{"id":24873,"date":"2023-10-11T15:45:26","date_gmt":"2023-10-11T13:45:26","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=24873"},"modified":"2023-10-11T15:45:27","modified_gmt":"2023-10-11T13:45:27","slug":"america-latina-1-e-se-colombo-avesse-sbagliato-rotta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2023\/10\/11\/america-latina-1-e-se-colombo-avesse-sbagliato-rotta\/","title":{"rendered":"America Latina (1) E se Colombo avesse sbagliato rotta?"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Sono anche passati 531 anni dalla scoperta del Continente fatta da tre caravelle spagnole partite da Porto Palos per andare in Oriente passando per l\u2019Occidente. Ma una percezione autentica dall\u2019Europa del contesto storico e umano di questo grande sub-continente non fa parte o non ha mai fatto parte della coscienza popolare europea. Per questo forse merita di parlarne ancora<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sono passati cinquant\u2019anni dal colpo di stato in Cile dei militari di Augusto Pinochet e dalla drammatica fine del suo presidente Salvador Allende nel palazzo della Moneda. Prima di morire sotto i bombardamenti suicidandosi per non finire prigioniero Salvador Allende aveva lanciato un ultimo appello\u00a0 l\u201911 settembre 1973: <em>\u201cNon dimenticate mai che presto si apriranno di nuovo le grandi strade (\u201cavenidas\u201d) che percorrer\u00e0 l\u2019uomo libero per costruire una societ\u00e0 migliore\u201d.<\/em> <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-24883 pk-lazyload\"  width=\"261\"  height=\"338\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 261px) 100vw, 261px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/BRASIL.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/BRASIL.png 348w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/BRASIL-232x300.png 232w\" ><figcaption>Source: University of Texas, Perry Castaneda Library Map Collection \u2013 Courtesy of the Un. of Texas Libraries, The University of Texas at Austin<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sono anche passati 531 anni dalla scoperta del Continente fatta da tre caravelle spagnole partite da Porto Palos per andare in Oriente passando per l\u2019Occidente. Ma una percezione autentica dall\u2019Europa del contesto storico e umano di questo grande sub-continente non fa parte o non ha mai fatto parte della coscienza popolare europea. Per questo forse merita di parlarne ancora. A cominciare da una conquista del sub-continente che cominciava da parte spagnola e portoghese proprio dopo la fine della <em>Reconquista<\/em> del territorio iberico, liberato dalla presenza Almohade, Almoravide ed infine omayyade, quattro secoli dopo la riconquista di Toledo che era avvenuta nel lontano\u00a0 1085. Con una conquista sul cui significato commentava il grande storico spagnolo Am\u00e9rico Castro: \u201c<em>Gli Spagnuoli non si estesero per il mondo per realizzare progetti meditati prudentemente. Se ne avessero avuti, le loro imprese sarebbero state di ambito molto pi\u00f9 modesto<\/em>.\u201d E aggiungeva:\u201d <em>L\u2019idea che la cupidigia e la crudelt\u00e0 fossero gli unici moventi della espansione ispano-portoghese presuppone un\u2019assoluta ignoranza della realt\u00e0 della storia<\/em>\u201d. La \u201cdimora vitale\u201d dell\u2019essere spagnolo, cio\u00e8 lo spirito del popolo spagnolo, il modo con cui esso si percepiva all\u2019epoca della Conquista, era innanzi tutto quella di esistere come credente. Nel XV Secolo il sogno ricorrente era il dominio del mondo sotto il segno della Croce e della spada di Carlo V.