{"id":21149,"date":"2023-01-06T12:29:20","date_gmt":"2023-01-06T11:29:20","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=21149"},"modified":"2023-01-06T12:31:36","modified_gmt":"2023-01-06T11:31:36","slug":"le-migrazioni-nel-mediterraneo-fra-rappresentazioni-mitopoietiche-e-tragiche-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2023\/01\/06\/le-migrazioni-nel-mediterraneo-fra-rappresentazioni-mitopoietiche-e-tragiche-realta\/","title":{"rendered":"Le migrazioni nel Mediterraneo fra rappresentazioni mitopoietiche e tragiche realt\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Di recente un decreto del Ministro italiano degli Interni Matteo Piantedosi ha imposto un codice di condotta per le navi delle ONG con l\u2019obiettivo di limitare lo sbarco dei migranti sulle coste italiane. Inserendosi <strong>con ci\u00f2<\/strong>, a piedi giunti, nel complesso quadro giuridico che regge la navigazione internazionale dei natanti sui mari<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se si pu\u00f2 fare una prima considerazione preliminare sul delicato problema delle migrazioni nel Mediterraneo centrale verso la sponda sud dell\u2019Europa, si deve parlare del contrasto evidente fra la complessit\u00e0 del fenomeno e il semplicismo delle rappresentazioni semantiche&nbsp; ricevute dal teatrino della politica, nella dicotomia fra \u201cviaggi della speranza\u201d e \u201cinvasioni dal mare\u201d mentre nei fatti il Mediterraneo si converte progressivamente&nbsp; in un cimitero di migranti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-21153 pk-lazyload\"  width=\"512\"  height=\"288\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/mediterraneo.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/mediterraneo.jpg 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/mediterraneo-300x169.jpg 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/mediterraneo-768x432.jpg 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/mediterraneo-800x450.jpg 800w\" ><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Una prima considerazione corretta \u00e8 che l\u2019Italia e l\u2019Europa sono obbligate ad affrontare il problema delle migrazioni con una legislazione di altri tempi, oggi completamente obsoleta. La famosa Convenzione di Dublino che risale al 1990 ed \u00e8 operativa nella terza versione \u2013 Dublino III- dal 1997.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal 1997 nel mondo \u00e8 successo di tutto ma Dublino non \u00e8 mai stata modificata, richiedendo l\u2019unanime&nbsp; volont\u00e0, mai esistita,&nbsp; dei 28 Stati membri UE: il bombardamento NATO della Serbia nel 1999, gli attacchi di al-Qaida alle Torri di New-York nel 2001, la replica americana con l\u2019invasione dell\u2019<strong>Afghanistan <\/strong>( 2001) e&nbsp; dell\u2019Iraq (2003). Poi l\u2019esplosione delle c.d. primavere arabe nel 2010 a partire dalla Tunisia&nbsp; con l\u2019indebolimento dei regimi arabi in <strong>Egitto, Tunisia, Libia.<\/strong> Lo scoppio della triplice guerra in <strong>Siria<\/strong> dal 2013, divenuta in successione civile, regionale, mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Da ci\u00f2 un drammatico imprevedibile incremento dei flussi migratori che la convenzione di Dublino non aveva previsto. Concepita su una concezione individuale della richiesta di asilo, incapace di affrontare il nuovo fenomeno dei flussi di massa. In seguito poi alla crisi economico-finanziaria del 2008 la UE ha progressivamente ristretto le disposizioni regolanti la pur prevista concessione dei permessi lavorativi di soggiorno e del diritto di asilo. Questa situazione ha finito per incoraggiare&nbsp; come via prevalente di accesso le migrazioni clandestine, rinforzando il ruolo di attori extra-legali, gruppi criminali presenti in <strong>Libia <\/strong>e nel Sahel agenti con l\u2019ausilio di settori corrotti delle amministrazioni locali. Sulle vie di transito principale dai paesi sahelici attraverso la Libia vari gruppi criminali attivi sono stati originati in Algeria durante la guerra civile e operano essendo divenuti il nuovo motore nella tratta di esseri umani. Basti