{"id":23677,"date":"2023-07-12T09:33:23","date_gmt":"2023-07-12T07:33:23","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=23677"},"modified":"2023-07-11T10:34:09","modified_gmt":"2023-07-11T08:34:09","slug":"asia-centrale-terreno-confronto-drgli-abbati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2023\/07\/12\/asia-centrale-terreno-confronto-drgli-abbati\/","title":{"rendered":"Asia centrale: un futuro terreno di confronto dopo l\u2019Ucraina?"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Dopo le recenti elezioni in Uzbekistan illustriamo la presente congiuntura dei cinque Paesi \u201cistan\u201d, Turkmenistan, Uzbekistan, Tagikistan, Kirghizistan, Kazakistan<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"1024\"  height=\"787\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-23680 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/asia-2-1024x787.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/asia-2-1024x787.jpg 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/asia-2-300x231.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/asia-2-768x590.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/asia-2-800x615.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/asia-2-1160x891.jpg 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/asia-2.jpg 1386w\" ><figcaption>Source: University of Texas, Perry Castaneda Library Map Collection \u2013 Courtesy of the Un. of Texas Libraries, The University of Texas at Austin<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La guerra in Ucraina mette in discussione anche la sicurezza di una vasta zona cuscinetto costituita da cinque diversi paesi di Asia centrale, disposta lungo il fianco-sudovest della Federazione Russa, ma confinante anche con la Cina, il Pakistan, l\u2019Afghanistan, l\u2019Iran e il Mar Caspio, con dei rischi evolutivi che si aggiungono a quelli dell\u2019instabilit\u00e0 ragionale conseguente all\u2019abbandono totale da parte occidentale dell\u2019Afghanistan al controllo talebano dall\u2019agosto 2021.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di cinque paesi, gli \u201cistan\u201d, Turkmenistan, Uzbekistan, Tagikistan, Kirghizistan, Kazakistan,<a> <\/a>cinque repubbliche che secondo l\u2019amministrazione dell\u2019epoca sovietica facevano parte della \u201c<em>Muftiyya d\u2019Asia centrale e del Kazakistan\u201d<\/em> con sede prima a Ufa, poi a Orenburg, infine a Tachkent.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 durante l\u2019espansione verso l\u2019Asia centrale, la logica delll\u2019URSS nel periodo staliniano, durante la prima met\u00e0 del secolo scorso, era stata quella della \u201cfabbricazione delle nazioni\u201d. In un vastissimo territorio, dove i movimenti delle popolazioni islamizzate, spesso nomadi, di origine soprattutto turca e persiana si riferivano a gruppi di solidariet\u00e0 che ignoravano la struttura dello stato-nazione e riservavano l\u2019adesione ad un gruppo (famiglia, clan, tribu\u2019) oltre alla fedelt\u00e0 ad un capo riconosciuto, i rischi di una perdita del controllo russo riguardavano l\u2019affermazione possibile di ideologie panislamiste e panturchiste, fondate cio\u00e8 sul ricorso al riferimento religioso o etnico. La risposta era stata il frazionamento basato sul concetto di \u201cnazionalit\u00e0 (<em>nationalnost<\/em>). Cio\u00e8 il riferimento obbligatorio delle nuove repubbliche ad una nazionalit\u00e0 titolare (uzbeca, turkmena, kazaca etc.) definita come comunit\u00e0 etnica, dotata uniformemente di una lingua, un territorio, una bandiera, un istituto delle scienze. In altri termini, la fabbrica delle nazioni staliniana aveva separato in modo assurdo le intrecciate famiglie etno-linguistiche (foto) secondo un processo che si era svolto fra il 1924 e il 1936. Ne erano originate le repubbliche socialiste sovietiche di Turkmenistan, Uzbekistan, Kirghizistan, Kazakistan, Tagikistan, Caracalpachia, quest\u2019ultima sino al 1934 rimasta parte della Repubblica Federativa Russa (RSF). Allo stesso modo erano nate nel 1936 nel Caucaso le Repubbliche sovietiche di Georgia, Armenia, Azerbaigian.