{"id":21405,"date":"2023-01-27T15:18:08","date_gmt":"2023-01-27T14:18:08","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=21405"},"modified":"2023-01-27T15:23:41","modified_gmt":"2023-01-27T14:23:41","slug":"guerra-russia-no-videogioco-degliabbati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2023\/01\/27\/guerra-russia-no-videogioco-degliabbati\/","title":{"rendered":"Ai media europei: la guerra in Russia  non \u00e8 un videogioco"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>In quale labirinto si sta cacciando l\u2019Europa? Tra escalation, stigmatizzazioni e intrattenimento dei media, una riflessione su Europa, economia, demografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fa una certa impressione ricordare oggi Altiero Spinelli e la perorazione che faceva nel suo Manifesto composto a Ventotene durante il confino assieme ad Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni sul superamento dei nazionalismi che avevano portato al disastro della Seconda Guerra mondiale. Oggi sui media europei (i media russi come Russia Today sono stati da tempo oscurati pensando che i cittadini europei non fossero sufficientemente maturi per fare distinzioni) non&nbsp; si sente&nbsp; parlare che di <em>escalation<\/em> nella guerra alla Russia in Ucraina. I media parlano dell\u2019invio di Javelin, missili Himar, sistemi Patriot, carri armati Leclerc, Leopard 2 , Challenger come se si trattasse degli strumenti di un videogioco e in alcuni programmi addirittura si stigmatizzano le esitazioni di un capo di stato d\u2019oltre Reno domandandosi se ci si possa ancora fidare \u2026della Germania.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse \u00e8 il momento di fare delle considerazioni. Probabilmente i politici europei di oggi sono troppo giovani per avere vissuto sulla loro pelle l\u2019orrore della guerra e nel dopoguerra, del resto, l\u2019atomico stato di <strong>MAD (mutual assured destruction<\/strong>) ha permesso loro di conoscere solo settant\u2019anni di pacifico consumismo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-21408 pk-lazyload\"  width=\"512\"  height=\"289\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/mad-1024x578.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/mad-1024x578.jpg 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/mad-300x169.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/mad-768x434.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/mad-800x452.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/mad-1160x655.jpg 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/mad.jpg 1300w\" ><figcaption>geostrategic.org<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ma chi la Seconda Guerra mondiale l\u2019ha vissuta davvero sa benissimo che la guerra non significa solo l\u2019invio sul campo di battaglia di pi\u00f9 batterie di missili, di carri armati, di sistemi difensivi. Questa non \u00e8 la guerra, ma l\u2019idea del video gioco intrattenuta da media europei sapientemente addestrati ad assecondare&nbsp; le scelte fatte in ambito NATO, nel quadro di una coalizione antirussa ai cui comandi siede imperturbabile l\u2019unica iperpotenza non europea che dirige le fila di questa guerra ibrida, condotta un po\u2019 con le armi e un po\u2019 con le immagini da dirigere ai focolari degli utenti radiotelevisivi per catturarne il definitivo consenso intorno alla facile equazione: Russia aggressore\/Ucraina aggredita.<\/p>\n\n\n\n<p>Guerra significa lo sconvolgimento per anni della situazione sociale e psicologica dei cittadini, dei quadri produttivi, delle catene di valori, delle conquiste sociali, delle reti commerciali. Per ritornare a una mezza normalit\u00e0, con delle reti fognarie non ancora ristabilite che confondevano acque bianche e acque nere, diffondendo il tifo nelle famiglie, in case non pi\u00f9 riscaldate per anni se non, s\u00ec e no, a legna, con tutti gli effetti negativi della borsa nera, della disoccupazione e dello sconvolgimento del suo sistema produttivo, l\u2019Italia ha dovuto impiegare almeno 5 anni fra il 1946 e il 1950.<\/p>\n\n\n\n<p>Una guerra in Europa &#8211; con il principale attore delle decisioni, gli Stati Uniti d\u2019America, ben sicuro al di l\u00e0 dell\u2019Atlantico, ad offrire armi e <em>shale-gas<\/em> a caro prezzo agli Europei portando per la prima volta il suo tasso di disoccupazione a 3,5%,&nbsp; cio\u00e8 al livello di una semplice disoccupazione frizionale, senza sprecare un solo soldato &#8211; significa per l\u2019Europa l\u2019inizio del suo fallimento. Con un quadro sociale immaginato non pi\u00f9 sostenibile in ragione dello sforzo finanziario di guerra e un quadro produttivo europeo sconvolto e ridimensionato dall\u2019abbandono di mezzi energetici convenienti. E, nel contempo, di fronte ad un\u2019Europa in crisi dovuta alla guerra, alle sanzioni e alle contro-sanzioni ecco, ad aggravare la situazione, l\u2019introduzione dell<em>\u2019Inflation Reduction Act<\/em>, una sovvenzione statale di quasi 400 Miliardi USD per le industrie americane attive nel cambiamento climatico che ha l\u2019effetto di indebolire l\u2019apparato produttivo europeo escluso dalle sovvenzioni&nbsp; riservate alle industrie americane. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"474\"  height=\"265\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-21409 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 474px) 100vw, 474px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/inflaz.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/inflaz.jpg 474w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/inflaz-300x168.jpg 300w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ottenendosi cos\u00ec, nel contempo con la guerra d\u2019Ucraina, non solo l\u2019indebolimento della Russia, prima dell\u2019atteso confronto finale con la Cina, ma anche incidentalmente quello del maggior produttore industriale europeo, la Germania (e l\u2019Italia con essa).