\u00a0 L\u2019espansione territoriale degli spagnoli fu simile ad un tragico romanzo abitato dagli <em>hidalgos<\/em>, cavalieri combattenti per la fede \u2013 <strong>se ne conteranno 625.000 nella Spagna del `700 che s\u00ed e no raggiungeva i nove milioni di abitanti<\/strong> \u2013 e non \u00e8 un caso se i nomi prescelti per i punti estremi della dominazione americana \u2013 la California a Nord e la Patagonia a Sud &#8211; siano tratti da libri di cavalleria, rispettivamente da \u201c<em>Las Sergas de Esplend\u00edan<\/em>\u201d, isola vicina al Paradiso a destra delle Indie e il \u201c<em>Primale\u00f3n<\/em>\u201d. O se Vasco de Quiroga, vescovo di Michoac\u00e1n, imponesse agli Amerindi messicani tutto quanto Tommaso Moro aveva immaginato nella sua Utopia. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"1024\"  height=\"453\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-24885 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CRISTOFORO-1024x453.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CRISTOFORO-1024x453.png 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CRISTOFORO-300x133.png 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CRISTOFORO-768x340.png 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CRISTOFORO-800x354.png 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CRISTOFORO.png 1060w\" ><figcaption>http:\/\/www.blueplanetheart.it\/<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>O se il grande Cristoforo Colombo firmasse il suo nome con il segno della croce seguito dall\u2019aggettivo \u201cferens\u201d. Nella stessa cerimonia del <em>\u201crequiriminento\u201d<\/em> con cui si conferiva \u201cil giusto titolo\u201d della conquista e con cui di fatto si spogliavano gli amerindi dei loro possedimenti, secondo la sistemazione giuridica che ne fece il giurista Juan de Palacios Rubios nel 1512, <strong>si faceva lettura alle popolazioni indigene in latino e in spagnolo di una dichiarazione solenne in cui si richiedeva il riconoscimento del Papa come signore del mondo e in sua vece del re di Castiglia per diritto di donazione<\/strong>. Ma la stessa Corona spagnola, che si incaricava della missione fondamentale di estendere i confini della Fede, <em>l\u2019impero su cui non tramontava mai il sole<\/em>, costituiva una entit\u00e0 in stato quasi fallimentare che aveva dovuto appoggiarsi a banchieri tedeschi, come i Fugger o i Welser, per ottenere l\u2019elezione di Carlo V ad Imperatore. Ricca di <em>hidalgos<\/em>, prelati ed aristocratici, ma indebitata nei confronti dei banchieri di mezza Europa, doveva ad essi riconoscere in restituzione del debito le future ricchezze che si sarebbero ottenute dai nuovi domini. L\u2019oro, secondo un detto spagnolo dell\u2019epoca ricordato dallo storico genovese Michelangelo Dolcino, cos\u00ec \u201c<em>nasceva in Oriente, moriva in Ispagna e veniva sepolto a Genova<\/em>\u201d, mentre Colbert, ministro delle finanze di Luigi XIV osservava: \u201d<em>Quanto pi\u00f9 uno stato commercia con gli spagnoli, tanto pi\u00f9 argento possiede<\/em>\u201d. Ma lo stesso avrebbero potuto ripetere gli inglesi a proposito dell\u2019oro del Portogallo, soprattutto dopo che il suicidario trattato di Methuen (1703) aveva aperto, in cambio di un privilegio sul commercio dei vini portoghesi, il paese e le sue colonie americane alle manifatture britanniche, accompagnandone la messa in esecuzione qualche anno dopo con l\u2019ordine della materiale distruzione di tutti i telai e le filature brasiliane! A ci\u00f2 si deve aggiungere il trionfo nella penisola iberica di teorie economiche mercantilistiche che facevano dipendere la ricchezza delle nazioni dal possesso dei metalli preziosi quali l\u2019oro e l\u2019argento, secondo una visione, rivalutata dai moderni monetaristi, che comportava il sacrificio delle attivit\u00e0 economiche reali che erano allora essenzialmente agricole e artigianali. In questo senso, le cacciate di ebrei e <em>moriscos <\/em>dal suolo spagnolo