{"id":26631,"date":"2024-02-21T13:49:54","date_gmt":"2024-02-21T12:49:54","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=26631"},"modified":"2024-02-21T14:53:03","modified_gmt":"2024-02-21T13:53:03","slug":"sudan-la-drammatica-destabilizzazione-del-granaio-africano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2024\/02\/21\/sudan-la-drammatica-destabilizzazione-del-granaio-africano\/","title":{"rendered":"Sudan. La drammatica destabilizzazione del granaio africano"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>di Carlo degli Abbati*<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>SUDAN IL MOSAICO ETNICO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 condominio anglo-egiziano dal 1899 il Sudan \u00e8 divenuto indipendente dal 1\u00b0 gennaio 1956. Dopo le dittature del gen. Ibrahim Abb\u00fbd fra il 1958 e il 1964 e del gen. Ja\u2019far Al-Numeyri (1969-1985) il paese \u00e8 ritornato sotto un regime militare con il colpo di stato di \u2018Umar Hassan al-Bash\u00eer del 30 giugno 1989 e l\u2019avvento del Fronte nazionale islamico, emanazione dei Fratelli Musulmani, di Hassan al-Turabi e Omar al-Bechir, con l\u2019obiettivo di reislamizzare l\u2019intero Sudan, comprese le popolazioni cristiane e animiste del sud. In seguito si ebbe la trasformazione in governo civile nel 1993 a guida del NCP (National Congress Party) durato sino al colpo di stato militare del 2019.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-26632 pk-lazyload\"  width=\"410\"  height=\"512\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 410px) 100vw, 410px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/image-819x1024.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/image-819x1024.png 819w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/image-240x300.png 240w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/image-768x961.png 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/image-800x1001.png 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/image.png 996w\" ><figcaption><strong>Carta politica<\/strong><br>Source: University of Texas, Perry Castaneda Library Map Collection \u2013 Courtesy of the Un. of Texas Libraries, The University of Texas at Austin<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Da allora la situazione del paese \u00e8 rimasta sospesa. La dichiarazione costituzionale del 4\/17 agosto 2019 aveva previsto la formazione di organi provvisori in attesa di nuove elezioni. L\u2019organo supremo \u00e8 il Consiglio sovrano del Sudan costituito di sei militari e sei civili, a cui deve rendere conto il governo, mentre manca un vero e proprio Parlamento dato che il Consiglio legislativo di transizione non \u00e8 mai stato insediato. Di recente, la guerra interna scoppiata il 15 aprile 2023 fra le forze armate sudanesi (FAS) capitanate dal gen. Abdel Fattah Abdelrahman Al-Burhane e la struttura paramilitare delle Forze di Intervento Rapido (FSR) condotte dal gen. Mohammed Hamdan Daglo, detto Hemetti, ha provocato una delle piu\u2019 gravi crisi umanitarie del continente africano e minaccia la stabilit\u00e0 dell\u2019intera regione. I due generali avevano nel 2021 raggiunto un accordo per un\u2019azione comune di rovesciamento del governo civile istaurato dopo la caduta di al-Bashir. Ma la recente prospettiva di un inquadramento delle SFR nell\u2019esercito regolare hanno acuito le tensioni fra i due schieramenti. Dopo quasi nove mesi di conflitto il quadro del paese \u00e8 totalmente frantumato. L\u2019esercito regolare di Al-Burhane non controlla che una parte esigua di territorio fra il Mar Rosso e il Nilo Azzurro oggi incentrata su Port Sudan. Le truppe paramilitari ben equipaggiate possono contare sui mezzi finanziari accumulati dal 2013 con l\u2019invio di mercenari nello Yemen, il contrabbando dell\u2019oro per conto degli EAU e i saccheggi di cui si fanno responsabili. Il SFR controlla in gran parte la capitale Khartum e la zona occidentale del Darfur e avanza nel Kordofan assicurandosi le vie di approvvigionamento con Libia, Ciad, repubblica Centro-Africana. Con dei contingenti soprattutto arabi i membri delle SFR sono visti come dei miliziani tribali che difendono degli interessi clanici e proseguono nel Darfur la pulizia etnica iniziata nel 2003 dai miliziani Janjawid.