{"id":25226,"date":"2023-11-09T12:38:55","date_gmt":"2023-11-09T11:38:55","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=25226"},"modified":"2023-12-15T10:26:58","modified_gmt":"2023-12-15T09:26:58","slug":"rapporto-italiani-nel-mondo-litalia-che-cresce-fuori-dai-confini-nazionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2023\/11\/09\/rapporto-italiani-nel-mondo-litalia-che-cresce-fuori-dai-confini-nazionali\/","title":{"rendered":"Rapporto Italiani nel Mondo: l\u2019Italia che cresce fuori dai confini nazionali"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Diminuiscono gli espatri e aumentano i rimpatri. Presentato a Roma il 18\u00b0 Rapporto italiani nel Mondo (RIM) della Fondazione Migrantes, organo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se il Belpaese fa i conti con il calo demografico e con la perdita di residenti (in un anno -132,405 persone, -0,2%), c\u2019\u00e8 un\u2019Italia che cresce fuori dai confini nazionali. \u00c8 il popolo degli italiani e delle italiane nel mondo \u2013 raccontato anche quest\u2019anno dal <strong>Rapporto Italiani nel Mondo a cura di Fondazione Migrantes<\/strong>, giunto alla sua diciottesima edizione e presentato ieri (8 novembre, <em>ndr<\/em>) a Roma \u2013 che continua la sua inesorabile crescita anche se in maniera meno sostenuta rispetto agli anni precedenti. Al 1 gennaio 2023 gli italiani iscritti all\u2019Anagrafe degli Italiani Residenti all\u2019Estero (AIRE) sono quasi 6 milioni, il 10,1% dei 58,8 milioni di quelli residenti in Italia. Una presenza che dal 2006 \u00e8 cresciuta del 91% e ha visto aumentare i minori (+78,3%) e gli over 65 (+109,8%) ma anche il numero delle nascite all\u2019estero (+175%) e le acquisizioni di cittadinanza (+144%).<\/p>\n\n\n\n<p>Sul fronte della migrazione nel nostro Paese si sta lentamente tornando ai livelli pre-pandemici anche a livello di migrazioni interne. Nel 2022, i movimenti migratori interni degli italiani hanno coinvolto 1 milione e 484 mila persone (+4% rispetto al 2021 e +10% rispetto al 2020). Da gennaio a dicembre 2022, gli italiani e le italiane sono partiti da tutte le 107 province di Italia verso 177 destinazioni diverse nel mondo: Argentina, Germania, Svizzera, Brasile e Francia tra i primi cinque Stati di destinazione. <strong>Il Lussemburgo si classifica al 19\u00b0 posto nella graduatoria dei primi venticinque paesi d\u2019emigrazione, con 32 766 iscritti AIRE di cui 1850 cittadini arrivati al 1 gennaio 2023<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo di fronte \u2013 sottolineano i redattori del rapporto \u2013 ad una nuova fase della mobilit\u00e0 italiana. Se prima del Covid, infatti, le iscrizioni all&#8217;AIRE in un anno arrivavano anche a 260 mila e pi\u00f9 del 50% erano per espatrio, gli espatri ora sono in calo (dal 49,3% del 2021 su oltre 222 mila iscrizioni al 42,8% del 2022 su oltre 195 mila iscrizioni). Nel 2022 su quasi 209 mila iscrizioni per tutte le motivazioni il 39,2% ha riguardato l&#8217;espatrio, motivo che per la prima volta \u00e8 stato superato dalla nascita all&#8217;estero da cittadini italiani (43,4%, quasi 91 mila iscrizioni). Dopo la pandemia sono in aumento gli <em>indecisi<\/em>, coloro che rimangono in una sorta di limbo e pur essendosi trasferiti e lavorando all\u2019estero continuano a mantenere la residenza in Italia, non ottemperando all\u2019obbligo di iscrizione all\u2019AIRE e al diritto-dovere di spostare la residenza nel Paese estero.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giovane, meridionale e sempre pi\u00f9 spesso donna.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il 44% delle partenze per espatrio avvenute da gennaio a dicembre 2022, infatti, ha riguardato giovani italiani tra i 18 e i 34 anni. Nonostante, ancora per quest\u2019anno, si sia rilevata per la motivazione espatrio un decremento delle partenze ufficiali, per questa classe di et\u00e0 si rileva una crescita di due punti percentuali rispetto agli anni precedenti. Dati che portano alla ribalta ancora una volta questione giovanile e di fuga dei cervelli, soprattutto nella fascia di et\u00e0 pi\u00f9 giovane, che l\u2019Italia non sembra in grado di affrontare. Una questione di cui tanto si parla ma per la quale ancora troppo poco si fa. \u00abLavorare all\u2019estero, per i nostri giovani, \u00e8 una grande opportunit\u00e0 di crescita umana e professionale e deve essere una