{"id":23023,"date":"2023-05-19T10:43:08","date_gmt":"2023-05-19T08:43:08","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=23023"},"modified":"2023-05-19T10:43:09","modified_gmt":"2023-05-19T08:43:09","slug":"moldova-e-transnistria-dai-principati-bessarabici-agli-stati-non-stati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2023\/05\/19\/moldova-e-transnistria-dai-principati-bessarabici-agli-stati-non-stati\/","title":{"rendered":"Moldova e Transnistria. Dai principati bessarabici agli Stati non Stati"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il Paese, candidato UE dal 2022, chiede a gran voce di aderire il prima possibile all&#8217;Unione, per proteggersi dalla &#8220;minaccia&#8221; russa<\/strong>. <strong>Storia geopolitica di un territorio che, dopo l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina da parte della Russia, si trova in una delicata posizione strategica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ai confini della Bessarabia storica, contesa fra Sovietici e Tedeschi dopo il Patto von Ribbentrop-Molotov del 1940, sta una vallata che costeggia le rive del Dnester, il fiume che forma il naturale confine con l\u2019Ucraina che si estende a est. Considerata internazionalmente parte della <em>Republica Moldova<\/em> (Moldavia<em>)<\/em>, questa vallata lunga circa 400 km. incuneata fra i due paesi, Moldavia e Ucraina, forma invece uno \u201cstato non stato\u201d, la <em>Transnistria<\/em>,<strong> dove la Federazione Russa mantiene ancora un contingente militare di circa 1500 uomini<\/strong>. La Bessarabia storica, regione tradizionalmente contesa fra l\u2019Austria, la Russia e l\u2019Impero ottomano corrisponde oggi alla Moldavia e alla Ucraina (per la sua provincia meridionale). L\u2019occupazione sovietica della Moldavia, strappata alla Romania da Stalin nel 1940 e divenuta poi Repubblica Socialista Sovietica Autonoma Moldava \u00e8 all\u2019origine della risposta tedesca con l\u2019operazione Barbarossa del 1941 e sar\u00e0 riacquisita da Stalin solo nel 1944 come Repubblica federata dell\u2019URSS sino all\u2019indipendenza del 1991, anno in cui nasce la <em>Republica Moldova<\/em> dopo la frantumazione dell\u2019impero sovietico.<\/p>\n\n\n\n<p>La Moldavia ha oggi un territorio compreso fra il fiume Prut che la divide dalla Romania e il fiume Nistru (Dnestr) che lo separa dalla Ucraina. Le sue vicende storiche ne fanno un paese abitato da una moltiplicit\u00e0 di gruppi etnici con una maggioranza di Moldavi e minoranze romene, ucraine, gagauzi (discendenti dai turchi ottomani), russe, bulgare, rom. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-23026 pk-lazyload\"  width=\"248\"  height=\"536\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/MOLDAVIA.gif\" ><figcaption>Source: University of Texas, Perry Castaneda Library Map Collection \u2013 Courtesy of the Un. of Texas Libraries, The University of Texas at Austin<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La Moldavia, che occupa la parte sudoccidentale del Bassopiano Sarmatico, con capitale <strong>Chisinau<\/strong>, citt\u00e0 di mezzo milione di abitanti, \u00e8 grande quanto il Belgio, s<strong>e non si tiene conto della Transnistria che ha grosso modo con i suoi 4.163 km2 una estensione quasi doppia del Granducato del Lussemburgo<\/strong>. Dotata di tutti i segni esterni di uno Stato indipendente, ma al tempo stesso definita dalla Moldavia sua \u201cunit\u00e0 amministrativa territoriale della riva sinistra del Dnestr\u201d, la Transnistria si autodefinisce <em><strong>Pridnestrovian Moldavian Republic <\/strong><\/em>dotata di uno stemma in cui campeggia la falce e martello e di un inno nazionale \u201c<em>Noi cantiamo le lodi della Transnistria<\/em>\u201d. Nei fatti \u00e8 internazionalmente riconosciuta solo da tre \u201cbreak-away\u201d stati -l\u2019Abkhazia, l\u2019Alto Karabagh e la georgiana Ossetia del Sud- con capitale Tiraspol e una popolazione di circa mezzo milioni di abitanti formata in maggioranza di russi e moldavi. <strong>Ma forse la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 domandarsi la ragione della presenza in questo \u201cstato non stato\u201d di truppe russe.