{"id":26075,"date":"2024-01-17T08:31:00","date_gmt":"2024-01-17T07:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=26075"},"modified":"2024-01-15T22:36:22","modified_gmt":"2024-01-15T21:36:22","slug":"il-sahel-dai-regni-medievali-delloro-al-jihadismo-attuale-una-storia-africana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2024\/01\/17\/il-sahel-dai-regni-medievali-delloro-al-jihadismo-attuale-una-storia-africana\/","title":{"rendered":"Il Sahel. Dai regni medievali dell\u2019oro al jihadismo attuale: una storia africana"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>La regione sahelica, oggi tormentata dal jihadismo e da una successione di colpi di stato, \u00e8 stata nel Medio Evo, molto prima della colonizzazione europea, sede di alcuni regni ricchi e potenti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si distinguono da Ovest ad\u00a0 Est il Tekrur,\u00a0 l\u2019Audaghost, il Ghana, Gao e Tadmekka. Nell\u2019VIII secolo, la fondazione della citt\u00e0-stato di Sidilimassa, ai margini del deserto marocchino, costituisce l\u2019inizio del grande commercio transahariano. Nella seconda met\u00e0 dello stesso secolo, molto prima che il geografo alla Corte di Ruggero il Normanno, Ibn al-Idrisi, celebrasse ammirato nel XII secolo i \u201dgrattacieli\u201d della Genova medievale, l\u2019astronomo arabo al-Fazari descriveva il regno del Ghana come \u201cil paese dell\u2019oro\u201d. Dal X secolo una chiara documentazione prova che nel Sahel Occidentale esistono dei solidi regni che controllano il commercio dell\u2019oro che viene acquistato nelle citt\u00e0 carovaniere di transito o nelle capitali reali.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-26076 pk-lazyload\"  width=\"428\"  height=\"321\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 428px) 100vw, 428px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/sahel-1-1024x768.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/sahel-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/sahel-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/sahel-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/sahel-1-800x600.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/sahel-1-1160x870.jpg 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/sahel-1.jpg 1386w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Le rotte dell\u2019oro nel XI Secolo<\/strong> \u00a0Se per il periodo medievale manca una documentazione scritta, dato che la grande avventura dei manuscritti arabi dell\u2019Ovest africano comincia solo dal XVI secolo, abbiamo comunque delle acquisizioni indirette. Sappiamo cos\u00ec che se l\u2019economia dell\u2019Europa nel XV secolo manca drammaticamente di metalli preziosi e soprattutto d\u2019oro, l\u2019unica risorsa disponibile in questa crisi dei metalli \u00e8 l\u2019oro africano. L\u2019oro che arriva sino agli approdi del Nord-Africa e che le galee genovesi e pisane trasportano verso l\u2019Europa viene dal Sudan, in cambio di tessuti di lana, cotone d\u2019Oriente, fustagno di Lombardia, carta e sete ormai prodotte anche fuori dalla Cina, nell\u2019Impero di Bisanzio. L\u2019oro del Sudan \u00e8 \u201cl\u2019auro tiberi\u201d, della c.d \u201cinsula tiber\u201d, espressione di derivazione araba che significa \u201cl\u2019isola dalla polvere d\u2019oro\u201d. Si tratta dell\u2019isola senegalese di Bambouk posta nella regione di confine senegalese-gambiana fra due affluenti del fiume Senegal, il Fal\u00eame e il Bafing, situata allora In Senegambia ai confini con il Sudan. E\u2019 questo l\u2019oro africano del Sudan, che arriva in Europa attraverso due vie diverse. la prima, traversa il Sahara ed arriva nei porti mediterranei dell\u2019Ifriqiiya (Tunisia\/Algeria), Algeri, Orano e Honein in particolare. Le carovane collegano i porti verso il Touat, il Sahara sino a Timbuktu. Sulla costa della Berberia l\u2019oro \u00e8 l\u2019oro \u201ctiberi\u201d, i genovesi lo usano come unit\u00e0 monetaria. Ci sono anche i barcellonesi che trasportano l\u2019oro su navi catalane, ma anche cera e datteri, per Barcellona o Majorca.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-26077 pk-lazyload\"  width=\"454\"  height=\"302\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 454px) 100vw, 454px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/sahel2.