{"id":30194,"date":"2025-03-25T05:56:56","date_gmt":"2025-03-25T04:56:56","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=30194"},"modified":"2025-03-25T08:47:41","modified_gmt":"2025-03-25T07:47:41","slug":"referendum-8-e-9-giugno-2025-gli-italiani-al-voto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2025\/03\/25\/referendum-8-e-9-giugno-2025-gli-italiani-al-voto\/","title":{"rendered":"Referendum 8 e 9 giugno 2025: gli italiani al voto"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il Patronato<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.govserv.org\/LU\/Luxembourg\/155666788385711\/INCA-Lussemburgo\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.govserv.org\/LU\/Luxembourg\/155666788385711\/INCA-Lussemburgo\" target=\"_blank\"> Inca-Cgil <\/a>(in collaborazione con il sindacato Ogbl) ha organizzato per mercoled\u00ec 26 marzo alle ore 18.30 presso la <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.csl.lu\/fr\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.csl.lu\/fr\/\" target=\"_blank\">Chambre des salari\u00e9s<\/a> a Lussemburgo citt\u00e0 (Bonnevoie) un incontro aperto al pubblico per spiegare quanto sia importante andare a votare e quanto valgano le ragioni del \u201cs\u00ec\u201d, al fine di combattere il precariato giovanile e dare maggiori diritti di cittadinanza ai tanti stranieri che da anni vivono e lavorano in Italia. sar\u00e0 presente Filippo Ciavaglia, segretario nazionale CGIL responsabile delle politiche europee e internazionali che abbiamo intervistato<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"725\"  height=\"1024\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-30212 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 725px) 100vw, 725px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/referendum_def-725x1024.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/referendum_def-725x1024.jpg 725w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/referendum_def-212x300.jpg 212w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/referendum_def-768x1085.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/referendum_def.jpg 794w\" ><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Precariet\u00e0 e diritti dei lavoratori: uno dei temi centrali di questo referendum \u00e8 la lotta alla precariet\u00e0. Quali sono, secondo te le misure pi\u00f9 urgenti da adottare per garantire maggiore stabilit\u00e0 ai lavoratori in Italia e quali lezioni possiamo trarre dall\u2019esperienza di altri Paesi europei?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La lotta alla precariet\u00e0 \u00e8 uno dei temi pi\u00f9 urgenti per garantire maggiore stabilit\u00e0 ai lavoratori in Italia. La precariet\u00e0 lavorativa ha effetti devastanti non solo sulle condizioni economiche dei singoli, ma anche sul benessere sociale e sulla coesione del paese. Per affrontare questo problema, alcune misure urgenti da adottare includono:<\/p>\n\n\n\n<ol><li>Contratti a tempo indeterminato come norma: La priorit\u00e0 dovrebbe essere quella di promuovere il contratto a tempo indeterminato come forma prevalente di lavoro, riducendo al minimo l\u2019uso di contratti precari, come quelli a termine e i contratti di somministrazione, che spesso vengono utilizzati in modo improprio.<\/li><li>Rafforzare la protezione sociale: Un altro passo importante \u00e8 migliorare la protezione sociale per i lavoratori precari. Ci\u00f2 include l\u2019ampliamento delle tutele relative alla disoccupazione, malattia e maternit\u00e0, e la creazione di una rete di sicurezza per i lavoratori atipici, come i freelance o i lavoratori a partita IVA, che oggi sono spesso privi di una protezione adeguata;<\/li><li>Contratti collettivi pi\u00f9 efficaci: Rafforzare il ruolo dei contratti collettivi di lavoro, e soprattutto limitare i tanti contratti nazionali privi di rappresentanza, potrebbe essere un mezzo fondamentale per garantire maggiore stabilit\u00e0 e tutela ai lavoratori. \u00c8 necessario che i contratti collettivi coprano anche i lavoratori con forme di lavoro atipiche, per proteggerli da abusi;<\/li><li>Migliorare la formazione e l\u2019occupabilit\u00e0: Investire nella formazione continua e nelle politiche attive del lavoro, per garantire che i lavoratori abbiano le competenze richieste in un mercato del lavoro in continua evoluzione, \u00e8 fondamentale per ridurre la disoccupazione e la precariet\u00e0. Inoltre, programmi di riqualificazione professionale possono aiutare i lavoratori a transire tra settori in crescita;<\/li><li>Ridurre la segmentazione del mercato del lavoro: \u00c8 essenziale ridurre la divisione tra lavoratori \u201cprotetti\u201d (con contratti stabili) e \u201cnon protetti\u201d (con contratti precari). In questo senso, una riforma del sistema di ammortizzatori sociali che non faccia distinzione tra i vari tipi di contratti, ma che tuteli tutti i lavoratori, sarebbe fondamentale.