scelta libera, non un obbligo di fatto\u00bb, scrive nel suo messaggio il presidente della Repubblica, <strong>Sergio Mattarella<\/strong>. \u00abSe, dopo un percorso formativo in Italia, si \u00e8 costretti \u2013 ha aggiunto \u2013 a lasciare il territorio nazionale per mancanza di occupazione o di soddisfacenti prospettive e, soprattutto, una volta acquisite preziose conoscenze ed esperienze, non si riesce pi\u00f9 a tornare, si \u00e8 di fronte a una patologia, alla quale bisogna porre rimedio. Quando non si riesce a riportare nel nostro Paese professionalit\u00e0, esperienze e risorse umane, \u00e8 l\u2019intera comunit\u00e0 che viene impoverita. Individuare percorsi concreti per garantire a chi lo desidera il ritorno in Italia, in condizioni di lavoro soddisfacenti, \u00e8 una sfida fondamentale che le istituzioni e la politica devono saper raccogliere. Per il futuro del nostro Paese serve una visione nuova ed adeguata\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A partire sono soprattutto i giovani del meridione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il 46,5% degli italiani all\u2019estero \u00e8 di origine meridionale, di questi il 15,9% delle isole, mentre il 37,8% del Settentrione e il 15,8% del Centro. La Sicilia \u00e8 la regione d\u2019origine della comunit\u00e0 pi\u00f9 numerosa, con oltre 815 persone. Seguono Lombardia (+ 611 mila), Campania (+ 548mila), Veneto (+526mila) e Lazio (quasi 502 mila). Cresce la presenza delle donne che ad oggi sono oltre 2,8 milioni rappresentando il 48,2% dei 6 milioni di italiani residenti all\u2019estero. Un dato che dal 2006 \u00e8 praticamente raddoppiato (+99,3%). A differenza delle precedenti ondate migratorie che vedevano le donne spinte al trasferimento dal desiderio di ricongiungersi al marito o compagno che l\u2019aveva preceduta nell\u2019espatrio, le italiane che scelgo di lasciare l\u2019Italia sono donne dinamiche e motivate anche dalla prospettiva di una vita indipendente e di un maggior benessere economico e di una carriera professionale pi\u00f9 gratificante. Le motivazioni alla base della mobilit\u00e0 femminile \u2013 si legge nel rapporto \u2013 risiedono non tanto nell\u2019interesse economico quanto nel benessere dato dalla valorizzazione di genere, delle competenze e dei meriti nonch\u00e9 dalla vicinanza degli affetti. Tra le destinazioni preferite c\u2019\u00e8 l\u2019Europa, sia per la vicinanza geografica, per poter far ritorno in tempi brevi e a costi contenuti, sia per la maggiore facilit\u00e0 nella circolazione e l\u2019espletamento degli aspetti amministrativi sia per la comprensione linguistica poich\u00e9 quasi tutte le donne con un\u2019istruzione universitaria parlano almeno una o due lingue usate nei Paesi europei. I Paesi del continente europeo rappresentano la meta pi\u00f9 ambita per gli <em>expat<\/em> italiani in genere. Il 75,3% di chi ha lasciato l\u2019Italia per espatrio nel corso del 2022 ha scelto l\u2019Europa che accoglie oltre 3,2 milioni di connazionali (circa il 54,7% del totale), solo il 17,1% ha optato per il continente americano \u2013 di questi il 10,5% per l\u2019America Latina \u2013 e il restante 7,4% si \u00e8 distribuito nel resto del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Una scelta quella dell\u2019Europa che secondo il <strong>cardinal Matteo Zuppi<\/strong>, arcivescovo di Bologna e presidente della CEI, ha un significato chiaro e \u00abci chiede di pensarci in maniera pi\u00f9 europea e con una visione pi\u00f9 larga\u00bb. Lancia quindi la proposta di \u00abun passaporto europeo, anche perch\u00e9 i ragazzi ce l\u2019hanno gi\u00e0 dentro\u00bb. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Se c\u2019\u00e8 chi va, c\u2019\u00e8 anche chi torna.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come emerge dal rapporto, diminuiscono gli espatri di italiani e aumentano i rimpatri. Durante il decennio 2012-2021, il numero dei rimpatri dall\u2019estero dei cittadini italiani \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiato passando dai 29 mila del 2012 ai circa 75 mila del 2021 (+154%).