{"id":29314,"date":"2025-01-22T11:49:25","date_gmt":"2025-01-22T10:49:25","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=29314"},"modified":"2025-01-22T11:49:26","modified_gmt":"2025-01-22T10:49:26","slug":"la-firenze-di-alessandro-parronchi-e-vasco-pratolini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2025\/01\/22\/la-firenze-di-alessandro-parronchi-e-vasco-pratolini\/","title":{"rendered":"La Firenze di Alessandro Parronchi e Vasco Pratolini"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Difendiamo le parole (26) Poteva esserci qualcosa di comune fra Alessandro Parronchi, nato da una famiglia dell\u2019alta borghesia con padre e nonno notai, e Vasco (Valerio) Pratolini che nasce da un commesso di negozio ed una sarta nel quartiere popolare di Via de\u2019 Magazzini che descriver\u00e0 come \u201cuna delle strade medievali di Firenze che al centro della citt\u00e0 formano come un\u2019isola di silenzio\u201d? Non c\u2019era niente di comune fra loro tranne di essere coevi (uno nato nel 1913, l\u2019altro nel \u201914) nella loro citt\u00e0, Firenze<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-29319 pk-lazyload\"  width=\"483\"  height=\"315\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 483px) 100vw, 483px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/parronchiu.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/parronchiu.jpg 895w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/parronchiu-300x195.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/parronchiu-768x500.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/parronchiu-800x521.jpg 800w\" ><figcaption> <strong>Alessandro Parronchi<\/strong><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Parronchi predisposto ad una parabola lineare, di studi classici, universit\u00e0, insegnamento, tutti svolti a Firenze. Del resto, perch\u00e9 allontanarsi? <\/p>\n\n\n\n<p>Firenze allora respira tutta d\u2019arte, di storia, di attivit\u00e0 pubblicistiche. Ci sono riviste come <em>Frontespizio, Campo di Marte, Michelangelo, Letteratura, La Chimera<\/em> che frequentano Carlo Bo, Oreste Macr\u00ec, Gianfranco Contini e il genovese, ma fiorentino di adozione, Eugenio Montale. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-29320 pk-lazyload\"  width=\"482\"  height=\"326\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 482px) 100vw, 482px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/pratolini.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/pratolini.jpg 963w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/pratolini-300x203.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/pratolini-768x520.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/pratolini-800x542.jpg 800w\" ><figcaption>Vasco Pratolini<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019altro \u00e8 un autodidatta orfano della madre a cinque anni che da ragazzo fa tutti i mestieri, garzone di bottega, venditore ambulante, barista, per sopravvivere, ma legge ogni cosa per poi finire a frequentare un corso di francese presso il Circolo Filologico e soprattutto ad incontrare il pittore Ottone Rosai. Da allora (1932) comincia a scrivere e a collaborare con il Bargello fondato da Alessandro Pavolini. Sandro Parronchi invece si laurea in Storia dell\u2019Arte e poi insegna all\u2019Universit\u00e0 dedicandosi alla critica d\u2019arte. La sua prima raccolta di poesie viene pubblicata pi\u00f9 tardi, I giorni sensibili, nel 1941. Anche Parronchi incontra Rosai, come tanti altri poeti, romanzieri, pittori che si muovono nella Firenze dell\u2019epoca. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma l\u2019amicizia pi\u00f9 importante \u00e8 con Vasco Pratolini che con lui non ha in comune che la passione per la letteratura e per Firenze. Non \u00e8 poeta o critico d\u2019arte, ma scrittore, giornalista e, solo tardivamente, insegnante a Napoli. Ma \u00e8 innanzi tutto un giramondo, anche suo malgrado. Ammalato di tisi, \u00e8 in Trentino e in Valtellina per curarsi. Guarito, rientra a Firenze e con Alfonso Gatto e Enrico Vallecchi fonda \u201cCampo di Marte\u201d, la fucina dell\u2019ermetismo italiano, poi chiusa dal fascismo. In seguito \u00e8 insegnante a Torino e Modena, a Roma lavora al Ministero dell\u2019educazione nazionale, poi \u00e8 a Milano da giornalista, a Napoli, dove insegna storia dell\u2019arte, poi a Fermo e a Procida per trasferirsi definitivamente a Roma nel 1952. Ha fatto la Resistenza, \u00e8 membro del PCI, responsabile nel 1943 del settore Flaminio-Ponte Milvio. Quando se ne va- muore a Roma nel 1991- se ne va da dottore, con una laurea honoris causa conferitagli nel giugno del 1983 dalla Facolt\u00e0 di Magistero della sua citt\u00e0. E naturalmente viene sepolto al Cimitero delle Sante Porte in San Miniato. Ci lascia, dopo i lavori pi\u00f9 giovanili \u201cVia de\u2019 Magazzini\u201d (1942), Quartiere (1944), altre opere considerate esemplari del neo-realismo italiano, ampiamente note, da Le ragazze di Sanfrediano, Cronaca familiare, Cronaca di poveri amanti, Metello, Lo scialo, oltre alla sceneggiatura di Rocco e i suoi fratelli, spesso premiate (premio Libera Stampa a Lugano, Premio Feltrinelli, Premio Viareggio) e alcune tradotte in film da registi come Valerio Zurlini e Carlo Lizzani. Ma ci lascia anche una sua raccolta di poesie giovanili e due antologie pensate per La scuola media: Quello che scoprirai (1953) e Il Portolano (1983). Esempio di una versatilit\u00e0 straordinaria.