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p><strong>Lezioni dall\u2019esperienza di altri Paesi europei:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u2022 Germania<\/strong>: La Germania ha implementato politiche di formazione continua e ha un sistema di contratti di lavoro che facilita la transizione tra il lavoro precario e quello stabile, attraverso l\u2019uso di agenzie interinali che offrono percorsi di stabilizzazione.<br>La stabilit\u00e0 viene promossa anche attraverso una rete di protezione sociale molto forte, che offre sostegni in caso di disoccupazione anche a chi ha contratti a termine;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 <strong>Paesi scandinavi<\/strong>: Paesi come la Svezia e la Danimarca hanno sviluppato politiche molto inclusive sul fronte del lavoro. Le loro economie si basano su un modello di flessicurezza, che combina flessibilit\u00e0 per le imprese con forti tutele per i lavoratori, compresi ampi ammortizzatori sociali e politiche di reinserimento nel mercato del lavoro;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 <strong>Francia:<\/strong> La Francia ha adottato un sistema di contratti di lavoro pi\u00f9 rigido, con ampie tutele per i lavoratori a tempo indeterminato. La riforma delle politiche del lavoro \u00e8 stata focalizzata sul miglioramento della protezione sociale e sulla riduzione della disoccupazione attraverso la promozione di un mercato del lavoro che favorisca la stabilizzazione;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 <strong>Spagna: <\/strong>La Spagna ha recentemente intrapreso un\u2019importante riforma del lavoro per affrontare la precariet\u00e0, soprattutto attraverso il Decreto-legge 32\/2021, che ha introdotto misure per ridurre il ricorso a contratti temporanei e migliorare la qualit\u00e0 dell\u2019occupazione. La riforma punta a favorire la stabilizzazione del lavoro, limitando l\u2019abuso dei contratti a termine e incentivando i contratti a tempo indeterminato. Una delle principali novit\u00e0 \u00e8 stata l\u2019introduzione di nuove regole che stabiliscono che i contratti temporanei siano giustificati solo in circostanze specifiche e non possano essere utilizzati per esigenze ordinarie delle imprese.<br>Inoltre, la Spagna ha sviluppato un sistema di ammortizzatori sociali come il sistema di indennit\u00e0 di disoccupazione (seguro de desempleo) che copre anche i lavoratori con contratti precari. Anche durante la pandemia, il Paese ha implementato un programma di \u201cERTE\u201d (Expedientes de Regulaci\u00f3n Temporal de Empleo), che ha permesso alle aziende di ridurre temporaneamente le ore di lavoro o sospendere i contratti senza licenziare i dipendenti, proteggendo cos\u00ec milioni di lavoratori precari.<br>Un altro aspetto importante \u00e8 il patto sociale e i contratti collettivi: la Spagna ha un sistema di contratti collettivi che comprende tutele per i lavoratori a tempo parziale, temporaneo e autonomo, cercando di ridurre la disparit\u00e0 tra i vari tipi di contratti.<br>In sintesi, la Spagna ha intrapreso un processo di riforma per combattere la precariet\u00e0 con misure mirate a stabilizzare i contratti, migliorare la protezione sociale e ridurre l\u2019abuso dei contratti temporanei. La recente riforma ha cercato di creare un sistema di lavoro pi\u00f9 equo e meno segmentato, un modello che l\u2019Italia potrebbe considerare per affrontare la propria sfida della precariet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In conclusione,<\/strong> la lotta alla precariet\u00e0 richiede una serie di misure che vanno dalla stabilizzazione dei contratti alla protezione sociale, fino a politiche attive per l\u2019inserimento e la formazione dei lavoratori. Guardando ai Paesi europei che hanno ottenuto buoni risultati, l\u2019Italia pu\u00f2 trarre insegnamento dal modello di flessicurezza e dalle politiche di protezione sociale pi\u00f9 inclusive.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sicurezza sul lavoro: il numero di morti sul lavoro in Italia \u00e8 ancora drammaticamente alto. Credi che le attuali normative siano insufficienti o che il problema sia legato alla loro scarsa applicazione? Quali strumenti concreti propone la CGIL per affrontare questa emergenza?