&nbsp; Una tendenza che, dopo una sostanziale stabilit\u00e0 nei primi quattro anni del decennio, appare in continuo aumento. Nell\u2019ultimo decennio il numero complessivo di rientri in patria \u00e8 stato di 443 mila. Due italiani su cinque rientrano da un Paese UE, dalla Germania ad esempio \u00e8 partito il 12% totale dei rimpatri, il 10% dal Regno Unito, l\u20198% dalla Svizzera e il 5% dalla Francia. Dopo il blocco della mobilit\u00e0 internazionale legato alle prime fasi della pandemia, il 2021 ha rappresentato un anno di forte ri-accelerazione dei flussi di rientro in Italia. L\u2019et\u00e0 media di chi rientra \u00e8 di 35 anni. Tra i fattori di attrazione per il rientro, le agevolazioni fiscali per il capitale umano in Italia che portano il&nbsp; numero dei rientri a raddoppiare, passando da una media di 2000\/3000 all\u2019anno ad oltre 6500. Agevolazioni fiscali che secondo la sociologa delle migrazioni e curatrice del Rapporto,<strong> Delfina Licata<\/strong>, vanno \u00abripensate nelle forme, costruite dal basso con beneficio territoriale e sostegno alle famiglie\u00bb. \u00abLo smart working \u2013 aggiunge &nbsp;\u2013 &nbsp;deve essere applicato non come lavoro da casa ma come possibilit\u00e0 di lavorare dal luogo in cui ci si trova: \u00e8 un importante salto culturale che dobbiamo fare. Essere in mobilit\u00e0 non \u00e8 mai assenza ma possibilit\u00e0 di partecipare e dare il proprio contributo al proprio territorio\u00bb.<strong> Si fa strada una nuova tendenza ossia \u201cla restanza\u201d<\/strong>, ossia la decisione di persone o famiglie di rimanere o tornare nelle loro comunit\u00e0 d\u2019origine. Una scelta personale motivata dal forte legame con il territorio che si muove anche su un piano comunitario in quanto pu\u00f2 tradursi in iniziative imprenditoriali e progetti culturali.<\/p>\n\n\n\n<p>Un dato, quello dei rimpatri, a cui il Commissario europeo Paolo Gentiloni guarda con ottimismo. \u00ab\u00c8 un segnale che forse qualcosa sta cambiando. \u00c8 il calo degli espatri negli ultimi due anni, nettamente inferiori rispetto a quanto si osservava fino al 2019 e l&#8217;aumento dei rimpatri dall&#8217;estero dei nostri connazionali. Meno italiani che lasciano l&#8217;Italia, pi\u00f9 italiani che decidono di rientrare. E forse non \u00e8 casuale che questo sia coinciso con un periodo in cui l&#8217;economia italiana ha conosciuto una forte ripresa in seguito alla pandemia. Grazie anche alle politiche portate avanti a livello europeo, su tutte l&#8217;avvio di Next Generation EU, il Pil \u00e8 cresciuto del 12%, pi\u00f9 di quanto non abbiano fatto le altre grandi economie europee&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali saranno i trend del futuro?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Francesco Maria Chelli<\/strong>, presidente dell\u2019Istat, prova a fare qualche previsione sulla base dei dati raccolti dall\u2019istituto. \u00abIl 42% dei ragazzi italiani da grande vuole vivere all\u2019estero. Una percentuale che sale al 59% tra gli alunni stranieri. Gli Stati Uniti sono la meta preferita. Siamo di fronte a generazioni cosmopolite, dato da non trascurare in un Paese che ha sempre pi\u00f9 bisogno di giovani\u00bb.&nbsp; \u00abL\u2019Italia \u2013 ha spiegato il sociologo <strong>Mauro Magatti<\/strong>, dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Milano \u2013 si trova in un momento molto delicato, perch\u00e9 da 20 anni non riesce pi\u00f9 a crescere, sono aumentate le disuguaglianze e le disparit\u00e0 tra territori e pesa il debito pubblico. Si trova al punto in cui deve decidere del suo futuro, se vuole avere un futuro, o declinare gravemente. Deve decidere se vuole riconoscere un bene comune aprendo una nuova stagione di rilancio, non per ragioni morali ma perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 crescita economica se non si lavora per crearne le condizioni\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Torna, come per i migranti in arrivo in Italia e come evidenziato dal <a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/2023\/10\/20\/xxxii-rapporto-immigrazione-2023-liberi-di-scegliere-se-migrare-o-restare\/\">rapporto 2023 di Caritas e Fondazione Migrantes<\/a>, il tema della diritto alla scelta. \u00c8 il ministro degli Esteri, <strong>Antonio Tajani<\/strong>, nel suo messaggio a ribadire che \u00abil diritto a restare, il diritto a migrare, il diritto di ritornare sono tre facce dello stesso dilemma esistenziale provato dal migrante. \u00c8 quanto viene sottolineato nella ricerca e nell\u2019approfondimento ed \u00e8 una delle questioni che fin dal suo insediamento in Governo italiano ha affrontato\u00bb. \u00abLe comunit\u00e0 italiane