{"id":26867,"date":"2024-03-22T12:29:42","date_gmt":"2024-03-22T11:29:42","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=26867"},"modified":"2024-03-22T12:31:00","modified_gmt":"2024-03-22T11:31:00","slug":"il-design-italiano-una-chiave-per-aprirci-al-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2024\/03\/22\/il-design-italiano-una-chiave-per-aprirci-al-futuro\/","title":{"rendered":"Il design italiano, una chiave per aprirci al futuro"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Sar\u00e0 la bellezza a salvare il mondo? Lo diceva, in un contesto diverso, il principe My\u0161kin ne <em>L\u2019idiota<\/em> di Dostoevskij, ma in questi tempi complicati viene da chiedersi se non potrebbe forse essere anche una sincera ricerca del bello in senso ampio, cio\u00e8 dell\u2019armonia, dell\u2019attenzione per l\u2019ambiente, dell\u2019utile al servizio dell\u2019uomo, a dare una direzione pi\u00f9 corretta a questo mondo confuso e in subbuglio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"550\"  height=\"448\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-26874 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/cci.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/cci.png 550w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/cci-300x244.png 300w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 parlato anche di questo il 14 marzo al Forum da Vinci di Lussemburgo in occasione dell\u20198<sup>a<\/sup> edizione dell\u2019<em>Italian Design Day<\/em>, la Giornata del Design Italiano organizzata, come di consueto, dal Ministero degli Affari Esteri (Farnesina) in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019evento interessa ormai oltre 100 Paesi nel mondo e prevede un ampio programma di attivit\u00e0 promozionali realizzate da ambasciate, consolati, istituti italiani di cultura e uffici di rappresentanza all\u2019estero. E quest\u2019anno in Lussemburgo l\u2019Ambasciata d\u2019Italia, in collaborazione con la Camera di Commercio Italo-Lussemburghese (CCIL), ha invitato due personalit\u00e0 di spicco del mondo del design italiano per una conferenza incentrata sulla creativit\u00e0, le tendenze ma anche i valori che contraddistinguono lo stile italiano, sempre pi\u00f9 apprezzato nel mondo e sempre capace di dire qualcosa di nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p>Introdotti da Damiano Rampini in rappresentanza dell\u2019Ambasciata d\u2019Italia in Lussemburgo e dal presidente della CCIL Fabio Morvilli, sono quindi intervenuti Silvia Robertazzi, giornalista, scrittrice e critica del design di lunga esperienza e Nicola Gallizia, designer di Molteni&amp;C (nella foto) \u2013 tra le aziende leader dell\u2019arredamento di design italiano \u2013 autore di alcune realizzazioni iconiche degli ultimi decenni e attento osservatore del mondo del design italiano.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-26872 pk-lazyload\"  width=\"412\"  height=\"549\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 412px) 100vw, 412px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2-Gallizia-768x1024.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2-Gallizia-768x1024.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2-Gallizia-225x300.jpg 225w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2-Gallizia-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2-Gallizia-800x1066.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2-Gallizia-1160x1546.jpg 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2-Gallizia.jpg 1408w\" ><figcaption>Nicola Gallizia<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>I due ospiti hanno dato vita a un dialogo profondo ed estremamente interessante. Se tutti sappiamo che il design \u00e8 qualcosa che va ben al di l\u00e0 della semplice forma di un oggetto, l\u2019ampiezza di valori coinvolti oggi nell\u2019attivit\u00e0 di design potrebbe sfuggire a coloro che non seguono questo mondo da vicino. Silvia Robertazzi (nella foto) \u2013 tra l\u2019altra nominata quest\u2019anno &#8220;Ambasciatrice del Design italiano&#8221; \u2013 ha esordito con una frase di Enzo Mari, grande professionista scomparso recentemente: \u201cIl design \u00e8 sempre legato al mondo\u201d. Un\u2019affermazione che sottolinea come il design sia inevitabilmente intrecciato alla societ\u00e0, al periodo storico, ai valori e alla cultura dell\u2019uomo del suo tempo. Il design rispecchia il mondo che lo produce e testimonia le sue visioni, una caratteristica ancora pi\u00f9 vera oggi, con una Terra in sofferenza dove la natura ci manda continuamente segnali di un malessere globale. <\/p>\n\n\n\n<p>E il design dei nostri giorni se ne fa carico, concentrandosi sull\u2019importanza dei materiali, preoccupandosi sempre pi\u00f9 del ciclo di vita degli oggetti e del loro riciclo, introducendo per ogni produzione il concetto di ridotta impronta ambientale. Non siamo i soli ad abitare il mondo, la natura non \u00e8 soltanto un magazzino da cui prendere quello che ci serve: e cos\u00ec il design del nostro tempo \u2013 e in particolare quello italiano \u2013 \u00e8 molto attento alla sostenibilit\u00e0 dei prodotti e al loro impatto ambientale, con un interesse sempre maggiore verso il riutilizzo dei materiali e la circolarit\u00e0 della produzione. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-26870 pk-lazyload\"  width=\"384\"  height=\"512\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 384px) 100vw, 384px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/7-Robertazzi-768x1024.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/7-Robertazzi-768x1024.