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-29328 pk-lazyload\"  width=\"294\"  height=\"429\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 294px) 100vw, 294px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/parronchi.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/parronchi.jpg 541w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/parronchi-205x300.jpg 205w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Parronchi invece resta a Firenze e insegna, ma non manca di seguire le traversie dell\u2019amico. Pratolini ha ormai moglie e figli \u2013 aveva sposato nel 1941 Cecilia Punzo \u2013 ma per coerenza comunista rifiuta nel 1957 la collaborazione che gli offre Mario Missiroli al Corriere della Sera. Come ricorda Valerio Aiello nel sul bel \u201cA Firenze con Vasco Pratolini. Baci, spari e altre forme di amore\u201d pubblicato da Giulio Perrone nel 2024 \u201cI soldi. Il denaro. I quattrini. Per lunghi tratti della sua vita Pratolini si \u00e8 trovato in grandi difficolt\u00e0 economiche. Non solo nella sua infanzia e giovinezza proletarie tra Piazza della Signoria e Santa Croce, quando studiava di giorno, lavorava di sera, scriveva di notte, mangiava poco e male e fin\u00ec per ammalarsi di tubercolosi. Ma anche pi\u00f9 avanti, quando era uno scrittore affermato\u201d. Sostenuto per\u00f2 sempre nelle difficolt\u00e0 dalla sua passione politica. A Parronchi la vita lascia invece degli spazi pi\u00f9 tranquilli, per una meditazione che trasferisce nella poesia, cui sar\u00e0 fedele tutta la vita. La sua prima raccolta<em> I giorni sensibili <\/em>\u00e8 pubblicata da Vallecchi nel 1941, seguono <em>I visi <\/em>nel 1943, Un\u2019attesa che pubblica Guanda nel 1949. L\u2019ultima \u00e8<em> Esilio<\/em>, pubblicata pi\u00f9 di mezzo secolo dopo, nel 2003, da Interlinea, quattro anni prima della morte. La sua vena non si confonder\u00e0 con l\u2019ermetismo fiorentino, sar\u00e0 pi\u00f9 intimista, spirituale, pregnante di un bisogno di infinito non lontano dall\u2019anelito religioso di Clemente Rebora o dalla ricerca sofferta di Dino Campana, una meditazione sospesa fra la consapevolezza della finitezza delle cose e l\u2019aspirazione ad una esistenza eterna, una tensione che ben esprime con queste parole:<br>\u201cChe parte assegnare alla poesia nel continuo inarrestabile ricrescere delle abitudini, del benessere, del disordine, dei traffici, della disperazione e del cinismo, di un mondo che la seconda guerra mondiale aveva lasciato sparso di ceneri radioattive? Ci fu un momento nella nostra pi\u00f9 lontana fanciullezza in cui questo mondo era immobile, il sole non sembrava mai decidersi a varcare il cerchio meridiano. Com\u2019era facile allora leggere il tempo! Poi la gente prese a camminare, affrett\u00f2 il passo, e andava sempre pi\u00f9 in fretta, sorpassata da mezzi meccanici via via pi\u00f9 veloci. Da quel momento, quanti record battuti. Il tempo prima non passava mai: si \u00e8 arrivati a vincere il tempo. Lo spazio sembra infinito : si \u00e8 riusciti a circoscriverlo. Il senso astratto di queste vittorie \u00e8 gi\u00e0 nel gesto liturgico di Ungaretti: \u201dBrucio sul colle spazio e tempo\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma in pratica, viste materialmente, queste nozioni hanno finito col perdere il loro significato ideale. Risultato \u00e8 che il presente non ha pi\u00f9 senso. Il passaggio del tempo, gi\u00e0 sublime fonte di pensiero e di turbamento e supremo cimento per l\u2019espressione, sembra ormai sfuggire nella sua essenza ai poeti, che lo scambiano con registrazioni pi\u00f9 o meno automatiche di quello che corre loro per la testa in quel momento. L\u2019oggi, il presente, rimane velato e quasi non si distingue, ridotto ad una identit\u00e0 trascurabile. Lo stesso spostarsi dell\u2019interesse verso altri mondi, non fa che attenuare quello doveroso che da noi esige la terra, groppo di problemi ancora insoluti. E mentre del futuro non si scorge che il vuoto, ecco il passato, non appena ci soffermiamo a guardarlo attentamente, apparirci vivo in ogni momento. \u201cTutto il passato in un punto dinanzi mi sar\u00e0 comparso\u201d (Montale). \u201cE ora facciamo il sogno della vita in blocco\u201d (Campana). Nel recupero interiore di una storia e di una antichit\u00e0 poetica, in una presbiopia che cerchi nelle musiche, nei volti, nei \u201ccasi che gi\u00e0 furo\u201d la prefigurazione stessa del nostro destino di domani, mi sembra consistere l\u2019essenza di quello che per tutti \u2013 coscienti e incoscienti, poeti e brontoloni \u2013 \u00e8 \u201cil nostro caro tragico insostituibile tempo\u201d.