<\/strong> Innanzi tutto la Transnistria, a maggioranza russofona, ma anche con quote minori di Moldavi, Ucraini e Bulgari, nel 1990 si era distaccata dalla Moldavia temendo una sua riunificazione con la Romania. Il conflitto militare conseguente era poi stato composto nel 1992 dando origine ad una non riconosciuta internazionalmente ma indipendente compagine statale, nella forma di una repubblica presidenziale che mantiene le forme e i simboli socialisti di uno stato ad economia dirigista di tipo sovietico. Grazie ai buoni uffici della Missione dell\u2019Unione Europea, EUBAM (<em>European Union Border Assistance to Moldova and Ukraine<\/em>), le imprese della Transnistria hanno comunque potuto sempre commerciare anche con l\u2019Ucraina.<\/p>\n\n\n\n<p>La scelta russa di trattenere la Transnistria in una situazione di dipendenza e di fornirla di un nucleo militare \u00e8 eminentemente strategica. La Federazione nel periodo successivo al 1990 non disponeva pi\u00f9 dei mezzi economici per poter mantenere un ruolo di riferimento per le 15 ex-repubbliche dell\u2019URSS che hanno poi scelto l\u2019indipendenza. Poteva solo cercare di tenerle riunite intorno \u00e0 s\u00e9 in una Comunit\u00e0 degli Stati indipendenti (CSI) per farne una futura zona di libero scambio. Ottenuta l\u2019adesione di nove paesi alla CSI fra cui la Moldavia, mantiene in certi paesi un corpo di spedizione russo (Tagikistan) o delle basi militari, come in Kirghizistan o nelle repubbliche separatiste georgiane. Ma dopo lo scioglimento del patto militare di Varsavia voluto da Gorbatchev, la promessa del presidente americano Bush di sciogliere in corrispondenza la NATO non viene mantenuta. Come, per l\u2019opposizione americano-britannica, non viene istituito il piano Marshall a favore della Federazione, ancora richiesto da Gorbachev. <strong>L\u2019assemblea romana della NATO del 1991 decide il mantenimento della Alleanza<\/strong>, per fare fronte a futuri pericoli diversi dall\u2019URSS. Da allora la Federazione Russa assister\u00e0 al progressivo ingresso nella NATO fra il 1999 e il 2004 di buona parte dei paesi, dieci in tutto, che sono disposti\u00a0 lungo quel confine detto <em>Intermarium,<\/em> compreso fra il Baltico e il Mar Nero, che costituiva il naturale <em>limes<\/em> occidentale dell\u2019immenso impero zarista<a> <\/a>e sono state successivamente disposte una serie di basi missilistiche della NATO dirette verso il territorio russo. In questo modo la Federazione perdeva rispetto all\u2019URSS quasi mille km di profondit\u00e0 strategica verso Mosca e San Pietroburgo. Era allora stata obbligata di lanciare il primo <em>warning<\/em> agli occidentali di non tentare di fare entrare anche l\u2019Ucraina nella UE e nella NATO, <strong>ma dopo che gi\u00e0 nel 2008 la NATO aveva accettato la candidatura di adesione di Bosnia Erzegovina, Georgia e Ucraina, nel 2014 il suo warning \u00e8 stato disatteso con i fatti di Euromaidan<\/strong>, la piazza di Kiev, avvenuti con l\u2019evidente forte impegno del governo americano. <\/p>\n\n\n\n<p>In questo quadro di reciproca sfiducia fra Russia e Occidente, anche l\u2019eventuale ritorno della Transnistria sotto la piena sovranit\u00e0 della Moldavia diveniva impossibile. Tiraspol finiva per costituire il nocciolo meridionale di una resistenza alla cortina di acciaio formata dalla collana delle basi NATO disposte lungo l\u2019<em>Intermarium<\/em> che poi proseguiva nel mar Nero con la