{"id":31766,"date":"2025-09-14T15:31:19","date_gmt":"2025-09-14T13:31:19","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=31766"},"modified":"2025-09-14T15:36:35","modified_gmt":"2025-09-14T13:36:35","slug":"giornalismo-territorio-e-crollo-di-un-mito-valenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2025\/09\/14\/giornalismo-territorio-e-crollo-di-un-mito-valenti\/","title":{"rendered":"Giornalismo: territorio e crollo di un mito"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Pubblichiamo il discorso di Paolo&nbsp;A.A. Valenti, &nbsp;presidente di <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/clubmediaitalie.org\/it\/home-2\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/clubmediaitalie.org\/it\/home-2\/\" target=\"_blank\">ClubMediaItalie <\/a>(associazione che riunisce giornalisti italiani che lavorano nel mondo francofono) intervenuto lo scorso 2 settembre presso l\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Lione, in occasione dell&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno accademico. L&#8217;intervento avvalora una serie di teorie in divenire sulla pratica del giornalismo come rigenerazione continua<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fare o essere un giornalista (\u201c<em>pronto sabr\u00e9 quien soy<\/em>\u201d \u2013 J.L. Borges)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Eudaimonia. Per il filosofo dell\u2019antica Grecia Aristotele lo scopo della vita \u00e8 la felicit\u00e0 che in greco si chiama eudaimonia, cio\u00e8 la buona riuscita del nostro demone (<em>daimon<\/em>), che equivale al benessere. I veri maestri riescono ad accendere un \u201cfuoco\u201d nell\u2019animo dei loro allievi proprio come fanno i registi che guidano gli attori ad entrare nel personaggio. Quel fuoco (\u201c<em>Ignis<\/em>\u201d) serve agli studenti per capire qual \u00e8 il loro demone, cio\u00e8 cosa possono fare nella vita per avere successo, vale a dire per comprendere s\u00e9 stessi e conquistarsi una felicit\u00e0 possibile. Ogni persona che ha successo nella vita, a qualunque livello, <em>Temet nosce, cio<\/em>\u00e8 riesce a conoscere s\u00e9 stessa. Il successo \u00e8 da intendersi sempre in senso ampio: anche l\u2019eremita che raggiunge l\u2019ascesi ha successo, l\u2019asceta che \u201csfonda\u201d il soffitto.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-31777 pk-lazyload\"  width=\"405\"  height=\"360\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 405px) 100vw, 405px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/uomo-vit.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/uomo-vit.png 597w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/uomo-vit-300x267.png 300w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo vitruviano, celebre disegno di Leonardo da Vinci, rappresenta il simbolo universale che racchiude il profondo significato dell\u2019armonia\/eudaimonia. Basandosi sulle proporzioni ideali descritte dall\u2019architetto romano Vitruvio, questa figura, perfettamente simmetrica e inscritta in un cerchio e un quadrato, rappresenta l\u2019equilibrio tra corpo e mente, tra natura e cultura. L\u2019uomo vitruviano incarna l\u2019armonia tra l\u2019uomo e l\u2019universo che lo circonda. <strong>L\u2019uomo vitruviano \u00e8 padrone del suo mondo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fin da ragazzo mi piaceva viaggiare ma andare in un altro paese non significava per me fare il turista, piuttosto doveva essere un\u2019esperienza totale fatta di conoscenza, condivisione nel desiderio di raccontare, di testimoniare. &nbsp;In modo romantico si pu\u00f2 dire che i veri reporter sono gli esseri delle lontananze, destinati ad attraversare i confini. Questo, secondo me, significa essere un giornalista. Chi opera come giornalista pu\u00f2 essere un ottimo tecnico della parola, un esperto della comunicazione ma non \u00e8 detto che sia sempre assetato di sapere, non \u00e8 per forza un Prometeo del quotidiano post-moderno. Per diventare dei professionisti di razza ci vuole misura (<strong><em>modus in rebus<\/em><\/strong>) e passione e bisogna sapersi orientare nella complessit\u00e0. Purtroppo oggi i media tradizionali sono meno seguiti anche perch\u00e9 sono pieni di gente mediocre spesso politicamente teleguidata. &nbsp;C\u2019\u00e8 poi un problema in pi\u00f9: fare il reporter, per esempio in teatro di guerra, significa essere un \u201c<em>embedded<\/em>\u201d che riferisce solo quello che uno dei due eserciti nemici vuole che venga raccontato. Il reporter viene incorporato in un reparto e segue quello che gli viene concesso di vedere dall\u2019esercito che lo ospita. Raramente pu\u00f2 offrire una visione d\u2019insieme coerente. Personalmente ho trovato molto pi\u00f9 interessate andare in Afghanistan nel 2013 indossando una divisa militare, che \u00e8 stata quella dell\u2019esercito italiano, un escamotage che mi ha consentito di comprendere molto meglio i retroscena e soprattutto capire come la Nato si comportava. Purtroppo la lunghissima e costosissima operazione militare in Afghanistan (si parla di una spesa complessiva di 8 MILA MILIARDI DI DOLLARI!) \u00e8 terminata male. Non solo non abbiamo portato la democrazia ma non abbiamo saputo interpretare e armonizzarci con la grande complessit\u00e0 delle societ\u00e0 dell\u2019Asia centrale. La cosa che pi\u00f9 mi ha stupito \u00e8 stato notare come il nomadismo delle tante etnie afghane (Pashtun, Tagiki, Azeri, Uzbeki\u2026) aveva concesso loro relativi equilibri secolari che noi non abbiamo saputo migliorare. Anche il loro concetto di patria \u00e8 pi\u00f9 onorevole del nostro perch\u00e9 spesso \u00e8 slegato dalla cartografia. In molte delle popolazioni nomadi la patria \u00e8 il clan, la famiglia quindi \u00e8 un luogo sociale e dell\u2019anima che pu\u00f2 non essere legato ad uno specifico contesto territoriale. Se gli europei si rendessero conto che la loro grande cultura fatta da Galileo Galilei, Beethoven, Victor Hugo, Shakespeare, Moli\u00e8re, Cervantes, Garcia Lorca, Brecht, Tolstoj, Dostoevskij, Mozart, Chopin, Dante, Erasmo da Rotterdam, Ibsen etc. trova delle sintesi nelle misteriose gallerie dell\u2019anima di cui parlava il grande poeta spagnolo Antonio Machado probabilmente l\u2019Europa sarebbe un fatto accertato, un continente di armonie completamente privo di conflitti perch\u00e9 privo di terre da conquistare o di confini da difendere a cannonate.