<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019Europa che, a causa della&nbsp; guerra, non solo deve dimenticare di fatto i suoi grandi programmi di rinforzo della transizione climatica e digitale, ma anche il grande e prioritario obiettivo della relativa riduzione delle diseguaglianze interne, perdendo il riferimento a fonti energetiche a basso costo essenziali per&nbsp; una economia come quella europea di pura trasformazione, con la progressiva chiusura politica imposta verso mondi che avrebbero potuto rappresentare delle favorevoli occasioni commerciali e ora sono confinati nell\u2019asse ostile russo-cinese, con la progressiva pressione americana per una definitiva chiusura commerciale europea verso la Cina.&nbsp; Questa ultima, pura creazione dell\u2019Occidente, come fabbrica del mondo, inizialmente luogo del <em>made by foreigners in China<\/em>&nbsp; che come un genio uscito dalla lampada minaccia di oscurare la imprescindibile egemonia americana sul mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Soprattutto la guerra in Ucraina viene decisa in un momento complessivamente sfavorevole per le sorti dell\u2019intera umanit\u00e0. Prima della orribile Prima Guerra mondiale, quando i socialisti partivano per la guerra insieme ai nazionalisti <em>la fleur au fusil<\/em>, perlomeno l\u2019Europa stava complessivamente crescendo industrialmente e demograficamente. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-21411 pk-lazyload\"  width=\"400\"  height=\"216\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/demo.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/demo.jpg 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/demo-300x162.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/demo-768x415.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/demo-260x140.jpg 260w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Oggi l\u2019Intera Europa \u00e8 in una drammatica decrescita demografica. Il continente che contava all\u2019inizio dell\u2019800 uno su quattro degli abitanti del pianeta \u00e8 adesso ridotto ad uno striminzito 8%. L\u2019anno scorso &#8211; 2022 &#8211; \u00e8 passato in regressione demografica in Europa il paese dalla fecondit\u00e0 media &#8211; 1.83 -pi\u00f9 alta, la Francia. E tutti gli altri membri della UE sono messi molto peggio. L\u2019Italia con coefficiente di fecondit\u00e0 di 1,23 avr\u00e0 fra qualche decennio solo quaranta milioni di abitanti. Certo saranno quasi tutti bianchi, nati in Italia, ma avranno pi\u00f9 di 65 anni di et\u00e0 e i bar del paese saranno pieni di tavoli di tresette ma a luce di candela perch\u00e9 il PIL col 35% soltanto di attivi sar\u00e0 inevitabilmente franato. Ma la regressione demografica non riguarda solo l\u2019Europa, con una Gran Bretagna gi\u00e0 al centro del mondo avviata al fallimento post-Brexit, ma quasi tutto il mondo sviluppato, dalla Cina al Giappone, con la sola eccezione degli Stati Uniti per la loro sapiente gestione del fenomeno migratorio, che li destina a rimanere dopo India e Cina il terzo paese pi\u00f9 popoloso al mondo. Per non parlare della crisi climatica, oggi ulteriormente dimenticata per le esigenze della guerra e delle necessit\u00e0 produttive che impongono per la continuazione del <em>business as usual<\/em> addirittura il ritorno al carbone.<\/p>\n\n\n\n<p>Fa una certa impressione considerare che, quando Putin assunse la tragica decisione di invadere l\u2019Ucraina immaginando a torto una vicenda di rapido successo militare e politico come i <em>neo-cons<\/em> americani avevano immaginato nel 2003 invadendo l\u2019Iraq, siano bastate sei ore alla Commissione europea per decretare la prima volata di sanzioni contro la Russia.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-21407 pk-lazyload\"  width=\"340\"  height=\"227\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 340px) 100vw, 340px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/macron.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/macron.jpg 680w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/macron-300x200.jpg 300w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tranne Macron, nessun uomo politico europeo aveva tentato di dissuadere Putin dal tentare la guerra. E gli altri europei? 26 stati-membri UE hanno fatto sentire in nome della NATO rinata come Lazzaro dal suo \u201ccadavere\u201d (secondo Macron), il pi\u00f9 assordante dei silenzi prima del febbraio del 2022. Questo significa che l\u2019obiettivo dell\u2019Europa non era cercare la pace ma accettare l\u2019obiettivo americano dichiarato di indebolire la Russia. Per poi potersi meglio disporre su di un solo fronte alla guerra contro la Cina a partire da Taiwan. Sulla pelle dell\u2019Europa. In Costa d\u2019Avorio circola un antico proverbio: <em>\u201cQuando due elefanti si battono \u00e8 l\u2019erba la prima a soffrire\u201d.<\/em> Se l\u2019Europa, con tutto l\u2019entusiasmo guerriero espresso dai Nove dal Gruppo di Tallin nel suo seno (i Paesi limitrofi alla Russia) capitanati dalla Polonia, di cui si fa sinora eco esclusivo la Commissione europea di Ursula Von der Leyen nata Albrecht e di Josep Borrell Fontelles, il senso di questo proverbio non l\u2019ha ancora capito, temo che lo dovr\u00e0 constatare molto presto. E come Altiero Spinelli anche il Gen. de Gaulle star\u00e0 domandandosi dal suo caveau di <em>Colombey-Les-Deux-Eglises<\/em> in che labirinto l\u2019Europa si sia cacciata. Per comodit\u00e0? Per inazione? Per astratto angelismo? Per superficialit\u00e0? Per sudditanza, Ubi maior minor cessat? (<em>dove \u00e8 presente chi ha maggiore autorit\u00e0, cessa [il potere di] chi \u00e8 inferiore<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; La storia ci risponder\u00e0 molto presto. Permettendoci perfettamente di individuare dove sta l\u2019erba e dove stanno gli elefanti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carlo degli Abbati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Professore di Diritto dell\u2019Unione europea al Dip. di Lingue e Culture moderne dell\u2019Universit\u00e0 degli Sudi di Genova<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In quale labirinto si sta cacciando l\u2019Europa? 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