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il numero di morti sul lavoro in Italia rimane purtroppo molto elevato, nonostante gli sforzi compiuti negli ultimi anni per migliorare la sicurezza sul lavoro. La causa principale di questo fenomeno \u00e8 probabilmente una combinazione di normative che, seppur complete, spesso non vengono applicate con la dovuta severit\u00e0 e continuit\u00e0. Le leggi esistenti, come il Decreto Legislativo 81\/08, che stabilisce le misure di sicurezza sui luoghi di lavoro, sono sicuramente adeguate in teoria, ma la vera sfida risiede nel loro rispetto e monitoraggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema \u00e8 dunque in gran parte legato alla scarsa applicazione delle normative, che pu\u00f2 essere influenzata da diversi fattori: carenza di controlli, resistenza culturale alla prevenzione, e pressioni economiche che spesso inducono a trascurare la sicurezza a favore di altre priorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Per affrontare questa emergenza, la CGIL (Confederazione Generale Italiana del Lavoro) propone una serie di strumenti concreti, tra cui:<\/p>\n\n\n\n<ol><li>Incrementare i controlli e le ispezioni: Rafforzare gli organi preposti ai controlli sul rispetto delle normative e garantire sanzioni pi\u00f9 severe per le violazioni;<\/li><li>Formazione continua e sensibilizzazione: Promuovere corsi di formazione per i lavoratori e i datori di lavoro sulla sicurezza, assicurando che la cultura della prevenzione diventi una priorit\u00e0 all\u2019interno di tutte le realt\u00e0 aziendali;<\/li><li>Miglioramento delle condizioni di lavoro: In particolare, intervenire nelle aziende ad alto rischio, come quelle dell\u2019edilizia e dell\u2019agricoltura, per migliorare le infrastrutture e gli strumenti di protezione;<\/li><li>Partecipazione dei lavoratori: Rafforzare il coinvolgimento attivo dei lavoratori nella gestione della sicurezza, attraverso il rafforzamento dei rappresentanti per la sicurezza (RLS) e una maggiore partecipazione alle decisioni aziendali riguardo la salute e la sicurezza.<\/li><li>Una chiara responsabilit\u00e0 nella filiera degli appalti per far si che non si scarichi tutto sull\u2019ultimo anello della filiera.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p><strong>In sintesi,<\/strong> le normative non sono insufficienti, ma la loro applicazione deve essere migliorata e accompagnata da un cambiamento culturale che metta al centro la vita e la salute dei lavoratori.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cittadinanza e inclusione: il referendum pone l\u2019accento anche sulla questione della cittadinanza per migliaia di italiani di fatto, ma non di diritto. Quanto sarebbe importante questa riforma per il futuro economico e sociale del Paese? Ritieni che vi sia una reale apertura politica per affrontare questo tema?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La riforma della cittadinanza, che mira a riconoscere il diritto di cittadinanza a migliaia di italiani di fatto ma non di diritto, sarebbe un passo fondamentale per il futuro economico e sociale del Paese. Infatti, molti dei migranti nati in Italia o residenti da lungo tempo, pur essendo parte integrante della societ\u00e0, non godono di pieni diritti civili e politici, inclusi il diritto di voto e l\u2019accesso a determinati servizi e opportunit\u00e0. Riconoscere loro la cittadinanza non solo rappresenterebbe un atto di giustizia sociale, ma stimolerebbe anche l\u2019inclusione e la partecipazione attiva di una parte significativa della popolazione, che attualmente \u00e8 spesso esclusa da alcune opportunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista economico, questa riforma potrebbe anche avere effetti positivi. L\u2019inclusione di queste persone nel sistema produttivo e sociale, attraverso l\u2019accesso ai diritti di cittadinanza, contribuirebbe alla crescita del Paese, favorendo una maggiore partecipazione al mercato del lavoro e al mondo sociale del paese. In un contesto demografico come quello italiano, con una popolazione che invecchia e una bassa natalit\u00e0, il riconoscimento della cittadinanza a chi \u00e8 gi\u00e0 radicato nel territorio potrebbe anche rafforzare la coesione sociale e favorire l\u2019integrazione di talenti e competenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda l\u2019apertura politica, \u00e8 evidente che il tema della cittadinanza \u00e8 ancora oggetto di dibattito e polarizzazione. Sebbene ci siano forze politiche favorevoli alla riforma, specialmente tra i progressisti e coloro che pongono l\u2019accento sull\u2019inclusione, le resistenze sono ancora forti, soprattutto in alcune aree politiche e tra coloro che temono che un cambiamento di questa natura possa mettere a rischio l\u2019identit\u00e0 nazionale o avere impatti negativi sull\u2019equilibrio socio-economico. Nonostante ci\u00f2, vi \u00e8 un crescente movimento a favore della riforma, soprattutto tra le nuove generazioni e le organizzazioni della