vinile sia, ancora oggi, un oggetto capace di unire musica, immagine e ritualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come nasce l\u2019idea di \u201cVino\/Vinile\u201d? C\u2019\u00e8 stato un momento preciso in cui hai capito che il cibo e le copertine dei dischi potessero dialogare cos\u00ec bene?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ogni anno io e Giulio Girondi di Oligo troviamo un modo nuovo per raccontare il cibo legato alla cultura pop. Ci piaceva tornare alla musica come avevamo fatto con <em>Spaghetti<\/em>, dopo la pausa del cinema di <em>Gusto\/Disgusto<\/em> e <em>Come Taste the Band<\/em> dei Deep Purple \u00e8 stato il punto di partenza, con quella sua bella coppa di liquido ambrato in cui galleggiano i faccioni della Mark IV.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Qual \u00e8 la prima copertina che ti ha fatto intuire il potere narrativo delle immagini nel mondo dei vinili? Nel libro citi Steinweiss, la Blue Note, Crepax\u2026 ma qual \u00e8 stata la tua porta d\u2019ingresso emotiva?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Powerslave<\/em> degli Iron Maiden, 1984: cercando la firma che l\u2019illustratore Derek Riggs nascondeva sempre nei suoi artwork ho trovato una scritta incisa nella tomba del faraone: \u201cIndiana Jones was here, 1941\u201d. Geniale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel libro racconti molte storie dietro copertine iconiche. Ce n\u2019\u00e8 una che ti ha sorpreso pi\u00f9 delle altre durante la ricerca?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Intervistando Mark Kohr per <em>Sailing the Seas of Cheese<\/em> dei Primus<em>,<\/em> ho scoperto che il corto in claymation &#8211; la tecnica cinematografica della plastilina animata \u2013 dal quale era stata tratta la copertina \u00e8 stato girato nello stesso posto e dallo stesso team &#8211; che lui dirigeva &#8211; che ha fatto parte delle animazioni per <em>The Nightmare Before Christmas<\/em>. Amo quando nel mio lavoro giri un angolo e ti trovi davanti a un tesoro nascosto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il vinile \u00e8 un oggetto fisico che unisce musica, grafica e ritualit\u00e0 d\u2019ascolto. Cosa pensi stia spingendo le nuove generazioni a riscoprirlo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Temo di snaturare la natura romantica della domanda dicendo che purtroppo c\u2019\u00e8 molto marketing dietro alla riscoperta del vinile. Quando le case discografiche riporteranno l\u2019oggetto a un prezzo corretto, potremo parlare di vera riscoperta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Hai parlato con designer, fotografi, musicisti: qual \u00e8 l\u2019elemento comune che hai trovato nel rapporto tra artisti e copertina? \u00c8 pi\u00f9 un\u2019estensione della musica o un\u2019opera autonoma?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ogni caso \u00e8 a s\u00e9. Non esistono veri e propri filoni o periodi storici, ci sono magari citazioni, riferimenti\u2026 di sicuro quando l\u2019artista lavora a stretto contatto con i musicisti, il messaggio \u00e8 pi\u00f9 coinvolgente di quando l\u2019artwork \u00e8 deciso a tavolino da altri.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Se dovessi scegliere tre copertine \u201ca tema cibo\u201d per raccontare a un lettore l\u2019estetica del vinile, quali sarebbero e perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Velvet Underground &amp; Nico<\/em>, perch\u00e9 la storia della sua genesi racconta molto bene il rapporto tra musica e arte: Warhol trovava che la loro ricerca musicale avesse un\u2019affinit\u00e0 con quello che voleva esprimere lui con la sua arte. In origine, la banana poteva essere sbucciata togliendo l\u2019adesivo della buccia e rivelava un provocatorio frutto rosa al suo interno; <em>Yesterday and Today<\/em> dei Beatles, perch\u00e9 mostra come i musicisti a volte siano capaci di inviare messaggi subliminali