{"id":29838,"date":"2025-02-27T12:06:39","date_gmt":"2025-02-27T11:06:39","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=29838"},"modified":"2025-02-27T12:06:40","modified_gmt":"2025-02-27T11:06:40","slug":"il-mondo-che-cambia-russia-trump-potra-evitarne-lalleanza-orientale-con-la-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2025\/02\/27\/il-mondo-che-cambia-russia-trump-potra-evitarne-lalleanza-orientale-con-la-cina\/","title":{"rendered":"Il mondo che cambia.  Russia: Trump potr\u00e0 evitarne l\u2019alleanza orientale con la Cina?"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Molte cose stanno cambiando nel quadro della \u201cguerra mondiale a pezzi\u201d di cui parlava molto lucidamente Papa Francesco. E i cambiamenti geopolitici riguardano anche la Russia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Storicamente, quando nella prima met\u00e0 del XIII secolo i mongoli attaccarono da est la Rus\u2019 di Kiev con \u1f4dg\u1f42dei, successore di Gengis Khan, morto nel 1227, contemporaneamente la regione subiva un ulteriore attacco questa volta da ovest, condotto dai cavalieri portaspada di Livonia e poi dai cavalieri teutonici e svedesi. In realt\u00e0 nel 1232 il Papa Gregorio IX, cio\u00e8 Ugolino di Anagni, il creatore dei Tribunali della Santa Inquisizione, aveva proclamato una crociata contro i popoli baltici ancora pagani, che coinvolse anche i russi ortodossi con Jaroslav principe di Novgorod. Questi riusc\u00ec a respingerli nel 1234. Fu il giovane principe di Novgorod Aleksandr (1221-1263) a battere nel 1240 sul fiume Neva i cavalieri svedesi, protagonisti di una seconda crociata proclamata da Gregorio IX poco prima della morte e, nel 1242, i cavalieri teutonici nella Battaglia del Lago Ghacciato. Sar\u00e0 Sergej Prokof\u2019ev a fornire la musica per la colonna sonora del film Aleksadr Nevskij che nel 1938 immortaler\u00e0 la battaglia. Divenuto a sua volta principe nel 1249, Aleksandr Nevskij continu\u00f2 a combattere i nemici occidentali, ma accett\u00f2 di sottomettersi ai mongoli dell\u2019Orda d\u2019Oro. Si riparla oggi di questo lontano episodio nel constatare il ravvicinamento della Russia alla soverchiante Cina, secondo un rapporto diseguale che ricorda quello istaurato da Aleksandr Nevskij che prefer\u00ec sottomettersi ai mongoli dell\u2019Orda d\u2019Oro, per poter affrontare con maggior successo i cavalieri teutonici. Ancora una volta, come nel Medio Evo, l\u2019Oriente sarebbe considerato meno minaccioso per la Russia dell\u2019Occidente.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"605\"  height=\"309\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-29842 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/carlo.gif\" ><figcaption>Source: University of Texas, Perry Castaneda Library Map Collection \u2013 Courtesy of the Un. of Texas Libraries, The University of Texas at Austin<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ora, se non si pu\u00f2 dimenticare l\u2019occidentalismo, l\u2019eurocentrismo, il riferimento all\u2019Europa dalla fine del XVII secolo come una costante della Russia sin da Pietro il Grande, del resto perdurante nei riferimenti culturali della Federazione Russa ancora oggi, \u00e8 indubbio che il riferimento attuale alla Grande Eurasia \u00e8 legato al rifiuto dell\u2019universalismo egemonico dell\u2019Occidente e si colloca nel quadro dell\u2019allontanamento dalla imitazione del modello europeo del XIX secolo.