{"id":27269,"date":"2024-05-15T12:28:53","date_gmt":"2024-05-15T10:28:53","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=27269"},"modified":"2024-05-15T12:28:54","modified_gmt":"2024-05-15T10:28:54","slug":"difendiamo-le-parole-18-cavalli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2024\/05\/15\/difendiamo-le-parole-18-cavalli\/","title":{"rendered":"Difendiamo le parole (18)"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Ogni settimana una poetessa, un poeta, un profilo, una citazione sul suo intendere il modo di costruire le parole, la sua poesia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PATRIZIA CAVALLI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"946\"  height=\"604\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-27273 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 946px) 100vw, 946px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/patrizia-cavalli.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/patrizia-cavalli.png 946w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/patrizia-cavalli-300x192.png 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/patrizia-cavalli-768x490.png 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/patrizia-cavalli-800x511.png 800w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nasce in Umbria a Todi, la citt\u00e0 di Jacopone, il 17 aprile 1947. Dopo aver frequentato nella sua citt\u00e0 il liceo classico dello stesso nome, a 21 anni si trasferisce a Roma dove studia filosofia. Vi incontra Elsa Morante che scopre subito la sua vocazione poetica e sar\u00e0 all\u2019origine della prima raccolta di versi che la Cavalli nel 1974 le dedicher\u00e0 con gratitudine. Nel 1976 si trova gi\u00e0 pubblicata a&nbsp; cura di Biancamaria Frabotta accanto a Maria Luisa Spaziani, Vivian Lamarque, Amelia Rosselli, Anna Maria Ortese nell\u2019Antologia \u201c<em>Donne in poesia \u2013 Antologia della poesia femminile in Italia dal dopoguerra ad oggi<\/em>\u201d che l\u2019editore Savelli pubblica nel 1977. Sempre fedele in seguito all\u2019editore Einaudi con lui pubblicher\u00e0 nel 1974 \u201c<em>Le mie poesie non cambieranno il mondo<\/em>\u201d, nel 1981 \u201c<em>Il Cielo\u201d<\/em>, nel 1992 \u201c<em>L\u2019 io singolare proprio mio\u201d<\/em>, una trilogia che verr\u00e0 riunita nel volume <em>Poesie (1974-1992)<\/em> che esce nel 1992. Seguiranno \u201c<em>Sempre aperto teatro<\/em>\u201d (1999) che le vale il Premio Viareggio-Repaci e \u201c<em>Pigra divinit\u00e0 e pigra sorte\u201d <\/em>(2006) che ottiene il premio Dessi&#8220; &#8211; Seguiranno \u201c<em>Datura<\/em>\u201d ( 2013) e \u201c<em>Vita meravigliosa\u201d<\/em> ( 2020) da cui abbiamo tratto qualche suo verso. Si esprime in un \u2018unica prova narrativa in prosa nel 2019 Con \u201c<em>Passi giapponesi<\/em>\u201d mentre con Einaudi avr\u00e0 anche una attivit\u00e0 di traduttrice dell\u2019<em>Anfitrione <\/em>di Moli\u00e8re, del <em>Sogno di una notte di mezza Sogno estate <\/em>e dell<em>\u2019Otello.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Si esprimer\u00e0 anche in teatro con Diana Tejera con cui nel 2012 realizza il libro\/disco <em>Al cuore fa bene far le scale<\/em>. Per la stessa Tejera e Chiara Civello scriver\u00e0 il brano \u201cE se\u201d che le vale il Premio Betocchi- Citt\u00e0 di Firenze nel 2017.<\/p>\n\n\n\n<p>Si spegne a Roma nel 2022.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la critica a proposito della poesia di Patrizia Cavalli,&nbsp; la critica strutturale e non, ha parlato di una complessa tecnica&nbsp; basata sull\u2019utilizzo di misure classiche, di costruzioni modulari, della presenza di una componente teatrale, a noi&nbsp; interessa il risultato finale:&nbsp; una&nbsp; straordinaria libert\u00e0 espressiva che coinvolge il lettore e lo fa partecipe del mondo di Patrizia, fatto delle sue emozioni, dei suoi dubbi, delle sue riflessioni umane sul senso della vita per cui leggendola sembra di&nbsp; ritrovarci nella cucina di famiglia, ad ascoltare in un momento di intimit\u00e0 le confessioni di una sorella. Leggendola si capisce immediatamente perch\u00e9 Bianca Maria Frabotta gi\u00e0 mezzo secolo fa l\u2019avesse fatta figurare a vent\u2019anni fra le grandi Donne della poesia italiana. <em>Last but not least<\/em>: se si vogliono condividere le emozioni scaturite dalla sua poesia inutile arricchire ulteriormente Amazon o aspettare di rientrare in Italia: la LIL di Lussemburgo possiede molte delle sue antologie.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Loris Jacin<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVorremmo dire a Patrizia Cavalli che tutte le sue opere composte fino ad oggi, per noi che le vediamo dal di fuori, formano un disegno meraviglioso, una figura riconoscibile che questo libro (<em>La vita meravigliosa <\/em>ndr<em>) <\/em>persegue con visibile armonia di tratti. Ma poi leggiamo un\u2019altra delle sue nuove poesie, sul potere del bacio:\u201d <em>Ah l\u2019avessi saputo\/ che bastava un bacio per aprirmi le vie dell\u2019universo:\/ stelle e pianeti che si incrociano \/ parlando, costellazioni intere \/ che si intessono.\/ E io in mezzo a loro che le guardo \/ tessile ordito ardente\/ che reggo e non domando\u201d, <\/em>e allora comprendiamo che cio\u2019 che rende una \u201c vita meravigliosa\u201d non \u00e8 solo e non tanto quello che si capisce \u2013 il processo spiegato, il male interpretato, la forma distinguibile &#8211; ma quello che non si capisce e al cospetto di cui si sta, compatti e ardenti, senza domandare. Il mistero, o piu\u2019 precisamente quello che Shakespeare, ben noto alla Cavalli, avrebbe chiamato \u201cthe mistery within\u201d, il mistero dentro le cose, che non solo le abita, ma abitandole le tiene insieme. Le fa esistere. Per questo motivo, non possiamo che affidarci ad un\u2019ultima fra le poesie di <em>Vita meravigliosa<\/em>: Ma prima di morire\/ forse potro\u2019 capire\/ la mia incerta e oscura condizione\/ forse per non morire\/continuo a non capire\/ sicura in questa chiara confusione \u201c. Baciati dai versi di