rispettivamente nel 1492 e nel 1609, cio\u00e8 di due componenti essenziali per il mantenimento delle attivit\u00e0 artigianali ed agricole nella penisola iberica, non faranno che ribadire il <strong>suicidio economico<\/strong> implicito in queste teorie, che obbligheranno i regni di Spagna e Portogallo a toccare il XX Secolo con minore potenza economica e politica di Paesi Bassi o Scandinavia. Resta che, quale che siano le teorie dominanti in Europa sull\u2019utilizzo delle risorse strappate al Nuovo Mondo, gli effetti della scoperta delle Americhe si tradussero per i nativi in una immane tragedia, avviando <strong>un genocidio combinato ad un etnocidio<\/strong> dalle proporzioni indicibili, in gran parte sapientemente occultati nei libri di storia europei. Quando Cristoforo Colombo salpa da Palos, la Spagna di Isabella possiede da 6 sino ad un massimo 9 milioni di abitanti, ma le stime pi\u00f9 raffinate parlano di una popolazione probabilmente pi\u00f9 prossima ai <em>7 milioni di abitanti.<\/em> Quando Colombo tocca terra ai Caraibi, la isola di Hispaniola, oggi divisa fra Haiti e Santo Domingo, possiede da sola <em>due milioni di abitanti<\/em>. Nel 1516, cio\u00e8 solo 24 anni dopo l\u2019arrivo delle tre caravelle, il frate dominicano Bartolomeo de las Casas &#8211; famoso protagonista della disputa di Valladolid intorno alla natura umana degli indios, negata dal cappellano di Carlo V e allievo di Pietro Pomponazzi Juan Gin\u00e9s de Sep\u00falveda &#8211; dichiara che la <strong>popolazione dell\u2019isola si \u00e8 ridotta ad appena <em>11.000<\/em> <em>persone<\/em>. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"679\"  height=\"388\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-24886 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 679px) 100vw, 679px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/MAYA.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/MAYA.png 679w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/MAYA-300x171.png 300w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>In totale,<\/strong> <strong>al momento della scoperta l\u2019America centrale conta invece fra i dieci e i tredici milioni di abitanti<\/strong>, <strong>il Messico precolombiano ha una popolazione oscillante fra i trenta e i trentasette milioni di abitanti, e ad un numero analogo si stimano gli abitanti dell\u2019impero incaico. Un totale quindi di 70-90 milioni di amerindi ripartiti fra le zone popolate dagli aztechi, i regni maya, l\u2019impero incaico,<\/strong> abitano l\u2019America latina nell\u2019epoca pre-colombiana. Quando la pi\u00f9 grande citt\u00e0 di Spagna, Siviglia, superava appena i 50.000 abitanti, la capitale dell\u2019Impero azteco, <strong>Tenochtitl\u00e1n, contava 100.000 abitanti mentre Teotihuac\u00e1n, al suo apogeo precedente l\u2019epoca della scoperta, aveva raggiunto i 200.000 abitanti<\/strong>. <strong>Un secolo e mezzo dopo, gli abitanti del sub-continente sono ridotti in totale a tre milioni e mezzo<\/strong>. Per comprendere l\u2019enormit\u00e0 di questa situazione, \u00e8 necessario, anche a rischio di percorrere temi gi\u00e0 noti, descrivere come era il mondo prima della nascita del moderno capitalismo che si fa proprio coincidere con l\u2019epoca delle grandi scoperte geografiche. Nel tempo che precede quella che convenzionalmente chiamiamo l\u2019Et\u00e0 moderna, il mondo globale aveva una struttura rappresentabile con la figura di un arcipelago. Un insieme di isole grandi e piccole, sconosciute spesso agli abitanti delle altre, legate da rapporti radi e difficili, caratterizzate da modi di produzione e da formazioni sociali diverse. <\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019alba della scoperta, se ne possono distinguere principalmente tre<em>: la societ\u00e0 comunitario-tribale, la