{"id":24304,"date":"2023-09-06T10:26:00","date_gmt":"2023-09-06T08:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=24304"},"modified":"2023-09-04T16:27:20","modified_gmt":"2023-09-04T14:27:20","slug":"etiopia-la-nostalgia-delle-colonie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2023\/09\/06\/etiopia-la-nostalgia-delle-colonie\/","title":{"rendered":"Etiopia, la nostalgia delle colonie"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Dai sultanati alle dominazioni, passando per la colonizzazione, il regno di Menghistu fino allo stato federale, geopolitica del paese africano che incrocia la sua storia con quella dell&#8217;Italia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo visto in questa rubrica, nel capitolo sull\u2019Eritrea, che il territorio eritreo, con l\u2019altipiano dell\u2019Asmara, lembo piu\u2019 settentrionale dell\u2019Acrocoro Etiopico\u00a0 degradante lentamente verso una piana costiera arricchita dall\u2019arcipelago delle isole Dahlak, aveva formato l\u2018estremo lembo nord occidentale del regno etiope di Axum fra il I e il VII secolo. In seguito, aveva conosciuto l\u2019influenza dei regni salomonici etiopi nel XIII secolo nati per influenza del patriarcato di Alessandria d\u2019Egitto e dal XVI secolo, dopo il <em>ripiegamento<\/em> del re cristiano di Gondar intorno al lago Tana, il dominio ottomano con il nome di provincia degli <em>Habesh<\/em> \u2013 Habesh Eyaleti &#8211; da cui l\u2019uso del termine italiano Abissinia- che controllava i porti di Massua e di Souakin (Sudan). La parte meridionale degli antichi territori del regno di Gondar e dei sultanati musulmani nati nella regione a partire da quello di Barr Sa\u2019ad ad-D\u00een vedono l\u2019insediamento di una popolazione agropastorale non monoteista, gli Oromo- Burana e Baarentuu- che progressivamente si fonda con la popolazione locale cristiana o musulmana. Con il declino dell\u2019importanza di Gondar durante il periodo chiamato \u201cl\u2019era dei principi\u201d (1769-1885) si era assistito al declino dell\u2019autorit\u00e0 reale. Solo alla met\u00e0 del XIX secolo si afferma la centralit\u00e0 del potere reale in Etiopia con Menelik II (Saleh Mariam) che da re della Scio\u00e0 diventa nel 1889 imperatore d\u2019Etiopia, <em>Negus Nagast<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-24307 pk-lazyload\"  width=\"454\"  height=\"526\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 454px) 100vw, 454px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/etiopia-map.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/etiopia-map.png 605w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/etiopia-map-259x300.png 259w\" ><figcaption>Source: University of Texas, Perry Castaneda Library Map Collection \u2013 Courtesy of the Un. of Texas Libraries, The University of Texas at Austin<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ma, ritornando all\u2019Eritrea, gli inglesi negli anni \u201980 del XIX secolo stentano a domare la ribellione dei mahdisti sudanesi e per questo chiedono l\u2019aiuto dell\u2019Italia che ne ottiene in cambio nel 1885 Massaua, diventato terriorio italiano. Ma la conquista della nuova colonia fu tutt\u2019altro che facile. Le sconfitte di Dogali (1887), a venti miglia da Massaua,\u00a0 \u00e8 in tutti i libri di scuola. Dopo l\u2019occupazione del forte di\u00a0 Saati, sotto controllo etiope,\u00a0 l\u2019opposizione del Negus Giovanni IV era stata fortissima. Le truppe di ras Alula decimeranno a Dogali\u00a0 nel 1887 la colonna De Cristoforis mandata da Massua in aiuto del contingente italiano a Saati. Si salver\u00e0 solo un romagnolo, Luigi Zoli. Solo il ritiro del Negus permetter\u00e0 la successiva avanzata su Asmara.