{"id":22682,"date":"2023-05-03T10:33:20","date_gmt":"2023-05-03T08:33:20","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=22682"},"modified":"2023-04-30T14:44:01","modified_gmt":"2023-04-30T12:44:01","slug":"la-somalia-una-tragedia-ambientale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2023\/05\/03\/la-somalia-una-tragedia-ambientale\/","title":{"rendered":"La Somalia: una tragedia ambientale"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Sul Corno d\u2019Africa la maledizione \u00e8 la mancanza di piogge. Arrivate sulla regione le nuvole portate dai monsoni si disperdono e il cielo resta azzurro. Sui campi etiopici quando arrivarono gli italiani dopo la guerra coloniale pensarono che i contadini locali fossero dei buzzurri perch\u00e9 i campi erano disseminati di grossi sassi: era in realt\u00e0 la sola atavica condizione per mantenere un minimo di umidit\u00e0 a contatto con il suolo. La deriva climatica che conosce il pianeta non ha fatto che aggravare nel Corno d\u2019Africa una situazione gi\u00e0 drammatica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Secondo le Nazioni Unite si sta abbattendo in particolare sulla Somalia la pi\u00f9 grave carestia degli ultimi cinquant\u2019anni. Si calcola che, nel corso dell\u2019ultimo trimestre del 2022, nei dispensari somali sia stato ammesso per malnutrizione un bimbo ogni minuto. Gi\u00e0 nel 2011\/12 la carestia precedente aveva fatto pi\u00f9 di 250.000 vittime, quasi non segnalate da una stampa internazionale tutta assorbita dalla descrizione delle c.d. primavere arabe e della defenestrazione in Libia di Muammar al Gheddafi. Dieci anni dopo si deve rilevare che le ultime precipitazioni sono ormai vecchie di tre anni, risalendo all\u2019inizio del 2020. Il governo somalo \u00e8 prossimo a dichiarare lo stato di urgenza mentre l\u2019opinione pubblica internazionale non ha ancora preso coscienza di questa situazione drammatica. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>In fondo perch\u00e9 interessarsi proprio della Somalia?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-22689 pk-lazyload\"  width=\"426\"  height=\"512\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 426px) 100vw, 426px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/somalia-851x1024.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/somalia-851x1024.jpg 851w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/somalia-249x300.jpg 249w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/somalia-768x924.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/somalia-1276x1536.jpg 1276w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/somalia-800x963.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/somalia-1160x1396.jpg 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/somalia.jpg 1386w\" ><figcaption>Source: University of Texas, Perry Castaneda Library Map Collection \u2013 Courtesy of the Un. of Texas Libraries, The University of Texas at Austin<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 dare qualche reminiscenza storica solo agli italiani e ai britannici che per un certo tempo a partire dalla fine del XIX secolo hanno controllato (Somalia e Somaliland) questo lungo tratto strategico di costa africana disposta lungo le rotte marittime di attraversamento del Mar Rosso.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimasta sino al 1960 sotto il controllo italiano per mandato delle Nazioni Unite ricevuto dall\u2019Italia nel 1949 (a differenza della Germania, che sconfitta aveva perso tutte le sue colonie), la Somalia \u2013 oggi repubblica federale formata da sei stati, ma il sesto, il Somaliland, \u00e8 conteso \u2013  dopo l\u2019indipendenza \u00e8 stata lungamente controllata, fra il 1969 e il 1991, da un militare, Syad Barre, subendo poi l\u2019influenza dell\u2019URSS che la esercitava anche sul paese concorrente, l\u2019Etiopia, per lungo tempo in conflitto intorno alla regione contesa dell\u2019Ogaden. Dopo il 1991 il paese abbandonato al suo destino entra in lungo periodo di frammentazione e di caos segnato da rivalit\u00e0 tribali (si distinguono i clan delle famiglie Hawiye-Abgal e Haber Ghidir) nell\u2019ambito della pur omogenea etnia <em>somali <\/em>abitante il paese. L\u2019ONU tenta, nell\u2019aprile 1992 nel quadro della identificazione della \u201cresponsability to protect\u201d, una prima volta con l\u2019operazione ONUSOM di riportare la pace e poi affida agli Stati Uniti il compito di intervenire con l\u2019operazione \u201cRestore Hope\u201d, ma \u00e8 un disastro. La morte di 19 soldati americani pi\u00f9 un casco blu malese nella battaglia di Mogadiscio nell\u2019ottobre 1993 contro le milizie somale marca la fine dell\u2019intervento e mette una pietra tombale sull\u2019interesse occidentale al paese. Nel 1991 il nord-est del paese si dichiara autonomo con il nome di<em> Pountland <\/em>dall\u2019antico nome della costa, con capitale Hargeysa, ma questo processo non \u00e8 riconosciuto internazionalmente e il Somaliland \u00e8 invece rivendicato dalla Somalia come provincia del Nord-Ovest, Woguy Galbid. Dopo i due mandati successivi del presidente Mohamed Abdullahi Mohamed (2012-2022) le ultime elezioni concluse nel marzo del 2022 hanno designato come presidente Hassan Sheik Mohamud, del partito Unione per la Pace e lo Sviluppo. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-22690 pk-lazyload\"  width=\"307\"  height=\"188\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 307px) 100vw, 307px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Hassan-Sheik-Mohamud.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Hassan-Sheik-Mohamud.jpg 614w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Hassan-Sheik-Mohamud-300x184.jpg 300w\" ><figcaption>Nella foto: Hassan Sheik Mohamud<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Il nuovo presidente ha di fronte tre sfide.