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Sudan, secondo paese in estensione dell\u2019intero continente africano dopo l\u2019Algeria, con 1.844.797 km2, ha una popolazione stimata di oltre 45 milioni di ab. che costituisce un mosaico etnico di 19 etnie divise in 597 sottogruppi. Le componenti principali sono gli Arabi 40% (Kababish, Abbala), i Nubiani 10%, i Beja 7%, i Sudsudanesi 30% di cui Niloti (Nuer, Dinka, Schilluku, Jur, Annak, allevatori), Nilohamiti nomadi, Sudanidi, Africani neri non sudanesi (Fur e Nuba). Con una popolazione in maggioranza musulmana, 90,7% , ma con confessioni minori cattoliche, 3%, animiste, 2,8%, protestanti 2,1%.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-26633 pk-lazyload\"  width=\"279\"  height=\"350\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 279px) 100vw, 279px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/image-1.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/image-1.png 557w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/image-1-239x300.png 239w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Dopo un periodo in cui il richiamo all\u2019islam aveva giocato come fattore di unificazione durante il periodo di governo islamista di al-Bashir e il riferimento ideologico alle predicazioni di Hasan al-Turabi il paese \u00e8 ritornato alla sua frantumazione tribale. Le regioni meridionali sono state per decenni teatro di una sanguinosa guerra civile iniziata dal movimento Anya Nya fra il 1955 e il 1972 e poi continuata con lo SPLA (Esercito Popolare di Liberazione del Sudan) braccio armato del movimento SPLM sino agli accordi di Nairobi del 2005 e il riconoscimento del governo autonomo del Sudan del Sud. Movimenti autonomistici come il JEM (Movimento per la Giustizia e l\u2019Equit\u00e0) sono stati attivi nel Darfur dove dal 2003 popolazioni locali come i Massalit hanno formato oggetto di persecuzioni e di pulizia etnica da parte dei miliziani arabi Janjawid che in parte si ritrovano nelle formazioni delle SFR. Nelle regioni del Kordofan Meridionale e del Nilo Azzurro una frazione del SPLM ha ripreso le armi dal 2011. La guerra interna ha prodotto in nove mesi piu\u2019 di 12.000 morti e lo sfollamento di 7 milioni di persone di cui un milione hanno cercato rifugio nei paesi vicini come il Ciad. La possibile concretizzazione in Sudan di una evoluzione di una situazione alla libica inquieta le cancellerie. Posto all\u2019incrocio fra il Sahel e il Corno d\u2019Africa, confinante con paesi gi\u00e0 teatro di conflitti un Sudan destabilizzato potrebbe coinvolgere l\u2019intera regione e essere all\u2019origine di correnti migratorie di grande portata. Nella confusa situazione del paese si puo\u2019 anche distinguere il \u201cteatro delle ombre\u201d dei paesi esterni dal Ciad che ospita le truppe francesi allontanate da Mali, Burkina Faso e Niger che si sono anche dimessi dalla CEDEAO- la Comunit\u00e0 Economica dei Paesi dell\u2019Africa Occidentale- l\u2019Egitto, gli Emirati e la stessa Russia, oltre agli Stati Uniti che progressivamente riprendono nella regione un ruolo che sembrava abbandonato sin dati tempi di Obama. Eppure il paese attraversato dal corso del Nilo Bianco e del Nilo Azzurro potrebbe configurarsi in condizioni di stabilit\u00e0 politica come il vero granaio dell\u2019Africa e contribuire alla sicurezza alimentare dell\u2019intero continente. Oltre al cotone prodotto nelle pianure della Gezira il Sudan produce per l\u2019esportazione sesamo, arachidi, datteri, banane, pomodori, agrumi, canna da zucchero, sorgo, miglio, mais, frumento, manioca. E\u2019 anche il primo esportatore al mondo di gomma arabica ricavata dall\u2019Hashab (Acacia Senegal). Il paese possiede anche riserve di petrolio nelle regioni meridionali (Muglad, Abu Jabra, Heglig) collegate da oleodotti alle raffinerie di Khartum, El-Obeid, Port Sudan. Ma nel paese si estraggono anche oro, cromite, sale, manganese. L\u2019industria sudanese comprende invece i settori di trasformazione, zuccherifici, oleifici, distillerie ma anche industrie tessili, cementifici ed una grande centrale idroelettrica. Ma il quadro di instabilit\u00e0 politica rende problematico lo sfruttamento delle reali risorse del paese.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Encadre <\/strong><strong>La Repubblica del Sudan con 45,6 milioni di ab. (stima 2021) su una superficie di 1.844.797 km2 ha una densit\u00e0 abitativa di 24,72 ab.