<strong> Il trattato di Uccialli (Wouchal\u00e9) firmato fra il nuovo Negus Nagast Menelik II e il conte Ugo Antonelli, plenipotenziario italiano, il 2 maggio 1889,  consente all\u2019Italia di prendere il controllo definitivo dell\u2019Eritrea secondo il nome che gli assegnava il Regno decreto del 1890 che costituiva la prima colonia italiana, con capitale Asmara (in tigrino i quattro-villaggi- uniti, <em>Arbate Asmara<\/em>).<\/strong> Ma quando, per delle interpretazioni contrastanti del trattato di Uccialli, scoppia fra Italia e Etiopia la prima guerra di Abissinia nel 1895, le truppe italiane si troveranno di fronte, a cusa della ricomposizione dell\u2019Impero sotto Menelik II, non delle milizie disparate ma un esercito etiope ben organizzato. Nel 1896 il contingente di 14.000 uomini comandato\u00a0 dal Gen. dei Bersaglieri Oreste Baratieri penetrato nel Tigr\u00e9 sar\u00e0 decimato ad Adua dalle truppe di Menelik II forti di 120.000 uomini ed il governo italiano dovr\u00e0 firmare il trattato di Addis Abeba il 26 ottobre 1896 che riconosceva la piena sovranit\u00e0 etiopica con una linea di demarcazione con l\u2019Eritrea segnata dal confine Mareb-Belesa-Muna. Trattato che marcher\u00e0 la fine delle ambizioni italiane nel Corno d\u2019Africa sino all\u2019avvento del fascismo e alla seconda guerra di Etiopia del 1936. <\/p>\n\n\n\n<p>Seguiranno cinque anni dall\u2019ingresso ad Addis Abeba il 5 maggio 1936 sino al 1941 di un dominio coloniale italiano sull\u2019Etiopia, primo passo secondo Mussolini della \u201cfondazione dell\u2019Impero Italiano\u201d,\u00a0 marcato da un triste ciclo rivolte-repressioni-rivolte soprattutto dopo il mancato attentato a Rodolfo Graziani del 1937. Solo la sostituzione di Rodolfo Graziani come governatore con il principe Amedeo Duca di Aosta permetter\u00e0 di ridurre, ma non di stroncare, pur usando ogni mezzo, la resistenza etiopica. Ma come osserva Angelo del Boca come grande storico delle colonie, \u201c<em>nessuno dei processati dopo la caduta del regime fascista o dei condannati a morte \u00e8 stato mai processato o condannato per crimini commessi in Africa&#8230;.una amnistia mai promulgata, mai sottointesa, cancella tutti i genocidi, le rapine, i furti, le violenze, le deportazioni di massa, la distruzione delle chiese, l\u2019uso sistematico della guerra chimica, lo sterminio dell\u2019intellighenzia etiopica<\/em>\u201d. E aggiunge con un accenno che sembra oggi attualissimo:  \u201c<em>Si nota invece la tendenza gi\u00e0 a partire dal 1945, ad elogiare tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto in Africa dall\u2019Italia, senza un minimo di autocritica e al di l\u00e0 dei confini imposti dalla decenza\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"1024\"  height=\"718\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-24306 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/etiopia-2-1024x718.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/etiopia-2-1024x718.png 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/etiopia-2-300x210.png 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/etiopia-2-768x538.png 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/etiopia-2-800x561.png 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/etiopia-2-1160x813.png 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/etiopia-2.png 1260w\" ><figcaption>(arazzo etiopico rappresentante la battaglia di Adua, Smithsonian)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Restano\u00a0 come unico ricordo concretamente positivo la pianificazione di una serie di lavori pubblici nel paese fra cui il Piano regolatore di Addis Abeba e delle opere di colonizzazione agricola vanificate dall\u2019entrata in guerra dell\u2019Italia e dalla rapida perdita di controllo del paese sin dal 1941 per l\u2019azione congiunta delle forze britanniche e dei resistenti etiopici, gli <em>arbegnuoc<\/em>. L\u2019Etiopia riprender\u00e0 una\u00a0 piena sovranit\u00e0 con il trattato anglo-etiope del dicembre 1944.