{"id":28065,"date":"2024-09-09T18:14:43","date_gmt":"2024-09-09T16:14:43","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=28065"},"modified":"2024-09-15T12:32:39","modified_gmt":"2024-09-15T10:32:39","slug":"la-sardegna-i-savoia-la-questione-meridionale-e-le-autonomie-differenziate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2024\/09\/09\/la-sardegna-i-savoia-la-questione-meridionale-e-le-autonomie-differenziate\/","title":{"rendered":"La Sardegna. I Savoia. La questione meridionale e le autonomie differenziate"},"content":{"rendered":"\n<p><strong> Proseguiamo nella narrazione delle vicende della Sardegna passata dagli aragonesi ai piemontesi agli inizi del \u2018700. Passando per l&#8217;Editto delle Chiudende e l&#8217;assassinio di re Umberto I<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-28067 pk-lazyload\"  width=\"512\"  height=\"304\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/autonomia-1024x607.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/autonomia-1024x607.jpg 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/autonomia-300x178.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/autonomia-768x455.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/autonomia-800x474.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/autonomia.jpg 1120w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La dinastia dei Savoia, discendente dagli Umbertini, dal nome di \u201cUmberto dalle Mani bianche\u201d cui il Sacro Romano Impero riconosce all\u2019inizio del secondo millennio la Contea alpina di Maurienne, divenuta poi contea di Savoia, si incrocia molto tardivamente con i destini della Sardegna, solo all\u2019inizio del XVIII secolo. In realt\u00e0 la dinastia savoiarda ha una ascendenza antropologica che sta alla base della geopolitica che casa Savoia perseguir\u00e0 con coerenza attraverso i secoli. In realt\u00e0 sono i discendenti di quelle trib\u00f9 germaniche ormai romanizzate, gli Alemanni e i Burgundi, che i Romani avevano collocato sui passi alpini del Moncenisio e del Monginevro per difendere i carriaggi di trasporto dei cereali provenienti dalla Francia e diretti a Roma dai frequenti attacchi da parte delle popolazioni autoctone abitanti le vallate alpine. In epoca pi\u00f9 recente, questa memoria storica si era tradotta geopoliticamente nei Savoia nel perseguimento di un mitico Regno delle Alpi, esteso al di qua e al di l\u00e0 delle Alpi, ad un tempo verso la Francia e verso l\u2019Italia. Chiuse a nord dalla chiara resistenza del Regno di Francia le mire savoiarde si erano presto ristrette alla ricerca di una espansione verso sud, verso la penisola italiana. Poco prima dell\u2019acquisizione della Sardegna, dopo aver gi\u00e0 acquisito dopo il Piemonte con Oneglia nel XVI secolo un primo sbocco sul Mar Ligure, la dinastia&nbsp; aveva tentato la conquista del genovese Marchesato del Finale. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019incontro dei Savoia con la Sardegna agli inizi del Settecento \u00e8 in realt\u00e0 la storica conseguenza della guerra di successione spagnola, originata dalla morte nel 1700 del re di Spagna Carlo II che, sul letto di morte, aveva deciso di affidare tutto il suo impero al pronipote Filippo il quale, essendo anche nipote del Re Sole, Luigi XIV, riunendo Francia e Spagna, avrebbe minacciato con la sua incoronazione ogni equilibrio in Europa. Contro la Francia si uniscono riformando la Grande Alleanza, definita questa volta \u201cQuadruplice\u201d, l\u2019Inghilterra, le Province Unite dei Paesi Bassi, l\u2019Austria e gli alleati del Sacro Romano Impero, dichiarando guerra ai francesi nel maggio 1702 in nome dell\u2019arciduca Carlo, figlio di Leopoldo I d\u2019Asburgo. Si chiameranno \u201ccarlisti\u201d. I due successivi trattati di Utrecht (1713) e di Rastatt (1714) avrebbero sancito che la Spagna, diminuita di alcuni territori andati soprattutto agli austriaci, fosse attribuita a Filippo come legittimo erede di Carlo II, con tutti i suoi domini in America Latina.