{"id":32053,"date":"2025-10-12T19:38:11","date_gmt":"2025-10-12T17:38:11","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=32053"},"modified":"2025-10-12T19:38:13","modified_gmt":"2025-10-12T17:38:13","slug":"russia-analisi-di-una-decrescita-recente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2025\/10\/12\/russia-analisi-di-una-decrescita-recente\/","title":{"rendered":"Russia. Analisi di una decrescita recente"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Dopo l\u2019inizio della \u201coperazione militare speciale\u201d iniziata con la invasione dell\u2019Ucraina, il 24 febbraio 2022, la Federazione russa ha conosciuto nonostante le sanzioni europee una crescita costante ben superiore a quella dei paesi della UE, che sembra per\u00f2 subire un rallentamento rallentarsi scendendo all\u20191,4% nel periodo 2024\/2025. In questo articolo cerchiamo di analizzare le ragioni di questa decrescita recente<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo il crollo dell\u2019URSS, la Federazione russa ha conosciuto dal 1994 sino al 2022 una crescita costante, secondo i dati censiti dal PNUD (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo). Oggi occupa il 64\u00b0 fra i 170 paesi censiti da questa agenzia specializzata dalle Nazioni Unite e si colloca fra i paesi ad alto sviluppo umano (HDI), con l\u2019indice di 0,832 contro lo 0,696 del 1994. Ha una popolazione di 145,4 mil. di ab. distribuiti sulla pi\u00f9 vasta estensione statale del pianeta (17,125 mil.km2) che hanno raggiunto nel 2023 un reddito pro-capite ( calcolato in USD PPP 2021) di 39.222 USD, doppio rispetto a quello calcolato nel 1994 (USD 19.081). Ma occupiamoci dei dati disaggregati pi\u00f9 recenti. Nel 2021, l\u2019anno prima dell\u2019inizio della \u201coperazione militare speciale\u201d la Russia aveva conosciuto una crescita annua del 4,7% con una inflazione del 6,7%, nel 2022, anno di inizio delle ostilit\u00e0, invece una crescita del -2,1 con una inflazione del 13,8, nel 2023 una crescita del 3,6 con una inflazione del 5,9%, nel 2024 la crescita \u00e8 stata del 4,3% con una inflazione dell\u20198-10%. Una crescita costante quindi, nonostante i 18 treni \u2013 il 19\u00b0 \u00e8 stato votato lo scorso luglio &#8211; di sanzioni europee che si sono invece rivelati un vero boomerang per l\u2019insieme delle economie europee, come era del resto scientificamente prevedibile, date le forniture di energia a basso costo che la Russia faceva all\u2019Europa sotto forma di petrolio, gas di tubo, ma anche di fertilizzanti e materie rare. Se osserviamo i dati della crescita nel primo trimestre 2025, siamo invece effettivamente confrontati ad un rallentamento importante della crescita della Federazione: +0,9% secondo il FMI (Fondo Monetario Internazionale) corretto in 1,4%, se valutiamo lo \u201cscivolamento annuale\u201d confrontando i dati 2025 a quelli dello stesso periodo del 2024.<\/p>\n\n\n\n<p>Cerchiamo di analizzare le cause profonde di questo rallentamento che sembra manifestarsi in modo molto rapido. Il che implica la ricerca di un approfondimento dei vari componenti della realt\u00e0 economica e finanziaria russa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Primo elemento. <\/strong>L\u2019altezza dei tassi di interesse fissati dalla Banca Centrale diretta da Elvira Nabiullina, che hanno toccato il 21%, il 20% sino alla ultima riduzione del 25 luglio scorso al 18% SINO AL 17% del settembre scorso. Qui effettivamente si pu\u00f2 dire che la paura dell\u2019inflazione ha fatto fare, come si dice tecnicamente, alla Banca centrale russa dell<em>\u2019overshootin<\/em>g, attestandosi su di una linea troppo difensiva con la fissazione dei tassi di interesse a livelli pi\u00f9 alti&nbsp; del necessario. E\u2019 chiaro che questo livello di interesse seleziona solo progetti di investimento ad alto tasso di profitto atteso o sperato, sacrificando gli altri investimenti a pi\u00f9 bassa redditivit\u00e0 o costringendo il sistema bancario ad accordare dei tassi pi\u00f9 favorevoli, correndo comunque dei rischi seri di insolvenza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Secondo elemento.