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-31774 pk-lazyload\"  width=\"452\"  height=\"210\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 452px) 100vw, 452px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/cover-1-1024x475.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/cover-1-1024x475.jpg 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/cover-1-300x139.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/cover-1-768x356.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/cover-1-1536x713.jpg 1536w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/cover-1-800x371.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/cover-1-1160x538.jpg 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/cover-1.jpg 1774w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Gli esordi nella carta stampata<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come professionista dell\u2019informazione ho iniziato a lavorare nell\u2019epoca del giornalismo dominato dalla carta stampata ma ho affrontato tutte le discipline giornalistiche: la radiofonia con la RAI, Radio Radicale (nei lontani anni Ottanta Radio Radicale fu la prima in Italia a presentare ogni giorno una rassegna stampa estera dei maggiori quotidiani europei. Eravamo una squadra di pochi giornalisti che offriva questo servizio con diffusione nazionale quotidiana, io mi occupavo della stampa iberica), la stampa scritta quotidiana e periodica, le agenzie di stampa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il quotidiano \u00e8 stato per tutta la fine del XX secolo il massimo tempio del giornalismo e il luogo di elezione in cui si incontravano i migliori analisti e i migliori reporter di ogni paese. Lo sforzo di riempire una pagina di <strong><em>Le Monde<\/em><\/strong> su una giornata di guerra in qualunque parte del mondo \u00e8 una fatica concettuale molto maggiore di chi gira, registra e invia un servizio televisivo sullo stesso argomento. &nbsp;Entrare in un grande quotidiano significava accedere al gotha dell\u2019informazione e i migliori giornali erano quelli che sapevano criticare il potere per migliorare la democrazia o anche spegnere i conflitti come fece il miglior giornalismo statunitense con la sporca guerra del Vietnam.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio del XXI secolo i giornali sono crollati anche perch\u00e9 ormai siamo passati dall\u2019epoca delle notizie a quello delle notifiche, cio\u00e8 dei post. Quando sono andato via dall\u2019Italia nel 1994 il quotidiano \u201cla Repubblica\u201d arrivava quasi a stampare un milione di copie la domenica e le testate per le quali scrivevo, quelle del gruppo Monti, con i due grandi quotidiani \u201cLa Nazione\u201d di Firenze e \u201cIl Resto del Carlino\u201d di Bologna, diffondevano quasi mezzo milione di copie in tutta l\u2019Italia centrale. Tutto questo non esiste pi\u00f9 in Italia come in molti altri paesi non solo europei. Riuscire a vendere in edicola 200.000 copie oggi \u00e8 un record raro.<\/p>\n\n\n\n<p>Dimensioni e parametri del giornalismo sono cambiati. Il giornalismo digitale non solo ha visto l\u2019emergenza di nuove tecniche e dimensioni ma ha cambiato anche il tempo e ha ridisegnato il rapporto fra giornalista e pubblico. Un fatto diventa notizia istantaneamente quindi in teoria la \u201cmacchina\u201d di un mezzo di comunicazione dovrebbe operare sempre, H24 e 7\/7, in pi\u00f9 su Internet si scrive per piacere a Google e non al lettore e questa cosa \u00e8 un grosso problema. Succede cos\u00ec che a fianco alle intramontabili 5W <em>What, Who, Where, When, Why<\/em>, appaiano (secondo una proposta del giornalismo statunitense) le 5C: <em>contesto<\/em>, <em>conversazione<\/em>, <em>cura<\/em>, <em>comunit\u00e0 <\/em>e <em>collaborazione<\/em>. Cinque nuove dinamiche.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Contesto<\/strong>: Il web dovrebbe essere un portentoso strumento per dare un senso al mondo, per capirlo. Ma le notizie si frammentano sempre pi\u00f9 e il ritmo degli aggiornamenti richiesti dall\u2019online ci portano a consumare le notizie senza contesto. Abbiamo tutti gli aggiornamenti ma siamo privi di una visione ampia su ogni notizia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Conversazione<\/strong>: Il web dovrebbe essere una agor\u00e0 digitale, ma la maggior parte dei commenti sono luoghi di abusi, spam e insulti pi\u00f9 o meno censurati dalle piattaforme private (Facebook, Instagram eccetera) e creano solo il miraggio della reciprocit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cura (dei contenuti)<\/strong>: Il flusso continuo di informazioni \u00e8 una sfida per chi le notizie le consuma ma \u00e8 anche un\u2019opportunit\u00e0 per le redazioni che dovrebbero rafforzare il ruolo di informatori affidabili per l\u2019accuratezza che mettono nel vagliare, verificare e tessere insieme le informazioni interessanti. Il giornalista oggi pi\u00f9 che mai deve saper essere un verificatore che evita di raccontare stupidaggini. La <strong><em>Brandolini&#8217;s law<\/em><\/strong><em>&nbsp;(<strong>bullshit asymmetry principle<\/strong><\/em>) \u00e8 una legittima trovata fatta nel 2013 dal programmatore italiano Alberto Brandolini che spiega come una fake sia difficile da cancellare dal web, una volta messa in circolo e diventata virale. Il lavoro del <em>debunker<\/em> \u00e8 quindi pi\u00f9 che arduo ma necessario&nbsp; (\u201c<em>The amount of energy needed to refute&nbsp;<\/em><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Bullshit\"><em>bullshit<\/em><\/a><em>&nbsp;is an&nbsp;<\/em><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Order_of_magnitude\"><em>order of magnitude<\/em><\/a><em>&nbsp;bigger than that needed to produce it<\/em>\u201d.).