{"id":25703,"date":"2023-12-13T19:34:53","date_gmt":"2023-12-13T18:34:53","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=25703"},"modified":"2023-12-13T19:34:54","modified_gmt":"2023-12-13T18:34:54","slug":"siria-la-guerra-mondiale-passa-anche-dal-medio-oriente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2023\/12\/13\/siria-la-guerra-mondiale-passa-anche-dal-medio-oriente\/","title":{"rendered":"Siria. La guerra mondiale passa anche dal Medio Oriente"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Un Paese dalla storia antichissima, antica provincia romana, \u00e8 stato simbolo importante del cristianesimo. Stretto in passato tra alawiti e sunniti, oggi \u00e8 dilaniato da una spietata guerra civile, divampata dopo le primavere arabe che, secondo i dati  UNHCR<\/strong>, <strong>conta 13 milioni di sfollati di cui un milione ha chiesto asilo in Europa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-25750 pk-lazyload\"  width=\"454\"  height=\"338\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 454px) 100vw, 454px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/siria1.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/siria1.png 605w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/siria1-300x223.png 300w\" ><figcaption>Source: University of Texas, Perry Castaneda Library Map Collection \u2013 Courtesy of the Un. of Texas Libraries, The University of Texas at Austin<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La Siria, attualmente nella tragica condizione illustrata dai media, \u00e8 una regione dalla storia antichissima che scoperte pi\u00f9 antiche e scavi pi\u00f9 recenti hanno portato progressivamente in luce.\u00a0 Gli scavi interessanti l\u2019intera Mesopotamia della met\u00e0 del XIX Secolo (di Paul-Emil Botta a Khorsabad nel 1843 e di Layard nel 1845) sono ripresi nel 1934 con gli scavi di Andr\u00e9 Parrot che mettono in luce la citt\u00e0 di Mari.<strong> Ma sono gli archeologi italiani a scoprire nel 1975 la citt\u00e0 di\u00a0Ebla, l&#8217;attuale Tell Mardikh.<\/strong> Gli scavi\u00a0 provano che nella Siria settentrionale<strong>, Ebla<\/strong>, fondata intorno al 3000 a.C., fu a capo alla met\u00e0 del\u00a0III millennio a.C.\u00a0(2500-2400 a.C.) di un vasto impero che si estendeva tra il\u00a0Mar Rosso, l&#8217;Anatolia\u00a0e la\u00a0Mesopotamia, e intratteneva relazioni commerciali con l&#8217;impero mesopotamico di Sumer e Akkad fondato da Lugalzagghisi di Uruk, precedente i Babilonesi . La citt\u00e0 venne poi conquistata da\u00a0<strong>re<\/strong> <strong>Sargon di Akkad\u00a0i<\/strong>ntorno al 2260 a.C. Agli inizi del\u00a0II millennio a.C.\u00a0fior\u00ec nuovamente come centro degli\u00a0Amorriti\u00a0fino alla conquista da parte degli\u00a0Ittiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel&nbsp;II millennio a.C.&nbsp;i territori siriani vedono gli stanziamenti di popolazioni&nbsp;cananee ed&nbsp;aramaiche&nbsp;e furono probabilmente interessati dalle migrazioni dei&nbsp;Popoli del Mare. La regione siriana fu a lungo contesa tra&nbsp;Egizi&nbsp;(XVI secolo a.C.),&nbsp;Assiri&nbsp;e&nbsp;Hittiti&nbsp;(XIV secolo a.C.).<\/p>\n\n\n\n<p>Furono ancora gli\u00a0 Assiri a dominare la regione (VIII -VII secolo a.C.). A partire dal VI secolo a.C., la Siria fece parte dell&#8217;Impero persiano\u00a0e, dopo le conquiste di\u00a0Alessandro Magno, dello stato\u00a0seleucide. Fu il diadoco Seleuco I Nicator a fondare Seleucia come capitale. In questo periodo la Siria fu sottoposta ad un intenso processo di ellenizzazione che tuttavia non riusc\u00ec a sradicare gli idiomi autoctoni di origine semitica (fra cui il\u00a0siriaco, dialetto dell&#8217;aramaico, all\u2019origine dell\u2019arabo antico) che sopravvissero nelle zone rurali e, in minor misura, nelle citt\u00e0. Dopo le conquiste romane di\u00a0Pompeo\u00a0(64 a.C.) <strong>la Siria entra a far parte della\u00a0provincia romana\u00a0di\u00a0<em>Siria<\/em>, con capoluogo\u00a0Antiochia, che fu una delle maggiori metropoli dell&#8217;impero.