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/7-Robertazzi-225x300.jpg 225w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/7-Robertazzi-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/7-Robertazzi-800x1066.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/7-Robertazzi-1160x1546.jpg 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/7-Robertazzi.jpg 1408w\" ><figcaption>Silvia Robertazzi<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ne sono esempi, tra i mille possibili, un\u2019azienda italiana che recupera le reti da pesca per creare nuovi prodotti tessili, o un\u2019altra che produce filati biodegradabili partendo dalla canna da zucchero. \u201cIl design \u00e8 tutto quello che ci circonda\u201d, ha spiegato Silvia Robertazzi, e quindi valori fondamentali come l\u2019attenzione verso il prodotto e la cura della sua realizzazione si estendono ormai ai processi produttivi, alle filiere coinvolte, all\u2019utilizzo attento dell\u2019energia e al re-impiego futuro dei prodotti una volta terminata la loro funzione primaria. Un\u2019idea compresa gi\u00e0 molti anni fa da alcuni dei nostri pi\u00f9 grandi designer come i fratelli Castiglioni, quando parlavano di coniugare insieme concetti come la bellezza, la funzionalit\u00e0 e la durabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso si capisce come le scelte produttive siano fortemente collegate a una visione etica del futuro, e come attraverso le sue realizzazioni il design possa realmente cambiare il mondo. Un approccio in cui la progettazione e la produzione di oggetti segua processi rispettosi dell\u2019ambiente, dove la responsabilit\u00e0 di non alterare la natura sia un sottofondo sempre presente ad ogni passo pu\u00f2 solo produrre un mondo migliore per tutti. Ma per arrivare a questo \u00e8 necessaria anche una ricerca continua, la scelta coraggiosa dell\u2019innovazione e l\u2019applicazione di nuove tecnologie: e in questo il design italiano \u00e8 all\u2019avanguardia, come testimoniano centinaia di imprese, non di rado di piccole dimensioni e gestite da giovani, che portano avanti visioni responsabili e incredibilmente innovative. Alla base quindi c\u2019\u00e8 una cultura d\u2019impresa moderna, capace di porre al centro l\u2019uomo e di cercare costantemente l\u2019equilibrio tra scienza, tecnologia e ambiente. Un risultato che le aziende italiane stanno realizzando attraverso la collaborazione tra professionalit\u00e0 e sistemi diversi e, un tempo, lontani \u2013 tra laboratori artigiani e grandi industrie ad esempio, ma anche tra ricercatori e imprenditori, tra artisti e scienziati \u2013 e creando in questo modo nuovi, sorprendenti ponti che stanno dando ottimi frutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Come si capisce da questi spunti, il design contemporaneo fa parte di un discorso estremamente ampio, che coinvolge valori di grande importanza. Oggi come non mai il vero design \u00e8 basato sul dialogo, sul confronto, sulla ricerca di nuove soluzioni condivise, sull\u2019apertura mentale. Valori molto alti dunque, che se potessero diffondersi anche in altri ambiti sarebbero senz\u2019altro utili alla societ\u00e0 nel suo complesso. Oggi un\u2019azienda di design non \u00e8 solo il prodotto, ma \u00e8 anche e soprattutto storia, memoria, ricerca, arte: in una parola, \u00e8 cultura.<\/p>\n\n\n\n<p>E su questo discorso si \u00e8 introdotta perfettamente la testimonianza di Nicola Gallizia, che ha spiegato come il design abbia sempre bisogno di solide basi culturali. Il design \u00e8 cambiamento, a volte persino rivoluzione, ma \u00e8 anche continuit\u00e0, rispetto per il passato e per la tradizione. La progettazione \u2013 ha detto Gallizia \u2013 deve affrontare il cambiamento incoraggiando sia l\u2019innovazione, sia la conservazione dei valori fondamentali. Il design per definizione deve guardare avanti, immaginare nuovi scenari, raggiungere una sintesi coerente tra forme e funzioni alla continua ricerca del bello e dell\u2019utile, del funzionale, ma senza dimenticare la storia e le radici. E questo, se ci pensiamo bene, \u00e8 un atteggiamento che dovrebbe valere anche in altri settori, in altri territori dell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019uomo. Un Gio Ponti in piena maturit\u00e0, nell\u2019ormai lontano 1957, nel suo splendido libro <em>Amate l\u2019architettura<\/em> (sottotitolo: <em>L\u2019architettura \u00e8 un cristallo<\/em>) aveva gi\u00e0 parlato della responsabilit\u00e0 sociale di chi progetta, del dovere morale di realizzare cose utili, funzionali, belle, sensate, giuste. Soprattutto, Gio Ponti aveva chiara l\u2019idea che le forme, le strutture che noi realizziamo cambiano la vita di chi le utilizza, e possono contribuire a creare benessere, gioia, forse persino amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Un incontro dunque estremamente stimolante quello del 14 marzo per l\u20198<sup>a<\/sup> edizione dell\u2019<em>Italian Design Day<\/em>. Con un\u2019organizzazione, come sempre, di altissimo livello, si \u00e8 avuto modo di affrontare argomenti importanti per tutti noi, e i numerosi partecipanti hanno avuto sicuramente tanti spunti per riflettere su quello che sar\u00e0 il nostro futuro e sul ruolo del design, del ricerca del bello e del funzionale, per il nostro benessere.<\/p>\n\n\n\n<p>E allora, davvero il mondo si salver\u00e0 grazie alla bellezza? Difficile dirlo, ma la bellezza che il design ci offre pu\u00f2 senz\u2019altro aiutare il mondo a diventare un posto migliore in cui vivere. E anche solo questo non \u00e8 poco.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Alessandro Torcello<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sar\u00e0 la bellezza a salvare il mondo? 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