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Comunit\u00e0<\/strong>: Per decenni, molti giornali hanno goduto della loro posizione monopolistica a livello cittadino\/regionale che garantiva consistenti entrate pubblicitarie. Questo li ha portati a preoccuparsi poco della loro comunit\u00e0 di riferimento. Alla nuova realt\u00e0 digitale molte redazioni devono ancora adattarsi per capire come coinvolgere i lettori che hanno perso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Collaborazione<\/strong>: nella gestione delle news la collaborazione tra giornalisti, redazioni e cittadini \u00e8 sempre pi\u00f9 un elemento problematico: il quadro generale \u00e8 quello in cui giornalisti e lettori si mescolano nei quotidiani on line e sui social e hanno dato vita ad una sorta di trib\u00f9 centaurica. &nbsp;Il modo in cui molti direttori attraggono il pubblico spesso \u00e8 subdolo. I lettori scrivono un commento e leggono i commenti altrui pi\u00f9 dell\u2019articolo stesso. A volte il giornalista-blogger o l\u2019influencer si buttano nella mischia, commentano un commento. Lo spazio dato ai commentatori offre informazioni utili alla redazione come all\u2019osservatore esterno: numero, livello culturale, indirizzo politico dei lettori attivi, preferenze ecc. \u201c<strong>Per una stessa notizia, si possono paragonare non solo gli articoli, ma anche le migliaia di commenti sguaiati di un&nbsp;<em>Daily Mail<\/em> con le centinaia di commenti elaborati di un&nbsp;<em>New York Times<\/em>. La \u2018tiratura\u2019 del giornale online, che stabilisce le entrate pubblicitarie, \u00e8 il numero dei clic. Si pu\u00f2 valutare un giornale dalla qualit\u00e0 di articoli e commenti e dal numero di trappole a clic: il video del micino carino, la straordinaria scoperta sul buco nero in cinque righe, che non bastano neanche a spiegare le fasi della luna, ecc<\/strong>.&nbsp;<strong>E se clicchi il gattino col buco nero, il giorno dopo avrai sullo schermo il bau bau con la cometa. Le testate web offrono praticamente lo stesso servizio fotocopia delle agenzie online: stesso titolo, stesso pezzo di un solo lungo periodo, ma suddiviso in tableaux, come al cabaret\u201d<\/strong>. Cos\u00ec ha descritto la situazione attuale il nostro editorialista Jean Santilli.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma oggi il giornalismo in alta percentuale \u00e8 <em>infotainment<\/em>&nbsp;in una logica in cui poco importa che l\u2019informazione sia vera, il suo scopo \u00e8 diventare virale e se poi la notizia \u00e8 falsa diventa virale due volte con gli utenti che, sopraffatti da un fuoco di fila di finestre pubblicitarie, sono costretti a cliccare 10 volte per ottenere un\u2019informazione compiuta banalissima. &nbsp;Questa si chiama l\u2019era&nbsp;<strong>della post-verit\u00e0<\/strong>&nbsp;(cio\u00e8 della verit\u00e0 che arriva tardi e rischia di essere anche inutile). Un\u2019era in cui giornalisti e lettori sono tutti passivi e interattivi, vittime di un unico sistema che non regala nulla e non informa adeguatamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, la diminuzione dei costi dell\u2019informatica e la grande diffusione di internet hanno creato un nuovo protagonista il <em>PROSUMER<\/em> mix fra \u2018<em>consumer<\/em>\u2019 e \u2018<em>producer<\/em>\u2019, che i maghi del marketing devono sedurre a tutti i costi e sfruttare. Intanto si parla di \u00ab<em>cloud capital<\/em>\u00bb come nuova dimensione del neocapitalismo rampante, un sistema che non solo vende beni immateriali ma fabbrica nuovi bisogni per le masse. Pertanto gli internauti (<em>prosumer<\/em>) vengono adoperati come lavoratori volontari non retribuiti che alimentano l\u2019universo di internet con i loro clic, ogni nostro movimento on line viene fagocitato, catalogato, studiato dal \u00ab<em>cloud capital<\/em>\u00bb che si autorigenera per cumulare sempre pi\u00f9 dati e ricchezza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il giornalismo invece di correggere l\u2019insieme della societ\u00e0 si \u00e8 totalmente integrato<\/strong>. In questo sistema la stampa, che non garantisce pi\u00f9 il suo ruolo di parte terza fra istituzioni e cittadino, \u00e8 costantemente intrappolata da lobby e interessi politici e industriali. Non va meglio neanche ai media dichiaratamente schierati a fronte degli scandali che ritmano l\u2019attualit\u00e0 e almeno in Italia la difficolt\u00e0 crescente di portare i responsabili politici in tribunale spinge i cittadini a trarne le conseguenze e ad armare processi sommari attraverso i social.<\/p>\n\n\n\n<p>A fronte di tutto questo il ruolo del sindacalismo nel settore media viene sempre pi\u00f9 messo all\u2019angolo e le conquiste che decenni di lotte avevano assicurato a tutti i professionisti dell\u2019informazione si dissolvono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\"><strong>ClubMediaItalie\/ClubMediaFrance<\/strong>, l\u2019associazione a sfondo sindacale che abbiamo creato nel 2004 qui a Lione, come costola europea della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, faticosamente ha assolto l\u2019ingrato compito di informare i Consoli Generali Italiani di Lione che si sono succeduti fino al 2024, il Ministero degli Affari esteri di Roma, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, parte della classe politica non solo italiana, sulla trasformazione che Euronews ha imboccato per mancanza di una progettualit\u00e0 virtuosa. Come europeo, italiano e giornalista del XXI secolo non mi sento e non sono straniero a Ginevra, Parigi, Berlino, Madrid.&nbsp; Eppure l\u2019Europa per il momento \u00e8 solo l\u2019Europa della finanza, quella dei mercati, l\u2019Europa della politica ma l\u2019Europa del giornalismo non si \u00e8 mai profilata. Se l\u2019Europa del giornalismo esistesse, cio\u00e8 una dimensione di stringente dialogo collettivo e di costituzione di una solida opinione pubblica continentale, le redazioni del <em>Corriere della Sera<\/em>, di <em>Le Monde<\/em>, del <em>Times<\/em> o della <em>Welt<\/em>,&nbsp; di <em>El Pais, del Guardian, l\u2019insieme<\/em> delle maggiori testate televisive nazionali in tutti i paesi europei, si esprimerebbero gi\u00e0 efficacemente nelle diverse lingue continentali, si saprebbe fare giornalismo in tante lingue e si disporrebbe di siti news multimediali che nemmeno si progettano. Appaiono solo qua e l\u00e0 pagine in inglese in qualcuno dei maggiori quotidiani on line dei vari paesi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nei mesi scorsi, in vista di questa conferenza, ho scritto a <em>Le Monde<\/em>, al <em>Corriere della Sera<\/em>, <em>la Repubblica, Il Guardian, il Times, Frankfurter Allgemeine Zeitung, S\u00fcddeutsche Zeitung, El Pais, La Vanguardia<\/em> una lettera con i seguenti quesiti:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol><li><em>Come mai una testata cos\u00ec importante come la sua non ha ancora aperto pagine web in tutte le altre maggiori lingue europee?