{"id":26730,"date":"2024-03-08T09:17:30","date_gmt":"2024-03-08T08:17:30","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=26730"},"modified":"2024-03-08T09:17:31","modified_gmt":"2024-03-08T08:17:31","slug":"difendiamo-le-parole-15-pivano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2024\/03\/08\/difendiamo-le-parole-15-pivano\/","title":{"rendered":"Difendiamo le parole (15)"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Ogni settimana una poetessa, un poeta, un profilo, una citazione sul suo intendere il modo di costruire le parole, la sua poesia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fernanda Pivano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-26732 pk-lazyload\"  width=\"411\"  height=\"270\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 411px) 100vw, 411px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/pivano.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/pivano.png 907w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/pivano-300x197.png 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/pivano-768x504.png 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/pivano-800x525.png 800w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il 21 agosto 2009 si svolgevano a Genova, la citt\u00e0 in cui era nata nel 1917 da una, secondo lei, famiglia \u201cvittoriana\u201d, i funerali di Fernanda Pivano, nella basilica di Santa Maria Assunta in Carignano, la stessa dove dieci anni prima con la partecipazione di tutta la citt\u00e0 si erano svolti quelli del suo indimenticabile amico, Fabrizio De Andr\u00e9. E\u2019 sepolta nel cimitero monumentale di Staglieno accanto alla madre, Mary Smallwood, il cui padre Francis era stato fra i fondatori della <em>Berlitz School <\/em>italiana. Dopo il trasferimento della famiglia nel 1929 si era formata a Torino al Liceo Massimo d\u2019Azeglio dove aveva come compagno di classe Primo Levi e insegnante supplente di italiano Cesare Pavese. Come accade nella vita di molti studenti \u00e8 proprio il suo insegnante a segnare il suo destino portandogli quattro libri che saranno fondamentali per la scoperta della letteratura americana alla cui traduzione dedicher\u00e0 grande parte della sua vita. Per la storia si tratta di <em>Addio alle Armi<\/em> di Hemingway, <em>Foglie d\u2019erba<\/em> di Walt Whitman, l\u2019autobiografia di Sherwood Anderson e <em>l\u2019Antologia di Spoon River<\/em> di Edgar Lee Master. Laureatasi in Lettere nel 1941 con una tesi sul <em>Moby Dick<\/em> di Herman Melville si impegna in una infaticabile attivit\u00e0 di traduzione e di diffusione della letteratura americana in Italia, malvista dal regime nazifascista che finir\u00e0 per arrestarla nel 1945 per la traduzione di <em>Addio alle Armi<\/em> di Ernest Hemingway,\u00a0 opera considerata disfattista per la descrizione della rotta\u00a0 italiana a Caporetto. <\/p>\n\n\n\n<p>La sua opera di diffusione della letteratura americana in Italia \u00e8 stata straordinaria, con la traduzione di Edgar Lee Master, Francis Scott Fitzgerald, Ernest Hemingway, William Faulkner, Henry Miller, Charles Bukowski. Ma anche \u201cNanda\u201d svecchia il paludistico mondo letterario italiano facendo scoprire in Italia gli scrittori della <em>Beat Generation<\/em> americana. Quel gruppo di scrittori di rottura nato negli Anni \u201950 a New York intorno alla <em>Columbia University<\/em>, ma poi esteso ad autori della West Coast di San Francisco. Jack Kerouac (come non ricordare la sua traduzione di <em>On the Road?)<\/em>, Allen Ginsberg, William S.Burroughs,\u00a0 Lean Cassady, Gregory Corso ma anche Joan Vollmer, Edie Parker, Lawrence Ferlinghetti. Ma nella sua vita di scrittrice e giornalista ha espresso anche un forte interesse e sostegno alla poesia beat italiana, animando la rivista <em>Pianeta Fresco<\/em> e sostenendo la crescita di giovani poeti come Gianni Milano e Antonio Infantino dalla sua abitazione di Via Manzoni, divenuta un cenacolo di giovani creativi. In seguito Nanda si avviciner\u00e0 alla sua seconda passione, la musica, cui si era dedicata in giovinezza diplomandosi nel 1940 in pianoforte al conservatorio di Torino allora diretto da Franco Alfano. Celebri i suoi articoli su Bob Dylan, la sua collaborazione negli Anni \u201970 con la rivista \u201cMusak\u201d e infine il suo sodalizio artistico con Fabrizio De Andr\u00e9. Il cantautore genovese in particolare per il suo album \u201c<em>Non al denaro, non all\u2019amore, n\u00e9 al cielo\u201d <\/em>aveva tratto spuntiproprio dalla sua traduzione degli anni \u201940 <em>dell\u2019Antologia di Spoon River.