societ\u00e0 tributaria, la societ\u00e0 feudale<\/em>. L\u2019Europa alla fine del XV secolo era ancora legata al metodo di produzione feudale, sorto dopo il crollo dell\u2019impero romano d\u2019Occidente e l\u2019insediamento di nuovi popoli sul suo territorio. L\u2019attivit\u00e0 prevalente \u00e8 quella agricola, l\u2019industria \u00e8 ancora artigianale e si svolge in parte nelle campagne, il commercio \u00e8 limitato agli scambi fra citt\u00e0 e contado per i prodotti di base, mentre il commercio a pi\u00f9 lunga distanza provvede a fornire beni introvabili, spesso considerati di lusso, necessari per le pratiche religiose o destinati a sostituire una inesistente catena del freddo (incenso, tessuti di lusso, sete, pepe e altre spezie). Nell\u2019Africa sub-sahariana, in gran parte di quel continente che sar\u00e0 chiamato America e nell\u2019Oceania, prevalgono invece societ\u00e0 che si fondano sui rapporti di parentela e che svolgono attivit\u00e0 economiche prevalenti di raccolta, caccia, pesca, agricoltura e allevamento, indirizzate alla pura sussistenza delle popolazioni. Sono le societ\u00e0 comunitario-tribali. In Asia e in America, centrale e andina, prevale invece il <em>sistema \u201ctributario<\/em>\u201d. Le societ\u00e0 sono molto pi\u00f9 complesse e sono organizzate in grandi imperi o regni (Cina, India, il Messico degli aztechi, l\u2019impero incaico) la cui unit\u00e0 \u00e8 personificata da un capo, sovrano o imperatore, con alla base le comunit\u00e0 familiari, claniche o di villaggio dedite prevalentemente all\u2019agricoltura e, in sovrapposizione, una comunit\u00e0 superiore costituita da funzionari, caste sacerdotali, capi militari, la cui creazione e il cui mantenimento sono resi possibili dal surplus ottenuto con le attivit\u00e0 svolte dalle comunit\u00e0 di base. Comunque, sino alle grandi trasformazioni che subisce l\u2019assetto mondiale a partire dall\u2019Europa proprio per effetto delle scoperte, <strong>i tre sistemi sono accomunati dal fatto di essere poggiati su di una economia di tipo tradizionale basata sulla terra e su di una modesta produzione artigianale, sviluppata con tecniche semplici che sfruttano esclusivamente la energia umana o animale.<\/strong> Questa situazione \u00e8 destinata a cambiare proprio per effetto della scoperta del Nuovo Mondo. Il pianeta arcipelago, formato di isole lontane fra loro e negli scambi, si trasforma in un sistema unico mondiale rispondente al nuovo modo di produzione capitalistico in cui si distinguer\u00e0 un centro e una periferia, secondo un processo di <em>periferizzazione<\/em>, che avverr\u00e0 in quattro fasi, di cui la prima inizier\u00e0 proprio con la conquista dell\u2019America e si concluder\u00e0 nella seconda met\u00e0 del &#8216;700, con l\u2019avvento della rivoluzione industriale a partire dalle isole britanniche. Il centro sar\u00e0 in un primo momento policentrico e vi si ritroveranno i paesi europei all\u2019origine del processo di <em>periferizzazione<\/em>, l<strong>a Spagna e il Portogallo, ma anche l&#8217;Inghilterra, la Francia e i Paesi Bassi, mentre proprio il Nuovo Mondo costituir\u00e0 la principale periferia che finir\u00e0 per trasformarsi progressivamente in una intera area asservita esclusivamente agli interessi delle madrepatrie europee poste al centro del sistema unico mondiale<\/strong>. Le popolazioni amerindiane, dopo la scoperta, conosceranno insieme il <strong>genocidio e l\u2019etnocidio<\/strong>. Prima, ci saranno le stragi per le azioni militari dei conquistatori dotati di tuonanti fucili, di cani addestrati e di sconosciuti destrieri che gli amerindi crederanno formare un tutt\u2019uno con i loro cavalieri; poi, gli effetti devastanti dei batteri e dei virus importati dall&#8217;Europa, dal vaiolo al tetano, dalla febbre gialla