societ\u00e0 civile, che vedono in questa riforma una via per modernizzare e rendere pi\u00f9 giusta la nostra democrazia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In conclusione<\/strong>, sebbene vi siano resistenze politiche, la riforma della cittadinanza sarebbe un passo significativo per il futuro del Paese, con benefici sia economici che sociali. La sfida ora \u00e8 superare gli ostacoli politici e culturali per riuscire a realizzare un cambiamento che rispecchi la realt\u00e0 demografica e sociale dell\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Questo referendum \u00e8 concepito proprio per venire incontro ai giovani, i quali (per assurdo) votano sempre meno. Cosa si pu\u00f2\/deve fare per invertire la tendenza?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per invertire la tendenza del calo della partecipazione giovanile al voto, \u00e8 necessario adottare strategie che affrontino le radici di questa disaffezione. I giovani spesso si sentono distanti dalla politica tradizionale, percependo le istituzioni come poco rappresentative delle loro necessit\u00e0 e aspirazioni.<br><strong>Ecco alcune misure che potrebbero contribuire a coinvolgerli di pi\u00f9 nel processo politico:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol><li>Educazione civica pi\u00f9 coinvolgente: \u00c8 fondamentale investire nell\u2019educazione civica nelle scuole, non solo come materia teorica, ma come strumento per coinvolgere attivamente i giovani. Organizzare attivit\u00e0 pratiche, simulazioni di dibattiti o esperienze dirette nelle istituzioni potrebbe stimolare una maggiore consapevolezza civica;<\/li><li>Rendere la politica pi\u00f9 vicina ai giovani: Le istituzioni devono fare uno sforzo per ascoltare di pi\u00f9 le richieste dei giovani. Includere i giovani nei processi decisionali, creare spazi di dialogo e favorire la partecipazione nelle politiche pubbliche sono passi importanti. Inoltre, l\u2019adozione di linguaggi e piattaforme pi\u00f9 vicini alla cultura giovanile, come i social media, pu\u00f2 migliorare l\u2019interazione con loro;<\/li><li>Abbassare la soglia dell\u2019et\u00e0 per partecipare alle elezioni: Proposte come l\u2019abbassamento dell\u2019et\u00e0 per votare, in modo che i giovani possano esprimere il loro voto gi\u00e0 prima dei 18 anni, potrebbero stimolare un maggiore interesse verso la politica sin da giovane et\u00e0, creando una cultura della partecipazione duratura;<\/li><li>Rendere il voto pi\u00f9 accessibile: Incentivare modalit\u00e0 di voto pi\u00f9 moderne, come il voto elettronico o il voto per posta, potrebbe favorire una maggiore partecipazione, specialmente tra i giovani, che tendono a essere pi\u00f9 abituati all\u2019uso della tecnologia;<\/li><li>Promuovere l\u2019informazione e la consapevolezza: Spesso i giovani non votano perch\u00e9 non si sentono informati o motivati. Campagne di sensibilizzazione mirate, che spieghino chiaramente l\u2019importanza del voto e le conseguenze delle decisioni politiche sulle loro vite, potrebbero contribuire a far comprendere loro l\u2019importanza di esercitare il diritto di voto.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p><strong>In sintesi,<\/strong> per invertire la tendenza alla disaffezione giovanile, \u00e8 necessario rendere la politica pi\u00f9 accessibile, comprensibile e vicina ai giovani, attraverso un coinvolgimento attivo, l\u2019uso di strumenti innovativi e una comunicazione pi\u00f9 diretta e inclusiva, senza perdere mai di vista l\u2019esempio di etica che la politica deve dare e che nel tempo si sta perdendo.<\/p>\n\n\n\n<p>(a cura della Redazione)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Patronato Inca-Cgil (in collaborazione con il sindacato Ogbl) ha organizzato per mercoled\u00ec 26 marzo alle ore 18.30 presso la Chambre des salari\u00e9s a Lussemburgo citt\u00e0 (Bonnevoie) un incontro aperto al pubblico per spiegare quanto sia importante andare a votare&hellip;\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30200,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[4316,29],"tags":[13761,13759,13762,13758,238,384,13760,455],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30194"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30194"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30194\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30213,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30194\/revisions\/30213"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30200"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30194"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30194"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30194"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}