<\/em> Di questo album Fernanda Pivano aveva curato l\u2019intervista a <strong>De Andr\u00e9<\/strong> che appariva nella seconda di copertina. A lui nel 1997 aveva anche consegnato il Premio Lunezia. Di lui diceva: \u201c<em>Si dice che Fabrizio sia il Dylan italiano, perch\u00e9 non dire che Dylan \u00e8 il Fabrizio americano ?\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Loris Jacin<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEro una ragazza quando ho letto la prima volta <em>Spoon River<\/em>: me l\u2019aveva portata Cesare Pavese, una mattina che gli avevo chiesto che differenza c\u2019era tra la letteratura americana e quella inglese. \u201c<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPavese voleva che leggessi <em>Addio alle armi <\/em>per farmi capire la differenza\u2026Gli altri libri che mi lasci\u00f2 quella sera con questa intenzione furono <em>l\u2019Antologia di Spoon River <\/em>di Edgar Lee Masters, l\u2019<em>Autobiografia<\/em> di Sherwood Anderson e i <em>Fili d\u2019erba<\/em> di Walt Whitman.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEra superproibito quel libro (<em>l\u2019\u2019Antologia di Spoon River <\/em>ndr) in Italia. Parlava della pace, contro la guerra, contro il capitalismo, contro in generale tutta la carica del convenzionalismo. Era tutto quello che il governo non ci permetteva di pensare \u2026e mi hanno messo in prigione e sono molto contenta di averlo fatto <strong>\u201c<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Scrive su Hemingway, uno dei grandi autori da lei tradotti:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi prese per mano, mi condusse alla sua tavola, mi fece sedere accanto a s\u00e9 e mi disse in quel suo bisbiglio cosi\u2019 difficile da capire finch\u00e9 non ci si era abituati :\u201d Raccontami dei Nazi\u201d. Fu l\u2019inizio di un\u2019amicizia che non fini\u2019 mai, perch\u00e9 la mia devozione continuo\u2019 anche dopo la sua morte\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cErnest Hemingway, pochi giorni prima di spararsi in bocca, mi aveva chiamata e mi aveva detto: \u201cNon posso piu\u2019 bere, non posso piu\u2019 mangiare, non posso piu\u2019 andare a caccia, non posso piu\u2019 fare l\u2019amore. Non posso piu\u2019 scrivere\u201d. La morte di cui Hemingway aveva condensato la tragedia della sua vita e aveva fatto visualizzare i molti piccoli preavvisi, le impalpabili previsioni, a chi lo aveva conosciuto; ma il dolore, l\u2019orrore, lo spavento per il vuoto in cui ci aveva gettato ci aveva colti lo stesso di sorpresa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Su Whitman scrive:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCentocinquant\u2019anni sono passati da quando questo ragazzaccio scamiciato, col cappello da cow-boy, fascinoso di un\u2019ambigua bellezza, giornalista e tipografo, figlio di un falegname, detestato dai professori e adorato dai ragazzi del suo tempo, capace di abbracciare tutti e di lasciarsi abbracciare da tutti, ricco di un vibrante ritmo americano, diretto e sincero, capace di affrontare il problema della situazione del Nuovo mondo, ha pubblicato a sue spese un libretto piccolino chiamandolo <em>Leaves of Grass<\/em> (Foglie d\u2019erba) . Questo ragazzaccio, capace in una ventina d\u2019anni di diventare il poeta piu\u2019 importante della letteratura americana di tutti i tempi, quel suo po\u2019 di educazione rudimentale l\u2019ha ricevuta nei sei anni che ha frequentato la scuola pubblica, cominciando nel 1825 e finendo a undici anni, quando si \u00e8 impiegato come fattorino in un ufficio di avvocati\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dopo gli attentati dell\u201911 