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/sahel2.jpg 605w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/sahel2-300x200.jpg 300w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Bambouk, la regione medievale dell\u2019oro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019altra via \u00e8 quella occidentale, con l\u2019oro che arriva alla costa occidentale del Marocco e da qui raggiunge Cadice. In concorrenza con i genovesi, le galee fiorentine caricano a Cadice oro, cuoio lavorato, grano. I fiorentini, sulle orme dei genovesi, l\u2019oro lo esportano anche verso il Mare del Nord, nelle Fiandre e in Inghilterra. Nel XIV secolo Giovanni di Carignano, autore del celebre planisfero studiato da La Ronci\u00e8re, parla di Sidilimassa, tappa sulla via del Touat e del Tafilalet come \u201c<em>la porta del Sahara verso la terra dei negri, il paese dell\u2019origine dell\u2019oro, una delle pi\u00f9 grandi citt\u00e0 del Maghreb e delle pi\u00f9 illustri nell\u2019universo<\/em>\u201d, la citt\u00e0 da cui \u201c<em>i mercanti portano mercanzie senza valore e tornano con cammelli carichi di oro<\/em> <em>grezzo<\/em>\u201d. Commercio che susciter\u00e0 la cupidigia di molti, una vera corsa all\u2019oro africano, con viaggi dei genovesi Antonio Usodimare sulla costa del Gambia (1455), Antonio di Noli a Capo Verde (1460), di Antonio Malfante verso l\u2019interno, che raggiunge Touat nel 1447. Nella regione sahelica l\u2019Islam arriva nel X secolo, il viaggiatore arabo Ibn Hawqal visita Sidilimassa e Audaghost nel 952 e vi nota la prima moschea. Anche a Tadmekka i musulmani marcano la loro presenza con delle iscrizioni in lingua araba sulle pareti del massiccio sahariano dell\u2019Adrar d\u2019Ifogas. Ma Hawqal riporta anche della preminenza nella regione del regno del Ghana. Qualche anno dopo \u00e8 il geografo andaluso al-Bakri che ci lascia una descrizione del Sahel occidentale fra il 950 e il 1068. Il regno del Ghana appare ai visitatori come il regno dell\u2019oro. Del resto, nell\u2019XI secolo la scoperta di un giacimento di salgemma nel Sahara&nbsp; a Teghaza, a met\u00e0 strada fra la capitale Koumbi e Sidilimassa, aveva aperto un nuovo asse transahariano a favore del Ghana. A met\u00e0 dell\u2019XI secolo, una dinastia berbera del Nord Africa Occidentale, che sono dei discendenti dei Sanh\u00e2gah del ceppo el-Br\u00e2nes, oltre ad invadere l\u2019Andalusia, scendono verso il Sahara e fondano a Marrakesh la loro capitale nel 1062. Conquistano Audaghost nel 1054, ma non sono loro a convertire all\u2019Islam i regni sahelici. Gi\u00e0 dall\u2019XI secolo le dinastie di Tekrur, del Ghana e di Gao sono islamizzate, anche se l\u2019Islam coesiste con le religioni politeiste locali, come conferma proprio Ibn al-Idrisi nel 1154.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima grande modifica del paesaggio politico dell\u2019Africa dell\u2019Est ha inizio invece nella prima met\u00e0 del XIII secolo. Nella savana sahelica il piccolo regno di Malal (Mali) inizia un\u2019espansione e conquista Gao nel 1300. Il sultanato del Mali si estende rapidamente sino ad Aulil&nbsp; ad est&nbsp; di Kumbi e provoca il declino del Regno del Ghana. Sull\u2019importanza del Sultanato del Mali si hanno delle evidenze documentali: il viaggio del Sultano Mansa Mussa di tre mesi al Cairo nel 1324 sulla via della Mecca e le cronache di Ibn Battuta, storico marocchino delle Crociate, che viaggia nel 1352-53 da Sidlimassa-Teghaza e Oualata sino alla capitale del Mali, descrivendola come un centro amministrativo importante.<\/p>\n\n\n\n<p>Vittima della sua eccessiva espansione territoriale, il sultanato del Mali decade circa un secolo dopo. Timbuktu \u00e8 invasa da trib\u00f9 arabo-berbere Tuareg nel 1433, mentre la dinastia songhai dei Sonni stabilitasi a Gao inizia una serie di conquiste avviate dal Re Sonni Ali Ber fra il 1464 e il 1492. Una nuova egemonia sul Sahel occidentale \u00e8 esercitata dal regno di Songhai con Ali Ber e con il successore Askia Mohammed che fonda una dinastia che prende le forma di un sultanato islamico. Il Songhai ha una storia documentata da cronache che risalgono al XVII secolo, il <em>Tarikh al-Sudan<\/em> d\u2019Al-Saadi e il <em>Tarikh<\/em> di Ibn al Mukhtar. Ma il sultanato giunge ormai all\u2019era della globalizzazione post-medievale, segnata dalle scoperte atlantiche del XV e XVI secolo e dall\u2019arrivo in Africa del