{"id":23260,"date":"2023-06-07T10:18:00","date_gmt":"2023-06-07T08:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=23260"},"modified":"2023-06-04T21:18:27","modified_gmt":"2023-06-04T19:18:27","slug":"kosovo-nel-dilemma-post-jugoslavo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2023\/06\/07\/kosovo-nel-dilemma-post-jugoslavo\/","title":{"rendered":"Kosovo. L\u2019Europa sud-orientale nel dilemma post-jugoslavo"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Per affrontare con un minimo di onest\u00e0 intellettuale la questione dei Balcani, riaccesa di recente con gli scontri &#8211; che hanno visto feriti anche alcuni alpini italiani &#8211; fra la minoranza serba della regione settentrionale del Kosovo ed i militari NATO della missione KFOR presenti nel paese, bisogna raccontare molte cose<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-23264 pk-lazyload\"  width=\"509\"  height=\"298\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 509px) 100vw, 509px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/kosovo1.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/kosovo1.jpg 1018w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/kosovo1-300x175.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/kosovo1-768x449.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/kosovo1-800x468.jpg 800w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ci sono cose lontane, come la presenza dal X secolo nella regione balcanica in Serbia e in Bosnia dei Bogomili, seguaci di un movimento cristiano eterodosso che si ispirava al pope bulgaro Bogomil (amato da Dio). Considerati eretici e lungamente perseguitati sia dai cattolici che dagli ortodossi, dopo la conquista ottomana dei Balcani con la vittoria sui Serbi a Kosovo Polje dopo la met\u00e0 del XVI secolo, i Bogomili si convertiranno alla religione musulmana e cominceranno a loro volta le persecuzioni di ortodossi e cattolici.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi cose pi\u00f9 vicine. Dopo la seconda guerra mondiale, liberandosi dai nazi-fascisti senza l\u2019aiuto dell\u2019URSS, Joseph Broz Tito unifica la Jugoslavia come repubblica popolare federativa costituita da <strong>sei repubbliche, Slovenia, Croazia, Macedonia, Serbia, Montenegro, Bosnia-Erzegovina e due province serbe autonome, la Vojvodina a maggioranza ungherese e il Kosovo dalla forte presenza albanese. <\/strong>Paese socialista, ma ad economia di mercato, la Jugoslavia si disaggrega dopo la morte di Tito, a partire dal 1991 quando per gli scontri fra le tre componenti etniche della Bosnia-Erzegovina, quest\u2019ultima si ritira dalle riunioni del Consiglio federativo delle Repubbliche. Con un processo di disgregazione che, contro il parere speculare della Francia, la Germania Federale agevoler\u00e0, riconoscendo con il governo di Helmut Kohl a fine dicembre 1991 unilateralmente l\u2019indipendenza di Slovenia e Croazia.<strong> Ne seguiranno i drammatici anni della guerra civile jugoslava, caratterizzati da gravi stragi di civili come a Sarajevo e a Srebrenica, nonostante la presenza delle forze di pace dell\u2019ONU, e in seguito un processo di indipendenza di quattro repubbliche fra il 1991 e il 1992 riconosciute anche dalla Russia. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"537\"  height=\"373\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-23267 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 537px) 100vw, 537px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/kosovos.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/kosovos.jpg 537w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/kosovos-300x208.jpg 300w\" ><figcaption>Sarajevo (Wikipedia)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Drammatico invece il caso della indipendenza della Croazia e della Bosnia-Erzegovina, con il confronto fra minoranze musulmane, croato-bosniache e serbo-bosniache contrarie al processo di indipendenza dalla Serbia. Di fronte alle manifestazioni per l\u2019indipendenza della Croazia, Belgrado reagir\u00e0 occupando la Slovenia orientale ed alcune zone della Croazia meridionale. Il conflitto serbo-croato si concluder\u00e0 dolorosamente con l\u2019evacuazione dalla Krajina, regione che si era auto-proclamata <em>Repubblica Serba di Krajina<\/em> dopo l\u2019operazione