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel terzo secolo i destini dell\u2019impero romano, ormai in decadenza, nella regione si incrociano con la storia di un\u2019antica citt\u00e0 carovaniera, Palmira, Tadmur. Incapaci di superare con la loro pesante fanteria l\u2019agilit\u00e0 della cavalleria dei Parti persiani dotati di archi compositi ben pi\u00f9 potenti degli archi romani, (chi non ricorda la sconfitta di Marco Licinio Crasso a Carre dove muoiono 40.000 sodati romani e solo qualche centinaio di Parti?) Roma aveva attribuito al re di Palmira, Odenato, il controllo della zona tampone siro-irachena come \u201c<em>Corrector totius Orientis<\/em>\u201d fino al tentativo, frustrato da Aureliano nel 274 d.C., della vedova di Odenato <strong>Zenobia<\/strong>, <strong>Bat Zadbai,<\/strong> di affrancarsi\u00a0 dal legame con Roma. L\u2019importanza di Palmira era legata alle strade carovaniere dell\u2019impero persiano che dall\u2019India e dall\u2019Iran conducevano in Siria, in Palestina o in Asia Minore, e che finivano per creare lungo di esse\u00a0\u00a0 delle proprie citt\u00e0, come aveva fatto la via indo-araba che attraversava la Penisola arabica con le due strade\u00a0 carovaniere occidentale e orientale, la prima attraversante l\u2019Hijiaz di Mecca e Yathrib, la Medina del Profeta. Si erano cos\u00ec create Damasco, Hama, Homs, Aleppo. Ma anche Seleucia, Dura Europos, Palmira e, nell\u2019attuale Giordania, Gerash e la Petra dei Nabatei.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La Siria ebbe anche un ruolo significativo nella\u00a0storia del Cristianesimo: l&#8217;episodio della\u00a0Conversione di Paolo\u00a0\u00e8 riportato come avvenuto &#8220;sulla via di Damasco&#8221; e lo stesso apostolo vi doveva fondare la chiesa di\u00a0Antiochia.<\/strong> Nel 639 d.C. la regione venne conquistata dagli\u00a0Arabi\u00a0e\u00a0Damasco\u00a0fu il centro del\u00a0califfato\u00a0omayyade, divenendo uno dei pi\u00f9 importanti centri culturali e religiosi dell&#8217;intero mondo\u00a0islamico. Dopo le prime crociate, nel\u00a0XII secolo, \u00a0alcuni territori furono governati dai cavalieri\u00a0crociati\u00a0(Antiochia, Tripoli, Edessa), mentre i domini musulmani erano suddivisi tra i turchi\u00a0Selgiuchidi\u00a0nel nord e gli arabi\u00a0sciiti Fatimidi\u00a0a sud, mentre numerose citt\u00e0 si amministravano autonomamente (come Damasco sotto i\u00a0Buridi). Tra il 1174 e il 1250 la regione fu sotto il dominio della dinastia degli\u00a0Ayyubidi, che agli inizi del\u00a0XIII secolo\u00a0sub\u00ec l&#8217;invasione dei\u00a0Mongoli con H\u0215leg\u0215,l\u2019<em>Ilkhan<\/em> di Mesopotamia che distrusse Baghdad nel 1258. In seguito furono i Mamelucchi\u00a0turchi e circassi a sostituirsi agli Ayyubidi e a governare la regione fino alla conquista ottomana. Conquistata dal\u00a0sultano\u00a0Selim I, la Siria nel 1517 entr\u00f2 a fare parte con la Libia dell&#8217;Impero ottomano\u00a0e venne amministrata dai &#8220;neo Mamelucchi&#8221; per conto dei sultani di Costantinopoli fino alla Prima Guerra Mondiale. Dopo la sconfitta degli Ottomani al fianco degli Imperi Centrali, la Siria entra a far parte del mandato francese nel 1920, assegnata, secondo gli accordi Sykes-Picot del 1916, alla Francia insieme al Libano (Jebel Druse). La Gran Bretagna conservava invece l\u2019Iraq\u00a0 e la Transgiordania. Scelta comprensibile se si considera che i britannici avevano gi\u00e0 trovato il petrolio a Mossul all\u2019inizio del secolo XX e per questo avevano accelerato lo scoppio della Prima guerra Mondiale nei Balcani, timorosi che dopo la costruzione della <em>Bagdadbahn<\/em> da Istanbul a Bagdad con l\u2019impegno della Germania e dell\u2019Impero Ottomano avrebbero visto dal Golfo Persico, da Basrah, una <em>Kriegsmarine<\/em> minacciare il monopolio talassocratico inglese sul mondo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-25753 pk-lazyload\"  width=\"489\"  height=\"332\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 489px) 100vw, 489px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/siria2.