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"1024\"  height=\"644\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-23681 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/asia-1024x644.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/asia-1024x644.jpg 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/asia-300x189.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/asia-768x483.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/asia-800x503.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/asia-1160x729.jpg 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/asia.jpg 1386w\" ><figcaption><br>Le etnie principali in Asia Centrale<br>Source: University of Texas, Perry Castaneda Library Map Collection \u2013 Courtesy of the Un. of Texas Libraries, The University of Texas at Austin<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Con la frantumazione dell\u2019URSS nel 1991, all\u2019inizio delle loro indipendenze la situazione di queste repubbliche era del tutto simile a quella di tutte le altre gi\u00e0 appartenenti all\u2019URSS. Queste, se avevano potuto approfittare di tutti i vantaggi sociali ed economici offerti dal sistema sovietico (in particolare un alto livello di istruzione e di protezione sociale) erano state d\u2019altra parte obbligate ad una gestione delle attivit\u00e0 economiche secondo il rigido schema di pianificazione centralizzata imposta dal sistema dirigista sovietico.<\/p>\n\n\n\n<p>Se certe repubbliche, come l\u2019Uzbekistan e il Turkmenistan, erano state convertite essenzialmente nel quadro dell\u2019URSS in monoculture cotoniere con conseguenti notevoli danni ambientali, altre, prive di risorse minerarie, sopravvivevano grazie a delle attivit\u00e0 agricole e, in misura minore, anche industriali rigidamente inquadrate dalla struttura delle fattorie e fabbriche collettive (<strong><em>kolkhoz e sovkhov<\/em><\/strong>).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-23684 pk-lazyload\"  width=\"380\"  height=\"305\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 380px) 100vw, 380px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/russia.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/russia.jpg 759w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/russia-300x241.jpg 300w\" ><figcaption>(www.englishrussia.com)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Altre ancora, come il Turkmenistan e il Kazakistan, dotate di risorse minerarie, in particolare petrolifere, producevano gas e petrolio destinati esclusivamente ad alimentare le reti di gasdotti&nbsp; ed oleodotti russi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dopo l\u2019indipendenza,<\/strong> se il Turkmenistan doveva presto scoprire di essere dotato delle quarte riserve di gas del mondo, ancora piu\u2019 vario era il panorama offerto dal Kazakistan. Meta principale dell\u2019espansione russa in epoca zarista &#8211; le tre \u201cOrde\u201d Qazaq (o fuggitive), frutto del frazionamento dell\u2019originale Orda d\u2019Oro turco-mongola avendo gi\u00e0 dal XVIII secolo domandato la protezione della Russia contro la pressione degli Uirati \u2013 il Kazakistan aveva formato oggetto di ondate successive di colonizzazione di Cosacchi, Russi, Ucraini. Localizzati nella parte settentrionale del paese, i coloni avevano visto poi i loro ranghi rinforzarsi durante la seconda guerra mondiale, con lo spostamento in Kazakistan di parte dell\u2019industria pesante russa presa sotto il fuoco della Luftwaffe e negli anni \u201950 con la politica delle \u201cterre vergini\u201d lanciata da Kruscev. Il frutto di queste immigrazioni storiche era stata la singolare composizione demografica del paese che il primo presidente, Nursultan Nazerbayev, gi\u00e0 segretario del partito comunista kazako, aveva dovuto affrontare nel 1991 con un 41% di residenti russi contro il solo 37% di