<strong> L\u2019Eritrea vi viene integrata come regione autonoma federata secondo una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell\u2019ONU del 1950<\/strong>, ma l\u2019imperatore d\u2019Etiopia Hail\u00e9 S\u00e9lassi\u00e9 ( Tafari Makonnen) originario dell \u2018Harar l\u2019annette nel 1962 con decisione unilaterale. Sar\u00e0 questa decisione a dare avvio alla trentennale\u00a0 guerra irridentista del Fronte Popolare di Liberazione Eritreo nel cui ambito si affermer\u00e0 l\u2019attuale presidente Isaias Afeworki. <\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni anni dopo, a causa della crisi petrolifera mondiale e\u00a0 di una forte carestia che per la maledizione delle piogge che colpisce regolarmente il Corno d\u2019Africa aveva prodotto nel paese la morte di 100.000 persone, una guerra civile porta alla defenestrazione dell\u2019imperatore Hail\u00e9 Selassi\u00e9 nel 1975 e all\u2019avvento del DERG, una giunta militare ad orientamento marxista-leninista, sostenuta dall\u2019Unione Sovietica,\u00a0 in cui si afferma dal 1977 l\u2019ala \u00a0pi\u00f9 radicale che fa capo al maggiore Menghistu Hail\u00e9 Mariam. Questi afferma un rigido e sanguinoso regime comunista (il c.d. periodo del <em>Terrore Rosso<\/em>) che far\u00e0 centinaia di migliaia di vittime. Dopo la guerra per il controllo dell\u2019Ogaden contro la Somalia nel 1987-88, conclusa con un trattato di pace, ed una ulteriore carestia che colpisce l\u2019Etiopia fra il 1983 e il 1985 si diffonde nel paese una insurrezione anti-comunista che vede protagonisti soprattutto in Eritrea e nel Tigr\u00e9 una coalizione, il Fronte Democratico Rivoluzionario del Popolo Etiope (EPRDF) che rovescer\u00e0 Mengistu nel 1991 e che da allora controlla strettamente il governo etiopico. Con l\u2019Eritrea riesploder\u00e0 il conflitto nel 1998 e dopo un lungo stallo si arriver\u00e0 solo vent\u2019anni dopo nel 2018 con gli accordi di Jeddah alla firma di un vero\u00a0 e proprio accordo di pace.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma l\u2019Etiopia non conosce alcuna stabilit\u00e0 sul piano interno, nonostante la conclusione dell\u2019accordo di pace con l\u2019Eritrea e l\u2019<strong>arrivo al posto di primo ministro d\u2019Abiy Ahmed Ali, di etnia Oromo,\u00a0 cui era stato attribuito il premio Nobel per la Pace proprio per la pace promossa con l\u2019Eritrea. L<\/strong>\u2019Etiopia \u00e8 uno stato federale composto da un autentico mosaico identitario caratterizzato dalla presenza di 80 etnie anche se in numero molto minore sono quelle che pesano geopoliticamente nel paese: gli Oromo (o Galla) maggioritari (36%) originari del centro-sud, gli Amhara del centro-nord (26,2), i Tigr\u00e9 del nord (5,9%), i Somali dell\u2019est( 6%), gli Afar del nord-est, i Sidama del centro-sud,\u00a0 i Nilo-sahariani del sud-ovest, i Guragie, i Welaita. La forte presenza nel governo dei tigrini gi\u00e0 preponderanti all\u2019epoca della formazione del primo governo di transizione dopo la cacciata di Menghistu hanno provocato dei lunghi periodi di agitazione delle etnie ahmara e oromo lamentanti una marginalizzazione politica. In realt\u00e0, prima dell\u2019attuale primo ministro di etnia oromo, Abiy Ahmed Ali, in carica dal 2018, sia Meles Zenawi che il suo successore Haile Mariam Desalegn sono stati entrambi di etnia tigrina. <\/p>\n\n\n\n<p>La decisione di Ahmed di rinviare le elezioni sospese per la pandemia di Covid-19 