<br>Eppure, dopo il crollo dell\u2019URSS, non erano mancate le premesse della creazione di un nuovo ordine di sicurezza in Europa, anche se la promessa del segretario di stato James Baker fatta a Gorbaciov nel febbraio 1990 di sopprimere la NATO dopo la scomparsa del Patto di Varsavia non era stata mantenuta e la NATO, organizzazione militare creata contro l\u2019URSS, era sopravvissuta, formalmente per fare fronte \u201cad altri pericoli\u201d<strong>. La collaborazione fra Unione Europea, Stati Uniti e Russia non era comunque mancata<\/strong>. La UE aveva previsto il grande programma TACIS per aiutare il sistema russo ad uscire dalla economia dirigistica, riconoscendo alla Federazione Russa nel 2002 lo status di \u201ceconomia di mercato\u201d, mentre nello stesso anno a Pratica di Mare si era creato il Consiglio NATO-Russia. Senza dimenticare che il presidente da poco eletto, Vladimir Putin, aveva offerto dopo l\u201911 settembre 2001 il proprio supporto agli Stati Uniti nella lotta contro terrorismo. Malgrado quindi l\u2019ostilit\u00e0 mai celata di paesi interni ed esterni alla UE come la Gran Bretagna, la Polonia e i tre paesi Baltici, non si poteva allora escludere che la visione dell\u2019Europa voluta da Charles de Gaulle \u201cdall\u2019Atlantico agli Urali\u201d potesse trasformarsi in una effettiva realt\u00e0, come del resto accennato ancora nel 2005 da Putin in un suo celebre discorso. Solo l\u2019affermazione ideologica dei neo-conservatori americani intorno alla presidenza di Georges W. Bush all\u2019inizio del terzo millennio, da Dick Cheney a Donald Rumsfeld, da Richard Perle a Paul Wolfowitz, da Stephen Schwartz a Laurent Murawiec, imbevuti dell\u2019idea imperiale di un nuovo mondo unipolare dopo il crollo dell\u2019URSS, in cui gli Stati Uniti si ergevano come il solo paese intitolato a creare \u201cuna nuova realt\u00e0\u201d, aveva condotto ad una serie di iniziative assunte spesso al di fuori da ogni quadro legale internazionale che avevano sollevato la progressiva sfiducia della Russia nei confronti dell\u2019Occidente. Basti ricordare le iniziative americane dalla Bosnia alla Serbia, dall\u2019Afghanistan all\u2019 Iraq, dalla Libia alla Siria. Se il sistema sovietico si era disfatto e la seconda potenza mondiale si trovava costretta nel 1991 ad un ruolo quasi insignificante, il ruolo storico svolto sino ad allora, la vittoria nella II Guerra mondiale contro il nazismo, con i suoi ventisei milioni di morti russi nella \u201cgrande guerra patriottica\u201d, esigeva che il mondo occidentale riservasse alla Federazione Russa nata sulle rovine dell\u2019URSS, se non una comprensione per la sua dolorosa fase storica, perlomeno un doveroso rispetto. Si assisteva invece da parte della nuova \u00e9lite americana ad una serie di operazioni che andavano tutte nel senso di una destabilizzazione dello scenario internazionale e toccavano direttamente gli interessi geopolitici russi. Del resto, la visione dei neo-conservatori americani, perfettamente riassunta ne \u201cLa Grande Scacchiera\u201d (\u201cthe Grand Chessboard\u201d) del loro capofila Zbigniew Brzezinski, disponibile sin dal 1997, si basava su tre obiettivi, di cui due riguardavano il controllo della Ucraina e il confinamento della Federazione ai confini della vecchia URSS, il terzo essendo la preparazione degli USA allo scontro finale con la Cina. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-29844 pk-lazyload\"  width=\"481\"  height=\"286\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 481px) 100vw, 481px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/putin-1024x608.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/putin-1024x608.jpg 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/putin-300x178.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/putin-768x456.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/putin-800x475.