{"id":31572,"date":"2025-08-02T16:21:17","date_gmt":"2025-08-02T14:21:17","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=31572"},"modified":"2025-08-02T16:22:27","modified_gmt":"2025-08-02T14:22:27","slug":"difendiamo-le-parole-giorgio-caproni-26","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2025\/08\/02\/difendiamo-le-parole-giorgio-caproni-26\/","title":{"rendered":"Difendiamo le parole (26)"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Ogni settimana una poetessa, un poeta, un profilo, una citazione sul suo intendere il modo di costruire le parole, la sua poesia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giorgio Caproni<\/strong>, <strong>il poeta di Genova<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Certo si conosce la Genova di De Andr\u00e9, del resto magnificamente interpretata dal Giuliano Malatesta nel suo bel lavoro dal titolo omonimo \u201c<em>Da Corso Italia a Via del Campo<\/em>\u201d pubblicata da Giulio Perrone editore nel 2019 con prefazione di Marco Ansaldo. O anche la Genova descritta intimamente dal tormentato poeta Dino Campana.\u00a0 Ma Genova non \u00e8 una realt\u00e0 semplice, \u00e8 una citt\u00e0 a terrazze verticali, complessa, segreta nella sua bellezza, splendente ma misteriosa nella complessit\u00e0 della sua storia ricchissima, sfuggente spesso\u00a0 nel suo significato complessivo\u00a0 anche per chi ci \u00e8 nato o ci abita da tempo e si perde nell\u2019intrico dei suoi caruggi tortuosi che qualche volte si abbarbicano anche allo spirito dei viaggiatori, che scoprono un mondo di riserve, di non detti, un clima quasi inglese di \u201c<em>never explain, never complain<\/em>\u201d, dove le notizie circolano ma solo in mille vortici ristretti che molto spesso non sono intercomunicanti. Del resto, non aveva scritto il nobile senese Enea Silvio Piccolomini divenuto papa come Pio II (1458-1464) che \u201cGenova si compiaceva di rivoluzioni e tumulti quotidiani pi\u00f9 di ogni altra citt\u00e0 d\u2019Italia\u201d, facendo riferimenti alle continue contrapposizioni fra le grandi famiglie della citt\u00e0? Per questo per descrivere poeticamente Genova era forse piu\u2019 adatto qualcuno che venisse da fuori e che la potesse descrivere con immediatezza senza troppo conoscerne i fori interni, cogliendo gli aspetti pi\u00f9 fulgidi ed immediati della sua bellezza soprattutto marina, soprattutto mediterranea. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"1024\"  height=\"661\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-31576 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/caproni-genova-1024x661.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/caproni-genova-1024x661.jpg 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/caproni-genova-300x194.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/caproni-genova-768x496.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/caproni-genova-800x517.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/caproni-genova.jpg 1056w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Caproni sente sua una Genova \u201cverticale\u201d, costellata di salite, ascensori, e rampe. Verticale, e per questo motivo, lirica, quasi irrazionale,\u00a0 sebbene sappia, come esprime, che la tirannica configurazione geografica costringa i genovesi a espandersi in altezza: \u201cGenova sono io \u2013 afferma \u2013 anzi sono io che sono \u2018fatto\u2019 di Genova.\u201d<br>Questo quadro non cambia nemmeno nella poetica pi\u00f9 matura. In <em>Versi<\/em>, descrive un frammentato paesaggio genovese. Ecco che dalla funicolare s\u2019intravvedono: bianche tende che si agitano alla prima brezza, un bandone che rulla, il mercato d\u2019erbe, e i casamenti chiusi nella prima nebbia. Alla fine del viaggio resta l\u2019immagine della citt\u00e0 amata, invisibile, misteriosamente occulta, ma per dirla alla francese \u2013 confessa in definitiva il poeta \u2013 \u201c<em>je suis malade de Genova<\/em>\u201d! Giorgio Caproni nasce a Livorno nel 1912 da Attilio e Anna Picchi. <\/p>\n\n\n\n<p>Arriva a Genova con la famiglia a dieci anni, nel 1922, perch\u00e9 il padre Attilio \u00e8 assunto da una ditta conserviera di Genova, di cui \u00e8 titolare Eugenio Cardini, e qui vi continua la sua formazione. Finisce le elementari alla scuola Pier Maria Canevari, dedicata all\u2019eroe ventenne morto alla Scoffera contro gli Austriaci nel 1747, e continua con le complementari (le medie di allora) alla Regia Scuola Tecnica Antoniotto Usodimare, studiando contemporaneamente violino e composizione all\u2019Istituto Musicale Giuseppe Verdi di Salita Santa Caterina, che poi non \u00e8 la\u00a0Santa di Siena, ma l\u2019omonima di Genova, Caterina Fieschi Adorno. Si sente pi\u00f9 musicista che scrittore, ma a diciotto anni decide di abbandonare le sue ambizioni di violinista dopo aver pur tanto faticato sul pregiato violino Candi, che gli aveva prestato il maestro Armando Fossa. Si sente poco adatto al teso clima dei concerti. Lentamente si volge verso gli interessi letterari frequentando il mondo genovese dei critici letterari e dei giornalisti che allora collaboravano ai molti giornali locali del tempo, Tullio Cicciarelli, Giannino Galloni, ma anche compagni di studi musicali come Ferdinando Forti e Adelio Ciucci. Scopre i grandi poeti del tempo, da Ungaretti a Montale a Camillo Sbarbaro