ha portato all\u2019opposizione dal 2020 del Fronte Popolare di Liberazione del Tigr\u00e9 (TPLF)\u00a0 e lo scoppio della guerra con il governo federale. In realt\u00e0 la guerra civile etiopica ha due teatri principali : i<strong>l Tigr\u00e9 e l\u2019Oromia,<\/strong> oltre a focolai minori a ovest nel Benishangui-Gumuz e a est nel Somali. Da novembre 2020 a novembre 2022 il governo federale si \u00e8 alleato all\u2019Eritrea contro il Fronte di Difesa del Tigr\u00e9, mentre in Oromia il governo deve far fronte all\u2019ALO, l\u2019esercito di liberazione dell\u2019Oromia, che controlla vasta parte del territorio. <strong>Lontana dagli occhi indiscreti della stampa internazionale la guerra civile in Etiopia ha fatto in due anni mezzo milione di vittime e tre milioni di sfollati. I<\/strong>n un quadro del resto aggravato dalla perdurante siccit\u00e0 che colpisce il Corno d\u2019Africa e dalle tensioni regionali con Egitto e Sudan provocate dalla costruzione della grade diga sul Nilo GERD (<em>Great Ethiopian Renaissance Dam<\/em>), la pi\u00f9  grande diga dell\u2019Africa, suscettibile di confliggere con gli interessi dei paesi limitrofi dipendenti dalle acque del Nilo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-24305 pk-lazyload\"  width=\"454\"  height=\"368\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 454px) 100vw, 454px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/etiopia-map2.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/etiopia-map2.png 605w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/etiopia-map2-300x243.png 300w\" ><figcaption>Etiopia . La mappa etnica<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Anche se nel novembre 2022 il FLPT e il governo federale sono giunti ad un accordo quasi inaspettatamente, il problema di fondo alla base dei conflitti non \u00e8 stato risolto. In effetti, dopo Menghistu con l\u2019EPRDF l\u2019etnicit\u00e0 era stata elevata a fondamento della rappresentazione politica, con la suddivisione del paese in regioni considerate etnicamente rappresentative e un approccio generale di tipo federalista. Abiy Ahmed ha invece tentato dal 2018 il superamento del fattore etnico, presentandosi come un riformatore, cambiando il nome del partito da EPRDF in Partito della Prosperit\u00e0 e introducendo un elemento di centralizzazione e di assimilazione nell\u2019assise politica etiopica tradizionalmente multi-etnica. In questa opzione se ha l\u2019appoggio dei nazionalisti Ahmara incontra per\u00f2 la netta opposizione sia dell\u2019ALO che del FPLT, che hanno una\u00a0 speculare visione di un federalismo\u00a0 fondato sull\u2019etnicit\u00e0. A questo difficile contesto si aggiunge la crisi alimentare del paese, vittima di anni di siccit\u00e0 che ha fatto molte\u00a0 vittime nel sud del paese, l\u2019inflazione nel prezzo degli alimentari, effetto indiretto anche della guerra in Ucraina, con una situazione di insicurezza alimentare che riguarda almeno il 25 % della popolazione etiopica.<em> Last but not least <\/em>Ahmed \u00e8 passato da una visione di grandi progetti pubblici a degli interventi mirati in una logica pi\u00f9\u00a0 liberista, dallo \u201csviluppo\u201d alla \u201cprosperit\u00e0\u201d,\u00a0 cio\u00e8 alla tolleranza\u00a0 delle diseguaglianze che fomentano gli scontri politici.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carlo degli Abbati<\/strong>*<\/p>\n\n\n\n<p><em><u>Encadr\u00e9<\/u><\/em> L\u2019Etiopia figura correttamente nelle statistiche elaborate dal PNUD, ma occupandovi stabilmente uno degli ultimi posti della categoria dei paesi a basso sviluppo umano (LHDI). La sua posizione \u00e8 il 175\u00b0 posto (l\u2019Eritrea figura un solo posto indietro al 176\u00b0) sui 191 paesi censiti dal PNUD con l\u2019indice di 0,498. La sua popolazione stimata \u00e8 di 120.283.026 ab. (2021) ripartiti su di una superficie di 1.064.063 km2. con una densit\u00e0 di 113 ab.