kazachi. Oltre al Kazakistan una situazione di disomogeneit\u00e0 etnica riguardava anche Tagikistan, Kirghizistan e, in misura minore, l\u2019Uzbekistan (69% di Uzbechi). Solo il Turkmenistan formava un paese etnicamente omogeneo: gli O\u011fhuz turcofoni di religione sciita (alevi) arrivati nella Transoxiana nell\u2019VIII secolo dal lago di Aral costituivano il 90% della popolazione con i due gruppi tribali principali, gli Yomut e i Tekke. Oltre ai 1,5 milioni di turkmeni che abitavano in Afghanistan, al di l\u00e0 della frontiera meridionale segnata dal corso del lungo fiume Amu Darja. Il mosaico etnico della macroregione creava in particolare in Tagikistan e Kirghizistan delle difficolt\u00e0 politiche a causa delle frizioni della maggioranza tagica\/kirghisa con le forti minoranze uzbeche presenti in ambo le repubbliche. Ancora, se l<strong>\u2019Uzbekistan aveva sempre costituito il fulcro del dominio russo in Asia centrale e costituiva anche il paese pi\u00f9 popoloso della regione con il 60% della popolazione globale,<\/strong> Tagikistan e Kirghizistan erano i due paesi di Asia centrale destinati a soffrire maggiormente della sconnessione con il sistema sovietico. Dei due paesi poi il Tagikistan persanofono presentava le prospettive peggiori, in parte per la sua storia (l\u2019amputazione staliniana del suo territorio con passaggio all\u2019Uzbekistan delle zone urbane di antica cultura della valle di Ferghana), la sua conformazione montagnosa con il Pamir che occupa il 93% della superficie e la forte frammentazione etnica fra gruppi tagiki, pamiri e uzbechi. Il Kirghizistan limitrofo del Xinjiang cinese disponeva almeno del \u201ccastello acquifero\u201d di Asia centrale, raccolta della discesa delle acque dalle catene delle Montagne Celesti (Tian Shan) e dell\u2019Alatau, oltre che di importanti risorse di oro e di complessi industriali situati nella del resto fertile valle di Ferghana. Su tutti i paesi della macroregione pesava poi la situazione di mancanza di sbocchi al mare, di situazione <em>enclav\u00e9e.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sulla macroregione abbiamo visto dopo le indipendenze esercitarsi la concorrenza di tre <em>regional player<\/em>, gli Stati Uniti, la Russia e la Cina. L\u2019interesse americano \u00e8 stato essenzialmente militare dopo il 2001 e si \u00e8 rinforzato dopo l\u2019invasione dell\u2019Afghanistan e la constatazione della inattesa insorgenza talebana. Si \u00e8 concretizzato nella creazione di due basi militari In Uzbekistan, considerato anche dagli americani il paese cardine della regione, e in Kirghizistan, paese confinante con la Cina. Se la base di Karshi Khanabad in Uzbekistan \u00e8 stata chiusa dopo la soppressione sanguinosa da parte del presidente uzbeco Islam Karimov di una manifestazione popolare ad Andijan nel 2005, la base di Manas, vicino a Bichkek, in Kirghizistan, paese limitrofo alla Cina, \u00e8 sempre operativa. La sua locazione costituisce insieme alle esportazioni d\u2019oro dalla miniera di Kumtor la pi\u00f9\u00a0 grande entrata del paese. <strong>Comunque l\u2019abbandono dell\u2019Afghanistan nel 2021, conseguenza della concentrazione degli interessi americani verso l\u2019Indo-Pacifico, non contribuisce ad un maggior interesse verso l\u2019l\u2019Asia centrale, nonostante i rischi di infiltrazione di movimenti jihadisti ancora attivi nella regione, che potrebbero trovare nel nuovo santuario talebano afghano un terreno di riferimento<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Quanto alla Russia, come abbiamo osservato in altra sede, la Federazione nel periodo successivo al 1990 non disponeva pi\u00f9 dei mezzi economici necessari per mantenere un ruolo di riferimento per le 15 ex-repubbliche dell\u2019URSS che hanno poi scelto l\u2019indipendenza. Poteva solo cercare di tenerle riunite intorno \u00e0 s\u00e9 in una Comunit\u00e0 degli Stati indipendenti (CSI) per farne una futura zona di libero scambio. Ottenuta l\u2019adesione di nove