alle carie, dalle malattie intestinali a quelle veneree, che decimeranno delle popolazioni prive di anticorpi. Infine, seguir\u00e0 il vero e proprio etnocidio, per gli effetti nefasti della trasformazione di architetti e ingegneri, di agricoltori ed allevatori in operai asserviti alle miniere di argento, di oro, di stagno, (i <em>mitayos),<\/em> o in braccianti nelle grandi piantagioni. Gli amerindi saranno costretti comunque ad abbandonare le loro attivit\u00e0 agricole di sussistenza e a subire anche un radicale mutamento nella distribuzione e nelle forme di possesso della terra, secondo regole lontane dalle tradizioni che riproporranno, attraverso il latifondo, gli istituti feudali ancora in vigore nelle lontane madrepatrie europee. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"1024\"  height=\"241\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-24888 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/potoso-1024x241.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/potoso-1024x241.png 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/potoso-300x71.png 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/potoso-768x181.png 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/potoso-1536x362.png 1536w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/potoso-800x188.png 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/potoso-1160x273.png 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/potoso.png 1801w\" ><figcaption>\/www.toptourist.com\/el-cerro<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nuove forme di mobilitazione e di riorganizzazione della forza lavoro li trasformeranno in popolazioni sotto schiavit\u00f9, ancora prima dell\u2019inizio delle vere e proprie tratte degli schiavi africani dalla Guinea o dall\u2019Angola. Le popolazioni indigene, private della loro base tradizionale di sussistenza, si ritroveranno asservite, prima, alla ricerca e alla estrazione dei metalli preziosi, poi alla economia di piantagione. Se, in un primo tempo, la ricerca implacabile di oro e argento si tradusse nel saccheggio di templi, palazzi e regi tesori, come quelli che Francisco Pizarro strapp\u00f2 all\u2019imperatore inca Atahualpa prima di garrotarlo \u2013 \u201cdue stanze piene d\u2019oro e una stanza piena di argento\u201d- o Cort\u00e9s a Tenochtitl\u00e1n dopo la riconquista della citt\u00e0 nel 1521, subito dopo la fame dei metalli si convert\u00ec nel lavoro sistematico imposto agli indigeni nelle miniere. Oggi Potos\u00ed, secondo le pi\u00f9 recenti statistiche, \u00e8 una citt\u00e0 andina di 150.000 abitanti, posta a 4.100 metri di altezza, al centro di una delle tipiche zone \u201c<em>expulsoras<\/em>\u201d dell\u2019\u201caltiplano\u201d boliviano che fabbricano sfollati economici convertiti da contadini in \u201clumpenproletarien\u201d abitanti le zone marginali urbane di citt\u00e0 come Santa Cruz de la Sierra, Cochabamba, Sucre o La Paz. Quel che \u00e8 singolare \u00e8 che, secondo il censimento del 1573, Potos\u00ed contasse gi\u00e0 120.000 abitanti, saliti addirittura a 160.000 nel 1650. Sulla sovrastante montagna a forma conica di Sumaj Orcko, a quasi 5.000 metri di altezza, ribattezzata poi \u201ccerro rico\u201d (collina ricca) dagli spagnuoli, nel 1545 l\u2019indio Huallpa, che inseguiva in una caccia notturna un lama in fuga, aveva acceso un fal\u00f2 che aveva rivelato una fibra bianca e brillante. <strong>Era l\u2019argento.