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/siria2.jpg 605w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/siria2-300x203.jpg 300w\" ><figcaption>Source: University of Texas, Perry Castaneda Library Map Collection \u2013 Courtesy of the Un. of Texas Libraries, The University of Texas at Austin<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Dopo la Seconda Guerra mondiale la Siria diventa indipendente dal 1946 e fra il 1958 e il 1961 fa parte con lo Yemen dell\u2019Egitto nasseriano della R.A.U. (Repubblica Araba Unita). Nel 1963, con un colpo di stato militare un partito laico socialista nazionalista panarabo (Baath) prende il potere, fortemente osteggiati dal movimento della Fratellanza\u00a0 musulmana, soprattutto concentrato nelle cit\u00e0 di Hama e Homs. Nel 1970, dopo la sconfitta nella guerra dei Sei Giorni del 1967 con Israele e l\u2019occupazione da parte dell\u2019esercito israeliano delle alture del Golan, un colpo di stato del gruppo alawita all\u2019interno del Baath porta al potere la famiglia <strong>Asad prima con H\u00e2fiz al-Asad e poi dal 2000 con il figlio Bassh\u00e2r<\/strong>. Ne conseguiva una situazione interna estremamente delicata, la popolazione siriana essendo maggioritariamente musulmana di rito hanafita. Gi\u00e0 i fratelli musulmani siriani erano contrari al laicismo socialista del partito Baath. Per di pi\u00f9  la famiglia Asad faceva parte di un gruppo minoritario di rito sciita, gli alawiti, di cui una <em>fatwa<\/em> di Taqi al-Din Ibn Tayymiyya gi\u00e0 domandava nel 1305 lo sterminio in quanto eretici. Nel \u00a01982 in un ennesimo episodio della insorgenza dei Fratelli musulmani contro il regime, la popolazione di Hama, in stragrande maggioranza\u00a0sunnita, guidata da 150 ufficiali, insorse contro il Presidente alawita al-Asad, come reazione a una serie di arresti di elementi sunniti. Nei quattro giorni in cui ebbero il controllo della citt\u00e0, vennero uccisi circa 300 militanti ba&#8217;thisti e i militari di un&#8217;unit\u00e0 di paracadutisti inviata dall&#8217;esercito.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"1024\"  height=\"403\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-25754 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/hama-1024x403.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/hama-1024x403.png 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/hama-300x118.png 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/hama-768x302.png 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/hama-1536x604.png 1536w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/hama-800x315.png 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/hama-1160x457.png 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/hama.png 1578w\" ><figcaption>Courtesy of Abu Aljude, www.adonis49.wordpress.com<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Le forze armate siriane, organizzate e guidate dal fratello stesso del Presidente,\u00a0<strong>Rifa&#8217;at al-Assad, <\/strong>replicarono con un durissimo assedio e lo spietato bombardamento di Hama, durato 27 giorni, nel corso dei quali praticarono la politica della &#8220;terra bruciata&#8221; su un terzo della cittadina &#8211; che vantava numerosi gioielli architettonici, per lo pi\u00f9 d&#8217;et\u00e0\u00a0ayyubide. L\u2019esercito e le forze di sicurezza del regime si abbandonarono a massacri sanguinosi persino all&#8217;interno delle varie colonie di rifugiati politici ospitati all&#8217;interno di Hama, torturando e giustiziando gli oppositori politici, veri o presunti, della dittatura. Fonti dell\u2019epoca hanno stimato le vittime civili e militari siriane fra 35.000 e 45.000.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul piano internazionale, nel 1976 la Siria interviene militarmente nella guerra civile in Libano e impone al paese un protettorato con una occupazione militare del paese che si protrarr\u00e0 sino al 2005. Sul Golan, tuttora occupato da Israele, una forza dell\u2019ONU di interposizione presidia il confine.