croata <strong>Tempesta<\/strong> (<em>Operacija Oluja)<\/em> del settembre 1995 con l\u2019esodo di centinaia di migliaia di serbi e la morte di migliaia di civili nel conflitto. Poi, dopo gli accordi di Dayton del 1995, e la loro mancata realizzazione per il disaccordo fra leaders serbi, croati e bosniaci, assisteremo nel 1999 alla continuazione dell\u2019ingranaggio della guerra con l\u2019intervento della NATO e 78 giorni di bombardamenti della Serbia di Milosevic. In un quadro politico europeo in cui la decisone unilaterale della Germania aveva avuto l\u2019effetto di accelerare il processo di frantumazione della Jugoslavia, la prima operazione della NATO in Europa nel 1999 ha formato oggetto di una tale disinformazione anti-serba a senso unico che \u00e8 opportuno ritornarci per chiarezza storica. <\/p>\n\n\n\n<p>Da un lato, Slobodan Milosevic, il leader serbo protagonista degli Accordi di pacificazione di Dayton nel 1995, che non comprende che, tramontato il sogno post-socialista della Grande Serbia, perdute Krajina e Slavonia, la parte orientale della Croazia,\u00a0 \u00e8 il momento di scendere nella ex-Jugoslavia ad un compromesso pacificatore e non di cercare invece un nuovo <em>casus belli<\/em> con il Kosovo, provincia a maggioranza albanese, ma con forte presenza serba a Kosovska Mitrovica nel nord e a sud a \u0160trpce, sino ad allora considerata internazionalmente a sovranit\u00e0 serba. <\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019altro, l\u2019Occidente che, desideroso di sbarazzarsi di Milosevic, inventa la nuova missione della \u201c<em>responsability to protect<\/em>\u201d che si aggiunge a quella di autodifesa della NATO e monta il caso della liberazione degli Albanesi del Kosovo con 78 giorni di bombardamenti su Belgrado, utilizzando anche delle bombe all\u2019uranio impoverito. <\/p>\n\n\n\n<p>Ora, la prima operazione militare della NATO in Europa<strong> (oggi con l\u2019Ucraina arriva la <em>seconda<\/em>, anche se l\u2019ineffabile presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, ne parla, beata lei, come prima guerra post-bellica in Europa)<\/strong>, costituisce la pietra tombale non solo per le migliaia di civili serbi morti sotto i bombardamenti, non solo per la pretesa superiorit\u00e0 etica dei valori occidentali, ma anche per la fiducia della Federazione Russa nei confronti dell\u2019Occidente. Il primo ministro russo, Evgeni Primakov, in volo verso Washington per un incontro bilaterale NATO\/Russia, informato dei bombardamenti sulla Serbia, ultimo alleato rimasto alla Federazione nei Balcani, fa tornare indietro l\u2019aereo e dichiara la necessit\u00e0 dell\u2019avvicinamento della Russia con la Cina. La sfiducia russa nei confronti dell\u2019Occidente non comincia nel 2014 con i fatti di Euromaidan, sulla piazza di Kiev, ma nel 1999 con le bombe NATO su Belgrado che oggi nei media occidentali \u00e8 opportuno non ricordare. Ma lo fa invece, definendo il Kosovo come cuore della Serbia il grande tennista Novak Djokovic dal Roland-Garros, dove incidentalmente i tennisti russi e bielorussi partecipanti al torneo come Rublev o Medvedev o la Sabalenka non hanno diritto ad essere contrassegnati come gli altri dai colori nazionali nei comunicati stampa, trattati da apolidi, come fu davvero il magnifico Yaroslav Drobny negli anni \u201950.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-23270 pk-lazyload\"  width=\"473\"  height=\"569\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 473px) 100vw, 473px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/kosovo-851x1024.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/kosovo-851x1024.jpg 851w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/kosovo-249x300.jpg 249w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/kosovo-768x924.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/kosovo-800x963.