<\/strong> Poco dopo cominciava cos\u00ec a Potos\u00ed la corsa al prezioso metallo. Don Quijote, nel capolavoro immortale di Miguel de Cervantes Saavedra, non parler\u00e0 pi\u00f9 del Per\u00fa come unit\u00e0 di valore. Rivolto a Sancho, user\u00e0 un altro linguaggio: \u201d<em>Vale un Potos\u00ed <\/em>\u201d. Trasformate in forme e lingotti, le viscere della \u201ccollina ricca\u201d alimenteranno per secoli lo sviluppo dell\u2019Europa. L\u2019argento delle Alpi, sotto il controllo dei banchieri tedeschi Fugger che, insieme ai Welser, avevano finanziato l\u2019elezione di Carlo V ad Imperatore, si stava progressivamente esaurendo e, comunque, i costi di estrazione era comparativamente molto pi\u00f9 alti. Con il \u201ccerro rico\u201d, subentrarono ai Fugger i Genovesi. Il controllo dell\u2019argento di Potos\u00ed fu alla base essenziale della loro ricchezza durante il celebre \u201cS<em>iglo de los genoveses\u201d, <\/em>dalla met\u00e0 del \u2018500 alla met\u00e0 del \u2018600.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"516\"  height=\"378\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-24889 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 516px) 100vw, 516px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/genova.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/genova.png 516w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/genova-300x220.png 300w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Tesorieri della Corona spagnola dal regno di Filippo II a quello di Filippo IV, i genovesi si convertiranno nei principali beneficiari della estrazione dell\u2019argento<\/strong>. Mentre i Welser, ottenuto da Carlo V il governatorato di Venezuela dal 1528 al 1556, cercheranno di rilanciare le loro fortune organizzando tragiche spedizioni dai pochi superstiti, nella vana ricerca del mitico El Dorado, di C\u00edbola e delle sette citt\u00e0 d\u2019oro, che avevano erroneamente localizzato intorno alla laguna di Maracaibo, Genova invece si coprir\u00e0 di splendide chiese e di favolosi palazzi fra la met\u00e0 del \u00b4500 e la met\u00e0 del \u00b4600 e Potos\u00ed otterr\u00e0 la gratitudine di Carlo V che la elever\u00e0 a \u201cVilla Imperial\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il \u201ccerro\u201d intanto si era trasformato per i nativi nella \u201cbocca dell\u2019inferno\u201d, secondo la denunzia che appena cinque anni dopo la scoperta, nel 1550, il frate dominicano Domingo de San Tom\u00e1s faceva al Consiglio delle Indie. Braccati e obbligati al lavoro forzato nella miniera (la <strong>\u201cmita\u201d)<\/strong>, costretti ad abbandonare le loro attivit\u00e0 e le loro colture nel raggio di cento miglia intorno alla miniera, gli amerindi boliviani morivano ogni anno a decine di migliaia per estrarre i preziosi metalli. Dopo il ciclo dell\u2019argento, ci sar\u00e0 quello dello stagno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Si stima che il \u201ccerro rico\u201d inghiottir\u00e0 in tre secoli la vita di <em>otto milioni<\/em> di persone.<\/strong> Di fatto si pu\u00f2 dire tristemente che le fondamenta delle pi\u00f9 belle chiese di Genova poggiano sui cadaveri dei nativi americani. E quello che fu la storia tragica di Potos\u00ed pu\u00f2 ripetersi per le oggi messicane Zacatecas e Guanajuato nel ciclo dell\u2019argento, per la brasiliana Minas Gerais nel ciclo dell\u2019oro, regione che da sola cont\u00f2 nel secolo XVIII altrettanto oro di quello estratto da tutte le colonie spagnole nei due secoli precedenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma se l\u2019attivit\u00e0 forzata nelle miniere controllate da spagnoli o portoghesi destruttur\u00f2 totalmente le ricche attivit\u00e0 agricole che prima della conquista esercitavano le comunit\u00e0 precolombiane e segn\u00f2 l\u2019abbandono delle straordinarie opere pubbliche create da inca e aztechi, infrastrutture stradali e terrazzamenti agricoli, canali d\u2019irrigazione e giardini galleggianti, altrettanto distruttrice per la economia di sussistenza delle popolazioni fu la <strong>economia di piantagione,<\/strong> introdotta dai conquistatori sui nuovi latifondi creati con le terre strappate alle comunit\u00e0 indigene.