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2011 la rivolta delle c.d. \u201cprimavere arabe\u201d iniziata in Tunisia\u00a0 si estende alla Siria e inizia nel paese <strong>una guerra civile<\/strong>, che oppone il governo Assad alle opposizioni, <strong>cui si sommano quasi subito due altri conflitti, un conflitto regionale e un terzo conflitto mondiale che attraversano anche essi il territorio siriano: la contrapposizione storica Arabia Saudita\/ Iran e la contrapposizione della alleanza USA-Israele-Turchia-Paesi del Golfo all\u2019asse Siria-Iran-Federazione Russa-Cina. <\/strong>Consegue nel paese l\u2019intervento regionale di Turchia, in funzione anti-curda, Arabia Saudita e Qatar volto a destabilizzare il regime siriano con forme di intervento diretto e indiretto che passano anche attraverso il sostegno delle milizie jihadiste sunnite facenti capo a Al-Qaida, frutto della prima Guerra del Golfo (1990-91)\u00a0 e dell\u2019ISIS (Daesh), conseguenza della seconda guerra del Golfo (2003). Francia, Gran Bretagna e USA sostengono le opposizioni ritenute non islamiste (Esercito Libero Siriano) e le minoranze curde. Nella campagna anti-Asad si distingue il governo francese pronto a bombardare la Siria nel 2013 senza l\u2019intervento attendista di Obama, dopo la\u00a0 diffusione di presunte\u00a0 evidenze di bombardamenti chimici da parte delle truppe lealiste.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-25756 pk-lazyload\"  width=\"620\"  height=\"322\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 620px) 100vw, 620px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/siria-prima-1024x532.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/siria-prima-1024x532.png 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/siria-prima-300x156.png 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/siria-prima-768x399.png 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/siria-prima-800x416.png 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/siria-prima-1160x602.png 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/siria-prima.png 1186w\" ><figcaption>Foto:  La Stampa, 2011<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Qui \u00e8 opportuno fare una parentesi, <\/strong>per la loro influenza anche sulla Siria, sulle origini storiche dei movimenti jihadisti, Al-Qaida di Osama-Bin laden e l\u2019ISIS (DAESH)\u00a0 che, nati in origine in Arabia saudita e in Iraq, dopo le due invasioni americane della regione\u00a0 avvenute a distanza di un decennio ( Pima e Seconda Guerra del Golfo) sono molto spesso male rappresentate da <em>media occidentali sostanzialmente\u00a0 embedded <\/em>nella rappresentazione<em> della<\/em> propaganda americana sulla globale <em>War on Terror<\/em> diffusa dalla presidenza di Georges W.Bush dopo gli attentati di Al-Qaida a New York del settembre 2001. Al-Qaida nasce in Arabia saudita intorno alla figura di Osama Bin Laden, saudita di origine yemenita, gi\u00e0 combattente anti-sovietico in Afghanistan negli anni \u201980 sino al 1989, come conseguenza della Prima Guerra del Golfo. L\u2019operazione <em>Desert Storm<\/em> condotta\u00a0 a partire dal 1990 dagli Stati Uniti di Bush senior, gi\u00e0 responsabile della CIA,\u00a0 a capo di una vasta coalizione internazionale contro l\u2019Iraq di Saddam Hussein che aveva invaso il vicino Kuwait, avvalendosi di pretese storiche, riuniva oltre ai paesi occidentali una parte dei paesi arabi , i c.d.