{"id":28108,"date":"2024-09-15T13:45:29","date_gmt":"2024-09-15T11:45:29","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=28108"},"modified":"2024-09-15T13:46:59","modified_gmt":"2024-09-15T11:46:59","slug":"stefano-redaelli-erlond","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2024\/09\/15\/stefano-redaelli-erlond\/","title":{"rendered":"Stefano Redaelli : \u201cNessuna medicina, nessuna terapia possono sostituirsi alla cura della relazione, o, meglio: alle relazioni di cura\u201d."},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Professore di Letteratura italiana presso la Facolt\u00e0 <em>Artes Liberales<\/em> dell\u2019Universit\u00e0 di Varsavia, autore di vari testi scientifici: \u201cPsicopatografie. Il racconto della malattia mentale nella narrativa italiana del XXI secolo\u201d (Peter Lang, 2023),\u00a0A 40 anni dalla legge Basaglia: la follia, tra immaginario letterario e realt\u00e0 psichiatrica\u00a0(DiG, 2020), Beati gli inquieti\u00a0(Selezione Ufficiale Premio Campiello 2021) con Neo Edizioni, lo incontriamo per parlare di follia, libert\u00e0, inquietudini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"382\"  height=\"591\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-28109 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 382px) 100vw, 382px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/inquieti.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/inquieti.jpg 382w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/inquieti-194x300.jpg 194w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Come hai intrapreso il percorso della scrittura? Chi ti ha incoraggiato e a chi ti ispiri?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esigenza di scrivere \u00e8 nata mentre studiavo fisica. Forse l\u2019immersione nel mondo dei numeri, delle equazioni ha scatenato un bisogno nuovo di parole. Oltre al bisogno di padroneggiare il linguaggio della matematica &#8211; necessario per descrivere il mondo fisico (delle stelle, delle particelle) &#8211; sentivo sempre pi\u00f9 il bisogno di crescere nella consapevolezza e nell\u2019uso del linguaggio verbale \u2013 necessario per descrivere il mondo umano (delle relazioni, delle emozioni), non meno complesso e meraviglioso. Poi c\u2019\u00e8 stata l\u2019esperienza di studio (un dottorato) e vita a Varsavia. Lasciare il proprio paese, a volte, fa ri-scoprire il legame con la lingua madre: scopriamo che la prima (forse l\u2019unica) patria \u00e8 la nostra lingua. E iniziamo ad amarla in un modo nuovo. Ad amarla e usarla. In quel periodo trascorrevo ore sugli autobus per andare a lavoro (Varsavia \u00e8 una capitale, le distanze sono grandi). Osservavo i volti, i gesti, le abitudini dei polacchi. Ascoltavo frammenti dei loro discorsi. Non capivo niente. Dovevo immaginare. Ero cos\u00ec attratto da quella terra, da quelle persone, da quel mondo del tutto nuovo e diverso, che ho sentito il bisogno di iniziare a scrivere, anche per accorciare le distanze; per procurarmi una specie di \u201cpermesso letterario di soggiorno\u201d. La scrittura era un modo per immedesimarmi, descrivere, conoscere. Da quella esigenza \u00e8 nato il mio primo libro: Sull\u2019autobus. Poema a fermate per le vie di Varsavia (Edizioni Orient-Express, 2002).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Hai un tuo \u201crito\u201d per scrivere?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>No. Inizio a scrivere quando sono ispirato. A volte \u00e8 un\u2019immagine, una frase, che poi scopro essere l\u2019inizio di un capitolo. Se in quel momento non posso sviluppare l\u2019idea, prendo appunti sul cellulare o su un foglio di carta. Poi trascrivo al computer. Mi piacerebbe essere pi\u00f9 metodico, come quegli scrittori che si siedono ogni giorno a scrivere a prescindere dall\u2019ispirazione. Forse un giorno imparer\u00f2 a farlo. Per ora scrivo quando sono ispirato, quando ho tempo (la scrittura non \u00e8 il mio primo lavoro), quando \u00e8 necessario; da un po\u2019 di tempo mi ripeto l\u2019interrogativo di Rilke: \u201cdebbo io scrivere\u201d?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel libro \u201cBeati gli inquieti\u201d scrivi che i folli non sono liberi e recano tristezza a parenti e amici. Chi sono i \u201cfolli\u201d di oggi? Quanto l\u2019indifferenza e l\u2019abbandono isolano il folle nella propria gabbia? Seppure non liberi, possono sperare di essere felici?