Turchia, membro meridionale della NATO. Con l\u2019invasione recente della Ucraina anche la Moldavia si trova coinvolta nella sua delicata posizione strategica. Del resto, Vladimir Putin ha di recente annullato un decreto del 2012 che in parte sosteneva la sovranit\u00e0 della Moldavia nel quadro della ricerca di una soluzione per la Transnistria \u201cper garantire gli interessi nazionali della Russia in relazione ai profondi cambiamenti in atto nelle relazioni internazionali\u201d. <strong>Questo ha naturalmente avvicinato la Moldavia all\u2019Europa che le ha formalmente concesso il 23 giugno 2022 lo status di paese candidato all\u2019adesione. Con lo scoppio della guerra con l\u2019Ucraina il contingente russo della Transnistria si trova di fatto <em>enclav\u00e9<\/em> perch\u00e9 circondato dal territorio ucraino e solo degli accordi \u201ccoperti\u201d con la Romania possono permettere l\u2019avvicendamento delle truppe.<\/strong> Unicamente l\u2019estensione della \u201coperazione militare speciale russa\u201d sino al porto di Odessa come prolungamento del Donbass e la conquista del confine occidentale ucraino potrebbe consentire il <em>d\u00e9senclavement <\/em>della Transnistria. Ma questo sembra altamente improbabile, dato che la perdita del porto di Odessa renderebbe la situazione dell\u2019Ucraina economicamente non pi\u00f9 sostenibile. Mentre la situazione di guerra rende ancora pi\u00f9 precarie le condizioni della Moldavia. Paese di buona agricoltura, data la fertilit\u00e0 del Bassopiano Sarmatico, mentre le industrie si trovano soprattutto concentrate in Transnistria, ha bisogno del gas russo, mentre l\u2019elettricit\u00e0 arriva dalla Transnistria e dall\u2019Ucraina e i fertilizzanti dall\u2019Ucraina.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"1024\"  height=\"768\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-23031 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Moldova-EU-1_1.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Moldova-EU-1_1.jpg 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Moldova-EU-1_1-300x225.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Moldova-EU-1_1-768x576.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Moldova-EU-1_1-800x600.jpg 800w\" ><\/figure>\n\n\n\n<p> Desiderosi di favorire la sconnessione della Moldavia dalla dipendenza energetica dalla Russia, gli Stati Uniti hanno gi\u00e0 formulato la proposta di alimentare Chisinau con 300 Milioni USD per rafforzare le interconnessioni con l\u2019Europa. Ma la situazione resta al momento profondamente instabile. Anche se non si pu\u00f2 escludere -ma sembra difficile &#8211; che Putin cerchi un attacco al paese per creare una continuit\u00e0 con il Donbass. Forse \u00e8 pi\u00f9 robabile che in una futura demarcazione alla coreana dei limiti della guerra, una sorta di cessate il fuoco tanto precario quanto permanente, la Transnistria resti come propaggine militare russa lungo la cortina di acciaio che adesso separa l\u2019occidente europeo dal resto del continente. <strong>Cortina di acciaio di cui, se oggi \u00e8 di moda scaricare su Putin ogni colpa, l\u2019Occidente americano dal 1990 avrebbe potuto evitarsi l\u2019esistenza se da parte anglo-americana fosse prevalso sulla tattica una visione strategica a proposito della NATO. <\/strong>Certamente oggi, dopo l\u2019iniziativa russa, gli Stati Uniti hanno rinsaldato il loro controllo sull\u2019Unione europea, ridotta ormai nelle condizioni non di alleato, ma di satellite. Ma, nel frattempo, al di l\u00e0 delle rappresentazioni mediatiche, \u00e8 nel mondo che l\u2019Occidente vede ridursi progressivamente l\u2019estensione dei suoi margini di influenza. E molti Stati come la Moldavia restano presi in mezzo da questa nuova situazione. Situazione che ricorda, in un certo senso, quando