nel mondo \u2013 ha poi aggiunto \u2013 possono essere considerate un modello, sotto questo punto di vista. Con il passare del tempo hanno acquistato, anzich\u00e9 perderla, la consapevolezza della propria identit\u00e0, ponendosi anche obiettivi di carattere politico in quanto collettivit\u00e0 di origine italiana. Ed anche per questo offrono un grande apporto nel processo di internazionalizzazione che l\u2019Italia deve assolutamente attraversare per tenere il passo con gli altri Paesi nell\u2019era della globalizzazione. Uno degli elementi qualificanti del Governo \u00e8 proprio l\u2019interesse per i nostri connazionali all\u2019estero\u00bb. Tra le pratiche messe in campo dal Governo \u2013 oltre alla valorizzazione delle attivit\u00e0 intellettuali, all\u2019informazione e l\u2019aggiornamento sull\u2019evoluzione della societ\u00e0 italiana, all\u2019intervento coordinato dello Stato e delle regioni a favore delle comunit\u00e0 all\u2019 estero e le agevolazioni fiscali per gli italiani che rimpatriano (ridotte per\u00f2 con l\u2019ultima finanziaria,<em> ndr<\/em>) \u2013 il ministro Tajani sottolinea anche il <em>Turismo delle Radici<\/em>, ovvero \u00abl\u2019offerta turistica strutturata attraverso appropriate strategie di comunicazione, che coniuga alla proposta di beni e servizi del terzo settore (alloggi, eno-gastronomia, visite guidate) la conoscenza della storia familiare e della cultura d\u2019origine degli italiani residenti all\u2019estero e degli italo-discendenti che, vale la pena ricordarlo, sono stimati in un bacino di utenza che sfiora gli 80 milioni di persone\u00bb. \u00abAffinch\u00e9 non stia solo nell\u2019indotto \u2013 conclude \u2013 il ritorno dell\u2019investimento fatto, formando cittadini che poi scelgono di mettere a frutto altrove le loro conoscenze come manager e ricercatori, l\u2019Esecutivo ha messo in atto interventi che favoriscano rientri, reinserimenti e progetti di scambio e ricerca plurinazionali. Inoltre, ha puntato anche sul ruolo dei media, tanto nazionali (Rai Italia, in particolare), quanto nei Paesi d\u2019accoglienza per informare meglio chi sta fuori e realizzare un\u2019informazione di ritorno, in grado cio\u00e8 di far finalmente conoscere in modo esauriente in tutti i loro aspetti gli italiani fuori a chi sta in patria\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La \u201cricetta magica\u201d?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno la sa. \u00abUn grande investimento sull\u2019istruzione, sullo studio, combattendo la precariet\u00e0, dando condizioni di sicurezza, la casa ad esempio. La lotta alla precariet\u00e0 \u00e8 una delle condizioni migliori per dare sicurezza sul futuro e per la bellezza di restare nel proprio Paese\u00bb, <strong>propone il cardinal Zuppi<\/strong> invitando ad \u00abuscire dalla polarizzazione. Parliamo dei problemi e impariamo a capire e non a schierarsi. La polarizzazione brucia le opportunit\u00e0. Uno statistico mi ha detto che l\u2019Italia \u00e8 un Paese in via di estinzione. Non \u00e8 una prospettiva allettante, perci\u00f2 dobbiamo chiederci cosa vogliamo lasciare dopo di noi. Forse ancora qualcosa si pu\u00f2 fare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Valentina Ersilia Matrasc\u00eca<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Diminuiscono gli espatri e aumentano i rimpatri. Presentato a Roma il 18\u00b0 Rapporto italiani nel Mondo (RIM) della Fondazione Migrantes, organo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) Se il Belpaese fa i conti con il calo demografico e con la&hellip;\n","protected":false},"author":2,"featured_media":25228,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[4316,29],"tags":[449,621,11440,2605,12094,2606,12091,12095,10894,73,11572,12092,12096,5402,8839,12089,9453,11302,11215],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25226"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25226"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25226\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25229,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25226\/revisions\/25229"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/25228"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25226"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25226"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25226"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}