che poi incontra grazie alla rivista \u201cCircoli\u201d cui invia anche i suoi primi componimenti, del resto mal accolti dalla redazione. <\/p>\n\n\n\n<p>Caproni ritiene di essere giunto a maturit\u00e0 nel suo itinerario poetico solo nel 1932, dopo un ritorno a Carducci. Le sue prime raccolte \u201c<em>Come un\u2019allegoria<\/em>\u201d e \u201c<em>Ballo a Fontanigorda<\/em>\u201d sono pubblicate nel 1938 e nel 1939 dall\u2019editore genovese Emiliano degli Orfini. Intanto, dopo un breve impiego presso un avvocato (Studio Colli di via XX Settembre) diventa, dopo il servizio militare svolto a Sanremo sino al 1934, maestro elementare, il mestiere di tutta la vita. Ottiene la cattedra nella piccola localit\u00e0 di Loco di Rovegno nella Valle Trebbia a 40 km. da Genova. La vallata dell\u2019entroterra genovese, estesa verso Piacenza, in realt\u00e0 esaltata dalla bellezza del fiume, celebrata dallo stesso Ernest Hemingway durante la sua convalescenza dopo Caporetto nel corso della Prima guerra mondiale come \u201cla valle pi\u00f9 bella del mondo\u201d. Questi cinque anni di radicamento nell\u2019immediato entroterra (nel 1939 si trasferir\u00e0 a Roma, sempre come insegnante elementare, con l\u2019amata moglie Rina proprio originaria di Loco di Rovegno), servono al poeta probabilmente per meglio cogliere l\u2019umanit\u00e0 della gente del luogo, esprimente una filosofia di vita meno influenzata dalla febbrilit\u00e0 della vita urbana della grande citt\u00e0, a cui comunque si riconduce l\u2019interesse del poeta. Presto le vicende della Seconda guerra mondiale si intersecheranno con la vita della famiglia Caproni.\u00a0<strong> L\u20198 settembre 1943 Caproni \u00e8 a Loco dove raggiunge le fila della Resistenza molto attiva il Val Trebbia con le Brigate Verdi di Paolo Emilio Taviani e di Aldo Gastaldi \u201cBisagno\u201d<\/strong>. <strong>\u00c8 commissario del Comune di Rovegno. La sua vita di resistente riecheggia nella raccolta \u201cIl Passaggio di Enea\u201d che raccoglie tutte le sue poesie pubblicate sino al 1956.<\/strong> A Roma, dopo una attivit\u00e0 dedicata all\u2019insegnamento sino al 1973, ma anche ad una ricca opera di traduzione di autori francesi, muore nel 1990. E\u2019 sepolto con la moglie Rina nel piccolo cimitero di Loco di Rovegno.<strong> <\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-31574 pk-lazyload\"  width=\"450\"  height=\"338\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/caproni-targa-livorno.jpeg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/caproni-targa-livorno.jpeg 600w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/caproni-targa-livorno-300x225.jpeg 300w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Giorgio Caproni non sar\u00e0 dimenticato dalla sua citt\u00e0 di origine, Livorno, che gli ha dedicato una targa apposta sulla casa dove nacque nel 1912 in Corso Amedeo e gli ha intitolato una piazza del centro. <\/strong>Ma anche Genova in vari modi ha ricordato il suo cantore. La Provincia gli ha dedicato a Montebruno \u201c<strong>il Parco naturale Giorgio Capron<\/strong>i\u201d mentre la vicina Fontanigorda, cantata nella sua prima opera, ha inaugurato il \u201c<strong>Sentiero Giorgio Caproni<\/strong>\u201d. Due lungometraggi sponsorizzati rispettivamente da Livorno \u2013 <em>Il cappotto di lana<\/em> -presentato nel quadro del Festival Caproni (Luca Dal Canto) e dalla Provincia di Genova \u2013 <em>\u201cStatale 45-Io Giorgio Caproni<\/em>\u201d \u2013 ricordano la figura del poeta. Oltre alle due opere\u00a0 gi\u00e0 citate\u00a0 Giorgio Caproni ci lascia\u00a0 come principali testimonianze poetiche \u201cIl Passaggio di Enea\u201d, raccolta di poesie pubblicata da Vallecchi nel 1956, \u201cIl seme del piangere\u201d, pubblicato da Garzanti nel 1959 per il quale ha ricevuto il premio Viareggio per la poesia, \u201cPoesie 1932-1986\u201d pubblicato sempre da Garzanti nel 1986, \u201cQuaderno di traduzioni\u201d che Einaudi pubblica nel 1998,\u00a0 \u201cGenova di tutta la vita\u201d e \u201cI faticati giorni\u201d che San Marco dei Giustiniani pubblica rispettivamente nel 1997\u00a0 e nel 2000. In omaggio al suo passato di giovane violinista, il compositore Luca Brignole ha musicato una sua poesia <em>Radura<\/em> con una composizione per soprano ed orchestra eseguita dal Conservatorio Niccol\u00f2 Paganini di Genova nel 2012, nel centenario della sua nascita. <strong>(Loris Jacin)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>LITANIA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Genova mia citt\u00e0 intera.<\/p>\n\n\n\n<p>Geranio. Polveriera.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova di ferro e aria,<\/p>\n\n\n\n<p>mia lavagna, arenaria.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Genova citt\u00e0 pulita.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Brezza e luce in salita.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova verticale,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;vertigine, aria scale.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova nera e bianca.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cacumine. Distanza.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Genova dove non vivo,<\/p>\n\n\n\n<p>mio nome, sostantivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova mio rimario.