paesi alla CSI, la Russia ha poi mantenuto in certi paesi un corpo di spedizione russo (Tagikistan) o delle basi militari, come in Kirghizistan o nelle repubbliche separatiste georgiane. <strong>Per quanto riguarda l\u2019Asia centrale la Federazione \u00e8 stata protagonista di tre intese multilaterali che riguardano questa area. <\/strong>Nell\u2019accordo di Bialovesa (Minsk) costituente la CSI figurano dal 1991 tutti i paesi esaminati tranne il Turkmenistan che, per la sua tradizionale politica di \u201cneutralit\u00e0 multivettoriale\u201d, \u00e8 divenuto membro associato solo nel 2005. Gli stessi quattro paesi (Kazakistan, Uzbekistan, Kirghizistan, Tagikistan) sono membri sia dell\u2019 OTSC ( Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (OTSC), trattato militare concepito dalla Federazione Russa nel 1991, sia dell\u2019UEE (Unione Economica Euroasiatica) intesa doganale introdotta nel 2015, che vede membri anche Bielorussia ed Armenia, nonch\u00e9 dell\u2019Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (OCS), organismo intergovernativo creato nel 2001, esteso alla partecipazione di Cina, India, Pakistan, Russia oltre ai quattro citati paesi di Asia centrale avente ad oggetto la sicurezza ma anche la cooperazione economica e culturale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-23690 pk-lazyload\"  width=\"410\"  height=\"266\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 410px) 100vw, 410px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/vieseta.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/vieseta.jpg 547w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/vieseta-300x195.jpg 300w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ai due <em>regional player<\/em> tradizionali<strong> si \u00e8 aggiunta pi\u00f9 di recente la Cina.<\/strong> Emancipatasi dal ruolo subordinato di \u201cfabbrica del mondo\u201d di \u201cregno del <em>made by foreigner<\/em> in China\u201d assegnatale dagli Anni \u201970 dagli Stati Uniti d\u2019America, la Cina nel 2013 ha lanciato in Kazakistan il programma di \u201cNuove Vie della Seta\u201d, l\u2019iniziativa OBOR-(<em>Sichou Zhi Lu<\/em>)\u00a0 poi denominata <em>Belt and Road Initiative<\/em> (BRI). Un programma che concerne anche i paesi di Asia centrale per il suo <em>volet <\/em>continentale in cui si individuano i cinque paesi di Asia centrale come paesi di produzione e di transito. Ricordando l\u2019antica via della seta scoperta nel II secolo a partire da X\u2019ian dall\u2019imperatore Wu Di durante il regno degli Han anteriori, questa iniziativa vuole collegare la Cina con l\u2019Europa anche attraverso l\u2019Asia centrale con uno dei tre modi di trasporto previsti (continentale, ferroviario, marittimo). Nel frattempo il ruolo della Cina nella regione \u00e8 diventato molto rilevante. Divenuta il primo paese importatore del gas e del petrolio kazaco con il 25% la Cina si \u00e8 anche distinta per il livello dei suoi investimenti in Tagikistan e Kirghizistan, paesi poveri di risorse minerali ma ricchi di acque. Le prospettive aperte dagli investimenti cinesi nel quadro del BRI fanno pero\u2019 anche pesare sui due paesi piu\u2019 poveri della regione il rischio di una accentuata dipendenza finanziaria dalla Cina data la rilevanza delle linee di prestito cinesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal 2022 \u201cl\u2019operazione militare speciale\u201d cio\u00e8 la guerra in Ucraina sembra aver indebolito la posizione della Russia nella ragione a vantaggio della Cina. Il vertice dei paesi di Asia centrale nel maggio scorso convocato da Xi Jinping nell\u2019antica capitale di X\u2019ian, mitica capitale di partenza dell\u2019antica via della seta, si \u00e8 svolto senza la presenza di Vladimir Putin. Ma il fronte centro-asiatico non presenta un profilo uniforme. Si puo\u2019 notare cosi delle posizioni diverse fra i cinque paesi rispetto alla situazione ucraina. Questo si rispecchia anche nelle attitudini ufficiali. Il presidente