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/kosovo.jpg 945w\" ><figcaption>Source: University of Texas, Perry Castaneda Library Map Collection \u2013 Courtesy of the Un. of Texas Libraries, The University of Texas at Austin<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Per venire agli avvenimenti recenti, il Kosovo, gi\u00e0 provincia autonoma della Repubblica Popolare, oggi a maggioranza albanese dopo l\u2019esodo di molta parte dei residenti serbi, ha proclamato la sua indipendenza il 17 febbraio 2008. Ricevendo il riconoscimento degli Stati Uniti che nel frattempo vi hanno costruito la base militare di <em>Steelcam<\/em>p, di una parte degli stati membri della UE, ma non di Serbia, Grecia, Turchia, Spagna, Portogallo. <strong>Del resto, i rapporti restano molto tesi fra il leader kosovaro Albin Kurti, gi\u00e0 membro dell\u2019ala politica del movimento di guerriglia kosovara UCK, di cui alcuni membri sono sotto giudizio per crimini di guerra di fronte al Tribunale penale internazionale e il leader serbo Aleksander Vu\u010di\u0107, da lui definito come un \u201cautocrate\u201d<\/strong>. Venendo alla cronaca, gi\u00e0 vi era stata l\u2019invalidazione delle targhe automobilistiche serbe utilizzate nel Nord del Kosovo, i recenti disordini sono invece dovuti all\u2019ingresso, nelle sedi municipali, dei nuovi sindaci eletti con le elezioni del 23 aprile scorso. Queste elezioni erano state boicottate dai residenti serbi, che hanno visto invece la composizione di consigli comunali di etnia albanese con componenti che in certi casi non avevano ricevuto alcun voto. Consigli che, comunque, vanno insediati per continuare nell\u2019amministrazione dei territori. Gli scontri della popolazione serba locale con i militari della KFOR <strong>&#8211; \u201cForza per il Kosovo\u201d o KFOR, missione della NATO operativa dal 1999 &#8211; <\/strong>che assicurano l\u2019ordine insieme alla polizia kosovara e alla milizia Julex formata da polacchi, hanno riguardato tre dei quattro comuni serbi del Nord, <em>Zve\u010dan, Zubin Potok, Leposavi\u0107<\/em>. Al momento i disordini non hanno riguardato Kosovska Mitrovica. Visto il livello dei disordini, con 70 militari della KFOR feriti, fra cui alcuni alpini italiani, il contingente \u00e8 stato portato a 700 uomini. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma il problema \u00e8 eminentemente politico, legato alla difficile coesistenza in Kosovo dell\u2019etnia albanese e dell\u2019etnia serba. In realt\u00e0 i Balcani, come l\u2019America Centrale 30 anni fa, di recente trattata in questa rubrica, si trovano, dopo la frantumazione della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia alle prese con una multietnicit\u00e0 complessa a cui il conflitto aperto fra gli occidentali e la Federazione Russa aggiunge un\u2019ulteriore criticit\u00e0. <strong>E qui bisogna constatare il ruolo inefficace svolto nell\u2019area dal 1990 dai paesi membri dell\u2019Unione europea<\/strong>. Prima immemori della crisi jugoslava, poi peggiorandola con la decisione tedesca di riconoscere unilateralmente a fine 1991 Slovenia e Croazia, accelerando il processo di dissolvimento della Jugoslavia, in seguito organizzando vuote intese fra i leader serbo Milosevic, croato Tudjman, bosniaco Izbegovi\u0107, infine allineandosi all\u2019iniziativa americana di eliminare Milosevic in nome della liberazione kosovara, bombardando con la NATO indiscriminatamente la Serbia. <strong>Responsabilit\u00e0 assunta dal governo di Massimo D\u2019Alema<\/strong> per un Italia da cui sono partite, nell\u2019indifferenza dei media, la maggior parte delle missioni di bombardamento sulla Serbia durante i 78 giorni della loro durata.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-23277 pk-lazyload\"  width=\"442\"  height=\"286\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 442px) 100vw, 442px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/serbia.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/serbia.jpg 589w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/serbia-300x194.jpg 300w\" ><figcaption>Photo: serbia.com<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Oggi, rispetto all\u2019area, se il ministro degli esteri della UE Josep Borrell invita i Balcani occidentali a candidarsi per entrare in quello che lui chiama \u201cil giardino europeo\u201d, e viene organizzato cos\u00ec in Moldova il Consiglio europeo a 70 chilometri dall\u2019acquartieramento in Transnistria (Tiraspol) delle truppe russe, <strong>la presenza europea deve innanzi tutto acquistare forza e credibilit\u00e0. Impresa problematica da parte di un\u2019Unione che \u00e8 oggi di fatto spaccata fra il bellicismo anti-russo di polacchi e