\/km2\u00a0 ed una bassa densit\u00e0 urbana, appena il 22,2% della popolazione totale (2021). L\u2019Etiopia \u00e8 anzi tutto un paese enclav\u00e9, senza sbocco al mare, con tre paesi che si interpongono ad Est fra essa e il Mar Rosso (Eritrea, Gibuti e Somalia) e confina a Sud con il Kenya, a Ovest con il Sudan e il Sud-Sudan. La Fossa Galla divide in due il grande altopiano etiopico. L\u2019Acrocoro Etiopico raggiunge i 4550 m. del Ras Dascian ed \u00e8 formato da una serie di massicci isolati incisi da corsi d\u2019acqua (il Nilo Azzurro che sfocia nel lago Tana, l\u2019Omo, l\u2019Ausch), mentre a SE l\u2019altopiano degrada verso la Somalia. Altri fiumi sono il Giuba e lo Uebi Scebeli. Il clima caldo e umido nelle regioni meridionali diventa temperato sopra i 2000 m. e caldo e secco sotto i 1.500 metri, con forti variazioni che ricordano il clima eritreo fra la marittima Massaua e la continentale Asmara. La popolazione attiva si ripartisce fra le attivit\u00e0 primarie (63,5%), il secondario (6,3%), il terziario (30,2%).\u00a0 Al PIL annuo prodotto di 99,269 miliardi USD (2021) contribuisce l\u2019agricoltura e l\u2019allevamento per il 37,2%, il settore secondario per il 24,2 %, il terziario per il 38,8 %. Il PIL pro-capite annuo \u00e8 di 2.361 USD (in PPP 2017) (2021), che in effettivo annuo \u00e8 di 996 USD, contro i 3.581 di Gibuti, i 631 dell\u2019Eritrea, i 120 della Somalia\u2026.. La popolazione etiopica \u00e8 formata come citato da 80 gruppi etnici di cui ricordiamo solo i principali: Oromo (Galla) 35,3%, Amhara 26,2%, Somali 6%, Tigrini 5,9%, Sidama 4,3%, Guragie 2,7%, Welaita 2,3%. I gruppi minori totalizzano il restante 17 % della popolazione totale. la maggioranza della popolazione \u00e8 di religione copta 43,15%, ma \u00e8 anche presente una forte componente musulmana, 34,1% e cristiana protestante 19,4%. La popolazione dalla ridotta concentrazione urbana (solo il 22,2%) presenta una speranza di vita alla nascita di 65 anni ( D 68,3 anni U 61,9), una fecondit\u00e0 del 4% (2020), una mortalit\u00e0 infantile di 35,4 per mille, una mortalit\u00e0 materna di 401 casi su 100.000 nascite, mentre il numero di nascite da madri adolescenti \u00e8 di 69,2 su 1.000 (2021), ma da anni in miglioramento costante. La scolarit\u00e0 attesa \u00e8 di 9,65 anni (D 9,82 U 9,55), quella effettiva di 3,2 anni (D 2,16 U 4,23).\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>A differenza dell\u2019Eritrea, l\u2019Etiopia fornisce appropriati\u00a0 indici di genere, sia nella forma di Gender Development Index (GDI), 921, (2021) in miglioramento costante dal 2000, sia nella forma di GII (Gender Inequality Index) (0,520), anch\u2019esso in miglioramento costante dallo 0,7 del 2001. Si possiedono sul paese altri dati indicativi della situazione. Con un indice di Povert\u00e0 multidimensionale MPI di 0,3666, la popolazione in situazione di povert\u00e0 (sotto 2,15 USD\/g.) sarebbe di 30 milioni ca. (il 25% del totale) con un tasso di analfabetismo del 48,2%(2017). La spesa pubblica per l\u2019istruzione \u00e8 stata del 5,1% PIL nel 2018; quella per la sanit\u00e0 dello 0,7% PIL nel 2019; il numero di medici di 0,1 ogni 1000 ab. (2018), l\u2019accesso all\u2019acqua potabile del 49,6% (2020), l\u2019inflazione del 26,8% (2021),\u00a0 la percentuale pop. attiva, 55,89 % F 46,4 % ( 2021); l\u2019indice di Corruzione Percepita (PCI) per il 2022 \u00e8 di 38, il che pone l\u2019Etiopia al 94\u00b0 posto al pari del Marocco e della Tanzania\u00a0 su 180 paesi censiti, cio\u00e8 in una delle migliori posizioni di un continente affetto dalla corruzione delle \u00e9lite come il Continente africano, secondo le statistiche elaborate da Transparency International (2022). La disponibilit\u00e0 calorie ab\/g.: 2.404 (2019-21); il consumo energia el. \/hab.: 96 KWh (2019); i telefoni cellulari ogni 1000 ab.: 387,1 (2020); gli utenti Internet: 240 ogni 1000 ab.