Patrizia Cavalli, anche noi ci sentiamo cosi\u2019: incerti, incerti eppure interi, come tenuti insieme dal mistero della sua poesia. Il punto non \u00e8 vedere il disegno, ma sentire grazie a lei di farne parte\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Sara De Simone, \u201cIl manifesto\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Adesso che il tempo sembra tutto mio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>E nessuno mi chiama per il pranzo e per la cena,<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>adesso che posso rimanere a guardare<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>come si scioglie una nuvola e come si scolora,<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>come cammina un gatto sul tetto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>nel lusso immenso di una esplorazione, adesso<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>che ogni giorno mi aspetta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>la sconfinata lunghezza di una notte<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>dove non c\u2019\u00e8 richiamo e non c\u2019\u00e8 piu\u2019 ragione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>di spogliarsi in fretta per riposare dentro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>l\u2019accecante dolcezza di un corpo che mi aspetta,<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>adesso che il mattino non ha mai principio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>e silenzioso mi lascia ai miei progetti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>a tutte le cadenze della voce, adesso<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>vorrei improvvisamente la prigione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>(da <em>Poesie<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa non devo fare<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per togliermi di torno<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La mia nemica mente;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>ostilit\u00e0 perenne<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>alla felice colpa di essere quel che sono<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>il mio felice niente<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>(da <em>Vita meravigliosa<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>O amori \u2013 veri o falsi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Siete amori, muovetevi felici<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel vuoto che vi offro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>(da Sempre aperto teatro)<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>DONNA IMPONENTE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fermo d\u2019improvviso senza meta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>sull\u2019ultimo gradino di una scala<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>che in nessun posto piu\u2019 mi conduceva<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>stringendo con la mano la ringhiera<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>sollevai gli occhi. Ah che cosa era<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>quell\u2019ovale fervore della porta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>che stava chiuse e assorta nel suo stato?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Io come forestiera la guardavo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>lo sguardo ormai lasciato alla preghiera<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>il resto del mio corpo si scioglieva<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>salendo come spirito alla bocca.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per conservare forza al mio pensiero<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>su quella scala mi sedevo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>dicendo con la voce: \u201cE\u2019 strano, \u00e8 strano,<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>ah da qui pero\u2019 non me ne vado<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>senza capire, \u00e8 strano, \u00e8 cosi\u2019 strano\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ma piu\u2019 violentemente mi perdevo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>In un languore bianco senza storia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>memoria precedente a ogni memoria<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>come fosse una mischia originaria<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>dove vagassero cellule che ancora<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>non si erano aggregate nell\u2019umano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>presente che noi siamo. E finalmente<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>priva di pensiero quasi cedevo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>del tutto a questa larga nostalgia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>che mi portava via con s\u00e9 lontano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>togliendomi alla mia cronologia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ma la vile indolenza del mio cuore<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>capace solo di superstizione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>subito chiuse quell\u2019empito in un nome<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>e lo spazioso caldo senza nome<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>prese la forma e il gelido colore<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dell\u2019ultimo recluso suo rifugio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>E mi trovai nel buio dell\u2019amore.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>( da Sempre aperto teatro)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ogni settimana una poetessa, un poeta, un profilo, una citazione sul suo intendere il modo di costruire le parole, la sua poesia. 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