Nord dell\u2019Impero Ottomano nel 1517, che si limita peraltro a ripetere le conquiste del <em>limes<\/em> romano senza addentrarsi profondamente nel continente. Evoluzione forse gi\u00e0 percepita da Askia Mohammed che, nel XV secolo, aveva conquistato l\u2019oasi di Teghaza, in pieno Sahara, per controllare la via principale del commercio transahariano attraverso Touat dopo la decadenza di Sidilimassa. Saranno i Saadiani del Marocco a mettere fine nel 1591 al sultanato del Songhai. Pochi anni dopo la scoperta dell\u2019America, nel 1503 il primo carico di schiavi africani a bordo di un galeone spagnolo toccher\u00e0 Hispaniola. La tratta degli schiavi cominciata dai portoghesi, dopo le spedizioni africane di Diego C\u00e3o, Bartolomeo Dias, Pedro Alvares Cabral (1482-1501), rester\u00e0 comunque un monopolio iberico per tutto il XVI secolo. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-26079 pk-lazyload\"  width=\"504\"  height=\"325\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 504px) 100vw, 504px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/tratta.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/tratta.png 672w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/tratta-300x193.png 300w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Dal XVII secolo questo monopolio sar\u00e0 contestato da altri paesi del Nord Europa, in primis olandesi e britannici, poi anche francesi, dopo che Luigi XIII nel XVII secolo ha autorizzato la tratta. Nel 1829 si arriver\u00e0 numericamente al massimo di 110.000 schiavi africani destinati dalle potenze europee alle colonie americane, che verr\u00e0 abolita completamente dalle stesse solo nel 1927 con la abolizione britannica per l\u2019Higiaz e il Negd. Intanto, per tre secoli, il continente africano dovr\u00e0 subire un duplice pregiudizio, dovuto alla privazione di una popolazione giovane deportata verso le colone americane e all\u2019arrivo di merci legate alla tratta che avr\u00e0 contribuito alla distruzione delle produzioni locali, ulteriormente affossate dalla economia di piantagione creata in funzione dei consumi di madrepatrie lontane, nelle colonie europee d\u2019Africa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carlo degli Abbati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em><u>BIBLIOGRAFIA CONSIGLIATA<\/u><\/em><\/p>\n\n\n\n<ul><li>Francesco GABRIELI, <em>Storici arabi delle crociate<\/em>, Einaudi, Torino, 2000<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul><li>Jacques HEERS, <em>Genova nel Quattrocento<\/em>, Jaca Books, 1984<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul><li>H.COLLET-F.-X. FAUVELLE \u2013 J. SIRUN (ed.), <em>Atlas historique de l\u2019Afrique. De la pr\u00e9histoire \u00e0 nos jours<\/em>, Autrement, 2019<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><strong><em>*Carlo degli Abbati insegna Diritto dell\u2019Unione Europea al Dip. di Lingue e Culture Moderne dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Genova. Gi\u00e0 docente di Economia dello Sviluppo presso lo stesso Ateneo e di Storia dei Paesi musulmani al Dip. di Lettere e Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Trento \u00e8 stato funzionario responsabile del controllo della cooperazione europea allo sviluppo presso la Corte dei Conti Europea a Lussemburgo.<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La regione sahelica, oggi tormentata dal jihadismo e da una successione di colpi di stato, \u00e8 stata nel Medio Evo, molto prima della colonizzazione europea, sede di alcuni regni ricchi e potenti Si distinguono da Ovest ad\u00a0 Est il Tekrur,\u00a0&hellip;\n","protected":false},"author":2,"featured_media":26076,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[10898],"tags":[1404,7117,11146],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26075"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26075"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26075\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26083,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26075\/revisions\/26083"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26076"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26075"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26075"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26075"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}