nelle copertine dei loro dischi: dato che la Capitol Records aveva l\u2019abitudine di \u201cmacellare\u201d i loro album spostando o cambiando le tracce per adattarne la pubblicazione al mercato americano, scelsero di farsi ritrarre con camici da macellaio, ricoperti da pezzi di carne cruda e bambole smembrate; quelle dei Tankard perch\u00e9 hanno preso una passione \u2013 la birra \u2013 e ne hanno fatto un <em>leit motiv<\/em>, creando una storia che va dalla copertina di un disco all\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cibo e musica hanno una forte componente sensoriale ed evocativa. Ti \u00e8 mai capitato che una copertina influenzasse davvero il tuo ascolto?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>No. Faccio il giornalista musicale da trentacinque anni, sono abbastanza vaccinato in tal senso. Sicuramente mi sono trovato di fronte a copertine che incuriosivano, ammiccavano, alludevano, ma\u2026 forse <em>Mechanical Animals<\/em> di Marilyn Manson \u00e8 stata una che aveva attirato l\u2019attenzione, ma lo conoscevo gi\u00e0 quindi non ha influenzato nulla.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel libro compaiono anche ricette ispirate agli album. Quanto conta, per te, il gioco culturale tra ascolto e gusto?<\/strong> \u00c8 un modo per avvicinare le persone ai dischi o un pretesto narrativo?<\/p>\n\n\n\n<p>Stephen King, nel suo saggio <em>On Writing<\/em> scrive \u201cParla di ci\u00f2 che sai\u201d. Io adoro cucinare, adoro la musica, il cinema\u2026 i miei saggi sul cibo per Oligo indulgono tra queste mie passioni e spero che questo traspaia dalle mie parole. Se poi leggendomi scoprirai anche un solo nuovo disco, avr\u00f2 fatto la mia parte di divulgatore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Oggi molte copertine vivono soprattutto in formato digitale e in miniatura. Pensi che il valore dell\u2019artwork stia cambiando o resiste?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per una recente lezione che ho tenuto all\u2019Accademia di Belle Arti di Catanzaro ho fatto molta ricerca e ho scoperto che i servizi di streaming mettono a disposizione dei tool per creare la propria copertina, questo perch\u00e9 \u00e8 importante sempre e comunque differenziarsi, soprattutto in un ambiente che tende ad appiattire e omologare. Certo, in un gatefold come <em>Nuda<\/em> dei Garybaldi disegnato da Crepax o come l\u2019interno lisergico di <em>Eat a Peach<\/em> della Allman Brothers Band avevi lo spazio per metterci un sacco di cose.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Se dovessi immaginare la \u201ccopertina perfetta\u201d per raccontare la cultura contemporanea dei vinili, che immagine sceglieresti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Cavolo\u2026 dipende a quale contemporaneit\u00e0 ti riferisci: il progetto grafico dietro <em>In Through the Out Door<\/em> dei Led Zeppelin \u00e8 una monumentale opera di design, oltre che di marketing. I gatefold dei gruppi progressive come il Banco con <em>Salvadanaio, School\u2019s Out<\/em> di Alice Cooper si apriva e diventava un banco di scuola, in <em>Come Out and Play<\/em> dei Twisted Sister Dee Snider usciva da un tombino\u2026 Poppy ha collaborato con la fumettista spagnola Maria Llovet per l\u2019EP <em>A Very Poppy Christmas<\/em>, affiancando una graphic novel <em>al disco <\/em>per entrare maggiormente in contatto con l\u2019anima dell\u2019artista; anche Caparezza per <em>Orbit Orbit<\/em> ha collaborato con la Sergio Bonelli Editore per un fumetto che fosse complementare al disco. Ogni periodo ha le sue eccellenze. Impossibile scegliere.<strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Elisa Cutull\u00e8<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ritrovare Luca Fassina sulle nostre pagine \u00e8 un po\u2019 come riaprire un vecchio vinile: familiare, caldo, sorprendente ogni volta. 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