<\/strong> La penuria di mano d\u2019opera. La disoccupazione russa si \u00e8 mantenuta negli ultimi anni sui livelli di quella che possiamo chiamare una disoccupazione frizionale. Con una disoccupazione del 2,4% che si riduce al 1,6% nelle regioni federali e nella regione del Volga, nel 2024 la disoccupazione russa \u00e8 rimasta ai \u00be una disoccupazione frizionale, la disoccupazione temporanea di chi passa da un impiego ad un altro probabilmente per prospwttive di migliore retribuzione. La immigrazione tradizionale dall\u2019Asia centrale si \u00e8 ridotta dall\u2019inizio della guerra, fenomeno a cui si \u00e8 aggiunta una limitata \u201cfuga di cervelli\u201d (si parla di 80.000 nel 2022)- ben lontana comunque p.e. dalla emorragia costante italiana che raggiunge ben altre cifre di giovani \u201ceducati\u201d che formiamo per perderli annualmente in maniera sistematica, causa il piu\u2019 basso livello salariale di Europa &#8211; ma che comunque ha inciso negativamente soprattutto nei settori pi\u00f9 innovativi. Oggi si pu\u00f2 stimare che il bisogno di mano d\u2019opera non qualificata sia intorno alle 300.000 -400.000 unit\u00e0, quella qualificata di altre 100.000 unit\u00e0. Ci avviciniamo quindi ad un gap di quasi mezzo milione di unit\u00e0. A parte le vecchie correnti di immigrazione dall\u2019Asia centrale, Tagikistan, Kirghizistan, ma anche Uzbekistan principalmente, che potrebbero ricostituirsi, la necessit\u00e0 di una immigrazione \u201ceducata\u201d, di livello elevato, potrebbe trovare in Cina e Vietnam i due principali fornitori, tenendo conto per entrambi i paesi del buon livello educativo e dell\u2019alto tasso di disoccupazione giovanile. Oltre alla migliore accoglienza che sarebbe riservata ai giovani asiatici del Sud-est, rispetto agli immigrati di Asia centrale, per ragioni che potremmo definire storiche, legata alla nota rivolta dei <em>basmaci dell\u2019inizio del XX secolo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Terzo elemento. <\/strong>I limiti della capacit\u00e0 produttiva. La Russia ha raggiunto nel frattempo i limiti della sua capacit\u00e0 produttiva, \u00e8 all\u201981-82%, dovrebbe arrivare almeno all\u201985%. Naturalmente siamo ben oltre il 74-75% della Francia, ma qui entrano in conto ben diverse ragioni. Comunque, nonostante i progressi registrati fra il 2022 e il 2025, la Russia \u00e8 confrontata ad un \u201cmuro\u201d di produttivit\u00e0. Per superarlo ha bisogno di un flusso maggiore di investimenti e di immigrazioni, tenendo conto del tasso ancora negativo di crescita demografica (-0,57\u00a0 nel 2024) di una popolazione di 143,9 milioni con un tasso di fertilit\u00e0 di 1,50 figli per donna. Evidentemente, solo i guadagni di produttivit\u00e0\u00a0\u00a0 sono in grado di rafforzare l\u2019intero quadro sociale (che in Italia si sta proprio disfacendo per trent\u2019anni di crescita reale fra zero e uno o negli ultimi tempi addirittura negativa). Si potrebbe anche pensare di migliorare la produttivit\u00e0 con una intensa robotizzazione, ma il paese ad oggi figura nelle classifiche solo al 25\u00b0 posto mondiale nei processi di automazione e quindi una maggiore automazione non sembra prevedibile nel breve termine. Se si analizzano poi i vari comparti separatamente dobbiamo fare delle distinzioni. I pi\u00f9 colpiti sono il comparto delle costruzioni e dei servizi. Il settore estrattivo \u2013 se si esclude la crisi del settore carbonifero dovuta alla privazione dello sbocco europeo tradizionale \u2013 che non \u00e8 solo quello degli idrocarburi, si pone su livelli inferiori al 2022, ma ci\u00f2 \u00e8 essenzialmente dovuto all\u2019andamento dei prezzi internazionali degli idrocarburi, con il petrolio passato dai 100-110 USD al barile