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Innanzitutto, <strong>la sfida climatica<\/strong>. Su di una popolazione stimata di 16,3 milioni di ab. (su di una superficie doppia dell\u2019Italia, 638.000 km2) le Nazioni Unite stimano che a causa della siccit\u00e0 pi\u00f9 di 2 milioni di somali mancano di nutrimento, mentre 2,6 milioni sono degli sfollati interni vittime del clima e delle guerre interne e 3,2 milioni risultano a rischio nel prossimo futuro. D\u2019altro canto, la FSNAU (Food Security and Nutrition Analysis Unit) stima anche che gi\u00e0 3 milioni di dromedari siano morti di sete fra l\u2019estate 2021 e l\u2019estate 2022, insieme a circa la met\u00e0 del parco caprino somalo di allevamento.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda sfida \u00e8 rappresentata dal <strong>jihadismo interno<\/strong> legato al gruppo dei\u00a0 Shabab, affiliato ad al-Qaida, l\u2019<em>Harakat Shabbab al Mujahidin<\/em>, gruppo salafita jihadista che controlla regioni intere del paese, compie attentati terroristici e dalla regione di Giuba opera infiltrazioni in Kenya. Nel 2019 un attacco ad un hotel di Chisimaio e l\u2019esplosione di un veicolo carico di esplosivo sulla strada dell\u2019aeroporto della capitale Mogadiscio hanno fatto in totale 43 vittime cui si aggiungono nel 2020 tre americani morti nell\u2019attacco alla base di <em>Camp Simba <\/em>dopo una infiltrazione in territorio kenyota.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"660\"  height=\"371\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-22686 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 660px) 100vw, 660px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Shabab.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Shabab.jpg 660w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Shabab-300x169.jpg 300w\" ><figcaption>(Foto: hiiraan.com)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Infine, abbiamo la sfida posta dalla<strong> pirateria internazionale<\/strong>. Con la complicit\u00e0 di comunit\u00e0 di pescatori poveri della costa dell\u2019Hobyo e del Majertin partono attacchi di pirateria contro i mercantili in transito nel golfo di Aden da e per il Mar Rosso. Somme enormi vengono richieste e spesso ottenute dagli armatori per la liberazione di navigli ed equipaggi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"968\"  height=\"616\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-22684 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 968px) 100vw, 968px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/ONU-Somalia.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/ONU-Somalia.jpg 968w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/ONU-Somalia-300x191.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/ONU-Somalia-768x489.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/ONU-Somalia-800x509.jpg 800w\" ><figcaption>(Foto: Onu)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Questa situazione ha spesso imposto l\u2019intervento di forze straniere, dagli Sati Uniti al Kenya, all\u2019 Etiopia, agli Emirati, alla Turchia, alla stessa Francia, di cui si ricorda sia la positiva operazione Oryx, nel quadro delle Nazioni Unite (1992-94), sia le operazioni di commandos condotte nel 2013 nel sud della Somalia per la liberazioni di ostaggi francesi dei shabab, non sempre condotte con successo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma a proposito in particolare dell\u2019intervento turco in Somalia bisogna fare un distinguo. Nell\u2019ambito della sua nuova opzione strategica, quella della cosiddetta Patria Blu, <em>Mavi Vatan<\/em>, la Turchia ha inserito la Somalia in un quadro di interessi pi\u00f9 vasti, legato alla sua espansione in Africa. E l\u2019appoggio turco al paese non \u00e8 solo militare, ma anche diretto al sostegno delle istituzioni del paese, soprattutto in materia di istruzione. In questo la Turchia che rientra nella memoria storica della regione pu\u00f2 vantare rispetto ai paesi occidentali un passato non segnato da mire strettamente coloniali, mentre la comune fede musulmana sunnita favorisce i contatti. Una penetrazione turca per la verit\u00e0 innovante nel paese dato che storicamente l\u2019espansione in Africa della Turchia aveva interessato solo il quadrante settentrionale Mediterraneo. Ma i tempi cambiano, anche per i Sultani\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carlo degli Abbati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La Somalia, sin dal 1971 ultimo paese nelle classifiche basate sulle statistiche economico-sociali del PNUD (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) con un PIL di 1,8 Miliardi di USD e un PIL pro-capite annuo inferiore ai 120 USD, con una popolazione all\u201985% costituita da allevatori e agricoltori, \u00e8 di recente anche uscita dalle statistiche del PNUD, vista la insufficiente disponibilit\u00e0 di dati informativi.<\/p>\n\n\n\n<p><em>*Carlo degli Abbati insegna Diritto dell\u2019Unione Europea al Dip. di Lingue e Culture Moderne dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Genova. Gi\u00e0 docente di Economia dello Sviluppo presso lo stesso Ateneo \u00e8 stato funzionario responsabile del controllo della cooperazione europea allo sviluppo presso la Corte dei Conti Europea a Lussemburgo.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sul Corno d\u2019Africa la maledizione \u00e8 la mancanza di piogge. Arrivate sulla regione le nuvole portate dai monsoni si disperdono e il cielo resta azzurro. 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