\u00a0 paesi del Fronte. Questa prima guerra\u00a0 aveva lasciato quale eredit\u00e0 negativa soprattutto nella comunit\u00e0 musulmana sunnita in generale, e nella popolazione saudita in particolare, un forte sentimento di ostilit\u00e0 nei confronti degli Stati Uniti e dei suoi alleati occidentali per due principali motivi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il primo. <\/strong>Mettendosi a capo di una coalizione internazionale,\u00a0 gli Stati Uniti si erano resi responsabili di aver provocato una contrapposizione di popoli all\u2019interno del mondo arabo, fra yemeniti, giordani e palestinesi e gli altri paesi arabi del Fronte, schierati con gli Stati Uniti. Secondo e ancora pi\u00f9 sensibile motivo. Gli Stati Uniti che gi\u00e0 avevano convinto contro il parere di molti principi sauditi il re Fahd ad accettare l\u2019arrivo nel paese di 540.000 G-I americani per la guerra a Saddam,\u00a0 avevano poi mantenuto in Arabia Saudita , commettendo un drammatico errore culturale,\u00a0 <em>dopo la fine delle operazioni militari<\/em> un corpo di spedizione di 15.000 uomini, poi ridotto ma mai ritirato, che configurava per i musulmani del mondo intero un duplice sacrilegio: si trattava della violazione dello spazio interdetto dei Luoghi Santi meccani e medinesi (<em>har\u00e0m<\/em>) da parte di non musulmani, per di pi\u00f9 armati.\u00a0 Le moschee e gli ambienti religiosi sauditi avevano schiumato contro gli Americani e i loro\u00a0 alleati e di questo odio doveva farsi interprete Osama Bin Laden organizzando una lotta armata mondiale contro l\u2019Occidente\u00a0 a partire dai suoi santuari afghani. Del resto, nel 2000, la passeggiata provocatoria\u00a0 del primo ministro israeliano Ariel Sharon sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme, terzo <em>Har\u00e0m<\/em>\u00a0 dell\u2019Islam, avrebbe provocato la stessa indignata reazione. Diversi sono invece le origini e gli obiettivi della Organizzazione dello Stato islamico che comincia a formarsi nel nord dell\u2019Iraq dal 2006 intorno alla figura di Abi Mussa al Zarqawi. Dopo la\u00a0 sconfitta di Saddam, gli ambienti neo-conservatori americani- tuttora all\u2019avanguardia nella definizione della politica estera americana che \u00e8 ormai passata, secondo la dottrina espressa nel 1992 da Paul Wolfowitz,\u00a0 come dimostra del resto la posizione americana assunta all\u2019ONU di fronte ai crimini di guerra sulla popolazione palestinese che sta commettendo lo stato di Israele in risposta ai crimini di Hamas del 7 ottobre 2023,\u00a0 dal sostegno storico della dottrina dell\u2019\u201dordine internazionale basato sul diritto\u201d (OIBD) al nuovo approccio dell\u2019 &#8220;ordine internazionale basato sulle regole&#8221;, pi\u00f9 riflessibili (OIBR) &#8211;\u00a0 avevano immaginato la rapida trasformazione del paese in democrazia da ottenersi attraverso la \u201c<em>desaddamizzazione del paes<\/em>e\u201d . Cio\u00e8 un vasto programma di epurazione condotto dal governatore Paul Bremer dei quadri sconfitti della amministrazione del paese, come premessa per la sua democratizzazione . <strong>Si provocava cos\u00ec nelle prigioni irachene fra i laici ufficiali e poliziotti baathisti dell\u2019esercito sconfitto e gli islamisti jihadisti da loro sempre combattuti sino allo scoppio delle guerra\u00a0 una fusione a freddo nel comune perseguimento della lotta verso l\u2019esercito degli invasori.<\/strong> Nasceva cos\u00ec in Iraq in un paese ribaltato dalla invasione americana verso\u00a0 una presa del potere della maggioranza sciita filo-iraniana, l\u2019dea negli ambienti minoritari sunniti ormai sconfitti della esigenza della affermazione di una Organizzazione dello Stato islamico chiamata in inglese ISIS \u2013<em> Islamic State in Iraq and Syria<\/em>&#8211; , ma anche DAESH secondo l\u2019acronimo arabo (<em>Dawlat Islamiyya Fi Iraq Wa Sham<\/em>). Se al-Qaida aveva l\u2019obiettivo di una lotta globale contro gli interessi occidentali, DAESH, frutto ideologico del terreno di coltura del salafismo wahhabita predicato in Arabia saudita, voleva essere invece una al-Qaida \u201cal turbo\u201d, dirigendo la lotta dei sunniti anche verso la minoranza sciita\u00a0 per la creazione immediata di un Califfato territoriale, in origine sostenuto dalle trib\u00f9 irachene sunnite alienate dalla sconfitta,\u00a0 riedizione del Califfato arabo storico nelle zone del nord dell\u2019Iraq e dell\u2019est della Siria progressivamente liberate. Califfato poi in effetti effettivamente proclamato, con la connessione dell\u2019asse religioso con l\u2019asse politico, nella