{"id":22879,"date":"2023-06-14T09:59:00","date_gmt":"2023-06-14T07:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=22879"},"modified":"2023-06-14T09:59:01","modified_gmt":"2023-06-14T07:59:01","slug":"in-algeria-qualcosa-si-muove-con-i-corsi-del-petrolio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2023\/06\/14\/in-algeria-qualcosa-si-muove-con-i-corsi-del-petrolio\/","title":{"rendered":"In Algeria qualcosa si muove con i corsi del petrolio"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Dall\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina nel febbraio 2022 l\u2019Algeria sotto la ancora recente presidenza di Abdelmajid Tebboune &#8211; che ha fatto nel 2019 seguito al lungo regno sul paese di Abdelaziz Bouteflika &#8211; ha visto sfilare quasi all\u2019improvviso una lunga serie di premier e dignitari occidentali in visita<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"778\"  height=\"493\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-23330 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 778px) 100vw, 778px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/algeria-40.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/algeria-40.jpg 778w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/algeria-40-300x190.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/algeria-40-768x487.jpg 768w\" ><figcaption>\u00a0(Image: AFP\/Getty images)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Da Mario Draghi a Emmanuel Macron, da Anthony Blinken a Charles Michel. Non si tratta di un improvviso generale interesse per la cultura arabo-berbera degli <em>imazighen<\/em>, ma del nuovo interesse per le risorse energetiche del paese da parte di governi che hanno deciso dopo appunto l\u2019invasione dell\u2019Ucraina di separarsi per motivi etici dal gas e dal petrolio russi. In<strong> realt\u00e0, gli idrocarburi rappresentano la spina dorsale dell\u2019Algeria, del piu\u2019 vasto paese d\u2019Africa con la sua superficie di 2,4 milioni di km2 e una estensione costiera di 1200 km., che \u00e8 anche il decimo produttore e sesto esportatore di gas mondo<\/strong>. Il giacimento di R\u2019Mel nel deserto algerino \u00e8 collegato all\u2019Italia attraverso il gasdotto TRANSMED che attraverso la Tunisia raggiunge la Sicilia. La vendita di gas e di petrolio costituisce il 43 % delle entrate del bilancio algerino, il 33 % del PIL e circa il 93% del ricavo delle esportazioni. Circa la met\u00e0 della forza lavoro algerina \u00e8 direttamente o indirettamente legata a questo settore. Del resto, l\u2019Algeria, dopo essere stata colonia della Francia dal 1830, era stata convertita in territorio metropolitano francese. Storicamente si deve proprio al deputato di Algeri il 30 agosto 1954 la mozione che mise fine nell\u2019Assemblea parigina alla speranza di vedere, con la ratifica francese, nascere in Europa una Comunit\u00e0\u2019 Europea di Difesa (C.E.D.). Per inciso, se oggi esistesse la CED, <strong>cio\u00e8 se Pierre Mend\u00e8s-France avesse posto la questione di fiducia evitando che si perpetrasse quello \u00e8 stato chiamato \u201cil crimine del 30 agosto 1954\u201d si sarebbe forse evitata la debolezza diplomatica e militare che esprime oggi l\u2019Unione europea, <\/strong>obbligata a stornare linee di bilancio destinate alla pace al sostegno dell\u2019acquisto di armi da parte degli Stati membri.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-23321 pk-lazyload\"  width=\"427\"  height=\"512\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 427px) 100vw, 427px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ALGERIA-853x1024.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ALGERIA-853x1024.jpg 853w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ALGERIA-250x300.jpg 250w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ALGERIA-768x922.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ALGERIA-800x960.