{"id":23902,"date":"2023-09-01T09:40:00","date_gmt":"2023-09-01T07:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=23902"},"modified":"2023-10-04T09:32:51","modified_gmt":"2023-10-04T07:32:51","slug":"difendiamo-le-parole-4-bigonciari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2023\/09\/01\/difendiamo-le-parole-4-bigonciari\/","title":{"rendered":"Difendiamo le parole (4)"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><strong>Ogni settimana una poetessa, un poeta, un profilo, una citazione sul suo intendere il modo di costruire le parole, la sua poesia<\/strong><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Piero Bigonciari<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"342\"  height=\"414\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-24017 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 342px) 100vw, 342px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/bigo.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/bigo.png 342w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/bigo-248x300.png 248w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nato a Navacchio in provincia di Pisa, laureatosi con Attilio Momigliano a Firenze nel 1936 con una tesi su Leopardi, ha fatto parte con Mario Luzi e Oreste Macri del gruppo dei poeti ermetici fiorentini. Protagonista della fervida stagione degli anni \u201930 legata intorno a \u201cCampo di Marte\u201d e a \u201cLetteratura\u201d ha insegnato all\u2018Universit\u00e0 di Firenze Letteratura Italiana moderna e contemporanea. La sua ultima antologia \u201cDove finiscono le tracce\u201d \u00e8 del 1996. Aveva fondato e diretto dal 1977 la rivista \u201cParadigma\u201d. Si \u00e8 spento a Firenze nel 1997. La Biblioteca San Giorgio del Comune di Pistoia ha costituito il Fondo Piero Bigongiari che contiene una grande parte delle carte e della sua biblioteca, mentre la Cassa di Risparmio di Pistoia conserva la sua importante collezione di quadri del Seicento fiorentino.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Loris Jacin<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cSe il tempo cova le passioni, e quasi d\u00e0 loro forma, anche le estingue. Dunque bisogna che le passioni, oltre che \u201cdescrivere\u201d il tempo, come l\u2019oggetto formato descrive lo stampo in cui il fonditore l\u2019ha colato come ancora materia prima incandescente, anche posseggano una materia ch\u2019io vorrei chiamare l\u2019infinito possibile del tempo. E\u2019 la natura delle passioni, la natura dell\u2019essere: una natura oggettiva, di cui il poeta non si appropria, di cui, bens\u00ec meglio diremmo, il poeta si espropria attraverso la poesia\u2026\u2026.uomo destruens&nbsp; insieme ed instruens, nella velocit\u00e0 dei raccordi ritrover\u00e0 costui il profondo carattere della parola che appunto deve, per convincere, soprattutto significare\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tra la legge e la leggenda<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Amo perdere qualcosa, pi\u00f9 che per ritrovarlo,<\/p>\n\n\n\n<p>per lasciare una traccia a chi m\u2019insegue,<\/p>\n\n\n\n<p>forse perch\u00e9 amo farmi l\u00e0 raggiungere<\/p>\n\n\n\n<p>dove non sono, mentre guardo il mare<\/p>\n\n\n\n<p>che insinua tra le sue macerie il grido<\/p>\n\n\n\n<p>del gabbiano e un nido tra la ruggine<\/p>\n\n\n\n<p>perduto che galleggia tra le schegge,<\/p>\n\n\n\n<p>al contrario del gran depistatore,<\/p>\n\n\n\n<p>perch\u00e9 so che \u00e8 difficile seguire<\/p>\n\n\n\n<p>chi, indeciso sulla propria meta,<\/p>\n\n\n\n<p>ma forse proprio in essa pesticciando,<\/p>\n\n\n\n<p>si distrae dietro un viso, si nasconde<\/p>\n\n\n\n<p>dietro il dito che indica le onde<\/p>\n\n\n\n<p>che asciugano e bagnano la riva<\/p>\n\n\n\n<p>del paese natale, la deriva<\/p>\n\n\n\n<p>della luce che liquida ne assale<\/p>\n\n\n\n<p>le sponde e nella mente le ravviva.<\/p>\n\n\n\n<p>Amo confondere il cricchio del tarlo<\/p>\n\n\n\n<p>a un andante di Mozart&#8230;, mescolare<\/p>\n\n\n\n<p>il passo del viandante per la via<\/p>\n\n\n\n<p>con quello di chi risale le scale<\/p>\n\n\n\n<p>a semicerchio della nostalgia.<\/p>\n\n\n\n<p>Amo dimenticare il profumo della cedrina<\/p>\n\n\n\n<p>su quello della tua pelle. Del tutto<\/p>\n\n\n\n<p>ricordare la parte pi\u00f9 obliata,<\/p>\n\n\n\n<p>del frutto il seme ch\u2019entro s\u00e9 difende<\/p>\n\n\n\n<p>la sua amarezza in duro tegumento.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma se mento, non mento che a me stesso<\/p>\n\n\n\n<p>per dirti la verit\u00e0 che nello stesso<\/p>\n\n\n\n<p>errore \u00e8 celata, difesa, abbandonata<\/p>\n\n\n\n<p>a crescere in se stessa, nelle proprie<\/p>\n\n\n\n<p>contraddizioni elementari \u2013 \u00e8 l\u00ec<\/p>\n\n\n\n<p>che ogni due si unifica, nei suoi<\/p>\n\n\n\n<p>seminali abbandoni.<\/p>\n\n\n\n<p>Amo guardarti<\/p>\n\n\n\n<p>mentre riveli in te una dolcezza<\/p>\n\n\n\n<p>che \u00e8 quella della fata che nascosta<\/p>\n\n\n\n<p>tra gli alberi occhieggia che nessuno<\/p>\n\n\n\n<p>la segua andando verso il suo tugurio<\/p>\n\n\n\n<p>arredato come una reggia se tu<\/p>\n\n\n\n<p>ne precorri l\u2019augurio coi tuoi occhi,<\/p>\n\n\n\n<p>scheggia impazzita tra gli altri balocchi<\/p>\n\n\n\n<p>del destino che l\u2019uomo chiama vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Cammino dietro a poche cose, quelle<\/p>\n\n\n\n<p>meno necessarie, le pi\u00f9 volatili,<\/p>\n\n\n\n<p>le meno rare. Forse in mano ad esse<\/p>\n\n\n\n<p>\u00e8 il codice per leggere il messaggio<\/p>\n\n\n\n<p>che la legge ha lasciato sul tuo tavolo,<\/p>\n\n\n\n<p>semiaperto, semicancellato,<\/p>\n\n\n\n<p>fra terribilit\u00e0 e dolcezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma se tengo le mani ad un tempo<\/p>\n\n\n\n<p>sui due telai, \u00e8 che amo riprendere<\/p>\n\n\n\n<p>dal secondo la tela che Penelope<\/p>\n\n\n\n<p>sta sfacendo: \u00e8 solo con quel filo<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 altro non ne ho: l\u2019aspo ne fu rapito \u2013<\/p>\n\n\n\n<p>che sull\u2019altro ritesso la leggenda.<\/p>\n\n\n\n<p>Tu che la leggi strappane la benda<\/p>\n\n\n\n<p>dei segni che l\u2019accertano o la mettono<\/p>\n\n\n\n<p>in forse, perch\u00e9, vedi, sotto sanguina.<\/p>\n\n\n\n<p>(Poesie)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ogni settimana una poetessa, un poeta, un profilo, una citazione sul suo intendere il modo di costruire le parole, la sua poesia. 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