baltici<\/strong>, pronti a procedere contro la Russia di Putin sino all\u2019ultimo cittadino ucraino- paesi convertitisi rapidamente, nonostante la forte aura di etnonazionalismo e di illiberismo nel ferro di lancia dell\u2019opposizione NATO alla Russia, e il famoso EuroQuad, formato da Spagna, Francia, Germania, Italia. Sono i vecchi stati-membri fondatori, con la Spagna, la \u201cvecchia Europa\u201d, secondo la definizione americana di Robert Kagan e Donald Rumsfeld. Oggi l\u2019EuroQuad (il vero <em>Quadrilateral Security Dialogue<\/em> riguarda Stati Uniti, India, Giappone, Australia) si \u00e8 trasformato, come dice il geopolitico italiano Lucio Caracciolo, nel \u201cvuoto al centro\u201d dell\u2019Europa. Vi prevale il silenzio politico propositivo, nella congiuntura delle elezioni anticipate in Spagna, delle difficolt\u00e0 interne di Macron, delle contradditorie visioni dei membri della coalizione \u201csemaforo\u201d in una Germania particolarmente toccata dagli effetti economici della invasione russa, e di un\u2019Italia tanto atlantista quanto opportunista.\u00a0 <strong>Si pu\u00f2 certo intuire che i poli opposti dello spettro europeo siano segnati dalla percezione polacca e da quella francese<\/strong>. Francia che pur, con il presidente Macron, prima del clangore della guerra, aveva espresso l\u2019idea di una zona di influenza europea con la creazione della Comunit\u00e0 Politica Europea. Zona allargata, che va oltre i soli paesi membri o candidati ad una sempre e comunque difficile adesione, per creare una zona europea di influenza. Ma per venirne fuori l\u2019UE deve anche avere una sua sicura visione, una sua idea del ruolo da rappresentare negli affari internazionali. Oltre ad una indiscussa appartenenza alla NATO di quasi tutti gli Stati membri non si capisce oggi facilmente in cosa consista nelle relazioni internazionali la visione europea. E mancando una visione comune e condivisa, il rischio del ritorno dei nazionalismi nel continente diventa un rischio sempre pi\u00f9 probabile, quando proprio contro di essi e il loro rigurgito si era manifestato il sogno federalista di Altiero Spinelli. Aggiungono poi perplessit\u00e0 al quadro le dichiarazioni ufficiali della UE sul \u201ccontinuare il sostegno all\u2019Ucraina sino all\u2019impossibile\u201d che forse non tengono conto che intanto sono ucraini e russi a morire, ogni giorno, al di l\u00e0 dei comunicati. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-23275 pk-lazyload\"  width=\"338\"  height=\"185\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 338px) 100vw, 338px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/eu.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/eu.jpg 675w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/eu-300x164.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/eu-200x110.jpg 200w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Di enorme gravit\u00e0, poi, il recente voto dell\u2019Europarlamento che ha approvato la relazione della Commissione denominata <strong><em>Act to Support Ammunition Production<\/em><\/strong> (ASAP) che permette ai governi nazionali di impegnare per l\u2019acquisto di armi fondi gi\u00e0 destinati dal PNRR agli interventi strutturali e di coesione. Come se gli europei avessero pi\u00f9 di bisogno di bombe che di scuole o di ospedali. E noi ci domandiamo invece <strong><em>sino a quando? Ancora per quanto tempo? Dopo due guerre mondiali disastrose per l\u2019Europa, una terza non potr\u00e0 avere un diverso destino. Anche se, come nel 1914, oggi si parte in guerra in nome dell\u2019Ucraina con lo spirito di un tempo contro la Germania, con \u201cla fleur au fusil\u201d. Ma almeno allora era una guerra europea fra grandi potenze di un continente tonico. Ora non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carlo degli Abbati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>KOSOVO: <strong>Non essendo formalmente riconosciuto dalle Nazioni Unite, il Kosovo non \u00e8 censito nelle statistiche del PNUD (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo). Da altre fonti pu\u00f2 essere descritto come un piccolo paese montuoso abitato da ca. 2 milioni di ab. disposti su di una piccola superficie di 10.905 km2 incuneata fra Serbia, Montenegro, Albania e Macedonia. La popolazione \u00e8 