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ALGERIA.jpg 945w\" ><figcaption>Source: University of Texas, Perry Castaneda Library Map Collection \u2013 Courtesy of the Un. of Texas Libraries, The University of Texas at Austin<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Fortemente industrializzata gi\u00e0 durante il periodo di appartenenza alla Francia, l\u2019Algeria dopo l\u2019indipendenza del 1962 si \u00e8 trovata di fronte a problemi speculari rispetto a quelli affrontati dagli altri paesi del Nord-Africa. La esigenza cio\u00e8 di decongestionare le zone di forte industrializzazione nelle regioni costiere poste a Nord della catena montuosa dell\u2019Atlante, delocalizzandole verso la c.d. \u201ccintura degli altipiani\u201d. Ancora pi\u00f9 importante era poi l\u2019esigenza di non finire nelle contraddizioni tipiche di uno stato <em>rentier<\/em> dipendente esclusivamente dalla rendita petrolifera, attraverso una diversificazione delle produzioni. Il modello prescelto fra gli anni \u201960 e gli anni \u201970, introdotto dal presidente Muhammad Buharubah (Houari Boum\u00e9di\u00e8ne), si era concentrato sulle <em>industries industrialisantes<\/em>. Si era immaginato che un processo irreversibile di accumulazione e di crescita sarebbe scaturito dalla priorit\u00e0 data alle industrie di base ad alta intensit\u00e0 di capitale (siderurgia, petrolchimica, industrie meccaniche e dei materiali da costruzione) e agli investimenti nelle infrastrutture che avrebbero creato nell\u2019indotto una moltitudine di imprese minori. Un modello peraltro che, se era particolarmente costoso in investimenti, comportava invece un moltiplicatore degli impieghi molto basso, cio\u00e8 una bassa creazione di posti di lavoro. <strong>Ma la scelta di questo modello imperante sino alla fine degli Anni &#8217;70 aveva comportato anche l\u2019abbandono del settore agricolo<\/strong>, la perdita di ogni autosufficienza alimentare, errore che per esempio Muammar al Gheddafi in Libia non aveva mai commesso. L\u2019obbligo di importare la grande parte dei prodotti alimentari aveva indirettamente comportato la destabilizzazione del paese quando, nel 1986, a causa della caduta dei prezzi internazionali dei prodotti petroliferi esportati, l\u2019Algeria aveva per la prima volta contratto un prestito col FMI (Fondo Monetario Internazionale). Le condizioni del prestito secondo l\u2019abituale decalogo imposto dal Fondo uniformemente a paesi finanziariamente in difficolt\u00e0, con la <em>\u201c<u>Conditionalities Matrix\u201d,<\/u><\/em> prevedevano anche la svalutazione del 50 % del tasso di cambio del dinaro algerino, considerato dal FMI eccessivamente sopravvalutato. Questa condizione aveva immediatamente provocato, a causa dell\u2019immediato rincaro interno dei prezzi dei prodotti alimentari importati con un dinaro indebolito, la destabilizzazione sociale delle fasce meno abbienti della popolazione algerina, soprattutto urbane. Questo doveva essere il fattore scatenante della guerra civile algerina, scoppiata nel 1992 con l\u2019arresto da parte dell\u2019esercito del processo elettorale prima del secondo turno delle elezioni politiche che avrebbero visto l\u2019inevitabile ascesa al potere al posto del FNL (Fronte di Liberazione Nazionale) di governo del partito islamista FIS (Fronte Islamico della Salvezza). L<strong>a guerra civile algerina dopo aver fatto pi\u00f9 di 150.000 vittime fra il 1993 e il 2005, si \u00e8 chiusa nel 2006 con l\u2019approvazione della \u201cCarta per la pace e la riconciliazione nazionale\u201d accompagnata da una larga amnistia<\/strong>. Il paese, secondo la Costituzione del 1989, dopo un lungo periodo di monopartitismo derivato dal modello sovietico, ammette il pluripartitismo, anche se il FLN, protagonista dell\u2019indipendenza, ha sempre formato il riferimento politico del paese. La struttura economica come eredit\u00e0 del monopartitismo \u00e8 comunque rimasta sino ad oggi rigida e statalista, non favorisce la diversificazione, \u00e8 basata su di un gravoso sistema di sussidi statali senza riuscire a contrarre l\u2019elevata disoccupazione giovanile. La delusione giovanile, la mancanza di prospettive occupazionali erano state in effetti nel 2019\/20 alla base dello scoppio nel paese di un movimento generale di protesta, l\u2019<em>Hirak<\/em>. Il potere algerino aveva comunque approfittato delle restrizioni sanitarie imposte dalla epidemia di Covid-19 dal 2020 per bloccare la protesta e in seguito incarcerare gli oppositori. Si \u00e8 introdotto a tal fine un nuovo articolo del codice penale che incrimina per \u201cterrorismo\u201d o \u201csabotaggio\u201d chiunque inciti al \u201ccambio del sistema di governo con metodi non convenzionali\u201d, norma che si presta evidentemente a delle interpretazioni arbitrarie.