durante la Seconda Guerra mondiale in Italia la popolazione civile doveva convivere difficilmente fra le azioni delle formazioni partigiane e le spedizioni punitive dei repubblichini di Sal\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carlo degli Abbati<\/strong> (Foto cover: Centrale elettrica di energia idroelettrica al fiume Nistro, Moldavia &#8211; Dreamstime.com)<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0<strong>La Moldova (Moldavia)\u00a0 con 3,06 milioni di ab. su una superficie di 30.373 km2 cu si aggiungono i 4.361 km2 della Transnistria, considerata dalla Moldavia una unit\u00e0 amministrativa, ha una densit\u00e0 abitativa di quasi 101 ab.\/km2. Ha conosciuto dal 2019 una diminuzione progressiva dell\u2019indice di sviluppo umano -HDI- (0,767 nel 2021 contro 0,774 del 2019) pur registrando una progressione constante dal 1996. Si colloca fra i paesi ad Alto Sviluppo Umano -HHD- all\u201980\u00b0 posto sui 191 paesi censiti dal PNUD. Presenta nel 2021 un PIL di 13,672 Miliardi di USD e un PIL pro-capite annuo di 14.875 USD (in PPA 2017) che scende in effettivo a 5.285 USD. L\u2019attivit\u00e0 principale del paese \u00e8 il settore terziario con il 56,4% degli attivi, mentre un altro 21,5% \u00e8 attivo nel settore agricolo dove grazie alla fertilit\u00e0 del suolo la produzione \u00e8 molto diversificata (cereali, frutta, tabacco, vite). Il settore secondario \u00e8 costituito da industrie meccaniche, elettroniche e tessili soprattutto localizzate in Transnistria. L\u2019 aspettativa di vita alla nascita \u00e8 in media di 68,8 anni, 64,4 anni per gli uomini e 73,5 per le donne, la fecondit\u00e0 \u00e8 di 1,7 (2021) e la mortalit\u00e0 infantile, relativamente ridotta, \u00e8 dell\u20198,5 per mille. Gli anni previsti di scolarit\u00e0 sono in media di 14,4 anni, ma la scolarit\u00e0 media effettiva scende a 11,82 anni, 11,85 per le donne, 11,78 per gli uomini. Nella difficile congiuntura conosciuta dal paese il debito estero del paese \u00e8 salito nel 2020 a 8,476 Miliardi USD mentre gli aiuti dall\u2019estero sono stati sempre nel 2020<\/strong>&#8211;<strong>di 524 Milioni USD, pari al 4,6% del PIL. Il Bilancio dello stato ammontava nel 2021 a 82.013,6 milioni di leu, pari a 1.640,27 milioni EURO. La spesa statale per l\u2019istruzione \u00e8 pari al 6,4% del PIL, la spesa per la sanit\u00e0 al 3,8 % del PIL, la spesa per la protezione sociale raggiungeva nel 2020 il 35,5% della spesa totale del bilancio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em><u>Bibliografia consigliata<\/u><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<strong>Fabio Mini<\/strong>, <em>L\u2019Europa in guerra<\/em>, PaperFIRST, 2023<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<strong>Domenico Quirico, Laura Secci<\/strong>, <em>La sconfitta dell\u2019Occidente<\/em>, Neri Pozza, Vicenza, 2019<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<strong>H\u00e9l\u00e8ne Carr\u00e8re d\u2019Encausse<\/strong>, <em>L\u2019Empire d\u2019Eurasie<\/em>, Fayard, 2005<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Carlo degli Abbati insegna Diritto dell\u2019Unione Europea al Dip. di Lingue e Culture Moderne dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Genova. Gi\u00e0 docente di Economia dello Sviluppo presso lo stesso Ateneo e di Storia dei Paesi musulmani al Dip. di Lettere e Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Trento \u00e8 stato funzionario responsabile del controllo della cooperazione europea allo sviluppo presso la Corte dei Conti Europea a Lussemburgo.<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Paese, candidato UE dal 2022, chiede a gran voce di aderire il prima possibile all&#8217;Unione, per proteggersi dalla &#8220;minaccia&#8221; russa. 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