grande moschea di\u00a0 Mossul nel luglio del 2014 da Abu Bakr al Baghdadi, e progressivamente esteso alla Siria il cui governo aveva sguarnito a causa dell\u2019insorgenza il fronte est per difendere principalmente la Ghouta alawita. Con un allargamento territoriale del Califfato che inevitabilmente seguiva la via dell\u2019acqua, i grandi fiumi del Tigri e dell\u2019Eufrate. Ma nel 2015 l\u2019entrata in campo della Russia a sostegno dell\u2019alleato siriano e l\u2019ingigantirsi del pericolo jihadista anche a spese dell\u2019iniziale sostenitore (Arabia Saudita), dovevano provocare il rafforzamento delle truppe lealiste e dei raggruppamenti curdi sostenuti da USA e Russia. Ne \u00e8 conseguita la progressiva contrazione delle zone controllate dall\u2019ISIS sino alla recente conquista di Ar-Raqqah e Deir-ez-Zor, capisaldi del c.d. Stato islamico, e la definitiva rotta delle milizie jihadiste dopo la conquista di Baghouz da parte della coalizione, il che comporta oggi per i paesi occidentali il <em>casse-t\u00eate<\/em> di quale comportamento assumere nei confronti delle famiglie dei combattenti ISIS che chiedono ai consolati il ritorno nei paesi di origine. <strong>Situazione sul terreno\u00a0 favorevole, ma che potr\u00e0 preludere ad attacchi replicati dei <em>foreign fighters<\/em> nei paesi occidentali, <\/strong>come avvenuto attraverso attacchi di prossimit\u00e0\u00a0 di recente in Europa e in USA, perch\u00e9 se il califfato \u00e8 stato sconfitto in Siria\/Iraq la ideologia salafita jihadista continua a sussistere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A seguito degli accordi di Astana dal dicembre 2016 fra Russia, Iran e Turchia<\/strong>\u00a0 e della conseguente riduzione del livello delle violenze nella parte ovest del paese, il regime siriano dopo avere ripreso il controllo della \u201cSiria utile\u201d, la colonna vertebrale del paese fra Aleppo e Damasco, ha potuto dirigere la sua offensiva verso l\u2019est del paese, riuscendo nella proclamazione di un\u201d cessate il fuoco\u201d in quattro dei cinque enclave tenuti dalla ribellione: Deraa, la periferia di Damasco (Ghouta),a maggiore densit\u00e0 alawita,\u00a0 il nord di Homs e la provincia di Idlib. I ribelli superstiti hanno ripiegato sul governatorato di Idlib, ove dominano i jihadisti di <em>Hayat Tahrir al-Sham<\/em>, emanazione di Jabhat al-Nosra che pretende aver rotto con al-Qaida, i quali hanno nell\u2019estate 2017 prevalso sui rivali salafiti di Ahrar al-Sham sostenuti dalla Turchia. <strong>Resta un quinto enclave ribelle sotto il controllo di Ankara nel nord-ovest del paese<\/strong> ( Jarablus, Azaz, al-Bab) che Damasco ha rinunziato di attaccare. Il <strong>Nord-est del paese<\/strong> resta peraltro sotto il <strong>controllo delle FDS, una coalizione condotta dagli autonomisti Kurdi del PYD (Partito della Unione democratica)<\/strong> che hanno conquistato Rakka ai jihadisti nell\u2019ottobre 2017 ma che restano nel mirino del regime turco di Recep Tayyip Erdo\u01e7an che intende evitare un controllo della regione del\u00a0 Rojava, confinante con la Turchia,\u00a0 da parte della minoranza curda del paese. In questo senso va letta la avanzata dell\u2019esercito turco in Siria a Afrin e il ritiro delle truppe curde da Manbij. Anche se dopo la riconquista\u00a0 del fondamentale caposaldo di Dayr az-Zwar a est del paese e dell\u2019enclave di Idlib (Baghouz) la ripresa di controllo del governo di Damasco sul paese sembra riuscita, il regime siriano deve di fatto ancora contrastare le ambizioni israelo-americane di controllare la parte sud del paese in prossimit\u00e0 dei confini di Israele e le ambizioni turche sul controllo della Rojava, la regione del nord-est, in funzione anti-curda.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo la guerra nel paese ha prodotto pi\u00f9 di tredici milioni di <em>d\u00e9plac\u00e9s<\/em> di cui 6,9 milioni di sfollati interni e 6,6 milioni di profughi di cui un milione ca. ha chiesto asilo in Europa secondo i dati UNHCR di fine 2022\u00a0 (Germania e Svezia soprattutto) e altri 5 milioni si sono rifugiati nei paesi confinanti, tra cui Turchia (2,91 milioni), Libano (1 milione) Giordania ( 657.000) Iraq (233.224) e Egitto ( 117.591).