del <strong>Tagikistan<\/strong>, Emomali Rahmon, leader di un paese in cui \u00e8 stanziato ancora un contingente militare russo dopo l\u2019intervento che ha messo fine nel 1997 ad un sanguinosa guerra civile durata cinque anni, era il 9 maggio accanto a Putin nella grande parata che ricordava\u00a0 la \u201cgrande guerra patriottica\u201d combattuta dalla Russia contro la Germania nazista. Ufficialmente per il Tagikistan \u201cnon esiste alcuna guerra in Ucraina\u201d. Il <strong>Turkmenistan <\/strong>che, grazie alle sue ricchezze minerali, non \u00e8 dipendente da Mosca e ha scelto la citata neutralit\u00e0 multivettoriale nella sua politica estera mantiene un\u2019attitudine prudente anche in sede NATO. Nella votazione ONU contro la Russia richiedente dopo l\u2019invasione dell\u2019Ucraina una sua sospensione dal Consiglio dei Diritti Umani \u00e8 stato l\u2019unico paese di Asia centrale che si sia astenuto, mentre tutti gli altri quattro paesi hanno votato contro la risoluzione. In senso opposto, il Presidente del <strong>Kirghizistan<\/strong> Sadyr Japarov ha definito l\u2019aggressione russa \u201c<em>una situazione difficile<\/em>\u201d e \u201c <em>una tappa necessaria per i Russi per la protezione della minoranza russofona del Donbass\u201d<\/em>. Questo, nonostante che il governo kirghiso rimproveri alla Russia il suo il mancato appoggio in occasione di un recente conflitto territoriale con il Tagikistan. Oltre agli invii umanitari in Ucraina dell\u2019<strong>Uzbekistan<\/strong>, il caso pi\u00f9\u00a0 eclatante lo fornisce il Kazakistan. Il <strong>Kazakistan<\/strong> ha conosciuto nel gennaio 2022 delle importanti manifestazioni ad Aktau e nella vecchia capitale Almaty, apparentemente dovute all\u2019aumento del prezzo dei carburanti, ma concretamente ascrivibili al conflitto con i seguaci del presidente precedente, Nursultan Nazerbayev, con il cui nome \u00e8 stata del resto\u00a0 ribattezzata di recente la capitale Akmolla. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-23689 pk-lazyload\"  width=\"444\"  height=\"296\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 444px) 100vw, 444px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/manif.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/manif.jpg 592w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/manif-300x200.jpg 300w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il presidente Kassym-Jomart Tokaev aveva chiesto l\u2019intervento della OTSC di cui la Russia \u00e8 il principale membro. <strong>Questo non ha impedito al governo kazaco di installare sul luogo di massacro di Butcha in Ucraina delle yurte per offrire un sostegno alle popolazioni. <\/strong>Forte del sostegno della Cina e meno dipendente dalla Russia degli altri paesi, il Kazakistan dal marzo 2022 invia a Kiev delle tonnellate di aiuto umanitario e ha dichiarato che non riconoscer\u00e0 l\u2019indipendenza delle repubbliche autoproclamate di Lugansk e Donetsk. Se, quindi, i legami storici con la Russia sembrano essere in parte rimessi in discussione anche dallo svolgimento complesso dell\u2019operazione militare speciale, la macroregione sembra essere definitivamente rientrata nella grande diplomazia \u201ctransitoriale\u201d cinese. Come grande cliente del Kazakistan, come grande investitore in Tagikistan e Kirghizistan nel quadro dell\u2019iniziativa delle vie della seta. Del resto, a causa delle sanzioni contro la Russia e della guerra in Ucraina, le rotte continentali della BRI che prima attraversavano Russia e Ucraina (<strong>con il ramo ferroviario che arrivava sino a Dudelange da Duisburg<\/strong>) debbono essere sostituite con delle rotte di attraversamento dell\u2019\u2019Asia centrale e della Turchia verso l\u2019Europa. Cos\u00ec anche in Asia centrale la guerra in Ucraina sembra ormai creare le condizioni per \u201cun altro mondo\u201d, con un rischio nuovo di confronti fra i paesi NATO (i paesi occidentali) ed un avversario in parte imprevisto, costituito nel tradizionale blocco siro-irano-russo-cinese\u00a0 da un processo di ravvicinamento accelerato della Russia alla Cina . Questa nuova situazione potrebbe influenzare anche la situazione degli altri paesi appartenenti ai\u00a0 BRICS, che costituiscono i tre quarti della popolazione del pianeta. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-23687 pk-lazyload\"  width=\"466\"  height=\"295\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 466px) 100vw, 466px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/snodo.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/snodo.jpg 621w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/snodo-300x190.jpg 300w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Mentre &#8211; sia detto con rimpianto &#8211; gli Europei in questo contesto sono ormai ridotti a contare per il solo 8% della popolazione mondiale quando due secoli fa ne costituivano il quarto. La Cina del resto \u00e8 di recente gi\u00e0 uscita dal suo quadrante tradizionale di influenza sud-est asiatico. <strong>Dopo che anche dal Medio Oriente si sono allontanati i tradizionali <em>regional partner<\/em> americani, la Cina ha svolto di recente un riuscito ruolo di mediazione fra i due acerrimi nemici costituiti da Iran e Arabia Saudita. <\/strong>Membri di una Lega Araba che ha reintegrato di recente la Siria di Bachar Assad, ma anche invitato Vladimir Zelensky. Una isolata buona notizia, cui fa da corollario la probabile soluzione della tragica guerra in Yemen che sinora ha visto una guerra per procura, <em>una proxy war<\/em> fra Emirati Arabi Uniti, Arabia saudita schierati contro la Repubblica islamica d\u2019Iran che a sua volta vede in rivolta la sua popolazione dopo l\u2019uccisione poliziesca di Mahsa Amini a Teheran. Ma di questo parleremo un\u2019altra volta\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carlo degli Abbati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Encadr\u00e8 I cinque paesi di Asia centrale presentano una conformazione molto varia che va da zone desertiche in Turkmenistan (Karakum) alla piu\u2019 estesa steppa al mondo in Kazakistan (805.000 km2) sino alle propaggini himalayane di Tagikistan e Kirghizistan (Pamir, Tian Shan, Alatau). Varia anche la superficie con il Kazakistan che con la sua enorme estensione (2,724 milioni km2) preme da nord sugli altri quattro paesi, il Turkmenistan (491.210 km2), l\u2019Uzbekistan ( 444.103), il Tagikistan (143.100) , il Kirghizistan (199.945). Diseguale anche la distribuzione della popolazione con 34,08 Mio ab.in Uzbekistan, 19,196 in Kazakistan, 9,750 in Tagikistan, 6,527 in Kirghizistan e 6,341 in Turkmenistan. L\u2019eredit\u00e0 sovietica ha lasciato nella regione un alto livello di istruzione e di alfabetizzazione con una scolarit\u00e0 effettiva molto elevata che va dal 11,3 di Turkmenistan e Tagikistan sino ai 12,3 anni del Kazakistan. La fecondit\u00e0 \u00e8 generalmente elevata, variando fra il 2,7 figli per donna del Kazakistan sino ai 3,3 del Tagikistan. Molto vari invece gli indici di mortalit\u00e0 infantile che vanno dal minimo dell\u20198,9 X 1000 del Kazakistan sino al 40,6 del Turkmenistan. La speranza di vita alla nascita resta compresa fra i 71,6 anni del Tagikistan e i 69,3 anni del Turkmenistan. L\u2019investimento in educazione in % del PIL con dati non sempre aggiornati varia dal 2,8% del Kazakistan (2018) al 3% del Turkmenistan (2012) sino al 6% del Kirghizistan (2017), mentre la percentuale della spesa per la salute va da un minimo dell\u20191,5 % (2017) del Turkmenistan , all\u20191,9% del Tagikistan (2017) al 2,1% del Tagikistan (2017),&nbsp; al 2,3% dell\u2019Uzbekistan (2018) e al 2,8% del Kirghizistan (2018). Il PIL pro-capite \u00e8 distribuito fra i cinque paesi in modo molto diseguale date le differenze delle condizioni economiche. Nel 2021 il Tagikistan, paese che figura nelle statistiche del PNUD a Medio Sviluppo Umano (MHDI) raggiungeva i 4.548 USD pro-capite (in USD PPP 2017), in effettivo circa 