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Puerizia. Sillabario.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova mia tradita,<\/p>\n\n\n\n<p>rimorso di tutta la vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova in comitiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Giubilo. Anima viva.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova in solitudine,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;straducole, ebrietudine.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova di limone.<\/p>\n\n\n\n<p>Di specchio. Di cannone.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova da intravedere,<\/p>\n\n\n\n<p>mattoni, ghiaia, scogliere.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova grigia e celeste.<\/p>\n\n\n\n<p>Ragazze. Bottiglie. Ceste.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova di tufo e sole,<\/p>\n\n\n\n<p>rincorse, sassaiole.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova tutta tetto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Macerie. Castelletto.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova d\u2019aerei fatti,<\/p>\n\n\n\n<p>Albaro, Borgoratti.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova che mi struggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Intestini. Caruggi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Genova e cos\u00ec sia,<\/p>\n\n\n\n<p>mare in un\u2019osteria.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova illividita.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Inverno nelle dita.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova mercantile,<\/p>\n\n\n\n<p>industriale, civile.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova d\u2019uomini destri.<\/p>\n\n\n\n<p>Ansaldo. San Giorgio. Sestri.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova in banchina,<\/p>\n\n\n\n<p>transatlantico, trina.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova tutta cantiere.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisagno. Belvedere.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova di canarino,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;persiana verde, zecchino.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova di torri bianche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Di lucri. Di palanche.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Genova in salamoia,<\/p>\n\n\n\n<p>acqua morta di noia.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova di mala voce.<\/p>\n\n\n\n<p>Mia delizia. Mia croce.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Genova d\u2019Oregina,<\/p>\n\n\n\n<p>lamiera, vento, brina.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova nome barbaro,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Campana. Montale, Sbarbaro.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova dei casamenti&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>lunghi, miei tormenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova di sentina.<\/p>\n\n\n\n<p>Di lavatoio. Latrina.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Genova di petroliera,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;struggimento, scogliera.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova di tramontana.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Di tanfo. Sottana.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova d\u2019acquamarina,<\/p>\n\n\n\n<p>aerea, turchina.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova di luci ladre.<\/p>\n\n\n\n<p>Figlioli. Padre. Madre.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova vecchia e ragazza,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;pazzia, vaso, terrazza.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova di Soziglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Cunicolo. Pollame. Trilia.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova d\u2019aglio e di rose,<\/p>\n\n\n\n<p>di Pr\u00e9, di Fontane Marose.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova di Caricamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Di Voltri. Di sgomento.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova dell\u2019Acquasola,<\/p>\n\n\n\n<p>dolcissima, usignuola.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova tutta colore.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Bandiera. Rimorchiatore.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova viva e diletta,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;salino, orto, spalletta.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova di Barile.<\/p>\n\n\n\n<p>Cattolica. Acqua d\u2019Aprile.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova comunista,<\/p>\n\n\n\n<p>bocciofila, tempista.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova di Corso Oddone.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Mareggiata. Spintone.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Genova di piovasco,<\/p>\n\n\n\n<p>follia, Paganini, Magnasco.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova che non mi lascia.<\/p>\n\n\n\n<p>Mia fidanzata. Bagascia.<\/p>\n\n\n\n<p>95 Genova ch\u2019\u00e8 tutto dire,<\/p>\n\n\n\n<p>sospiro da non finire.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova quarta corda.<\/p>\n\n\n\n<p>Sirena che non si scorda.