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/putin-1160x688.jpg 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/putin.jpg 1264w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nel<strong> 1995<\/strong> c\u2019erano stati i bombardamenti americani sulla Bosnia Erzegovina e l\u2019intervento militare nella pianura della Krajina in appoggio alla minoranza croata. Nel <strong>1999<\/strong> il bombardamento a tappeto NATO della Serbia, ultimo alleato della Federazione nei Balcani, con la complicit\u00e0 totale del governo italiano, quindi l\u2019invasione dell\u2019Afghanistan nel 2001 e dell\u2019Iraq nel <strong>2003<\/strong>, il sostegno alle rivoluzioni colorate in Georgia e Ucraina nel 2003-4, il grande ampliamento NATO verso Est del 2004 (sette paesi ex-sovietici in blocco, pi\u00f9 i tre gi\u00e0 ammessi nel 1999, Polonia, Ungheria, Cechia) accompagnato dalla contemporanea -con l\u2019avvicinamento del fronte NATO ai confini russi- rinuncia unilaterale americana dei trattati missilistici bilaterali gi\u00e0 firmati con la Russia (ABM, INF). Poi la scelta capitale, nonostante il <em>warning<\/em> di Putin a Monaco nel 2007, di ammettere nella NATO Georgia e Ucraina nel meeting NATO di Bucarest del 2008. Infine, gli interventi in Libia e in Siria del 2011 che vedevano l\u2019intervento degli alleati NATO contro dei leader vicini alla Federazione, con esiti fra l\u2019altro tuttora drammatici per la stabilit\u00e0 e del Nord-Africa e del Medio Oriente e indirettamente incidenti anche la politica interna dell\u2019Unione Europea a causa dei forti flussi di immigrazione.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 vicino a noi, proprio la pressione congiunta degli Stati Uniti e della UE con il suo Partenariato orientale volti a far entrare l\u2019Ucraina nell\u2019orbita occidentale, facendone ad un tempo un membro della UE e della NATO, toccavano nel vivo gli interessi della Federazione Russa per molteplici ragioni. Per ragioni storiche, essendo la Piccola Russia (Malorossija) parte integrante dell\u2019immaginario slavo, per ragioni strategiche perch\u00e9 la Russia avrebbe perso uno stato cuscinetto che permetteva di meglio organizzare le difese di una grande pianura sarmatica priva di difese naturali in caso di invasione da ovest, per ragioni economiche, essendo l\u2019Ucraina stata individuata come una componente essenziale del progetto eurasiatico , lo Evrazijskij Sojuz o Unione Eurasiatica, immaginato da Putin sin dall\u2019ottobre 2011 e messo in forse da una leadership ucraina dichiaratamente filo-occidentale.<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Si creavano progressivamente le condizioni per una rottura definitiva con il fronte occidentale anche per la questione della tutela della minoranza russa o russofona della parte sud-occidentale dell\u2019Ucraina<\/strong> (sette milioni sui 42 del 2021 dopo l\u2019apice demografico di 51 milioni di dieci anni prima), cui le decisioni del governo centrale di Kiev di \u201cucrainizzare\u201d il paese abolendo l\u2019uso della lingua russa dopo i fatti del 2014 (rivolta di EuroMaidan contro il presidente filo-russo Janukovy\u010d regolarmente eletto, ma costretto dalla piazza all\u2019esilio) levavano ogni possibilit\u00e0 di permanenza. Decisione di \u201cucrainizzazione\u201d concernente anche la minoranza ungherese in Transcarpazia, da cui l\u2019ostilit\u00e0 del leader Victor Orban sempre espressa contro il presidente Zelenski. Tramontata poi anche la possibilit\u00e0, per il rifiuto occidentale, a cavallo dell\u2019inverno 2021\/22, di vedere rispettata la seconda versione degli accordi di pace immaginati nel 2014 nella versione Minsk-II con l\u2019inserimento nelle trattative del \u201cProtocollo Normandia\u201d, cio\u00e8 di Francia e Germania. <\/p>\n\n\n\n<p>Il testo dell\u2019accordo avrebbe evitato la guerra e lo stupido, ma anche criminale sacrificio di un milione di vite umane, permettendo la creazione di vaste zone di autonomia del tipo Trentino-Alto Adige per le minoranze russe, e non