di allora agli 60-65 USD di oggi, senza contare il <strong>cap<\/strong> di 47,60 USD previsto nel quadro del 18\u00b0pacchetto europeo di sanzioni. Nel quadro comunque di un mercato minerario molto volatile, dove se si abbassano temporaneamente gli idrocarburi sono in rialzo i metalli, mentre se passiamo al settore manifatturiero siamo sempre su una crescita di 3,4-3,5% annuo, ma se si esclude il settore automobilistico in recessione produttiva, e anche il settore metallurgico, dove il colosso Magnitogorsk ha ridotto la produzione del 18% nel corso del secondo trimestre di quest\u2019anno. Se passiamo poi dal lato della Offerta al lato della Domanda interna, notiamo di recente in Russia una riduzione della crescita dei consumi, un indebolimento del fattore C, mentre l\u2019aumento dei salari \u00e8 stato continuo, con un +8% se ci riferiamo al primo trimestre 2025.<strong> Ma questo si spiega. <\/strong>Se il tasso dei prestiti al consumo pu\u00f2 raggiungere anche il 25-26%, la remunerazione dei depositi \u00e8 oggi del 15%, con un tasso centrale al 17%, un guadagno netto per il risparmiatore con un tasso di inflazione intorno al 10%. E\u2019 un po\u2019 questo l\u2019effetto perverso dell\u2019<em>overshooting<\/em> sopra menzionato, che comporta con l\u2019aumento dei risparmi anche una riduzione delle importazioni. Se bilancia commerciale e bilancia dei pagamenti restano eccedenti, si nota infatti\u00a0 una riduzione delle importazioni dei beni di consumo ed un aumento del deficit statale, che sta superando del 30 % l\u20191,7 % previsto dal governo. E\u2019 importante quindi che la Russia consegua un cambio di modello superando gli ostacoli costituiti dagli alti tassi di interesse, dalla penuria di mano d\u2019opera, dai limiti della produttivit\u00e0 arrivando a conseguire dei guadagni di produttivit\u00e0 che dal 2,5 raggiungano il 3,5-4%. Questo mentre i livelli di investimento sono rimasti comunque del 14% nel 2024 e dell\u20198% nel primo trimestre 2025, contro tassi negativi registrati negli stessi periodi in paesi come la Germania, la Francia o l\u2019Italia. Come osserva l\u2019eminente economista <strong>Jacques Sapir<\/strong>, l\u2019adeguamento della economia russa diverr\u00e0 comunque indispensabile soprattutto dopo il raggiungimento della pace in Ucraina. Il successo economico della Russia prima della \u201coperazione militare speciale\u201d era di fatto legato ad una moneta come il rublo con un tasso debole di cambio (73,71 Rubli per USD nel 2021).<\/p>\n\n\n\n<p>Da allora il tasso di cambio reale del rublo contro USD e Yuan (tasso che tiene conto delle rispettive inflazioni interne) \u00e8 salito del 10% rispetto al 2022, mentre il paese deve far fronte alla agguerrita competizione della Cina, da cui cerca di difendersi per esempio nel comparto automobilistico con misure di effetto equivalente ai dazi (la famosa tassa di riciclo delle automobili). Evidentemente, le vie d\u2019uscita devono passare attraverso la riduzione dei tassi di interesse che potrebbe accompagnarsi alla introduzione, secondo Jacques Sapir, di tassi multipli, per consumi, investimenti, con differenziazioni settoriali, oltre che all\u2019orientamento a lungo termine del risparmio verso i settori produttivi. Ma conta anche conseguire, nel campo dell\u2019educazione, un miglioramento generale dell\u2019offerta scolastica, soprattutto nel comparto professionale, offerta che si \u00e8 molto ridotta dopo il crollo dell\u2019URSS, con i suoi tradizionali inquadramenti VUS e TUS. L\u2019aumento degli investimenti dovr\u00e0 poi anche comportare l\u2019impegno di investire in nuove infrastrutture, in regioni asiatiche come la Siberia,&nbsp; per adattarsi alla durevole riduzione dell\u2019approvvigionamento dell\u2019Europa in idrocarburi, passato dal 45% ante 2022 sino al 20% attuale, con prospettive di ulteriore decrescita, a causa della ideologia anti-russa espressa recentemente dalla Unione Europea,&nbsp; e anche all\u2019enorme aumento delle forniture verso l\u2019Asia (soprattutto Cina ed India) che hanno da tempo aumentato in senso esplosivo il vecchio livello del 25%.