{"id":31049,"date":"2025-06-06T11:55:54","date_gmt":"2025-06-06T09:55:54","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=31049"},"modified":"2025-06-06T12:01:41","modified_gmt":"2025-06-06T10:01:41","slug":"eduardo-de-filippo-protagonista-in-lussemburgo-insieme-alle-sue-donne-intervista-a-maria-procino-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2025\/06\/06\/eduardo-de-filippo-protagonista-in-lussemburgo-insieme-alle-sue-donne-intervista-a-maria-procino-1\/","title":{"rendered":"Eduardo De Filippo protagonista in Lussemburgo, insieme alle sue donne: intervista a Maria Procino (1)"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Appuntamento assolutamente da non perdere mercoled\u00ec 18 giugno 2025 alle ore 19 presso il <em>Cercle Cit\u00e9<\/em> dedicato al grande Maestro del teatro napoletano e alla sua relazione con l\u2019universo femminile nella vita e nel teatro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A 125 anni dalla nascita, La Fondazione Cavour, in collaborazione con la Fondazione Eduardo De Filippo, dedica una serata a uno dei pi\u00f9 grandi artisti napoletani di tutti i tempi accendendo i riflettori su quello che hanno rappresentato le donne nella sua opera teatrale e nel suo percorso di vita. L\u2019evento, patrocinato dall\u2019Ambasciata d\u2019Italia in Lussemburgo, vedr\u00e0 come protagoniste <strong>Maria Procino<\/strong> (1) (consulente storico-artistica della Fondazione Eduardo De Filippo) e <strong>Imma Villa<\/strong> (2), attrice. Le abbiamo intervistate in anteprima per voi&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Intervista a Maria Procino<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Chi era Eduardo De Filippo oltre il suo ruolo di autore teatrale e attore?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Voglio ricordare le parole di una grande scrittrice, Elsa Morante, che in una lettera a Eduardo scriveva: <em>Un Eduardo, per fortuna, basta a vivificare un secolo. E non solo uno, ma anche pi\u00f9 secoli<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Eduardo era un osservatore acuto e attento di se stesso e della realt\u00e0, riuscendo cos\u00ec a raccontare la condizione umana a ogni latitudine. Era rigoroso in teatro per il rispetto che aveva nei riguardi del suo lavoro e del pubblico. Nel privato era molto divertente, timido come lo era anche suo figlio Luca, che dal padre aveva inoltre ereditato l\u2019amore per la cucina. Entrambi potevano accettare critiche in teatro, ma non come cuochi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come \u00e8 nato il Suo impegno nello studio e nella tutela dell\u2019opera di Eduardo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La tutela dell\u2019opera di Eduardo De Filippo \u00e8 in mani ottime, nelle mani degli eredi non mie. Lo studio \u00e8 nato non solo grazie a quelli precedenti di studiose e studiosi che hanno analizzato il lavoro del drammaturgo e dell\u2019attore, ma soprattutto grazie all\u2019incontro nel 1976 a Napoli. Conobbi Eduardo molto casualmente, l\u2019ho raccontato nell\u2019introduzione al volume che ho scritto un po\u2019 di anni fa <em>Eduardo dietro le quinte<\/em>. Lunghe chiacchierate: trascorrevo interi pomeriggi con lui e sua moglie Isabella. Poi una sera, dopo aver voluto conoscere i miei genitori, mi \u201caffid\u00f2\u201d ad Evole, la sua sarta, e mi offr\u00ec il lavoro di \u201caiutosarta\u201d. In realt\u00e0 essendo molto giovane, aiutavo tutti i tecnici; mi divertivo ad ascoltare le loro storie, a guardarli riferirsi a Eduardo come <em>\u2019o masto<\/em> (il maestro). Mi divertivo a scrutare gli attori e le attrici trasformarsi, al chi \u00e8 di scena, nel personaggio che avrebbero interpretato di l\u00ec a poco sul palcoscenico. Iniziai cos\u00ec a frequentare il Teatro San Ferdinando dove nacque il mio amore per la memoria. Oggi sono impegnata nella valorizzazione della memoria storica della cultura dello spettacolo. Negli anni mi sono occupata della documentazione di grandi artisti come Gian Maria Volont\u00e9, Elio Petri, per il Museo del cinema di Torino. Ho conosciuto uno straordinario regista, Francesco Rosi, e con lui ho lavorato al riordino della sua documentazione. L\u2019archivio di Eduardo invece \u00e8 conservato al Gabinetto Vieusseux di Firenze.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Che cosa ci raccontano i documenti su questo grande artista?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Chi si occupa di memoria storica, direi come <em>ars <\/em>e come <em>vis<\/em> (parafrasando quanto scrive la Assmann), sa che \u00e8 fondamentale saper leggere i documenti. La messe documentaria prodotta da un individuo, rispettandone l\u2019ordine originario laddove possibile, ne svela la storia, il metodo di pensiero, ma rivela anche la vicenda di un Paese. I documenti ci raccontano l\u2019artista e l\u2019uomo, il suo impegno civile ma anche le contraddizioni e le scelte personali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa ancora si pu\u00f2 scoprire su Eduardo De Filippo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Credo che la produzione di un artista travalichi il tempo e lo spazio in cui \u00e8 nata, quando ogni secolo riesce a leggervi nuovi contenuti. Questo accade all\u2019opera di Eduardo De Filippo. Non solo: Eduardo ha costruito uno strumento