<br>Una esegesi, questa, di Parronchi che trova forse la pi\u00f9 compiuta espressione in una poesia della raccolta &#8220;Incertezza amorosa\u201d:<br><\/p>\n\n\n\n<p>RICORDO DI UNA FANCIULLA MORTA<br>Brevemente, come fu breve il tempo<br>che ci trovammo vicini, e bast\u00f2<br>a darci annuncio di qualcosa<br>non destinato a perire,<br>io ti parli in questo giorno che le luci<br>fanno spazio e deserto<br>sul mondo e non rimane del passato<br>che un fiore da cogliere, solo.<br>C\u2019era un segreto per noi da non dire,<br>e divamp\u00f2 la sera (prossima alla tua morte!)<br>che tra gente fastidiosa e bisbigli<br>tutto fu luce e deserto improvviso<br>per la tua apparizione,<br>un segreto che rimandare \u00e8 dolce<br>perch\u00e9 la vita rode<br>intorno ai minuti e non si sa<br>come poterla interamente vivere<br>finch\u00e9 da questa sponda non si sbocca<br>a un\u2019altra, quale sia,<br>fuori da un mondo dove tutto ha fine:<br>eri la prima creatura nuova,<br>per\u00f2 ti suggeriscono trapassi<br>di luce senza posa in questo giorno<br>che il cielo sale a fondersi la terra.<br>(Alessandro Parronchi)<br><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-29325 pk-lazyload\"  width=\"226\"  height=\"343\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 226px) 100vw, 226px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/sanfre.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/sanfre.jpg 451w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/sanfre-198x300.jpg 198w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019ispirazione di Pratolini \u00e8 invece il realismo con cui dipinge San Frediano (ma anche Sanfrediano) e le sue Ragazze che le Botteghe Oscure pubblicano nel 1949:<br>\u201cIl rione di Sanfrediano \u00e8 \u201cdi l\u00e0 dell\u2019Arno\u201d , \u00e8 quel grosso mucchio di case tra la riva sinistra del fiume, la Chiesa del Carmine e le pendici di Bellosguardo; dall\u2019alto, simili a contrafforti, la circondano Palazzo Pitti e i bastioni medicei; l\u2019Arno vi scorre nel suo letto pi\u00f9 disteso, vi trova la curva dolce, ampia e meravigliosa che lambisce le Cascine. Quanto v\u2019\u00e8 di perfetto, in una civilt\u00e0 diventata essa stessa natura, l\u2019immobilit\u00e0 terribile ed affascinante del sorriso di Dio, avvolge Sanfrediano, e lo esalta. Ma non \u00e8 tutto oro ci\u00f2 che riluce. Sanfrediano, per contrasto, \u00e8 il quartiere pi\u00f9 malsano della citt\u00e0; nel cuore delle sue strade, popolate come formicai, si trovano il Deposito Centrale delle Immondizie, il Dormitorio Pubblico, le Caserme. Gran parte dei suoi fondaci ospitano i raccoglitori di stracci, e coloro che cuociono le interiora dei bovini per farne commercio, assieme al brodo che ne ricavano. E che \u00e8 gustoso, tuttavia, i sanfredianini lo disprezzano ma se ne nutrono, lo acquistano a fiaschi\u2026\u201d<br>( Le ragazze di Sanfrediano)<\/p>\n\n\n\n<p><br>Sono questi i due autori che si riconoscono in Firenze, nella loro amicizia, e che ci hanno dato uno \u201cLe lettere a Vasco\u201d , l\u2019altro \u201c La via de\u2019 Magazzini\u201d. Proprio al numero 1 della via dove era nato, una lapide ricorda la nascita di colui \u201cche a narrare una storia italiana trasse perenne alimento dall\u2019amore per la sua Firenze\u201d. Firenze che, non matrigna, non ha mai dimenticato entrambi, n\u00e9 in vita n\u00e9 in morte.<br><strong>LORIS JACIN<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>(foto cover: Piazza del Mercato Vecchio a Firenze &#8211; Sergio Calamandrei)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Difendiamo le parole (26) Poteva esserci qualcosa di comune fra Alessandro Parronchi, nato da una famiglia dell\u2019alta borghesia con padre e nonno notai, e Vasco (Valerio) Pratolini che nasce da un commesso di negozio ed una sarta nel quartiere popolare&hellip;\n","protected":false},"author":2,"featured_media":29324,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[7648,11620],"tags":[13478,625,13479,13480],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29314"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29314"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29314\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29329,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29314\/revisions\/29329"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29324"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29314"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29314"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29314"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}