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rialzo dei prezzi internazionali degli idrocarburi dal 2021\/22 che influenza fortemente le entrate del bilancio algerino, ha permesso una recente ripresa dell\u2019economia e una consistente riduzione del debito e della disoccupazione che rimane comunque del 12,7 % con una disoccupazione femminile del 33,8 % nel 2021, particolarmente giovanile. Il governo sin dal 2019 ha cercato di porvi rimedio con un ampio programma di investimento nella formazione professionale, nell\u2019educazione, nell\u2019insegnamento superiore e nella ricerca, non esente da critiche da parte degli ambienti islamisti del paese.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"1024\"  height=\"417\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-23325 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/MELONI-1024x417.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/MELONI-1024x417.jpg 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/MELONI-300x122.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/MELONI-768x313.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/MELONI-800x326.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/MELONI-1160x473.jpg 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/MELONI.jpg 1327w\" ><figcaption>(Foto: thenationview.com)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Ma le capacit\u00e0 produttive algerine sono comunque ben lungi dal consentire i toni entusiastici con cui anche in Italia si \u00e8 celebrato, dopo la visita di Mario Draghi o quella pi\u00f9 recente di di Giorgia Meloni, il nuovo ruolo dell\u2019Algeria come paese fornitore <em>ersatz<\/em> della Federazione russa<\/strong>. Il contesto produttivo \u00e8 quello di un invecchiamento delle infrastrutture e dell\u2019aumento in parallelo dei consumi interni. La produzione algerina fra il 2007\/08 e il 2021 \u00e8 scesa da una produzione di 60-65 miliardi di mc3 annui ai 42-43 miliardi di mc3 attuali, una riduzione di un terzo, mentre il consumo interno nello stesso periodo \u00e8 aumentato di pi\u00f9 del 50%. Il che non rende immediata la possibilit\u00e0 di incrementi delle quantit\u00e0 esportate, malgrado tutta la disponibilit\u00e0 espressa alla compagnia nazionale, la SONOTRACH, dalle compagnie europee di partecipare a nuove prospezioni e alla modernizzazione degli impianti.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Del resto, con il governo italiano il governo algerino si \u00e8 solo impegnato nell\u2019immediato ad un aumento delle forniture per un 10%. <strong>La percentuale fornita passerebbe cos\u00ec dal 31 al 34% del fabbisogno italiano, ma le forniture di gas russo arrivavano a ben il 49%.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Comunque per l\u2019Algeria, per un paese la cui economia si trovava indebolita alla fine degli anni 2010, l\u2019aumento dei flussi e dei prezzi di gas e petrolio consente un aumento delle riserve, un andamento di nuovo positivo della bilancia commerciale (+5,4% del PIL) e attraverso l\u2019aumento della spesa pubblica il mantenimento della pace sociale. Resta invece il rischio di un consolidamento dell\u2019Algeria nella sua condizione di paese <em>rentier<\/em>, in luogo della desiderata e mai realizzata, nonostante vari tentativi, diversificazione industriale.<\/p>\n\n\n\n<p>Riferendoci poi alla situazione attuale della sicurezza in Algeria, il paese, che non ha conosciuto gli stessi episodi di rivolta di altri paesi arabi nel 2010-2011, ed \u00e8 comunque meglio dotato di reparti militari addestrati, riuscendo cos\u00ec a espletare una lotta efficace contro il terrorismo islamista,&nbsp; \u00e8 comunque esposto al rischio legato alla porosit\u00e0 delle frontiere con Libia, Tunisia e Mali.