\/km2. Ha conosciuto una regressione progressiva dell\u2019indice di sviluppo umano -HDI- passato dall\u20190,514 del 2018 allo 0,508 del 2021. Nelle classifiche del PNUD il paese \u00e8 oggi collocato al 172\u00b0 posto sui 191 paesi censiti, fra i paesi a Basso Sviluppo Umano -LHD-. Presenta un PIL di 35,151 Miliardi di USD (2020) e un PIL pro-capite annuo di 3.575 USD (in PPA 2017) nel 2021 che \u00e8 stato in effettivo di appena 773 USD nel 2020. Dal 2014 (0,342) non \u00e8 disponibile l\u2019indice di Gini in vigore nel paese. Per fare un confronto nel 1997 il PIL pro-capite era invece piu\u2019 elevato, a 3.619 USD (in PPA 2017). Nelle attivit\u00e0 economiche l\u2019agricoltura costituisce il 21,5 % del PIL, il settore secondario il 21%, il settore terziario il 57,5 %. In termini di forza lavoro, l\u2019attivit\u00e0 principale \u00e8 costituita dal settore terziario con il 43,8 % degli attivi, mentre un altro 16,2 % \u00e8 attivo nel settore secondario, mentre il settore primario d\u00e0 lavoro al 39,9 % della popolazione attiva.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il paese oltre ad una buona produzione cerealicola e di agrumi, cui si aggiunge la produzione di cotone (al-Gezira), presenta dei giacimenti di petrolio nelle regioni meridionali del paese (Muglad, Abu Jabra e Heglig) collegati da oleodotti alle raffinerie di Khartum, El Obeid, Port Sudan. Nel paese si estrae anche oro, cromite, manganese, sale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La aspettativa di vita alla nascita \u00e8 salita in media dai 49,73 anni del 1990 ai 65,26 del 2021, 67,87 anni per le donne e 62,74 per gli uomini. La fecondit\u00e0 \u00e8 di 4,3 (2020) e la mortalit\u00e0 infantile \u00e8 del 39,9 per mille (2020). La scolarit\u00e0 attesa \u00e8 in media di 7,94 anni nel 2021 D 7,74 U 8,14. La scolarit\u00e0 effettiva \u00e8 di 3,82 anni nel 2021 D 3,42 U 3,82. Nella difficile congiuntura conosciuta dal paese il debito estero \u00e8 salito nel 2020 a 22,954 Miliardi USD. Il paese ha conosciuto nel 2021 una alta inflazione interna, 359,1 %, mentre la disoccupazione riguarda il 19,8 % della popolazione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il bilancio dello Stato \u00e8 stato per il 2020 di in Sudanese Pound Uscite 759.925 mil. Entrate 568.003 mil., con un deficit di 25,2 %. (1 USD = 601 Sudanese Pound).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sulle componenti attuali del bilancio non si hanno informazioni probanti. Il paese contava nel 2018 il 39,3 % di analfabeti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La spesa pubblica per la sanit\u00e0 era nel 2019 del 1,0% del PIL.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Altri indicatori sociali riguardano l\u2019accesso all\u2019 acqua potabile del 60,4% della pop. (2020); il consumo di energia elettrica: 306 kWh\/ab. (2019), la disponibilit\u00e0 di calorie ab.\/g.: 2.586 ( 2019-2021); l\u2019emissione di CO2 \/ab.: 0,43 t. (2021); disponibilit\u00e0 di tel. 3 pe 1000 ab. e di cell. 802 per 1000 ab. (2020).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le statistiche di genere sono invece regolarmente fornite al PNUD. Il GDI (Gender Development Index) e il GII (Gender Inequality Index) sono stati rispettivamente nel 2021 di 0,870 e di 0,5531, entrambi in progressione rispetto ai valori registrati nel 1990, 0751 e 0,746 rispettivamente.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bibliografia consigliata<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<strong>DONALD FEATHERSTONE, <\/strong><em><strong>Khartoum 1885. <\/strong><\/em><em><strong>General Gordon\u2019s Last Stand,<\/strong><\/em><strong> Praeger, 2005<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<strong>IAN KHNIGHT-RAFFAELE RUGGERI, <\/strong><em><strong>British Infantryman vs Mahdist Warrior: Sudan<\/strong><\/em><strong>, Osprey, 2021<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<strong>RICHARD COCKETT, <\/strong><em><strong>Sudan: Darfur and the Failure of an African State<\/strong><\/em><strong>, Yale Un. Press, 2016<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>*<em>Gi\u00e0 docente di Economia dello Sviluppo presso lo stesso Ateneo e di Storia dei Paesi musulmani presso il Dip. di Lettere e Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Trento, \u00e8 stato funzionario responsabile del controllo della cooperazione europea allo sviluppo presso la Corte dei Conti Europea a Lussemburgo.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Carlo degli Abbati* SUDAN IL MOSAICO ETNICO Gi\u00e0 condominio anglo-egiziano dal 1899 il Sudan \u00e8 divenuto indipendente dal 1\u00b0 gennaio 1956. Dopo le dittature del gen. Ibrahim Abb\u00fbd fra il 1958 e il 1964 e del gen. 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