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova d\u2019ascensore,<\/p>\n\n\n\n<p>paterna, stretta al cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova mio pettorale.<\/p>\n\n\n\n<p>Mio falsetto. Crinale.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova illuminata,<\/p>\n\n\n\n<p>notturna, umida, alzata.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Genova di mio fratello.<\/p>\n\n\n\n<p>Cattedrale. Bordello.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova di violino,<\/p>\n\n\n\n<p>di topo, di casino.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova di mia sorella.<\/p>\n\n\n\n<p>Sospiro. Maris Stella.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova portuale,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;cinese, gutturale.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Genova di Sottoripa.<\/p>\n\n\n\n<p>Emporio. Sesso. Stipa.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Genova di Porta Soprana,<\/p>\n\n\n\n<p>d\u2019angelo e di puttana.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova di coltello.<\/p>\n\n\n\n<p>Di pesce. Di mantello.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Genova di lampione<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;a gas, costernazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova di Raibetta.<\/p>\n\n\n\n<p>Di Gatta Mora. Infetta.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova della Strega,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;strapiombo che i denti allega.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova che non si dice.<\/p>\n\n\n\n<p>Di barche. Di vernice.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova balneare,<\/p>\n\n\n\n<p>d\u2019urti da non scordare.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova di \u201cPaolo &amp; Lele\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Di scogli. Furibondo. Vele.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova di Villa Quartara,<\/p>\n\n\n\n<p>dove l\u2019amore s\u2019impara.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova di caserma.<\/p>\n\n\n\n<p>Di latteria. Di sperma.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Genova mia di Sturla,<\/p>\n\n\n\n<p>che ancora nel sangue mi urla.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova d\u2019argento e stagno.<\/p>\n\n\n\n<p>Di zanzara. Di scagno.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova di magro fieno,<\/p>\n\n\n\n<p>canile, Marassi, Staglieno.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova di grige mura.<\/p>\n\n\n\n<p>Distretto. La paura.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova dell\u2019entroterra,<\/p>\n\n\n\n<p>sassi rossi, la guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova di cose trite.<\/p>\n\n\n\n<p>La morte. La nefrite.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Genova bianca e a vela,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;speranza, tenda, tela.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova che si riscatta.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Tettoia. Azzurro. Latta.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova sempre umana,<\/p>\n\n\n\n<p>presente, partigiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova della mia Rina.<\/p>\n\n\n\n<p>Valtrebbia. Aria fina.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova paese di foglie<\/p>\n\n\n\n<p>fresche, dove ho preso moglie.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova sempre nuova.<\/p>\n\n\n\n<p>Vita che si ritrova.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova lunga e lontana,<\/p>\n\n\n\n<p>patria della mia Silvana.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova palpitante.<\/p>\n\n\n\n<p>Mio cuore. Mio brillante.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova mio domicilio,<\/p>\n\n\n\n<p>dove m\u2019\u00e8 nato Attilio.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Genova dell\u2019Acquaverde.<\/p>\n\n\n\n<p>Mio padre che vi si perde.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Genova di singhiozzi,<\/p>\n\n\n\n<p>mia madre, Via Bernardo Strozzi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Genova di lamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Enea. Bombardamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova disperata,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;invano da me implorata.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova della Spezia.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Infanzia che si screzia.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Genova di Livorno,<\/p>\n\n\n\n<p>Partenza senza ritorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova di tutta la vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Mia litania infinita.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Genova di stoccafisso<\/p>\n\n\n\n<p>e di garofano, fisso<\/p>\n\n\n\n<p>bersaglio dove inclina<\/p>\n\n\n\n<p>la rondine: la rima.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Giorgio Caproni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;Il passaggio d\u2019Enea, Einaudi, Torino, 1986<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ogni settimana una poetessa, un poeta, un profilo, una citazione sul suo intendere il modo di costruire le parole, la sua poesia. 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