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 scrivo che i folli sono pi\u00f9 liberi di noi: \u201cLa loro libert\u00e0 mette in crisi la nostra. Per questo gliela togliamo. Per\u00f2 vogliamo capire perch\u00e9 sono liberi di dire e fare quello che gli passa per la testa, perch\u00e9 loro s\u00ec e noi no\u201d. La libert\u00e0 del folle \u00e8 dolente:&nbsp; un\u2019onest\u00e0 che si paga con l\u2019imprigionamento. Un abbassamento di maschere (di pirandelliana memoria) che nella storia i folli hanno dovuto scontare. Per questo sono nati i manicomi. Il folle, che nell\u2019antichit\u00e0 era considerato un mediatore della divinit\u00e0, delle muse, una persona ispirata, nella modernit\u00e0 \u00e8 diventato (solo) un malato, un paziente psichiatrico, oggetto di cure e controllo, in quanto la sua malattia (della quale sappiamo ancora poco, essendo la sua scaturigine complessa, multifattoriale: biologica, sociale, culturale\u2026 forse non \u00e8 neanche corretto parlare di malattia, bisognerebbe parlare di disagio mentale) \u00e8 considerata pericolosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo \u201cnon andiamo mai a trovare i folli\u201d, per questo li isoliamo; l\u2019isolamento \u00e8 una condizione ancora peggiore della malattia. Si pu\u00f2 essere felici nell\u2019isolamento, in una gabbia? \u00c8 un\u2019impresa ardua. Occorre trasformare l\u2019isolamento in solitudine, in possibilit\u00e0 di incontro con se stessi; recuperare una libert\u00e0 interiore di cui nessuna gabbia fisica pu\u00f2 privarci. \u00c8 l\u2019esperienza di Alda Merini, che riusc\u00ec a trasformare l\u2019inferno manicomiale in \u201cTerra santa\u201d, trasfigurando poeticamente il vissuto efferato del manicomio in una ricerca profonda della propria sanit\u00e0, della propria poesia, a dispetto di ogni coercizione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gli studi che fino ad ora sono stati svolti sono sufficienti ad aiutare un \u201cinquieto\u201d? Cosa potrebbe aiutarlo a riemergere dal baratro?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Credo che nessuno studio, nessuna medicina, nessuna terapia possa sostituirsi alla cura della relazione, o, meglio: alle relazioni di cura. Non c\u2019\u00e8 niente di pi\u00f9 terapeutico della fiducia, dell\u2019accettazione, dall\u2019amore verso ogni inquieto, che non vuol dire necessariamente malato. L\u2019accoglienza dell\u2019altro, del folle, del diverso da noi non \u00e8 solo un gesto di amore o filantropia o magnanimit\u00e0. Accogliendo l\u2019inquietudine altrui, accogliamo la nostra, spesso nell\u2019ombra, che richiede di essere ascoltata, accolta. Di questo parlo in Ombra mai pi\u00f9 (che \u00e8 il seguito dei Beati gli inquieti). Cito dall\u2019Epilogo: \u201cL\u2019unica cura \u00e8 prendersi cura: di s\u00e9, di chi ci sta vicino. Non si pu\u00f2 fare altro per guarire, forse non serve neppure\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A quale capitolo o personaggio del tuo libro sei pi\u00f9 legato? Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A Marta: \u00e8 il personaggio pi\u00f9 leggero. Si muove come una farfalla; \u00e8 anche una rappresentazione poetica dell\u2019effetto farfalla (per tornare alla fisica) ovvero della teoria del caos. Un battito d\u2019ali di una farfalla a Varsavia (per esempio) pu\u00f2 provocare un tornado a Roma. Questo ci insegna la fisica non lineare. E non \u00e8 una metafora. I sistemi complessi non sono prevedibili, pur rispondendo a precise leggi fisiche. Cos\u00ec, forse, i folli. Agiscono secondo precise leggi, che sembrano assurde, strane, ma sono solo complesse. Marta incarna la leggerezza e la poesia: inventa filastrocche, canzoni, gioca a nascondino con i fiori. Ci si chiede, leggendo Beati gli inquieti, come sia finita in una casa di cura. La sua storia, la sua voce, ci interrogano profondamente, disarmandoci. Marta \u00e8 un personaggio cos\u00ec importante nel romanzo da essere l\u2019unica a raccontare in prima persona, nei capitoli a lei dedicati, che portano il suo nome. La narrazione, per il resto del romanzo, \u00e8 portata avanti in prima persona dal narratore protagonista, Angelantonio Poloni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Erlon per PassaParola Mag<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Professore di Letteratura italiana presso la Facolt\u00e0 Artes Liberales dell\u2019Universit\u00e0 di Varsavia, autore di vari testi scientifici: \u201cPsicopatografie. Il racconto della malattia mentale nella narrativa italiana del XXI secolo\u201d (Peter Lang, 2023),\u00a0A 40 anni dalla legge Basaglia: la follia, tra&hellip;\n","protected":false},"author":2,"featured_media":28110,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[7659,48],"tags":[13072,13068,12588,13070,6165,13071,732,13069,13073],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28108"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28108"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28108\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28111,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28108\/revisions\/28111"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/28110"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28108"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28108"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28108"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}