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"1024\"  height=\"552\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-25762 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/siria-rif-1024x552.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/siria-rif-1024x552.png 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/siria-rif-300x162.png 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/siria-rif-768x414.png 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/siria-rif-260x140.png 260w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/siria-rif-800x432.png 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/siria-rif.png 1053w\" ><figcaption>Foto: <em>Reuters<\/em> by www.abc.net.au<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Una situazione destinata a durare in una sorta di congelamento indefinito della situazione sul terreno, con il fattore nuovo della riammissione del regime di Damasco nel consesso arabo, con la partecipazione per la prima volta dal 2011 <strong>il 19 maggio 2023<\/strong> a Gedda del suo presidente agli incontri della Lega Araba<strong>. Finita l\u2019attenzione sui massacri siriani, <\/strong>sono altri massacri e altri crimini di guerra, altri stermini di intere popolazioni\u00a0 in Medio Oriente ad interessare oggi la comunit\u00e0 internazionale e ad essere suscettibili, secondo l\u2019ex procuratore Luis Moreno-Ocampo di essere invocati in futuro di fronte alla Corte Penale internazionale dell\u2019Aja, dopo migliaia di morti e di ostaggi in Israele\u00a0 ma anche\u00a0 decine di migliaia di morti palestinesi nella striscia di Gaza e nei Territori Occupati di Cisgiordania.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carlo degli Abbati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Encadr\u00e8 La Repubblica Araba Siriana con 21,32 milioni di ab. su una superficie di 185.180 km2 ha una densit\u00e0 abitativa di 115 ab.\/km2. Ha conosciuto come il Libano dal 2011 ha causa dello scoppio della guerra civile una regressione progressiva dell\u2019indice di sviluppo umano -HDI- passato dall\u20190,691 del 2011 allo 0,577 del 2021. Nelle classifiche del PNUD il paese \u00e8 oggi collocato al 150\u00b0 posto sui 191 paesi censiti, fra i paesi a Medio Sviluppo Umano -MHD-. Presenta un PIL di 15,572 Miliardi di USD (2020) e un PIL pro-capite annuo di 4.192 USD (in PPA 2017) nel 2021 che \u00e8 stato\u00a0 in effettivo di appena 890 USD nel 2020. Dal 2003 (0,375) non \u00e8 piu\u2019 calcolato l\u2019indice di Gini in vigore nel paese. Per fare un confronto nel 2011 il PIL pro-capite era invece di 13.286 USD (in PPA 2017). Un modesto rimbalzo degli indici ha cominciato dal 2015 come effetto indiretto dell\u2019intervento russo. Nelle attivit\u00e0 economiche l\u2019agricoltura costituisce il 21% del PIL, il settore secondario il 30%, il settore terziario il 49%. In termini di forza lavoro, l\u2019attivit\u00e0 principale \u00e8 costituito dal settore terziario con il 62% degli attivi, mentre un altro 28% \u00e8 attivo nel settore secondario, mentre il settore primario d\u00e0 lavoro al 10% della popolazione attiva.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il paese oltre ad una buona produzione cerealicola e fruttifera, cui si aggiunge la produzione di cotone (al-Ghab) e una economia forestale estesa al 2,8 % della superficie totale (Latakia, Homs, Hama e Damasco) presenta dei giacimenti di petrolio nel settore nordorientale del paese (Qaratshuk, As-Suwayda, Hamseh, Kherbet e Yosefieh) collegati da oleodotti alla raffineria di Homs e al porto di Tart\u00fbs, dove esiste una base militare concessa alla Federazione Russa. Il turismo, fonte tradizionale di importanti entrate data la ricchezza storica del paese \u00e8 praticamente scomparso, registrando nel 2020 meno di mezzo milione di ingressi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La