<\/em><\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>2. <em>Com\u2019\u00e8 possibile che non esistano ambizioni di un vero universalismo che consentano immediatamente ai vostri contenuti giornalistici e informativi di rivolgersi compiutamente all\u2019insieme degli oltre 400 milioni di utenti europei includendo le altre 4 maggiori lingue continentali e con l\u2019ambizione di essere letti sistematicamente anche in tutti gli altri continenti?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>3. <em>Pensa che l\u2019avvento dell\u2019intelligenza artificiale possa aiutarvi a colmare questo gap? State gi\u00e0 conducendo delle sperimentazioni in questo senso?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>4. <em>O state lavorando ad altre soluzioni alternative (quali ad esempio cooperazione rafforzata con altri gruppi editoriali europei, come avviene per il giornalismo d\u2019inchiesta)?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>5. <em>Come vede il futuro della sua testata da qui a cinque anni: sar\u00e0 secondo lei ancora un prodotto mono-lingue e a dimensione prevalentemente nazionale?<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-31787 pk-lazyload\"  width=\"301\"  height=\"403\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 301px) 100vw, 301px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/FA-.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/FA-.jpg 601w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/FA--224x300.jpg 224w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Ha risposto solo <\/strong><strong>Carsten Knop, <\/strong><strong>direttore della Frankfurter<\/strong><strong> Allgemeine Zeitung, ecco le sue risposte in inglese:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dear Mr. Valenti,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>I am happy to provide you with the answers to your respective questions in your letter:<\/em><\/p>\n\n\n\n<ul><li><em>Economically not convincing, no interest by advertisers, zero SEO-position in the beginning, no good argument to sell digital subscriptions, need to have customer serrvice in all those languages, too<\/em><\/li><li><em>See the argument above, Europe is totally diverse, not too many people are interested in a view form Germany, unfortuneately, and those who are, are absolutely capable to translate our texts with AI tools or by themselves<\/em><\/li><li><em>In general yes, in principle no<\/em><\/li><li><em>No<\/em><\/li><li><em>I guess so, every browser will allow instant translations<\/em><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Come potete capire, lontanissime da qualunque residuale idealismo europeista, le maggiori testate quotidiane continentali sono solo un concentrato di interessi prevalentemente finanziari e non rispondendo alle mie domande lo confermano tutte le altre testate che hanno ricevuto il questionario. Quindi la strategia dei grandi quotidiani europei \u00e8 quella di raccontare il mondo ma non hanno alcuna reale ambizione universale e questo perch\u00e9 la reale internazionalizzazione, o globalizzazione, l\u2019hanno fatta i GAFAM Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft e tutti i nostri media annaspano semplicemente a rimorchio dei mitici clic.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La sfida dell\u2019informazione a livello internazionale e il dominio cognitivo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La vera sfida permanente, per noi giornalisti europei, non doveva essere quella di farci imprigionare dai tentacoli del web ma di creare un media che diventasse una <em>holding <\/em>continentale autorevole, efficace e professionale che riunisse il meglio del giornalismo europeo. Col lancio della televisione multilingue europea Euronews sul finire del XX secolo si voleva non solo rispondere allo strapotere della statunitense CNN ma dare all\u2019Europa il ruolo che le spetta, affidando ad un nuovo media la costruzione di una opinione pubblica continentale che fosse protagonista e forgiasse il giornalismo del futuro in una compiuta dimensione continentale. <strong>Il progetto di Euronews ebbe negli anni Novanta come principale ideatore e primo Presidente il compianto Massimo Fichera, ex direttore del secondo canale televisivo italiano e poi vicedirettore generale della RAI. Probabilmente il pi\u00f9 illustre stratega televisivo italiano del XX secolo. Poi \u00e8 successo un po\u2019 come al motore <em>common rail<\/em>, sapete che il motore diesel a iniezione diretta, l\u2019HDI, \u00e8 stato inventato in Italia negli anni Ottanta ma la Fiat non aveva la forza e la rete per distribuirlo cos\u00ec il brevetto \u00e8 stato venduto ai tedeschi e poi le case costruttrici di tutto il mondo lo hanno adottato visto che quasi dimezzava il consumo di carburante migliorando contestualmente le prestazioni del veicolo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il concetto Euronews era il \u201ccommon rail\u201d dell\u2019informazione ed era semplice: <strong>condividere la mole della produzione televisiva ufficiale, nazionale e internazionale di Francia, Italia e Spagna (quindi di TVE, RAI e France T\u00e9l\u00e9vision) e di altri 12 paesi europei e mediterranei, pi\u00f9 le news dell\u2019Eurovisione per giocare d\u2019anticipo in un sistema di vasi comunicanti volto a creare la prima informazione davvero paneuropea. <\/strong>Mettiamo che ci fosse stato un attentato al presidente Mitterand, la televisione francese sarebbe stata quella meglio piazzata a fornire la migliore copertura, ma grazie alla formula Euronews tutta l\u2019Europa avrebbe avuto la stessa copertura in tempo reale nella sua lingua e lo stesso sarebbe accaduto per qualsiasi evento in Italia, Spagna ma anche per qualsiasi altro paese europeo grazie alla copertura dell\u2019Eurovisione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Oggi ci accontentiamo di un surrogato molto annacquato e spesso anche taroccato dove qualsiasi notizia viene diffusa grazie ai social ben orchestrati dagli Usa e dalla Cina, ma con una qualit\u00e0 tecnica poverissima e con zero approfondimento, il tutto condito da fake news. Un meccanismo miserabile in ogni senso che tuttavia ha largamente messo sotto scacco le fabbriche ufficiali dell\u2019informazione perch\u00e9 sfrutta il lavoro gratuito di milioni di persone: i cittadini che condividono ormai qualsiasi fatto pubblico o privato che li vede testimoni.