solo, presenti in un paese che deve il suo nome proprio per essere una \u201cfrontiera\u201d fra etnie diverse dalle molteplici appartenenze politiche nel corso della storia (Austro-Ungheria, Regno lituano polacco, Impero Ottomano, Russia zarista). Rifiutata la proposta di cui era corollario la esclusione dell\u2019Ucraina dalla NATO, con la replica NATO della \u201cporta aperta\u201d per Kiev, si aprivano le condizioni della \u201coperazione militare speciale\u201d con l\u2019Invasione dell\u2019Ucraina del 24 febbraio 2022. N\u00e9, un mese dopo l\u2019inizio delle ostilit\u00e0, aveva miglior fortuna un tentativo di ripresa dei contenuti dell\u2019accordo di Minsk-II con trattative condotte a Gomel in Bielorussia e poi ad Istanbul sotto egida turca, per l\u2019incitamento fatto a Zelenski dai leader occidentali fra cui si \u00e8 distinto da Boris Johnson, di continuare la guerra per mezzo di opportuni finanziamenti in armi. Nella fase in cui la certezza occidentale era quella del futuro crollo della Russia sotto il peso delle sanzioni e di una sua futura spartizione, che del resto formava anche oggetto di un convegno organizzato a Praga nel 2023 e costituiva il vero obbiettivo di questa guerra per procura. Ora, \u201cl\u2019operazione militare speciale\u201d ha certamente avuto per Mosca una serie di conseguenze negative che Aldo Ferrari ha perfettamente citato nel suo recente lavoro sulla Russia \u2013 Russia, Storia di un impero euroasiatico: 2024- . Possiamo qui elencarle.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-29846 pk-lazyload\"  width=\"473\"  height=\"300\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 473px) 100vw, 473px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/mano-1024x650.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/mano-1024x650.jpg 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/mano-300x190.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/mano-768x488.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/mano-800x508.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/mano.jpg 1126w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>La profondissima rottura politica ed economica con l\u2019Occidente. L\u2019aumento della diseguale dipendenza dalla Cina. L\u2019ingresso e l\u2019avvicinamento alla NATO di paesi sinora neutrali come Svezia e Finlandia. La perdita di buona parte del peso politico in Asia centrale in cui alcuni governi come il Kazakistan non hanno sostenuto l\u2019azione russa. L\u2019indebolimento russo anche nel Caucaso a causa dell\u2019inazione verso l\u2019alleato armeno nel 2022 dopo l\u2019iniziativa azera sostenuta dalla Turchia sull\u2019enclave del Nagorno-Karabakh.<\/strong> Di fronte al peso delle sanzioni americane ed europee che miravano ad un rapido regime cancel in Russia per il crollo dovuto alle sanzioni occidentali\u2013 sperato, ma poi mai avvenuto della economia russa \u2013 il riorientamento verso l\u2019Asia della Federazione russa era resa inevitabile, con la chiusura dei mercati occidentali. Rifiutati dagli europei per ragioni \u201cmorali\u201d \u2013 ma con gravissime conseguenze economiche che ancora oggi segnano la globale recessione economica europea degli ultimi anni con chiusura fra l\u2019altro a raffica di stabilimenti nell\u2019unico vero settore vincente dell\u2019industria europea, il manifatturiero e l\u2019automobile, messo anche in grave crisi dalle mandate policies ecologiche inventate da Bruxelles. Di fatto, il gas e il petrolio russi, dopo l\u2019invasione dell\u2019Ucraina, queste fondamentali<em> commodities <\/em>si sono indirizzate verso i paesi asiatici, dalla Cina all\u2019India all\u2019Indonesia, che non sono solo grandi paesi energivori, ma anche i principali concorrenti dell\u2019industria europea. Dopo il gasdotto