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 proprio dalla piantagione coloniale subordinata alle esigenze di consumo di lontane madrepatrie e completamente estranea alle esigenze e all\u2019autoconsumo delle popolazioni locali che deriva l\u2019attuale latifondo, al centro della gabbia del sottosviluppo economico delle regioni latinoamericane.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 la storia che va dalla coltivazione del \u201c<em>pau brasil<\/em>\u201d, il pregiato legno color della brace utilizzato nelle tinture, alle piantagioni di zucchero delle Antille e del Nordest brasiliano, alle colture di caff\u00e8 e banane delle zone andine e centroamericane, cui venivano destinati gli amerindi, ma anche gli schiavi trasferiti dalle lontane coste africane dai negrieri olandesi o inglesi. Ma \u00e8 anche, come ricorda Eduardo Galeano, la storia del cacao venezuelano, del cotone del Maranhao, delle piantagioni di cacci\u00f9 della Amazzonia, dove nell\u2019apogeo della ricchezza di Manaus veniva a cantare la celeberrima Malibran o il grande Caruso, ma anche dei boschi di piante medicinali come il <em>quebracho<\/em> distrutto nel nord dell\u2019Argentina e nel Paraguay, o delle piantagioni di frutta del Brasile, dell\u2019Ecuador o della Colombia. E\u2019 la storia di terre sfruttate e poi abbandonate, di un latifondo che lasciava dietro terre e braccia esauste, che bruciava insieme alle vite la fertilit\u00e0 dei terreni, perpetuando a favore dell\u2019elemento europeo o creolo uno stato di dominio che faceva da contrasto con la totale emarginazione economica, sociale e giuridica delle popolazioni locali. E\u2019 cos\u00ec a partire da queste premesse, oggi, anche dal punto di vista etnico, il sub-continente latino-americano presenta una grande variet\u00e0 di situazioni che sono una conseguenza diretta del retaggio coloniale.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre i paesi del Cono Sud (Argentina, Uruguay, Cile) hanno una popolazione in grande maggioranza europea, il Brasile e le Antille contano una forte presenza di discendenti africani, conseguenza della storica tratta degli oltre dieci milioni di schiavi impiegati nello sfruttamento dei metalli e nelle piantagioni. In America Centrale e nei paesi andini, invece, le comunit\u00e0 amerindie restano molto importanti: in Bolivia, Per\u00fa, Guatemala, Ecuador rappresentanti all\u2019incirca la met\u00e0 o piu\u2019 della met\u00e0 della popolazione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-24891 pk-lazyload\"  width=\"455\"  height=\"282\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 455px) 100vw, 455px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/colonizz.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/colonizz.png 607w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/colonizz-300x186.png 300w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Soggetti attivi del processo di colonizzazione dopo la scoperta colombiana, accanto ad Olanda, Francia e Gran Bretagna, la Spagna ed il Portogallo seguono il metodo, molto diverso dagli altri paesi europei, dell\u2019intervento diretto del governo nel controllo delle nuove colonie. Le terre scoperte del Nuovo Mondo vengono occupate in nome del sovrano e sottoposte al suo potere: l\u2019amministrazione dei territori \u00e8 organizzata in forme variamente articolate di unit\u00e0 territoriali subordinate ad un organo centrale. Per il Portogallo si tratta del <strong><em>Conselho do Impero<\/em><\/strong>, per la Spagna del <strong><em>Consejo real y supremo de las Indias.