per riconoscere la <em>Bellezza<\/em>, uno strumento di cultura che sola pu\u00f2 renderci davvero liberi e che sola pu\u00f2 farci comprendere che dobbiamo con forza essere rispettati come cittadini e non considerati \u201cvassalli\u201d. Lasciato da solo senza l\u2019aiuto di nessuna amministrazione, Eduardo finanzi\u00f2 un progetto complesso, recuper\u00f2 una memoria storica che sarebbe andata distrutta, costruendo un teatro che doveva essere aperto a tutti. E quel teatro, il San Ferdinando, \u00e8 ancora l\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non ci sono dubbi sull\u2019eredit\u00e0 artistica e umana che Eduardo De Filippo ci lascia. Ma secondo Lei qual \u00e8 il modo migliore per raccoglierla e farne onore? &nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 ancora tanto da studiare e da scoprire su di lui che non si ferm\u00f2 mai, nemmeno davanti alla tragedia che sconvolse la sua vita: i debiti per la costruzione del San Ferdinando lo costrinsero a lavorare tanto, restando per mesi lontano dai suoi amatissimi figli Luca e Luisella. Ed era lontano anche quando la piccola, in vacanza con il fratellino, mor\u00ec all\u2019improvviso. Per attori, registi, drammaturghi, raccogliere la sua eredit\u00e0 credo voglia dire acquisire la sua lezione, innovandola, senza per\u00f2 sconvolgere la drammaturgia. Questo, a mio parere, hanno fatto ieri grandissimi artisti e oggi fanno interpreti di indiscutibile talento come Fausto Alesi, Lino Musella, Luca Saccoia, Imma Villa. Questo ha fatto Carolina Rosi subito dopo la morte di Luca suo marito; per ricordarlo, quest\u2019anno porter\u00e0 in scena la sua ultima regia <em>Non ti pago<\/em>. Per coloro che lavorano come me \u201cdietro le quinte\u201d, significa portare la sua voce, sempre attuale, soprattutto ai ragazzi. Raccontando il suo coraggio ma anche la curiosit\u00e0 intellettuale e l\u2019umilt\u00e0. Oggi sono i nipoti Matteo, Tommaso e Luisa a portare avanti il suo lascito artistico e il suo impegno sociale ed etico. Per questo \u00e8 nata la Fondazione Eduardo De Filippo voluta da Luca, con l\u2019appoggio del Comune e poi della Regione Campania. Alla morte di Luca fu Carolina a prenderne la presidenza, passata poi a Tommaso De Filippo. La Fondazione ha sede a Napoli nel Palazzo Scarpetta, nell\u2019appartamento che fu di Titina De Filippo Carloni. Siamo davvero una piccola famiglia e, superando a volte anche notevoli difficolt\u00e0, cerchiamo di essere presenti in molteplici attivit\u00e0, avendo come imperativo categorico l\u2019amore profondo e la fiducia di Eduardo per le nuove generazioni, perch\u00e9 ribadiva: <em>il punto di arrivo dell&#8217;uomo \u00e8 il suo arrivo nel mondo, la sua nascita, mentre il punto di partenza \u00e8 la morte che, oltre a rappresentare la sua partenza dal mondo, va a costituire un punto di partenza per i giovani. Perci\u00f2 a me la morte m&#8217;incuriosisce, mi sgomenta, ma non mi fa paura, perch\u00e9 la considero la fine di un ciclo &#8211; il mio ciclo &#8211; che per\u00f2 dar\u00e0 vita ad altri cicli legati al mio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>CHI \u00c8 MARIA PROCINO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-31052 pk-lazyload\"  width=\"285\"  height=\"267\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 285px) 100vw, 285px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/procino-.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/procino-.jpg 675w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/procino--300x282.jpg 300w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Laurea in lettere e filosofia, lavora da giovanissima nella compagnia <em>Il Teatro di Edu<\/em>ardo e in seguito\u00a0 in quella del figlio Luca. \u00c8 stata responsabile delle ricerche storiche e cinematografiche per il progetto <em>Le commedie di Eduardo De Filippo in dvd<\/em> (RAI-Digital Studio). \u00c8 stata co-sceneggiatrice del documentario <em>Il nostro Eduardo<\/em>. Fra le sue tante attivit\u00e0 anche numerose pubblicazioni oltre a ricerche e progetti legati al mondo del cinema. Attualmente \u00e8 consulente storico-artistica per la Fondazione Eduardo De Filippo e per Carolina Rosi. (MGG)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Maria Grazia Galati<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Appuntamento assolutamente da non perdere mercoled\u00ec 18 giugno 2025 alle ore 19 presso il Cercle Cit\u00e9 dedicato al grande Maestro del teatro napoletano e alla sua relazione con l\u2019universo femminile nella vita e nel teatro A 125 anni dalla nascita,&hellip;\n","protected":false},"author":2,"featured_media":31054,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[44,4316,29],"tags":[672,160,14030,14029],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31049"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31049"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31049\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31063,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31049\/revisions\/31063"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/31054"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31049"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31049"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31049"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}