formata in grande prevalenza dal gruppo albanese (92,9%), mentre gruppi minori sono formati da serbi, bosniaci, turchi con una percentuale ciascuno intorno all\u20191,5%. La particolarit\u00e0 del Kosovo \u00e8 che la lunga appartenenza all\u2019impero ottomano ne fa un paese a grande prevalenza musulmano, con un totale del 95,6%, mentre la minoranza cattolica e ortodossa non supera il 3,7% della popolazione. Paese di agricoltura di montagna, con qualche risorsa mineraria soprattutto in carbone che alimenta le due centrali elettriche del paese, con una presenza modesta di industrie alimentari, metallurgiche e tessili, il Kosovo presenta un tasso di disoccupazione che supera il 25% con una componente femminile del 35% e sostanzialmente sopravvive grazie agli aiuti internazionali e alle rimesse degli emigranti. Con un debito estero di 2,5 miliardi il Kosovo ha ricevuto 350 milioni USD dall\u2019estero (2020) soprattutto dagli Stati Uniti che vi mantengono la base militare di <em>Steelcamp<\/em>. La popolazione \u00e8 ancora attiva in agricoltura e nell\u2019allevamento per il 6%, nel settore secondario per il 26,7%, per il rimanente nel terziario. Sotto il profilo geopolitico \u00e8 interessante osservare che non esiste nel paese alcuna commistione territoriale fra le due componenti maggioritaria albanese e minoritaria serba. La popolazione serba vive esclusivamente in un enclave meridionale (\u0160prce) e in quattro zone della parte nord settentrionale del paese Kosovska Mitrovica, Leposovi\u0107, Zve\u010dan, Zubin Potok.\u00a0 La \u201cForza per il Kosovo\u201d o KFOR, missione della NATO operativa dal 1999 mantiene l\u2019ordine nel paese (con una forte presenza di militari italiani), accanto alla polizia locale ed una milizia Julex formata da polacchi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Bibliografia consigliata<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul><li><strong>Roberto BELLONI<\/strong>, <em>I Balcani dopo le guerre<\/em>. <em>Ascesa e declino dell\u2019intervento inetrnazionale<\/em>, Carocci, Roma, 2022<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul><li><strong>Egidio IVETIC<\/strong>, <em>I Balcani. Civilt\u00e0, confini, popoli<\/em> (1453-1912), Il Mulino, Bologna, 2020<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul><li><strong>Fabio DI GRAZIA<\/strong>, <em>Kosava. Vento di odio etnico nella ex-Jugoslavia da Tito a Milosevic<\/em>, Ilmiolibro, 2016<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul><li><strong>Fabio DI GRAZIA<\/strong>, <em>La NATO nei conflitti europei. Ex-Jugoslavia ieri, Ucraina oggi,<\/em> Delta3, Grottaminarda, 2022<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>*Carlo degli Abbati insegna Diritto dell\u2019Unione Europea al Dip. di Lingue e Culture Moderne dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Genova. Gi\u00e0 docente di Economia dello Sviluppo presso lo stesso Ateneo e di Storia dei Paesi musulmani al Dip. di Lettere e Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Trento \u00e8 stato funzionario responsabile del controllo della cooperazione europea allo sviluppo presso la Corte dei Conti Europea a Lussemburgo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Per affrontare con un minimo di onest\u00e0 intellettuale la questione dei Balcani, riaccesa di recente con gli scontri &#8211; che hanno visto feriti anche alcuni alpini italiani &#8211; fra la minoranza serba della regione settentrionale del Kosovo ed i militari&hellip;\n","protected":false},"author":2,"featured_media":23263,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[10898],"tags":[11389,9470,11381,11387,11386,7117,10918,11383,11382,270,11385,11384,10348,10107,11379],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23260"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23260"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23260\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23279,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23260\/revisions\/23279"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23263"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23260"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23260"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23260"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}