<\/em><\/strong> Il commercio tra le colonie e la madrepatria \u00e8 controllato da dipartimenti della amministrazione, le Casas. Lo stato portoghese si riserva il monopolio dei metalli preziosi e delle spezie, in Spagna il monopolio del commercio \u00e8 attribuito alla citt\u00e0 di Siviglia, sede della <strong><em>Casa de contrataci\u00f3n,<\/em><\/strong> e a Cadice, mentre lo Stato si riserva il 20% (<em>el quinto real<\/em>) sui metalli preziosi. Tale approccio centralizzatore dei colonizzatori, che favoriva esclusivamente le <em>elites<\/em> urbane di origine iberica, ha avuto l\u2019effetto di escludere le comunit\u00e0 amerindie per lunghissimo tempo dal potere, secondo una logica che prima che economica era innanzi tutto giuridica. Solo in epoca molto recente, le comunit\u00e0 amerindie hanno cominciato a cercare di perseguire politicamente una rivendicazione dei propri diritti, come abbiamo visto in paesi dal Brasile all\u2019Ecuador alla Bolivia<em>. Il problema della terra<\/em> resta comunque sempre di centrale attualit\u00e0 in paesi largamente dominati da&nbsp;&nbsp; grandi&nbsp;&nbsp; proprietari (<em>hacendados, fazendeiros<\/em>) di origine europea o da grandi societ\u00e0 spesso transnazionali. In assenza poi di un vero e proprio accatastamento delle terre, la ricchezza viene ripartita in maniera molto diseguale e le comunit\u00e0 indigene si collocano sistematicamente in basso nella scala sociale. Per questo possiamo ragionevolmente domandarci quale sarebbero oggi le condizioni del sub-continente se le tre caravelle gi\u00e0 toccate dalla tempesta alle Canarie non fossero mai arrivati sino all\u2019isola di Hispaniola. Ma rifare la storia con le \u201cif\u201d succede anche nella vita privata e purtroppo non funziona mai. E questo ci obbliga invece a continuare in una prossima rubrica nell\u2019esame del quadro complesso e delle prospettive complesse di questo straordinario sub-continente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carlo degli Abbati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em><u>Bibliografia consigliata<\/u><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul><li><strong>Eduardo GALEANO<\/strong>, <em>Memoria del fuego<\/em>, I-II-III,Siglo Veintuno Editores, Mexico, 1982-1986\u00a0<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul><li><strong>Eduardo GALEANO<\/strong>,\u00a0 <em>Le vene aperte dell\u2019America latina<\/em>, Sperling&amp;Kupfer, Milano, 1997<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul><li><strong>Eduardo GALEANO<\/strong>, <em>Il libro degli abbracci<\/em>, Sansoni, Firenze, 1992<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul><li><strong>Eduardo GALEANO,<\/strong> <em>Splendori e miserie del gioco del calcio<\/em>, Sperling&amp;Kupfer, Milano, 1997<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul><li><strong>Marcel NIEDERGANG<\/strong>, <em>Les 20 Am\u00e9riques latines<\/em>, Ed. du Seuil, Parigi, 1969<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul><li><strong>Carlo DEGLI ABBATI<\/strong>, <em>Appunti da un pianeta globale. America Latina e Caraibi. Quando l\u2019inchiostro lascia la penna per la piuma del quetzal<\/em>, De Ferrari, Genova, 2010<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>*Carlo degli Abbati insegna Diritto dell\u2019Unione Europea al Dip. di Lingue e Culture Moderne dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Genova. Gi\u00e0 docente di Economia dello Sviluppo presso lo stesso Ateneo e di Storia dei Paesi musulmani presso il Dip. di Lettere e Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Trento, \u00e8 stato funzionario responsabile del controllo della cooperazione europea allo sviluppo presso la Corte dei Conti Europea a Lussemburgo.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sono anche passati 531 anni dalla scoperta del Continente fatta da tre caravelle spagnole partite da Porto Palos per andare in Oriente passando per l\u2019Occidente. 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