La Forza della Siberia I inaugurato nel 2019, nel settembre 2022 \u00e8 stata annunciata la costruzione del gasdotto La Forza della Siberia II che rifornir\u00e0 la Cina attraverso la Mongolia. Contemporaneamente, Mosca ha rinforzato la presenza, oltre che nel OTSC (Trattato della Sicurezza Collettiva) gi\u00e0 esistente, anche nella SCO (<em>Shanghai Cooperation Organisation<\/em>) riunente dieci membri (India, Iran, Cina, Pakistan, Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan, Tagikistan, Bielorussia, Russia) e nei BRICS, rappresentanti di quel SUD globale che si sta progressivamente allargando ad una trentina di paesi intorno ai paesi fondatori indicati nell\u2019acronimo (Brasile, Russia, India, Cina, Sud-Africa) che intendono distinguersi per il loro \u201canticolonialismo\u201d contro il cosiddetto \u201cOccidente collettivo\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>In definitiva, come osserva ancora Ferrari, il sempre pi\u00f9 profondo contrasto con l\u2019Occidente sembra dopo l\u2019Ucraina spingere la Russia a \u201cmettere in discussione i tre secoli e oltre durante i quali l\u2019ha considerato come un imprescindibile punto di riferimento\u201d. Scelta in cui comunque, questo lo aggiungiamo noi, la sicura perdente si sta delineando essere in ogni caso l\u2019Unione europea. <strong>Con Ursula von der Leyen, per la sua subordinazione totale alle scelte NATO a guida statunitense, nella scomoda parte dell\u2019emiro afghano Abdur Rahman schiacciato a fine Ottocento fra i due imperi, l\u2019Orso Russo e il Leone Britannico, per ventuno lunghissimi anni<\/strong>. Non scriveva invece Altiero Spinelli che: &#8220;<em><strong>quando, superando l&#8217;orizzonte del vecchio continente, si abbracci in una visione di insieme tutti i popoli che costituiscono l&#8217;umanit\u00e0, bisogna pur riconoscere che la federazione europea \u00e8 l&#8217;unica garanzia concepibile che i rapporti con i popoli asiatici e americani possano svolgersi su una base di pacifica cooperazione, in attesa di un pi\u00f9 lontano avvenire, in cui diventi possibile l&#8217;unit\u00e0 politica dell&#8217;intero globo\u201d<\/strong><\/em>? Insegnamento che a Bruxelles evidentemente hanno dimenticato in molti in nome di un bellicismo anti-russo che pu\u00f2 solo condurre verso la rovina economica secondo scelte che ingenuamente non distinguono fra morale e politica. Mentre i cittadini europei vogliono un reddito di cittadinanza e non nuove armi, come ha provato il successo dell\u2019Afd in Germania alle recenti elezioni che ha poggiato la sua campagna proprio sulla politica migratoria e sul reddito di cittadinanza.<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carlo degli Abbati<\/strong><br>Professore associato di Politica economica e finanziaria, insegna Diritto dell\u2019Unione europea e Organizzazioni internazionali al Dip. di Lingue e Culture Moderne dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Genova. Gi\u00e0 docente di Economia dello Sviluppo presso lo stesso Ateneo e di Storia dei Paesi musulmani al Dip. di Lettere e Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Trento ha insegnato Storia dell\u2019integrazione europea alla Facolt\u00e0 di Lingue dell\u2019Universit\u00e9 de Lorraine Metz.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le immagini presenti in questo articolo sono state scaricate da internet e quindi valutate di pubblico dominio.<br>Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione non avranno che da segnalarlo contattandoci e si provveder\u00e0 alla rimozione.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Molte cose stanno cambiando nel quadro della \u201cguerra mondiale a pezzi\u201d di cui parlava molto lucidamente Papa Francesco. 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