&nbsp;&nbsp; Ecco, quindi, i passaggi obbligati della nuova crescita russa: <strong>riduzione dei tassi di interesse, aumento della mano d\u2019opera, guadagni importanti di produttivit\u00e0, maggiori investimenti anche in nuove infrastrutture, impegno nel miglioramento in particolare dell\u2019istruzione professionale<\/strong>. Quindi una situazione, quella della Federazione, che esige certo dei miglioramenti, ma va anche va vista con obiettivit\u00e0. Siamo comunque ben lontani dal <em>wishful thinking<\/em> di chi sperava dal 2022 una riedizione del crollo dell\u2019URSS vittima delle Guerre stellari dell\u2019epoca di Reagan. Al momento, la Federazione segna solo sul terreno guerre vincenti, nonostante le continue smentite dell&#8217; informazione -propaganda occidentale. Sulla scelta della pace incombono invece i giochi differenziali stocastici delle potenze occidentali, soprattutto europee, tutta l\u2019ambiguit\u00e0 del loro ruolo, prima di bloccaggio dei negoziati russo-ucraini di pace di Istanbul dell\u2019agosto 2022 e poi di continuazione ad ogni costo della guerra, con rifornimenti d\u2019armi ad un esercito ucraino ormai esausto, da ultimo la ricerca di un \u201cnuovo incidente del Golfo del Tonchino\u201d con la continua denunzia del sorvolo di droni russi,&nbsp; nel disperato tentativo di richiamare alle armi contro la Russia anche l\u2019America di Trump. Posizione che al di fuori dell\u2019Europa molti giudicano come un<em> ideological nonsense.<\/em> <strong>Da quanto premesso, risulterebbe comunque economicamente vantaggioso anche per la Russia, oltre che per l\u2019Ucraina e per la UE, che il confronto in Ucraina non durasse indefinitamente.<\/strong> Ma ad una sola condizione nota: il rispetto delle condizioni minime di sicurezza della Federazione che si sono incrinate almeno sin dal 1999, con l\u2019attacco NATO alla Serbia. Quanto agli Stati Uniti, sembrano essersi convinti con Trump che con la Russia \u00e8 meglio passare&nbsp; dal confronto militare soprattutto voluto da Biden al business. E, diciamolo, \u00e8 anche quello che sanno fare meglio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carlo degli Abbati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>*Insegna Diritto dell\u2019Unione Europea e Organizzazioni Internazionali al Dip. di Lingue e Culture Moderne dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Genova. Gi\u00e0 docente di Economia dello Sviluppo presso lo stesso Ateneo e di Storia dei Paesi musulmani al Dip. di Lettere e Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Trento ha insegnato Storia dell\u2019Integrazione europea alla Universit\u00e9 de Lorraine-Metz<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dopo l\u2019inizio della \u201coperazione militare speciale\u201d iniziata con la invasione dell\u2019Ucraina, il 24 febbraio 2022, la Federazione russa ha conosciuto nonostante le sanzioni europee una crescita costante ben superiore a quella dei paesi della UE, che sembra per\u00f2 subire un&hellip;\n","protected":false},"author":2,"featured_media":32124,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[4316,29],"tags":[12670,7117,14415,9722,6612,13802,9643],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32053"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32053"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32053\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32126,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32053\/revisions\/32126"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/32124"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32053"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32053"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32053"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}