<\/p>\n\n\n\n<p>Diversi anni fa in piena notte in un attico milanese si \u00e8 consumato un dramma familiare, un padre ha dato fuoco all\u2019appartamento e sterminato la sua intera famiglia. I vicini che avevano ripreso con i cellulari l\u2019incendio lo avevano messo sul web e a Roma una agenzia stampa start-up che produce notizie grazie ad un raffinato algoritmo che controlla H24, 7\/7 tutte le fonti social, aveva capito che c\u2019era un problema grave e alle ore 4:30 aveva gi\u00e0 segnalato l\u2019incendio con gli elementi di base della notizia colti in rete e redatto tre righe di informazione automaticamente diffuse. Bene, sembra che l\u2019agenzia ANSA abbia battuto la notizia dopo le ore 6:00. Due ore di ritardo in un fatto di cronaca tanto grave nel giornalismo sono imperdonabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo quasi nel suo insieme il mondo dei media tradizionali non ha inteso che la colonizzazione dell\u2019infosfera e, quindi ,dell\u2019immaginario era capitale e che il successo planetario dei GAFAM avrebbe trasformato tutto, dominando tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>La tecnica del dominio cognitivo \u00e8 un must nella storia e con GAFAM possiamo davvero dire che gli Stati Uniti hanno rilanciato in modo spettacolare la loro propensione al dominio globale. L&#8217;Unione europea, che aveva intuito questa nuova forma di rapporto di potere durante la conferenza di Lisbona all&#8217;inizio degli anni 2000, non ha reagito e non \u00e8 riuscita a diventare leader mondiale nell&#8217;ambito dell&#8217;informazione. La Cina \u00e8 stata molto pi\u00f9 intelligente, ha prima reso impenetrabile la sua infosfera e ora con Tik Tok \u00e8 in <em>pole position<\/em> sul web. Come sostengono in molti Tik Tok consente inoltre a Pechino di studiare quegli adolescenti statunitensi che potrebbero essere i futuri nemici nella molto probabile guerra del Pacifico che alcuni analisti prevedono all\u2019alba degli anni Trenta.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-31770 pk-lazyload\"  width=\"424\"  height=\"239\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 424px) 100vw, 424px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/euronews-og-image-1200x675-1-1024x576.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/euronews-og-image-1200x675-1-1024x576.png 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/euronews-og-image-1200x675-1-300x169.png 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/euronews-og-image-1200x675-1-768x432.png 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/euronews-og-image-1200x675-1-800x450.png 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/euronews-og-image-1200x675-1-1160x653.png 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/euronews-og-image-1200x675-1.png 1200w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Il progetto Euronews, una missione interculturale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Internet ha inglobato tutto, \u00e8 riuscito a diventare a vari livelli denominatore comune di ogni attivit\u00e0 umana, non solo quella dell\u2019informazione. Siamo davanti al mono media globale tuttofare e babelico che ha reso i nostri telefonini l\u2019interfaccia esclusivo che ci collega all\u2019universo e senza il quale non si vive pi\u00f9. Tuttavia il concetto della notizia televisiva resta fondamentale. Per questo il progetto Euronews era comunque capitale, rappresentando peraltro una costola dell\u2019Eurovisione. Va sottolineato che Germania e Regno Unito non hanno collaborato alla fondazione di Euronews anzi gli inglesi l\u2019hanno probabilmente boicottata e i tedeschi l\u2019hanno solo tollerata. Possiamo dire che EN \u00e8 stata una grande, prestigiosa innovazione del mondo giornalistico europeo di matrice latina. La declinazione delle news in inglese, francese, italiano, spagnolo e tedesco dei primi anni pretendeva neutralit\u00e0 assoluta col rispetto dei diversi punti di vista. Non si trattava di tradurre uno script e un video in tante lingue ma di adattarlo alle esigenze d\u2019informazione dei vari bacini d\u2019utenza evitando stereotipi e banalit\u00e0. Grazie alla Euronews degli esordi l\u2019Italia cessava di essere, nel racconto delle news, solo il paese di pizza, spaghetti, Ferrari e mandolino, cos\u00ec come la Francia non era pi\u00f9 solo il paradiso dello <em>Champagne<\/em> e del <em>Camembert<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Euronews doveva diventare uno strumento cardinale per la mediazione culturale in Europa ed \u00e8 per questo che le prime clienti sono state le grandi istituzioni europee che hanno largamente finanziato la nostra produzione televisiva. Anche la dinamica dei <em>r\u00e9portages <\/em>internazionali non era semplice, le missioni obbligavano a tempi lunghi perch\u00e9 l\u2019inviato doveva quasi sempre tornare per montare i materiali filmati e poi &#8211; una volta finita la versione madre, il master &#8211; l\u2019equipe multilinguistica doveva preparare le altre quattro versioni per la messa in onda simultanea nelle diverse lingue. Ogni equipe aveva un giornalista per lingua, era una ricchezza. Nel tempo Euronews era arrivata a trasmettere in 13 lingue diverse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Ricordo che per intervistare un segretario di stato vaticano avevo lavorato praticamente 32 ore di fila, volo Lione\/Roma\/Lione compreso, facendo pause solo per nutrirmi e lavarmi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono comunque sempre stati problemi di complessit\u00e0 nella struttura Euronews, alcuni dei quali difficili da risolvere. Oggi con i progressi informatici molte cose sono state semplificate e potrebbero essere adottate da molti altri media di rango intenzionati ad esprimersi in pi\u00f9 lingue.