{"id":26700,"date":"2024-03-04T19:05:34","date_gmt":"2024-03-04T18:05:34","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=26700"},"modified":"2024-03-05T18:33:13","modified_gmt":"2024-03-05T17:33:13","slug":"inaugurato-il-musee-national-de-la-resistance-et-des-droits-humains","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2024\/03\/04\/inaugurato-il-musee-national-de-la-resistance-et-des-droits-humains\/","title":{"rendered":"Inaugurato il Mus\u00e9e National de la R\u00e9sistance et des Droits Humains"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Lo scorso venerd\u00ec 1 marzo, dopo anni di progettazione e di lavoro sul campo, \u00e8 stato ufficialmente inaugurato il rinnovato e ampliato<\/strong> <em><strong><a href=\"https:\/\/mnr.lu\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/mnr.lu\/\">Mus\u00e9e National de la R\u00e9sistance et des Droits Humains<\/a><\/strong> <\/em><strong>a Esch-sur-Alzette<\/strong> <strong>alla presenza del Primo Ministro del Granducato di Lussemburgo Luc Frieden e numerose autorit\u00e0 e personalit\u00e0 politiche e del mondo della cultura<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>IL MUSEO<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-26706 pk-lazyload\"  width=\"455\"  height=\"268\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 455px) 100vw, 455px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/museo-interno.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/museo-interno.png 652w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/museo-interno-300x177.png 300w\" ><figcaption>Foto: web<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il pronao antistante l\u2019edificio, non privo di solennit\u00e0, delimita uno spazio &nbsp;che ospita simboli dolorosi: una statua umana che emerge dal terreno (<em>Atlas, <\/em>realizzata dall\u2019artista Bruce Clarke nel 2022), spoglia e curva sotto il peso della sofferenza, un sarcofago nero che contiene le ceneri di vittime e resistenti ignoti e quattro grandi blocchi di pietra bianca, opere degli scultori<strong> Cito, Hulten e Kohl,<\/strong> in cui sono scolpite in rilievo scene dell\u2019occupazione, della vita del popolo durante l\u2019oppressione e infine della liberazione. Questi simboli anticipano il tono generale dei contenuti, che vogliono evidenziare pi\u00f9 il lato dolente che quello glorioso della Resistenza lussemburghese.<\/p>\n\n\n\n<p>I materiali esposti all\u2019interno, sin dalla prima grande sala al piano terra, <strong>seguono due impostazioni diverse e complementari<\/strong>: quella biografica che espone le vite di resistenti di diverse origini e destini, con fotografie e filmati curati dal nostro amico Donato Rotunno<strong>, e quella della storia generale<\/strong> in un lungo pannello orizzontale che ripercorre su due livelli gli eventi esterni e interni al Granducato. L\u2019effetto della sintesi, per chi la segue dall\u2019inizio alla fine, \u00e8 altamente emotivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Al piano superiore l\u2019esposizione continua con una ricca collezione di oggetti, scritti e stampe del periodo, testimonianze del tentativo di germanizzazione e nazificazione della popolazione e della spietata correzione ad ogni tentativo di reazione anche non violenta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Colpisce la sezione dedicata al collaborazionismo<\/strong> e a quell\u2019area grigia di acquiescenza, prevalentemente generata dalle necessit\u00e0 quotidiane di sopravvivenza pi\u00f9 che dalla convinta adesione che \u00e8 presente storicamente nella maggior parte delle situazioni analoghe a quelle vissute dal Lussemburgo tra il 1940 e il 1944.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019ultima sezione,<\/strong> dedicata ai diritti umani, pone a contatto il pubblico con gli avvenimenti e i testi fondanti del dopoguerra e mette in guardia, correttamente a nostro avviso, nei confronti delle teorie che tendono a considerare l\u2019 \u201cideologia\u201d dei diritti umani come un frutto delle sole civilt\u00e0 e cultura occidentali, non universalizzabile come valore condiviso dall\u2019Umanit\u00e0 intera.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>IL CONTESTO<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019alba del 10 maggio 1940, come parte della grande offensiva che in poche settimane porta i panzer del generale Guderian sulla Manica e provoca il crollo della Francia, le truppe tedesche invadono il Granducato di Lussemburgo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 la seconda violazione della neutralit\u00e0 lussembughese nel giro di pochi anni. Ma il Governo granducale, ammaestrato dalla precedente esperienza, ha gi\u00e0 preparato il piano di fuga che conduce la Granduchessa Charlotte prima in Portogallo, poi in Canada e infine a Londra, dove ha inizio l\u2019organizzazione della resistenza esterna e il difficile appoggio alla resistenza interna del Paese.<\/p>\n\n\n\n<p>La pesante occupazione tedesca dura quattro anni ed assume varie forme. In un primo tempo, dall\u2019estate 1940 a quella del 1942, il Lussemburgo viene posto sotto la diretta amministrazione della Germania. Vietato l\u2019uso della lingua francese, germanizzazione delle scuole e dell\u2019amministrazione, censimento mediante il quale si tenta di imporre l\u2019autodefinizione della popolazione come \u201ctedesca\u201d, mentre la maggior parte continua a definirsi \u201clussemburghese\u201d sfidando gli occupanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 30 agosto 1942 il Lussemburgo viene infine forzosamente annesso al Reich, il che implica tra l\u2019altro la chiamata alle armi di circa 10.000 cittadini, in maggior parte giovani, un buon terzo dei quali rifiuta la coscrizione e preferisce darsi alla macchia. Scoppiano scioperi in tutto il Paese, ai quali gli occupanti rispondono con persecuzioni e rappresaglie, che a loro volta rafforzano la volont\u00e0 di resistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Della comunit\u00e0 ebraica di circa 4.000 persone, 1.300 subiscono la deportazione; di questi a fine conflitto ne sopravviveranno solo 69.<\/p>\n\n\n\n<p>Lussemburgo viene liberata una prima volta dalle truppe americane il 10 settembre 1944. Ma non \u00e8 ancora finita: nel dicembre l\u2019ultima grande offensiva tedesca nelle Ardenne dilaga ancora nel territorio, fino alla liberazione definitiva del Granducato nel febbraio 1945 e al ritorno del Governo e della Sovrana nel mese di aprile.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019inaugurazione presieduta dal direttore del Museo Frank Schroeder \u00e8 stata accompagnata dagli intensi interludi musicali al violoncello del Maestro Andr\u00e9 Mergenthaler.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/mnr.lu\/manifestations\">mnr.lu\/manifestations<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Maurizio Zanella<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Lo scorso venerd\u00ec 1 marzo, dopo anni di progettazione e di lavoro sul campo, \u00e8 stato ufficialmente inaugurato il rinnovato e ampliato Mus\u00e9e National de la R\u00e9sistance et des Droits Humains a Esch-sur-Alzette alla presenza del Primo Ministro del Granducato&hellip;\n","protected":false},"author":2,"featured_media":26702,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[4316,7659],"tags":[12509,2035,301,12508,12511,12510,12507],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26700"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26700"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26700\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26724,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26700\/revisions\/26724"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26702"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26700"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26700"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26700"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}