aspettativa di vita alla nascita \u00e8 scesa in media dai 73,3&nbsp; anni del 2011 ai 72,1 del 2021, 69,1 anni per gli uomini e 75,2 per le donne. La fecondit\u00e0 \u00e8 di 2,7 (2020) e la mortalit\u00e0 infantile \u00e8 del 18,4 per mille (2020). La scolarit\u00e0 attesa \u00e8 in media di 9,2 anni nel 2021 D 9,07 U 9,24, ma era di 12,1 anni nel 2011. La scolarit\u00e0 effettiva \u00e8 anch\u2019essa scesa dai 6,3 anni del 2011 ai 5,1 del 2021 D 4,6 U 5,6. Nella difficile congiuntura conosciuta dal paese il debito estero del paese \u00e8 salito nel 2020 a 4,763 Miliardi USD. La crisi causata dal conflitto \u00e8 inasprita dalle sanzioni economiche occidentali, dalla siccit\u00e0 perdurante e dalla situazione internazionale in particolare la pandemia, le difficolt\u00e0 finanziarie del Libano, la guerra in Ucraina. Dopo la svalutazione della lira siriana il paese (oggi un Euro vale 14.009 lire siriane) ha conosciuto una alta inflazione interna, mentre la disoccupazione riguarda il 10,6% della popolazione con una componente femminile del 40,5%.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sulle componenti attuali del bilancio non si hanno informazioni probanti. La spesa pubblica per l\u2019istruzione era del 5,1% del PIL nel 2009, mentre il paese contava nel 2015 il 13,7% di analfabeti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>I posti di letto ospedalieri erano di 1,3 e i medici 1,2 per 1000 ab. nel 2017. La spesa pubblica per la sanit\u00e0 era nel 2014 del 1,5% del PIL.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Altri indicatori sociali riguardano l\u2019accesso all\u2019 acqua potabile del 93,9% della pop. (2020); il consumo di energia elettrica: 794 kWh\/ab. (2019), la disponibilit\u00e0 di calorie ab.\/g.: 2.959 ( 2017-2019); l\u2019emissione di CO2 \/ab.: 1,744 t. (2021); disponibilit\u00e0 di tel. 163,3 pe 1000 ab. e di cell. 952 per 1000 ab. (2020).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le statistiche di genere sono invece regolarmente fornite al PNUD. Il GDI (Gender Development Index) e il GII (Gender Inequality Index) sono stati rispettivamente nel 2021 di 0,825 e di 0,477.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Bibliografia consigliata<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Yassin Al-Haj Salah, Siria, <em>La rivoluzione impossibile<\/em>, MREditori, Caserta, 2021<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Sabatino Moscati, <em>Le antiche civilt\u00e0 semitiche<\/em>, Feltrinelli, Milano,1971<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>-Sabatino Moscati, <em>Civilt\u00e0 del mare. I fondamenti della storia mediterranea<\/em>, Liguori, Napoli, 2001<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>-Davide Nadali-Frans Pinnock (ed.), <em>Archeologia della Siria antica<\/em>, Carocci, Roma, 2021<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<strong>Olivier Carr\u00e9-G\u00e9rard Michaud, <em>Les Fr\u00e8res musulmans<\/em>. <em>Egypte et Syrie (1928-1982)<\/em><\/strong>, <strong>Gallimard, Parigi, 1983<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>-Olivier Roy, <em>En qu\u00eate de l\u2019Orient perdu<\/em>, Seuil. <\/strong><strong>Parigi, 2017<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carlo degli Abbati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>*<\/em>Carlo degli Abbati insegna Diritto dell\u2019Unione Europea al Dip. di Lingue e Culture Moderne dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Genova. Gi\u00e0 docente di Economia dello Sviluppo presso lo stesso Ateneo e di Storia dei Paesi musulmani al Dip. di Lettere e Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Trento \u00e8 stato funzionario responsabile del controllo della cooperazione europea allo sviluppo presso la Corte dei Conti Europea a Lussemburgo.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un Paese dalla storia antichissima, antica provincia romana, \u00e8 stato simbolo importante del cristianesimo. 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