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I programmi di punta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I due prodotti pi\u00f9 funzionali alle complesse dinamiche produttive di Euronews e di presa pi\u00f9 immediata erano i format <em>No Comment e Zoom<\/em>. <em>NO COMMENT <\/em>coglieva le immagini pi\u00f9 forti della giornata o della settimana giornalistica trascorsa e le trasformava in un flash da un minuto, per esempio il naufragio dei migranti con molti morti, lo scoppio di una guerra, uno tsunami etc. aveva di fatto anticipato i flash che oggi abbondano nei social. <em>ZOOM<\/em> invece imbastiva in un solo contenitore di diversi minuti la prospettiva delle tante televisioni europee con i loro reportage gi\u00e0 trasmessi nelle rispettive nazioni e dedicati ad uno stesso tema. Erano due format che \u2013 nel tempo con una corretta evoluzione del concetto Euronews &#8211; avrebbero dovuto caratterizzare l\u2019intera programmazione televisiva e non diventare delle semplici cartoline. Va poi sottolineato il fatto che l\u2019aver affidato la guida dell\u2019emittente alla fine degli anni Novanta al terzo operatore televisivo britannico ITN e poi in tempi pi\u00f9 recenti alla statunitense NBC, sono state scelte giustificate solo da ragioni di opportunit\u00e0 finanziaria e che non hanno evitato di portarci sull\u2019orlo del fallimento. La cosa \u00e8 stata, dal mio punto di vista, un po\u2019 come aver affidato una Ferrari di Formula 1 a un pilota di go-kart privo di concetti strategici adeguati alla gestione (tutta da inventare) di un grande e innovativo media europeo. ITN per esempio non fece alcuno sforzo apprezzabile per portare subito e in modo massiccio l\u2019emittente sul web. Quando lo sforzo venne fatto con NBC era gi\u00e0 troppo tardi.<\/p>\n\n\n\n<p>A causa della mancanza di un canone radiotelevisivo europeo Euronews ha dovuto inventarsi altre forme di entrate e questo ha reso ancor pi\u00f9 difficile fare scelte editoriali vincenti che poi fossero congeniali ad ogni pubblico delle tante nazionalit\u00e0 diverse. Cos\u00ec ci si \u00e8 dovuti accontentare di sponsor privati e istituzionali con programmi che affrontando temi conseguenti risultavano spesso noiosi o comunque privi della freschezza tipica del giornalismo avvincente.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli appuntamenti che comunque Euronews non ha mai mancato sono stati le elezioni nei vari paesi non solo europei, le operazioni speciali che mobilitavano tutte le risorse aziendali e che hanno contribuito ad una informazione essenziale, evolutiva e molto rapida, sono stati momenti stressanti ma anche molto creativi. La fine di questa storia si \u00e8 avuta fra il 2023 e il 2024 col licenziamento di centinaia di professionisti a Lione e il trasferimento dei sopravvissuti a Bruxelles. <strong>Lione ha perso nel 2023 la pi\u00f9 importante redazione europea d\u2019avanguardia di tutti i tempi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-31839 pk-lazyload\"  width=\"512\"  height=\"283\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/giorna-1-1024x566.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/giorna-1-1024x566.jpg 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/giorna-1-300x166.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/giorna-1-768x424.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/giorna-1-200x110.jpg 200w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/giorna-1-800x442.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/giorna-1-1160x641.jpg 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/giorna-1.jpg 1531w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Il giornalista e le news<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fra le maggiori difficolt\u00e0 della professione c\u2019\u00e8 la separazione fra il giornalista e la news.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa Casa Bianca \u00e8 dalla parte giusta in tutte le crisi internazionali\u201d: questa \u00e8 l\u2019affermazione di molti media europei che sono totalmente filo atlantisti.&nbsp; Ascoltiamo questo estratto da una intervista di Euronews risalente al 2018 al banchiere italiano Ettore Gotti Tedeschi che \u00e8 stato a capo dello Ior, la banca Vaticana. Gotti Tedeschi venne poi cacciato in malo modo dal Vaticano. L\u2019intervista aveva lo scopo di chiarire la situazione delle finanze vaticane e delle sue zone d\u2019ombra&nbsp; : <a href=\"https:\/\/fr.euronews.com\/2016\/02\/04\/l-oeuvre-du-diable-interview-de-l-ancien-directeur-de-la-banque-du-vatican\">https:\/\/fr.euronews.com\/2016\/02\/04\/l-oeuvre-du-diable-interview-de-l-ancien-directeur-de-la-banque-du-vatican<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Gotti Tedeschi non \u00e8 un rivoluzionario, non \u00e8 un kamikaze, \u00e8 un cattolico conservatore che a chiare lettere parla dell\u2019ormai anacronistica dipendenza della politica europea dagli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<p>Osservando almeno il mondo giornalistico italiano negli ultimi anni, soprattutto con l\u2019invasione dell\u2019Ucraina e i crimini commessi a Gaza da Israele, \u00e8 stato facilissimo vedere come molti illustri colleghi invece di descrivere la realt\u00e0 hanno trascurato o minimizzato o ingigantito gli eventi in corso. Oltre al massacro dei bambini e dei tantissimi colleghi nella striscia di Gaza fra i casi clamorosi c\u2019 \u00e8 quello del collega della Rai Marc Innaro che \u00e8 stato sostanzialmente oscurato dal suo ruolo di corrispondente a Mosca perch\u00e9 non si \u00e8 piegato alla narrazione atlantista ma cercava di analizzare le cause reali della gravissima invasione russa dell\u2019Ucraina dando una informazione assolutamente coerente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tuttavia spesso i giornalisti sono costretti ad azioni di conformismo che nuocciono alla verit\u00e0.