<\/p>\n\n\n\n<p>Da tutti questi complessi accadimenti, la repubblica di Genova, nel 1713, aveva acquistato il lungamente conteso Marchesato del Finale dall\u2019Imperatore Carlo VI di Austria, cui era pervenuto dopo le complicate vicende delle diverse guerre, per 1.800.000 pezzi genovesi, ma aveva in seguito sempre dovuto badare alle ribellioni e congiure ordite nel Finalese dal Duca di Savoia Vittorio Amedeo II. Questi, avido di nuove conquiste territoriali, aveva gi\u00e0 fatto una prima incursione a fianco dei Borboni contro l\u2019Impero asburgico per subire nei fatti una sonora sconfitta da parte del cugino Eugenio di Savoia, comandante delle truppe imperiali. Ribellioni piemontesi si sarebbero ripetute poi nel 1726, nel 1729, nel 1732. Comunque nel 1720, alla fine della guerra di successione spagnola,<strong> il regno di Sardegna conteso fra gli Asburgo e i Borbone venne offerto ai Savoia con Vittorio Amedeo II che, aspirante al pi\u00f9 importante Regno di Sicilia<\/strong>,&nbsp; accetta a malavoglia solo tre anni dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>Poco pi\u00f9 di quattro secoli prima, nel 1297, come sappiamo, il Papa Bonifacio VIII con il trattato di Anagni <strong>aveva concesso la Sardegna al re di Aragona dopo la guerra dei Vespri siciliani e la rivolta dei Palermitani contro la dominazione francese degli Angi\u00f2. <\/strong>Gli aragonesi avevano completato il possesso dell\u2019isola solo nel 1420 dopo aver vinto la resistenza di pisani, genovesi e dei quattro giudicati sardi di cui abbiamo gi\u00e0 raccontato. Nel 1723 il <em>Regnum Sardiniae<\/em> si unisce cos\u00ec agli altri stati sabaudi, il Principato di Piemonte, la contea di Nizza, il ducato di Aosta, il ducato del Monferrato e il Ducato di Savoia. Allargando il proprio dominio alla Sardegna i Savoia, dopo la proclamazione del regno di Sardegna, entravano comunque in contatto con una regione che aveva avuto un suo forte passato e poggiava con i suoi antichi Giudicati anche su di un&nbsp; assetto costituzionale che anche gli Aragonesi avevano nei secoli rispettato: la <em>Carta de Logu<\/em>. I Savoia se avevano formalmente rispettato&nbsp; almeno sino alla \u201cfusione perfetta\u201d del 1847 le particolari istituzioni storiche sarde, di fatto avevano deluso le aspettative autonomistiche dei sardi. Se come scrive <strong>Pino Aprile<\/strong>, \u201c<strong><em>nella confederazione con gli stati di terraferma dei Savoia i sardi chiedevano di entrare alla pari e nel rispetto delle loro prerogative, incluso il vecchio parlamento feudale, suddiviso in tre rami o stamenti mentre possidenti, feudatari, e la modesta borghesia delle professioni miravano a essere associati nell\u2019isola alle funzioni dello Stato, alla gestione del potere\u2026. invece dal Piemonte (secondo un classico modello centralista, ndr) arrivavano funzionari di ogni ordine e grado, a ondate successive, per occupare ogni posto che valesse la pena\u2026<\/em><\/strong>\u201d. Prima ancora della questione meridionale si apriva nella storia dell\u2019Italia pre-unitaria la &#8220;questione sarda&#8221;, la dicotomia Nord\/Sud di cui il <strong>progetto di autonomie differenziate&nbsp; caldeggiato dall\u2019attuale governo di destra non \u00e8 che l\u2019ultima espressione<\/strong>. Era una situazione, quella sarda, particolarmente favorevole alla penetrazione delle nuove idee della Francia repubblicana. Il 28 aprile 1794 furono cacciati dall\u2019isola il vicer\u00e9 e tutti i funzionari piemontesi. Il Parlamento e la Reale udienza (Suprema Corte) presero il controllo della situazione&nbsp; e governarono l\u2019isola fino alla nomina di un nuovo vicer\u00e9. L\u2019inviato governativo a Sassari Giovanni Maria Angioy marci\u00f2 verso Cagliari per proclamare la Repubblica sarda ma nel 1796 l\u2019esercito piemontese stroncava il tentativo (Angioy morir\u00e0 in esilio) e sull\u2019isola si abbatteva la restaurazione che doveva soffocare altri moti rivoluzionari scoppiati nel 1802 e nel 1812. Venti condanne a morte vennero comminate in meno di tre anni, tra cui spicca quella di Francesco Cilocco, notaio cagliaritano, impiccato a Sassari nel 1802.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-28068 pk-lazyload\"  width=\"200\"  height=\"255\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/cancello-arrugginito-con-lucchetto.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/cancello-arrugginito-con-lucchetto.jpg 400w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/cancello-arrugginito-con-lucchetto-235x300.jpg 235w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Le riforme piemontesi in Sardegna furono poi inaugurate nel 1820 con il famigerato <em>Editto delle Chiudende <\/em>che privatizzava le terre permettendo a chiunque fosse riuscito a cingere un pezzo di terra non gravato da diritti proprietari (cio\u00e8 la grande maggioranza delle estensioni agricolo-pastorali dell\u2019isola) di diventarne automaticamente proprietario. Solo una diffusa opposizione popolare permetter\u00e0 di ridurre l\u2019importanza di questa iniqua riforma.