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza che questo incontri l\u2019interesse particolare dei media internazionali, due delle pi\u00f9 pericolose brigate di Al-Qaida \u2013 Yusuf ibn Tashfin e Trek Bin Ziyad \u2013 si sono insediate nell\u2019Adrar d\u2019Ifoghas, a nord del Mali, a dispetto dei frequenti interventi francesi coordinati con le forze locali (op. Serval e poi Barkhane), aggiungendo un ulteriore pericolo alla infiltrazione delle forze dell\u2019ISIS (Organizzazione dello Stato Islamico ) che penetrano da Ramada. Il sud algerino \u00e8 diventato cos\u00ec una delle frontiere avanzate di confronto fra gruppi jihadisti. Come unit\u00e0 jihadiste algerine si distinguono in particolare la Brigata al-Ghurabaa gi\u00e0 parte di AQMI e il Battaglione di Al-Ansar . <\/p>\n\n\n\n<p>Entrambi hanno dichiarato <em>baya\u2019ah<\/em> , fedelt\u00e0 all\u2019ISIS, rafforzando cos\u00ec la sua presenza in un territorio sempre dominato dal Al-Qaida. Del resto abbiamo gi\u00e0 citato nell\u2019articolo sulle migrazioni come una sezione di AQMI operi dal Mali soprattutto nel traffico di migranti sotto la guida dell\u2019algerino Mokhtar Belmokhtar, il famoso, tristemente, Mister Malboro.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"1024\"  height=\"664\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-23323 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ALGERIA-1-1024x664.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ALGERIA-1-1024x664.jpg 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ALGERIA-1-300x195.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ALGERIA-1-768x498.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ALGERIA-1-800x519.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ALGERIA-1-1160x752.jpg 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ALGERIA-1.jpg 1186w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Del resto, come abbiamo pi\u00f9 volte osservato, i gruppi jihadisti presenti nel Sahel hanno trovato nella situazione regionale provocata dalla dislocazione del regime libico di Gheddafi un eccellente terreno di coltura per la loro disseminazione. Questo spiega perch\u00e9 il governo algerino abbia sempre cercato di accompagnare di recente una evoluzione positiva della situazione interna libica.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul piano internazionale come accade per altri paesi africani l\u2019appoggio offerto dall\u2019URSS durante il processo di indipendenza ha reso sempre particolarmente strette le relazioni russo-algerine. <strong>Non solo la Russia \u00e8 il primo fornitore di armamenti all\u2019esercito algerino ma ha anche il privilegio di scalare con la sua flotta i porti algerini durante le sue crociere nel Sud-Mediterraneo.<\/strong> In un certo senso\u00a0 l\u2019Algeria costituisce il pendant meridionale di Tartus, l\u2019unica base di cui dispone la Russia nel Mediterraneo settentrionale per concessione della Siria di Assad. In un Mediterraneo o Medioceano che, grazie alla nuovo condizione del Baltico divenuto un lago NATO dopo le adesioni di Svezia e Finlandia, \u00e8 destinato ad assumere una ben diversa importanza geo-strategica per la Federazione russa.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo fa anche pensare che per il futuro delle forniture ai paesi occidentali l\u2019Algeria difficilmente potr\u00e0 andare nel senso di un interesse smaccatamente contrario alle produzioni russe di gas e petrolio. L\u2019andante sar\u00e0 quello di un \u201c<em>adelante Pedro, con juicio<\/em>\u201d. Come le parole rivolte al cocchiere che Manzoni presta nella folla al Gran Cancelliere di Milano, Antonio Ferrer. <strong>In questo quadro di maggiore stabilit\u00e0 economica la presidenza di Abdelmajid Tebboune si distingue poi per un chiaro impegno militare e diplomatico<\/strong>. Sul piano militare, aumentando considerevolmente il budget della difesa che ha raggiunto nel 2023 22,7 miliardi USD. Sul piano diplomatico, il paese traumatizzato dalla defenestrazione occidentale di Gheddafi nel 2011 prevede una cintura di sicurezza contro ogni forma di minaccia. Perdurando le tensioni per il Sahara occidentale con il Marocco che ha nel 2020 normalizzato le relazioni con Israele, l\u2019Algeria si pone come vate di un nuovo panarabismo, cercando la creazione di un nuovo asse maghrebino con Libia e Tunisia e riaffermando \u201cla centralit\u00e0 della questione palestinese\u201d, come nel corso del recente vertice della Lega Araba del novembre 2022. Data la precariet\u00e0 della situazione interna in Libia e le tensioni che in Tunisia solleva la rivoluzione autocratica voluta dal presidente Kais Saied, che un paese fondamentale del Maghreb come l\u2019Algeria si rafforzi e rafforzi la sua presenza internazionale non puo\u2019 che essere salutato con piacere da chi si preoccupa della crescente instabilit\u00e0 del quadrante sahelo-mediterraneo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Encadr\u00e9<\/u>\u00a0 <\/strong>L\u2019Algeria con quasi 44,2 milioni di ab. su una superficie di 2.381.741 km2 presenta una bassa intensit\u00e0 abitativa di 18,5\u00a0 ab.