<\/strong> Quando c\u2019\u00e8 stato il tentativo di sedizione del comandante della Wagner Evgenij Prigozhin il 23 giugno del 2023 a Rostov sul Don, nel quadro della guerra Russo-Ucraina, l\u2019ordine di scuderia a Euronews (il suggerimento della direzione) \u00e8 stato quello di dire che era scoppiata la guerra civile in Russia, cosa che era totalmente falsa. Una guerra civile pretende la scesa in campo di una porzione importante e determinata della popolazione che si ribella con efficacia all\u2019ordine costituito pi\u00f9 o meno sostenuta dalle forze armate. L\u2019azione non \u00e8 stata che una clamorosa protesta del comandante della Wagner che si \u00e8 rivoltato contro il Ministero della Difesa russo e contro il presidente Putin. Fino a quando sono stato in redazione il titolo della news italiana che avevo dettato era pi\u00f9 o meno \u201cTentativo di sedizione di Prigozhin\u201d (quindi un titolo corrispondente alla realt\u00e0). <strong>Tuttavia se voi digitate sul web la versione italiana (come quella delle altre lingue) di Euronews del 23 giugno 2023 mettendo la parola chiave \u201cPrigozhin\u201d il mio titolo non esiste pi\u00f9<\/strong>, voi troverete un titolo che parla di guerra civile in Russia. Tecnicamente questo titolo \u00e8 sbagliato ed \u00e8 stato anche quello di moltissimi altri media non solo in Europa. Cos\u00ec facendo il giornalismo perde consenso e rischia di confondersi con la propaganda ma \u00e8 anche il risultato dell\u2019involuzione che ho descritto prima. Purtroppo oggi molti colleghi pensano che basti seguire i capricci del web, la moda o i politici di turno per fare del giornalismo coerente e quando vogliono mimetizzarsi applicano semplicemente l\u2019Agenda setting.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La leva digitale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La creazione di Internet ha cambiato le finalit\u00e0 offensive delle azioni in un contesto di cosiddetta guerra economica come quello che stiamo vivendo con i dazi doganali imposti dal presidente statunitense Trump. Non si tratta pi\u00f9 di prendere informazioni dagli altri, ma anche di fornire conoscenza a una massa di interlocutori per catturare dati. Affinch\u00e9 questa strategia sia economicamente redditizia, \u00e8 necessario raggiungere una massa critica, come quella di GAFAM (acronimo spesso usato in una connotazione negativa, indica nel loro assieme le 5 maggiori&nbsp;multinazionali&nbsp;dell&#8217;IT&nbsp;occidentali:&nbsp;Google,&nbsp;Apple,&nbsp;Meta,&nbsp;Amazon,&nbsp;Microsoft. <em>ndr<\/em>), per la conquista del mercato digitale e la supremazia informativa, al fine di essere il massimo influencer dei consumatori. Conoscere bene i consumatori significa quindi essere in grado di conquistarli in una logica di marketing.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quindi il web \u00e8 diventato strumento privilegiato per la colonizzazione culturale delle masse e non \u00e8 un caso che si sia imposto alla fine della guerra fredda<\/strong>. Tuttavia sul web domina la legge della giungla con l\u2019algoritmo addestrato a raccogliere l\u2019informazione ovunque disponibile senza curarsi di quale sia la fonte, della sua qualit\u00e0, della sua affidabilit\u00e0, della sua integrit\u00e0 e spesso infischiandosene della privacy e delle leggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Caso clamoroso al centro del quale si \u00e8 trovata Facebook \u00e8 quello del 2018 di <em>Cambridge Analytica<\/em>. Il&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/news\/2018\/mar\/17\/data-war-whistleblower-christopher-wylie-faceook-nix-bannon-trump\"><em>Guardian<\/em><\/a><em>&nbsp;e&nbsp;<\/em><a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2018\/03\/18\/us\/cambridge-analytica-facebook-privacy-data.html?hp&amp;action=click&amp;pgtype=Homepage&amp;clickSource=story-heading&amp;module=first-column-region&amp;region=top-news&amp;WT.nav=top-news\"><em>New York Times<\/em><\/a>&nbsp;hanno dimostrato l\u2019uso scorretto di un\u2019enorme quantit\u00e0 di dati prelevati da Facebook sui privati cittadini, da parte di un\u2019azienda di consulenza e marketing online che si chiama appunto <em>Cambridge Analytica<\/em> che ha avuto importanti rapporti con alcuni dei pi\u00f9 stretti collaboratori di Donald Trump, soprattutto durante la campagna elettorale statunitense del 2016 culminata con la sua vittoria. La storia ha molte ramificazioni con diversi aspetti compreso l\u2019effettivo ruolo di <em>Cambridge Analytica<\/em> ed eventuali suoi contatti con Mosca, le iniziative per condizionare le presidenziali USA e il referendum su Brexit nel Regno Unito, tutte cose che hanno squalificato Facebook che ha fornito i dati.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019alba del secondo decennio del secolo, l\u2019arrivo dell\u2019intelligenza artificiale ha trasformato ancora gli assetti dell\u2019infosfera ed anche di tutti i media e con essi i ruoli operativi pre-esistenti. Al giornalista ormai viene chiesto di fare tutto. I programmi informatici pi\u00f9 avanzati hanno consentito ai redattori dei desk di Euronews di raccogliere le informazioni dalle agenzie, montarle, farle trattare dal sistema, mettere un titolo, scribacchiare uno script da lanciare subito on line e a seguire agganciargli il video potenziato dall\u2019I.A. che provvede a sottotitolare in qualunque lingua. Praticamente la gestione completa del <em>workflow<\/em> mentre il compito del redattore coadiuvato dall\u2019algoritmo finisce per cumulare il ruolo di 4 o 5 vecchi operatori dell\u2019informazione, cio\u00e8 i montatori, i traduttori, l\u2019agenzia stampa, il tecnico del suono e cos\u00ec via. \u00c8 ovvio che la qualit\u00e0 dell\u2019informazione svapora anche per le capacit\u00e0 limitate di gestione e verifica di ogni news che ogni singolo giornalista pu\u00f2 mettere in campo. Purtroppo questa \u00e8 la dinamica che risulta sempre pi\u00f9 diffusa nei media con possibilit\u00e0 di condizionamenti costanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche in passato, e in era predigitale, ci sono stati esempi clamorosi di disinformazione. <strong>Per me uno dei casi pi\u00f9 stupefacenti \u00e8 la crisi di Cuba che alla fine non ha insegnato nulla<\/strong>. La crisi missilistica tra il presidente statunitense John F. Kennedy e il sovietico Nikita Krusciov (1962) esplose dopo il massiccio dispiegamento dei poderosi missili americani Jupiter, perfettamente progettati da Werner von Braun (genio missilistico nazista riconvertito al servizio del Pentagono) e impiantati in Anatolia e Puglia (pronti a cancellare le principali citt\u00e0 sovietiche dalla faccia della Terra). Krusciov decise di ordinare l&#8217;installazione di alcune delle sue bombe atomiche sull&#8217;isola caraibica in risposta alla minaccia americana gi\u00e0 in atto. La reazione dell&#8217;Unione Sovietica fu la prevedibile risposta alla minaccia che gi\u00e0 gravava pesantemente sulla Russia.