<\/p>\n\n\n\n<p>Per migliorare in qualche modo la propria situazione la borghesia sarda chieder\u00e0 poi trent\u2019anni dopo nel 1847 sotto re Carlo Alberto la \u201cfusione perfetta\u201d rinunziando alle proprie istituzioni e diventando una semplice regione del Regno. Ma la situazione dell\u2019isola non miglior\u00f2. Considerata come scrive <strong>Francesco Casula<\/strong> semplicemente \u201cuna colonia\u201d l\u2019isola conobbe la mano di ferro dei dirigenti piemontesi, con tribunali speciali, procedure sommarie e misure di polizia. Segu\u00ec un periodo di dittatura militare che vide la mano dei generali Alberto La Marmora nel 1849,&nbsp; del generale Durando nel 1852 nella provincia di Sassari, poi nel 1855, sino&nbsp; all\u2019anno pi\u00f9 nero della dominazione piemontese in Sardegna, il 1899. In occasione della visita della coppia reale formata da Umberto I e Margherita di Savoia. Con uno scempio passato alla storia come la \u201cCaccia grossa\u201d, dal dire di uno dei tenenti che vi prese parte \u201duna intera societ\u00e0 &#8211; come scrive <strong>Eliseo Spiga<\/strong> &#8211; si vedeva invasa e tenuta in cattivit\u00e0 come un popolo conquistato\u2026gli arresti a migliaia, donne, vecchi, ragazzi\u2026Gli arrestati avviati a piedi, in catene ai luoghi di raccolta. Un sequestro di persona in grande, per fare scuola\u201d. Migliaia di persone fatte prigioniere e in seguito prosciolte ma con uno sfregio permanente per la comunit\u00e0 sarda e l\u2019economia dell\u2019isola. L\u2019anno seguente il re Umberto I sar\u00e0 assassinato a Monza <strong>dall\u2019anarchico Gaetano Bresci <\/strong>venuto dall\u2019America per vendicare gli 83 morti di Milano di due anni prima sotto le cannonate del gen. <strong>Bava Beccaris <\/strong>con la popolazione in rivolta&nbsp; per il nuovo aumento del prezzo del pane e la Sardegna rientrer\u00e0 a pieno titolo nella Questione meridionale in cui l\u2019attenzione sar\u00e0 catturata soprattutto dalle condizioni del Regno delle Due Sicilie, restando insoluta sino ad oggi. Nell\u2019ambito di una storia unitaria italiana, in fondo mai veramente conosciuta&nbsp; se non da pochi studiosi, che nasconde la profonda diseguaglianza di un Paese&nbsp; mantenuta per&nbsp; colpa di molti e&nbsp; poggiata su di una generale ignoranza storica delle vicende autenticamente vissute dai residenti della penisola non solo dopo, ma anche prima dell\u2019avvento del fascismo e della riunificazione del Paese. Il <strong>buco nero<\/strong> della storia ufficiale d\u2019Italia che copre pi\u00f9 di due secoli ed impedisce ancora oggi la nascita di un vero sentimento di appartenenza nazionale. <strong>Nutrendo il macabro fantasma delle autonomie differenziate<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carlo degli Abbati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Leggi anche: <a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/2024\/07\/15\/pubblichiamo-il-testo-completo-che-il-professor-carlo-degli-abbati-ha-recitato-durante-la-prima-sa-die-de-sa-sardigna-organizzata-da-passaparola-asbl-lo-scorso-13-luglio-a-lussemburgo\/\">Sardegna storica &#8211; PassaParola Magazine<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/2024\/07\/05\/sardaigne-introduction-historique\/\">Sardaigne. Introduction historique &#8211; PassaParola Magazine<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Proseguiamo nella narrazione delle vicende della Sardegna passata dagli aragonesi ai piemontesi agli inizi del \u2018700. Passando per l&#8217;Editto delle Chiudende e l&#8217;assassinio di re Umberto I La dinastia dei Savoia, discendente dagli Umbertini, dal nome di \u201cUmberto dalle Mani&hellip;\n","protected":false},"author":2,"featured_media":28067,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[29],"tags":[13055,13066,13065,13063,13061,13064,13060,2708,6510,13062,13056,13058,13059,13054,6213,403],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28065"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28065"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28065\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28107,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28065\/revisions\/28107"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/28067"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28065"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28065"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28065"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}