{"id":23143,"date":"2023-05-30T08:38:02","date_gmt":"2023-05-30T06:38:02","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=23143"},"modified":"2023-05-30T08:38:03","modified_gmt":"2023-05-30T06:38:03","slug":"il-vizio-dellarte-tra-paura-e-necessita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2023\/05\/30\/il-vizio-dellarte-tra-paura-e-necessita\/","title":{"rendered":"Il vizio dell&#8217;arte: tra paura e necessit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cGli attori sono come soldati. I soldati temono il nemico; gli attori temono il pubblico. Paura dell\u2019insuccesso. Paura di dimenticare. Paura dell\u2019arte.\u201d Alan Bennet in scena a Milano<\/p>\n\n\n\n<p>Ne <strong><em>Il vizio dell\u2019arte <\/em><\/strong>la poesia sta a Wystan Hugh Auden come la musica sta a Benjamin Britten, interpretati rispettivamente da Ferdinando Bruni ed Elio de Capitani, entrambi personaggi della celebre opera di Alan Bennet in programma all\u2019Elfo Puccini di Milano dal 10 Maggio al 2 Giugno. Lo spettacolo ci racconta da molto vicino e con estrema criticit\u00e0 la vita del poeta britannico, il quale, tramite il suo eccessivo carattere, le sue espressioni colorate prive di filtri e velature e le sue inclinazioni omosessuali, quest\u2019ultime rappresentate in parte da una giovane, sfrontatata e curiosa marchetta (Alessandro Bruni Ocana), scaten\u00f2 all\u2019epoca grande sgomento. Una vita la sua, circondata da personalit\u00e0 che ci aiutano a capirne in modo singolare e dettagliato il suo labirinto interiore e le fattezze del mondo esterno che lo circondano, che lo hanno un tempo ardentemente ispirato, accolto e acclamato e dal quale oggi si sente invece escluso e dimenticato: dal suo vecchio amico musicista e compositore, nonch\u00e9 collaboratore, (amante e confidente) Benjamin Britten, ad Humphrey William Carpenter, (Umberto Petranca) in futuro biografo del poeta. L\u2019opera di Bennet ricorre a una forma di \u201cteatro nel teatro\u201d,e in questa trasposizione un autore polemico (Michele Radice), un\u2019assistente dalle mille risorse (Ida Marinelli), un musicista (Matteo de Mojana) e un tecnico di sala (Vincenzo Zampa), insieme a de Capitani, Bruni e Francesco Frongia (quest\u2019ultimi due alla guida della regia) riescono nell\u2019impresa dell\u2019autore: si spezzano e mitigano i rigidi ritmi di un\u2019opera cos\u00ec fittamente articolata. D\u2019innanzi al pubblico tutti sono attori che a loro volta si fanno interpreti di un\u2019altra storia. Un testo figurato su due dimensioni. <em>La finzione nella finzione. E <\/em>mentre ogni personaggio lotta sul palco per imporre la propria essenza e le proprie intenzioni distintamente l\u2019uno dall\u2019altro, l\u2019imperativo categorico di questa\u2019opera si manifesta: ognuno \u00e8 \u201c<em>prigioniero<\/em> della propria arte\u201d e \u201cschiavo del proprio <em>vizio<\/em>\u201d, che, se non soddisfatto costantemente, rischia di divenire <em>ossessione.<\/em> \u201cDevo ancora lavorare, altrimenti chi sono?\u201d (esclama Auden, ormai sull\u2019orlo del fallimento). Tutti devono essere assecondati e guidati, \u201cQuesti sono gli attori, bambini\u201d, spiega Ida Marinelli . Come soldati infatti, temono il nemico e la guerra, ma ne sono dipendenti. Dunque, come il poeta <strong><em>deve scrivere, <\/em><\/strong>il musicista <strong><em>deve comporre<\/em><\/strong> e il biografo <strong><em>deve raccontare, l\u2019attore, deve per natura e necessit\u00e0 solcare il palco ed esibirsi per s\u00e9 e il suo pubblico. Il vizio dell\u2019arte,<\/em><\/strong> una tematica \u201cinflazionata\u201d, ma resa in modo ineccepibile da coloro che hanno e stanno continuando a scrivere le pagine del nostro teatro contemporaneo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Sonia Cerrato<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cGli attori sono come soldati. I soldati temono il nemico; gli attori temono il pubblico. Paura dell\u2019insuccesso. Paura di dimenticare. 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