900 USD. Il Kirghizistan anch\u2019esso classificato come MHDI con un reddito pro-capite appena pi\u00f9 alto di 4.566, saliva per\u00f2 in effettivo a ca. 1.300 USD. Quanto ai due paesi classificati dal PNUD ad Alto Sviluppo Umano (HHDI), il Turkmenistan raggiungeva i 13.021 USD (in USD PPP 20017), l\u2019Uzbekistan i 7.917 USD. In testa alle classifiche del reddito risulta il Kazakistan, unico paese di Asia centrale classificato dal PNUD come Very High Human Development Country ( VHHDI) con un reddito pro-capite in USD (PPP 2017) di 23.943 USD, che in effettivo arriva a ca. 9.200 USD, dieci volte quello del Tagikistan.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nelle graduatorie del PNUD sui 191 paesi censiti il Kazakistan occupa il 56\u00b0 seguito da Turkmenistan (91\u00b0), Uzbekistan (101\u00b0), Kirghizistan (118\u00b0) e Tagikistan (122\u00b0).<\/strong> <strong>Infine \u00e8 interessante osservare al riguardo che l\u2019indice di GINI indicativo della distribuzione interna della ricchezza, non pi<\/strong><strong>\u00f9<\/strong><strong> comunicato dal Turkmenistan dal 1998 risulta, secondo i dati della Banca Mondiale, del 0,341 nel&nbsp; Kirghizistan&nbsp; e nel Tagikistan (2015) , del 0,353 (2003) in Uzbekistan, del 0,278 nel Kazakistan&nbsp; (2018). Nei quattro paesi questo indicherebbe una ridotta ineguaglianza distributiva. A titolo di esempio sempre secondo la stessa fonte il coefficiente di GINI nel 2020 \u00e8 stato per Francia, Italia e Lussemburgo, rispettivamente di 0,307,&nbsp; 0,352,&nbsp; 0,334.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em><u>Bibliografia consigliata<\/u><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<strong>Pierguglielmo TORRI ed alii<\/strong> (ed.), <em>Asia Maior<\/em>, Viella, Roma, (varie annate)<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<strong>Golden B. PETER<\/strong>, <em>Central Asia in World History<\/em>, Oxford Un.Press, Londra, 2011<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<strong>Carlo DEGLI ABBATI<\/strong>, <em>L\u2019Asie centrale. Histoire, Economie, Permanence. Du monde perdu d\u2019Alexandre aux nouvelles routes de la soie<\/em>, L\u2019Harmattan, Parigi, 2021<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Jean e Andr\u00e9 SELLIER<\/strong>, <em>Atlante dei Popoli d\u2019Oriente<\/em> (cap.Asia centrale), Il Ponte editore, Firenze, 2010<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>*Carlo degli Abbati insegna Diritto dell\u2019Unione Europea al Dip. di Lingue e Culture Moderne dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Genova. Gi\u00e0 docente di Economia dello Sviluppo presso lo stesso Ateneo e di Storia dei Paesi musulmani al Dip. di Lettere e Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Trento \u00e8 stato funzionario responsabile del controllo della cooperazione europea allo sviluppo presso la Corte dei Conti Europea a Lussemburgo.<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dopo le recenti elezioni in Uzbekistan illustriamo la presente congiuntura dei cinque Paesi \u201cistan\u201d, Turkmenistan, Uzbekistan, Tagikistan, Kirghizistan, Kazakistan La guerra in Ucraina mette in discussione anche la sicurezza di una vasta zona cuscinetto costituita da cinque diversi paesi di&hellip;\n","protected":false},"author":2,"featured_media":23694,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[10898],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23677"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23677"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23677\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23693,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23677\/revisions\/23693"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23694"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23677"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23677"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23677"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}