{"id":27976,"date":"2024-07-31T11:10:01","date_gmt":"2024-07-31T09:10:01","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=27976"},"modified":"2024-07-31T11:10:03","modified_gmt":"2024-07-31T09:10:03","slug":"un-secolo-con-danilo-dolci-1924-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2024\/07\/31\/un-secolo-con-danilo-dolci-1924-2024\/","title":{"rendered":"Un secolo con Danilo Dolci (1924-2024)"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>\u00a0Ha ancora senso oggi raccontare di Danilo Dolci ad un\u2019Italia immemore, autentica lavatrice della storia nazionale, ma anche all\u2019Europa oggi altrettanto immemore di s\u00e9 stessa e del suo significato? Perch\u00e9 parlare oggi di Don Zeno Saltini e dell\u2019Opera dei Piccoli Apostoli sistemata sul campo di concentramento di Fossalta divenuta la Comunit\u00e0 di Nomadelfia che fu la palestra del pensiero di Danilo Dolci?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-27982 pk-lazyload\"  width=\"455\"  height=\"323\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 455px) 100vw, 455px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Danilo-Dolci-1-1024x727.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Danilo-Dolci-1-1024x727.jpg 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Danilo-Dolci-1-300x213.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Danilo-Dolci-1-768x545.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Danilo-Dolci-1-1536x1090.jpg 1536w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Danilo-Dolci-1-2048x1454.jpg 2048w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Danilo-Dolci-1-800x568.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Danilo-Dolci-1-1160x823.jpg 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Danilo-Dolci-1.jpg 2244w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 parlare del senso della vita di questo triestino nato un secolo fa da madre slovena, figlio di un ferroviere che nel 1952 arriva dall\u2019estremo nord dell\u2019Italia in un villaggio di contadini pescatori in provincia di Palermo, a Trappeto-Partinico, zona di povert\u00e0 e di banditismo, per rivendicare e digiunare insieme agli ultimi degli ultimi. Un bimbo \u00e8 letteralmente l\u00ec morto di fame, molti sono rachitici,&nbsp; Danilo Dolci vi inizia il primo digiuno e ne seguono altri, sino a che sono in mille a digiunare con&nbsp; lui sulla spiaggia di&nbsp; San Cataldo per lottare contro la pesca di frodo che leva il pane ai pescatori e a preparare lo sciopero alla rovescia, cio\u00e8 il rifacimento di una trazzera intransitabile con le braccia dei disoccupati facendo riferimento a quel diritto al lavoro inutilmente sancito&nbsp; per quelle zone dall\u2019art.4 della Costituzione. Ovviamente la risposta delle autorit\u00e0 non sar\u00e0 il plauso ma la prigionia all\u2019 Ucciardone per occupazione abusiva di suolo pubblico. Sar\u00e0 difeso da Piero Calamandrei.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo il successo di Banditi a Partinico, pubblicato nel 1955 da LATERZA si allarga il sostegno internazionale. Per lui \u201c banditi\u201d significa esclusi, gli esclusi di Partinico nel senso letterale del termine.<\/p>\n\n\n\n<p>Seguono altri digiuni in particolare nel 1957 con Pietro Alasia per denunciare la situazione dei quartieri pi\u00f9 poveri di Palermo. Introduce per la prima volta in Italia il concetto di piena occupazione e fonda a Partinico il \u201ccentro di studi ed iniziative per la piena occupazione\u201d che sin seguito si estende ad altri comuni siciliani.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"262\"  height=\"373\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-27978 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 262px) 100vw, 262px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/DOLCI.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/DOLCI.jpg 262w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/DOLCI-211x300.jpg 211w\" ><figcaption>Danilo Dolci e Peppino Impastato<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019ultimo digiuno \u00e8 del 1962 a Spine Sante. La mafia controlla l\u2019acqua del fiume Jato e la distilla peso d\u2019oro ai contadini. Al nono giorno di digiuno giunge da Roma la decisione di costruire la diga. Ma la lotta di Dolci continua . Il 20 novembre 1965 dopo che Danilo e Franco Alasia hanno denunziato al Circolo della stampa di Roma \u201c un\u2019autoanalisi popolare completa nella zona del Belice sui rapporti fra mafia e politica\u201d,\u00a0 \u00e8 tradotto a processo per direttissima da un\u00a0 ministro, un sottosegretario di stato ed alcuni notabili locali. Il processo si concluder\u00e0 nel giugno del 1967 con la condanna a Danilo a due anni di prigione, e Franco Alasia a un anno e sette mesi. E\u2019 presentato appello. Il 20 settembre 1967 Danilo Dolci conduce la protesta antimafia davanti al Parlamento\u00a0\u00a0 e alla sede della commissione