settembre:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCon molto dolore per i morti e per la tragedia devo dichiararmi perdente e sconfitta perch\u00e9 ho lavorato 70 anni scrivendo esclusivamente in onore e in amore della non violenza e vedo il pianeta cosparso di sangue\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>(INTRODUZIONE A \u201cBEAT HIPPIE YIPPIE\u201d)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cQuesto libro, dolcissimo libro di sogni, di utopie, di dubbiose speranze, \u00e8 nato nel 1977, \u00e8 stato ristampato nel 1990, ha avuto una melanconica prefazione nel 1996; e ora viene riproposto ai giovani nuovi, magari gi\u00e0 figli dei giovani di allora, con le utopie e le speranze diventate ricordi, le intemperanze e le contestazioni diventate impegno nel non-impegno, il Moratorium Day e la pornografia della violenza diventati simboli di sconfitte che non si vorrebbero accettare senza speranza. Gli eroi di quei sogni sono quasi tutti ammutoliti nel destino, fotografie tragiche per ricordarli a chi riuscisse a dimenticarli, Allen Ginsberg al telefono a chiedere perdono mezz\u2019ora prima di morire, Gregory Corso svenuto su di lui morente dopo aver gridato piangendo \u201cDon\u2019t go\u201d mentre i monaci buddhisti invocavano col Bardo Thodol che si avviasse verso l\u2019eternit\u00e0, Jack Kerouac divorato dal suo veleno forse ancora aspettando che \u201cDio gli mostrasse il suo volto\u201d, Neal Cassady muto per sempre sulle rotaie del suo treno di frenatore, William Burroughs lontano dal suo Sud e dal suo Est, ignorando la sua nuova realt\u00e0, chiss\u00e0 se avr\u00e0 visto per ultimo i suoi rosei efebi impiccati nudi nella pelle dorata del crepuscolo, Richard Brautigan senza pi\u00f9 mitra consolatore, Philip Whalen accolto nel suo paradiso di parroco-zen, Jan Kerouac troppo bella per essere vera nell\u2019orrore dell\u2019eternit\u00e0, la moglie troppo patriota senza pi\u00f9 ragioni per vivere, tutti immersi nel silenzio immortale della realt\u00e0 ignara di sogni. I sogni li avete portati con voi, quei sogni fuori del tempo e dello spazio, che entrando adolescenti all\u2019Universit\u00e0 avete chiamato New Vision, e Kerouac li inventava, e Ginsberg li diffondeva, e i giovani li vivevano, e i giornali li divoravano e giocavano a chiamarli Beat, oh dolcissimi amici, mi avete proibito per quattro anni di usare questa parola, poi chiss\u00e0 cos\u2019\u00e8 successo, mi avete telefonato: \u201cThat\u2019s okay go ahead\u201d, e i vostri sogni sono entrati nel mondo. Sono entrati nel mondo insieme per sempre alla vostra memoria, tutti insieme, tutto in questi ultimi anni, troppo in fretta per poter impedire con le poesie e le parole e gli esempi \u2013 coi sogni, coi sogni, coi sogni \u2013 la guerra aborrita, le violenze aborrite, gli orrori aborriti, oh, amici dolcissimi, cosa avreste fatto per impedirle, per ricondurre i governi di tutto il mondo alle ragioni dell\u2019anima, lontano dalle ragioni della violenza. Non so che cosa, ma qualcosa avreste fatto, voi che eravate diventati i guru del mondo civile: forse avete cercato di dirmelo dalle vostre lapidi mute, dai vostri bei visi muti in fotografie senza pi\u00f9 speranze, con le vostre poesie che avete lasciato mute senza poterle finire. E allora, diteci cosa possiamo fare con le poesie che ci avete lasciato, coi ricordi che ci avete lasciato, con le parole che ci avete lasciato al telefono mezz\u2019ora prima del silenzio, al telefono dal vostro ultimo letto, al telefono dai vostri ultimi respiri. Amici dolcissimi, vi proteggano gli dei di tutti i tempi, di tutti i Paesi; e vi proteggano con voi i vostri sogni di non violenza e di pace\u2026.\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>(INTRODUZIONE A \u201cHEMINGWAY\u201d)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201c1961 Funerali. La mattina di gioved\u00ec 6 luglio 1961 il minuscolo centro montano di Ketchum nello Idaho fu sconvolto da una confusione che non aveva niente a che fare col solito afflusso turistico. Quattro giorni prima, la domenica 2 luglio all\u2019alba, si era ucciso Hemingway e da tutte le parti del mondo il 6 luglio arrivarono amici, giornalisti e curiosi che andavano a salutarlo per l\u2019ultima volta. La vedova Mary disse alla stampa che era stato un incidente: soltanto nel 1966 ammise il suicidio in un\u2019intervista del 6 settembre su Look di Oriana Fallaci. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quando la vidi a Venezia mi disse di aver vissuto per anni come nel buio di un lungo tunnel e mi raccont\u00f2 che Hemingway era riuscito a entrare nella cantina dove lei aveva nascosto tutti i fucili, aveva preso un fucile a due canne che aveva usato per anni nel tiro al piccione, aveva scelto qualche cartuccia, aveva richiuso a chiave la porta, aveva attraversato la stanza di soggiorno, aveva posato il fucile per terra e si era sparato la doppia cartuccia nella fronte. Il soffitto venne cosparso di lembi della sua testa. Indossava una vestaglia rossa e il lago di sangue nel quale precipit\u00f2 la rese pi\u00f9 rossa. I visitatori del 6 luglio non la videro: la videro soltanto Mary, crollando nel disastro, e il dottor George Xaviers che lo curava l\u00ec a Ketchum. Da lontano arrivarono i figli e i parenti, Patrick (Mouse) dall\u2019Africa, John\/Jack (Bumby) dallo Oregon, Gregory (Gigi) da Miami (racconta Gregory che i tre fratelli si riunirono in quell\u2019occasione per la prima volta dal 1941 quando erano andati a pesca col padre in Montana), il fratello Leicester da Florida Keys, le sorelle Marcelline da Detroit, Ursula da Honolulu, Madelaine dal Michigan, Carol da Long Island. Racconta il fratello Leicester che la mattina del 6 luglio erano arrivati \u201ctutti\u201d. Pochissimi poterono assistere al funerale: perfino dei dodici portatori onorari della bara furono ammessi alla cerimonia cattolica soltanto sei. Per entrare nel cimitero bisognava avere un biglietto di invito: chi non lo aveva rimase fuori pigiandosi davanti all\u2019ingresso. Alla tomba, vicina a quella di Taylor Williams detto Beartracks, antico compagno che aveva insegnato a Hemingway la caccia all\u2019orso ed era stato sepolto due anni prima sulla collina verdeggiante, si avvicin\u00f2 Mary vestita di nero e scortata dai tre figli del marito e prima di sedere si fece il segno della croce; poco dopo arriv\u00f2 padre Robert J. Waldmann con due chierichetti e mentre risuonava la voce di un telecronista cominci\u00f2 il servizio in latino passando all\u2019inglese per leggere i primi versetti del primo libro dell\u2019Ecclesiaste: Mary aveva fatto al sacerdote questa richiesta perch\u00e9 voleva sentir pronunciare il passo \u201cIl sole sorge ancora\u201d che aveva dato titolo al libro famoso, ma il padre lo salt\u00f2.  Mary si indign\u00f2 e, raccont\u00f2 poi, pens\u00f2 per un attimo di interrompere la cerimonia. Invece la cerimonia continu\u00f2: continu\u00f2 anche quando uno dei due chierichetti svenne per l\u2019emozione cadendo sulla grande croce di fiori bianchi che copriva la bara. Vennero pronunciate tre Ave Maria e tre Paternoster, poi la bara fu coperta di bronzo e calata nella tomba. Da quel momento il ricordo di Hemingway venne affidato ai libri che ha scritto e alla memoria di chi gli ha voluto bene\u2026.\u201d<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ogni settimana una poetessa, un poeta, un profilo, una citazione sul suo intendere il modo di costruire le parole, la sua poesia. Fernanda Pivano Il 21 agosto 2009 si svolgevano a Genova, la citt\u00e0 in cui era nata nel 1917&hellip;\n","protected":false},"author":2,"featured_media":23953,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[11620],"tags":[12523,12524,12526,12522,12527,12525],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26730"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26730"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26730\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26735,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26730\/revisions\/26735"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23953"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26730"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26730"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26730"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}