\/km2., ma la maggior parte della popolazione vive nella regione di 280.000 km2 posta a Nord della catena montuosa dell\u2019Atlante .Il Sud scarsamente abitato nei suoi 2,1 milioni di km2 comprende gli aridi altipiani del Tell e gli immensi spazi del deserto. Il paese ha conosciuto dal 1990 se si eccettuano gli anni della recente pandemia una progressione costante del suo Indice di sviluppo umano.\u00a0 Oggi il paese si colloca nel gruppo di paesi a Alto Sviluppo Umano (HDI) e si trova al 91\u00b0 posto sui 191 paesi censiti dal PNUD con un valore di 0,745. Presenta un PIL di 164,56 Miliardi di USD (2021) e un PIL pro-capite annuo che \u00e8 passato dagli 8.512 USD $del 1990 ai 10.800 USD (in PPA 2017) del 2021,\u00a0 che sono in effettivo 3.701 USD. Le attivit\u00e0 principali sono i servizi (59%) e il settore secondario (31%). L\u2019agricoltura presenta una produzione molto varia estesa alla fascia costiera, agli altipiani e alle oasi, mentre sulla costa sono presenti vari porti di pesca. La aspettativa di vita alla nascita \u00e8 in media di 76,4 anni, 74,9 anni per gli uomini e 77,9 per le donne, la fecondit\u00e0 \u00e8 di 2,9 (2020) e la mortalit\u00e0 infantile \u00e8 di 19,5 per mille. La scolarit\u00e0 effettiva \u00e8 in media di 8,06 anni D 7,73 U 8,43. Il debito estero del paese \u00e8 salito nel 2020 a 5,178 Miliardi USD, pari al 3,1% del PIL. La bilancia commerciale ha segnato invece nel 2021 un attivo pari al 5,4% del PIL secondo la Banca Mondiale, in ragione del buon andamento dei prezzi internazionali dei prodotti petroliferi. Il bilancio dello Stato con 6,092 miliardi sostiene una economia fortemente sussidiata. Positivo negli ultimi tempi \u00e8 anche l\u2019andamento delle riserve che equivalgono a dodici mesi di importazioni e sono salite dai 46,7 miliardi del 2021 ai 53,5 miliardi del 2022.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carlo degli Abbati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em><u>Bibliografia consigliata<\/u><\/em><\/p>\n\n\n\n<ul><li>G. Calchi Novati- C. Roggero<em>, Storia dell\u2019Algeria indipendente dalla guerra di liberazione a Bouteflika, <\/em>Bompiani, Milano, 2014<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul><li>V. Sereni, <em>Diario di Algeria<\/em>, Einaudi, Milano, 1996<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul><li>C. degli Abbati, <em>Trasporti marittimi e ipotesi di sviluppo industriale dei paesi africani del Mediterraneo<\/em>, ECIG, Genova, 1983 (cap.Algeria)<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><em>*Carlo degli Abbati insegna Diritto dell\u2019Unione Europea al Dip. di Lingue e Culture Moderne dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Genova. Gi\u00e0 docente di Economia dello Sviluppo presso lo stesso Ateneo e di Storia dei Paesi musulmani al Dip. di Lettere e Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Trento \u00e8 stato funzionario responsabile del controllo della cooperazione europea allo sviluppo presso la Corte dei Conti Europea a Lussemburgo.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dall\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina nel febbraio 2022 l\u2019Algeria sotto la ancora recente presidenza di Abdelmajid Tebboune &#8211; che ha fatto nel 2019 seguito al lungo regno sul paese di Abdelaziz Bouteflika &#8211; ha visto sfilare quasi all\u2019improvviso una lunga serie di&hellip;\n","protected":false},"author":2,"featured_media":23330,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[10898],"tags":[7117,11399,11398,270,6612,11400,3265],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22879"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22879"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22879\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23331,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22879\/revisions\/23331"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23330"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22879"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22879"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22879"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}