Antimafia. Nel gennaio 1968 iniziano nel Borgo di Trappeto i lavori per la costruzione del centro di formazione con il contributo di Carlo Levi, Bruno Zevi, Paolo Sylos Labini, Siro Bombardini. Ma il 15 gennaio 1968 il terremoto scuote la valle del Belice e il centro si mobilita per un soccorso immediato. Si studia un piano di sviluppo per le zone terremotate e si indicono \u201ccinquanta giorni di pressione per la zona terremotata\u201d. Nel luglio del 1969 viene costituito il consorzio irriguo dello Jato, isolando il gruppo mafioso fra cui Frank Coppola che si era sempre opposto alla sua costruzione. Nel 1970 da Partinico una Radio Libera diffonder\u00e0 la voce della gente terremotata. Partiranno altre denunce e solo un\u2019amnistia eviter\u00e0 a Danilo Dolci e a Franco Alasia la detenzione. Nasce a Trappeto il nuovo centro educativo fra il 1971 e 1973 in localit\u00e0 il Mirto. Seguiranno altri vent\u2019anni d\u2019impegno civile in Sicilia sempre pacifico. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma verso la fine della sua vita nel 1996 l\u2019impegno di Danilo Dolci si sposta anche in Sardegna. Dall\u2019agosto 1972 senza alcuna autorizzazione parlamentare si era costituita sull\u2019isola una base militare USA dotata di mezzi nucleari che inquinavano\u00a0 corpi e menti degli abitanti , almeno un decimo della popolazione. E anche qui arriver\u00e0 l\u2019impegno di Danilo Dolci. Da educatore si far\u00e0 in particolare propugnatore di una nuova maieutica, l\u2019arte di far apprendere, di uno strumento capace di far dialogare culture diverse, di dare forza e potere alle nuove generazioni, autonomia di giudizio a ciascuno. Un esercizio basato sul comunicare pi\u00f9 che sul trasmettere, sul comunicare come atto essenzialmente sincero e non violento. Dir\u00e0\u201d Tra i muri della scuola in cui manchi l\u2019educatore autentico, si trasmettono dati, tecniche, ma la conoscenza \u00e8 un processo che ognuno deve ricrearsi\u201d e \u201cIn questa epoca si insalda nel mondo la tendenza per cui, con l\u2019impegno strategico di potenti quanto sottili strumenti unidirezionali pochi gruppi di scaltri guidano colonizzando l\u2019esistenza delle maggioranze rendendole passive, succubi. Questo dominio parassitario, antica malattia virale rimodernata, sta ora investendo prestigiosamente non soltanto gli uomini ma tutta la natura\u2026Una malattia ci intossica e impedisce: la vita del mondo \u00e8 affetta dal virus del dominio , pericolosamente soffre di rapporti sbagliati\u2026\u201d. Aveva portato un regista amico Paolo Benvenuti, che lo racconta su Alias a Portella della Ginestra con la sua scassata Fiat 850 per dirgli \u201c qui il primo maggio 1947 c\u2019\u00e8 stata una strage hanno sparato a vecchi e bambini, con il sangue di questa strage \u00e8 stata battezzata la Prima Repubblica\u201d e poi sempre rivolto al regista \u201cVedi laggi\u00f9`? C\u2019\u00e8 Capaci : col sangue delle vittime di quella strage \u00e8 stata battezzata la Seconda Repubblica\u201d. Poi per fargli capire il senso delle sue parole gli offri \u201cBanditi a Partinico\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo non mancheranno in vita a Danilo Dolci i riconoscimenti, le lauree honoris causa a Berna e Bologna, gli inviti dell\u2019UNESCO, il premio Lenin, il Premio Socrate di Stoccolma, come riconoscimento letterario il Premio Viareggio per le sue poesie, il Premio Sonning dell\u2019Universit\u00e0 di Copenaghen, la Medaglia d\u2019Oro dell\u2019Accademia dei Lincei, a Bangalore il premio internazionale Gandhi per l\u2019approfondimento dei valori rivoluzionari non violenti . Ma non sappiamo quanto valga oggi raccontare che c\u2019\u00e8 stato un Gandhi in Italia e in Europa quando\u00a0\u00a0complessi militari industriali individuano continuamente nemici da combattere per continuare a fare splendidi affari con la morte, producendo corpi scerpati\u00a0 in ogni parte del modo ? <strong>Ha ancora senso parlare di moralit\u00e0 nel nostro mondo occidentale in cui si riservano le<em> standing ovation<\/em> agli sterminatori proprio perch\u00e9 solo amici?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Danilo Dolci a Trappeto aveva sposato la vedova di un marinaio, Vincenzina, gi\u00e0 madre di cinque figli Turi, Matteo, Pino, Giacomo e Luciano. Insieme avranno altri cinque figli Libera, Cielo, in omaggio a Cielo d\u2019Alcamo, Amico, Chiara e Daniela.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse con il suo splendido esempio umano sono ancora la sola cosa che conta. I suoi dieci figli.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carlo degli Abbati<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00a0Ha ancora senso oggi raccontare di Danilo Dolci ad un\u2019Italia immemore, autentica lavatrice della storia nazionale, ma anche all\u2019Europa oggi altrettanto immemore di s\u00e9 stessa e del suo significato? 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