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo vi rimando al mio reportage <a href=\"https:\/\/clubmediaitalie.org\/il-faisait-nuit-a-la-havane\/\">https:\/\/clubmediaitalie.org\/il-faisait-nuit-a-la-havane\/<\/a> che trovate sul sito di ClubMediaItalie.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La tirannia del seo \u2013 la battaglia dell\u2019informazione \u2013 pluralismo e disinformazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Una delle pi\u00f9 ardue s\ufb01de che l\u2019industria dell\u2019informazione deve a\ufb00rontare nell\u2019era digitale \u00e8 quella dello sviluppo dell\u2019audience, cio\u00e8 della costruzione di strategie di <em>engagement<\/em> di un pubblico diversi\ufb01cato che ha sempre pi\u00f9 canali a disposizione per informarsi. Esattamente quello che era il compito di Euronews. Certo non esiste una teoria unificata del giornalismo tuttavia l\u2019industria ha inglobato il giornalismo al ritmo dell\u2019efficacia dell\u2019algoritmo. In questo quadro, l\u2019interazione digitale diviene sia il fine che il mezzo attraverso cui le capacit\u00e0 di attenzione del pubblico connesso non solo vengono stimolate, ma anche misurate e monetizzate. Il giornalismo\/business si trova quindi integrato in una nuova architettura sociale con nuove implicazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mitico SEO, <em>Search Engine Optimization<\/em>, non si basa su una fonte disinteressata. Gli algoritmi che fanno funzionare i motori di ricerca (cos\u00ec come quelli che governano i social network) vengono realizzati dai loro proprietari, personaggi facoltosi e potenti che hanno scopi precisi quasi sempre di marketing. Ed \u00e8 per questo che secondo alcuni studiosi si parla del passaggio da una \u201ccultura della lettura del quotidiano alla cultura della notifica\u201d. L\u2019attenzione del pubblico tende a frammentarsi nel flusso intermittente di aggiornamenti. In questo scenario, l\u2019esigenza commerciale di aumentare la quantit\u00e0 e la frequenza di contenuti interattivi trova compimento in un\u2019architettura tecnologica che privilegia la reazione immediata e la diffusione rapida rispetto al ragionamento. Ed \u00e8 la dinamica di Facebook, Tic Tok, Instagram, X etc. I sondaggi reali o camuffati diventano capitali, indicano la tendenza mescolando i dati ma siamo sempre nell\u2019incertezza. Per questo \u00e8 rilevante il ruolo che i governi possono avere nel frenare le possibili acquisizioni di posizioni di potere da parte dei nuovi attori dell\u2019informazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Capite bene che questa macchina \u00e8 utilissima sul piano politico e per fare indottrinamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Un tempo gli eserciti cercavano di manipolare le opinioni pubbliche dei paesi nemici con la contropropaganda oggi la guerra \u00e8 permanente sul web e la sua enorme diffusione rende l\u2019insieme dell\u2019Occidente e della sua infosfera il luogo di una battaglia costante e senza precedenti. Chi osa criticare troppo apertamente la politica della Casa Bianca nel nostro sistema non far\u00e0 carriera, anzi verr\u00e0 accusato di essere un sostenitore di Putin. La macchina della propaganda pro USA \u00e8 un immenso apparato burocratico che risulta efficacissimo e va dai partiti politici ai grandi istituti di ricerca, alle grandi testate e non solo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mondo ha invece bisogno di veri giornalisti e non dei \u201cgiornalisti robot\u201d che <strong>gi\u00e0 esistono<\/strong>, sia come algoritmi che generano articoli da dati strutturati \u2014 soprattutto in ambiti come finanza, sport, meteo, crimini e terremoti \u2014 sia come avatar che presentano le notizie. Non fanno neanche un buon servizio coloro che modificano a scopi politici o propagandistici le mutazioni della realt\u00e0 pi\u00f9 o meno addomesticata dagli algoritmi.Il futuro \u2014 secondo speranze diffuse tra i migliori professionisti del settore \u2014 dovrebbe essere un modello di <strong>giornalismo aumentato<\/strong>, dove l\u2019I.A. affianca il ruolo umano senza sostituirlo e con una vocazione alla verit\u00e0 verificabile e verificata, estranea alle manipolazioni della propaganda.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Paolo Alberto Valenti, presidente di ClubMediaItalie<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Leggi anche : <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/2015\/11\/16\/e-online-il-nuovo-sito-dellassociazione-giornalistica-europea-clubmediaitalie\/\" target=\"_blank\">https:\/\/passaparola.info\/web\/2015\/11\/16\/e-online-il-nuovo-sito-dellassociazione-giornalistica-europea-clubmediaitalie\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/2021\/02\/09\/euronews-tagli-ai-giornalisti-e-allinformazione-anche-italiana\/\">Euronews, tagli ai giornalisti e all&#8217;informazione (anche italiana) &#8211; PassaParola Magazine<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/2019\/06\/10\/clubmediaitalie-preoccupazione-per-lisolamento-della-stampa-italiana-in-europa\/\">ClubMediaItalie: preoccupazione per l\u2019isolamento della stampa italiana in Europa &#8211; PassaParola Magazine<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Pubblichiamo il discorso di Paolo&nbsp;A.A. Valenti, &nbsp;presidente di ClubMediaItalie (associazione che riunisce giornalisti italiani che lavorano nel mondo francofono) intervenuto lo scorso 2 settembre presso l\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Lione, in occasione dell&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno accademico. 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