(2020); i casi di malaria registrati nel 2020: 1.848.231. Il consumo di CO2 \/ ab. \u00e8 di 0,127 t. (2021). Quanto ai dati finanziari risalgono al 2020.Bilancio dello Stato: entrate 394.966 Milioni birr;\u00a0 spese 488.243 mil. birr (1 USD = 55,6 birr), ca. 8,8 Miliardi USD; deficit\u00a0 19,1% ; in % del PIL: 1,7%\u00a0 Debito estero: 30,364 miliardi USD (2020); Aiuti dall\u2019estero: 5,305 miliardi\u00a0 USD (2020)\u00a0 (5,5 % PIL) (2020).<\/p>\n\n\n\n<p><em><u>Bibliografia consigliata<\/u><\/em><\/p>\n\n\n\n<ul><li>Massimo BOCALE- Piera BORGHETTI, <em>Etiopia. Nel cuore antico dell\u2019Africa Nera<\/em>, Polaris, Faenza, 2002<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul><li>Matteo GUGLIELMO, <em>Il Corno d\u2019Africa. Eritrea, Etiopia, Somalia<\/em>, Il Mulino, Bologna, 2013<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul><li>Pietro VALSECCHI ( ed.), <em>Africa fra Stato e societ\u00e0. Studi in onore di Giampaolo Calchi Novati<\/em>, Franco Angeli, Milano, 2008<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul><li>Federico DONELLI, <em>Le due sponde del Mar Rosso. La politica estera degli Stati mediorientali nel Corno d\u2019Africa<\/em>, Mondadori Universit\u00e0, Milano, 2019<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul><li>Angelo DEL BOCA, <em>Gli Italiani in Africa Orientale. La caduta dell\u2019Impero<\/em>, Laterza, Bari, 1982<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul><li>Angelo DEL BOCA, <em>Gli Italiani in Africa Orientale. Nostalgia per le colonie<\/em>, Laterza, Bari, 1984<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul><li>Angelo DEL BOCA, <em>Gli Italiani in Africa Orientale. La conquista dell\u2019Impero<\/em>, Laterza, Bari, 1986<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>*Carlo degli Abbati insegna Diritto dell\u2019Unione Europea al Dip. di Lingue e Culture Moderne dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Genova. Gi\u00e0 docente di Economia dello Sviluppo presso lo stesso Ateneo e di Storia dei Paesi musulmani presso il Dip. di Lettere e Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Trento, \u00e8 stato funzionario responsabile del controllo della cooperazione europea allo sviluppo presso la Corte dei Conti Europea a Lussemburgo.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dai sultanati alle dominazioni, passando per la colonizzazione, il regno di Menghistu fino allo stato federale, geopolitica del paese africano che incrocia la sua storia con quella dell&#8217;Italia Abbiamo visto in questa rubrica, nel capitolo sull\u2019Eritrea, che il territorio eritreo,&hellip;\n","protected":false},"author":2,"featured_media":24306,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[10898],"tags":[11754,10918,7046,238,270],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24304"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24304"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24304\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24312,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24304\/revisions\/24312"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/24306"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24304"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24304"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24304"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}