citare fra tanti AQMI (Al Qaida nel Maghreb islamico) fondata fra <strong>Algeria <\/strong>e <strong>Mali <\/strong>da Mokhtar ben Mokhtar, dissidente del Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento (GSPC), ala scissionista del GIA (Gruppo islamico armato) della guerra civile algerina. Passata dal contrabbando di sigarette dall\u2019Algeria, al traffico di droga (cocaina) dopo che la legge americana del 2001 <em>Patriot Act<\/em> aveva avuto l\u2019effetto di riorientare verso&nbsp; l\u2019Europa attraverso l\u2019Africa i flussi di droga soprattutto di origine colombiana. Sino al rapimento di turisti e cooperanti ed infine al pi\u00f9 redditizio traffico di migranti. Gruppi che si muovono agevolmente in vaste aree desertiche mal controllate da deboli governi centrali possedendo un vasto mercato di richiedenti stimolati alla fuga da condizioni di povert\u00e0, di insicurezza dovuta alla presenza di gruppi jihadisti, di aggravamento delle condizioni climatiche, di scarsit\u00e0 in appoggio e sostegno dei governi centrali verso le aree desertiche settentrionali. Un mercato di uomini disperati, provenienti dal <strong>Mali, dal Burkina-Faso, dal Gambia, dal Ciad, dal Niger<\/strong> ma anche da zone pi\u00f9 lontane, <strong>Sudan, Eritrea, Afghanistan, Bangladesh<\/strong> che&nbsp; vale oro per i gruppi criminali.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img  loading=\"lazy\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-21154 pk-lazyload\"  width=\"450\"  height=\"264\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Nino-fezza-reporter-0005834A-miliziani-nel-sahel-1-600x352-1.jpg\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Nino-fezza-reporter-0005834A-miliziani-nel-sahel-1-600x352-1.jpg 600w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Nino-fezza-reporter-0005834A-miliziani-nel-sahel-1-600x352-1-300x176.jpg 300w\" ><figcaption>(Foto: Nino Fezza reporter)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 possibile far fronte a questi flussi attraverso accordi bilaterali con i Paesi di origine?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Da Berlusconi a Prodi a Minniti l\u2019Italia con la Libia ci ha sempre provato sin dal 2004 versando somme importanti che comportavano, da parte di Gheddafi, il blocco e il confinamento soprattutto nell\u2019oasi remota di Kufra dei migranti sahelici. Ma quando certi Paesi destabilizzati da una certa idea della globalizzazione si convertono in stati non-Stati, come \u00e8 il caso della Libia post-gheddafiana, l\u2019efficacia di questi accordi si affievolisce e i gruppi criminali hanno ancora pi\u00f9 spazio per organizzare economicamente i traffici di uomini con vaste ricadute sui territori interessati.<\/p>\n\n\n\n<p>Di recente, come accennato, il governo Meloni cerca di limitare l\u2019operativit\u00e0 delle navi delle ONG che recuperano in mare i migranti, agendo cos\u00ec sull\u2019ultima tratta di trasporto condizionando il comportamento in mare delle navi battenti bandiera straniera. Ma in questo modo contravvenendo alle norme internazionali liberamente sottoscritte anche dell\u2019Italia in sede di Convenzione ONU sul diritto del mare (UNCLOS del 1982), aprendo la via ad annosi contenziosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Una sola reale valvola di sfogo a questa situazione compromessa sembra consistere&nbsp; esclusivamente nel ripristino di canali legali capaci di governare i flussi migratori fra l\u2019Europa e il sud globale superando al riguardo, per quanto concerne l\u2019Italia, il quadro giuridico restrittivo rappresentato dall\u2019ultima legge organica in materia di immigrazione,<strong> la n.189 del 2002, la c.d. Bossi-Fini <\/strong>che di fatto impedisce le immigrazioni legali.<\/p>\n\n\n\n<p>Contrariamente alla tendenza di molti schieramenti politici, non solo di destra, di continuare ad intrattenere la paura dell\u2019immigrato impedendo ogni soluzione concreta&nbsp; di un fenomeno che potrebbe invece esser di ausilio per il mantenimento dei livelli&nbsp; economici di un paese invecchiato e in continua decrescita demografica,&nbsp;il caso passato dell<strong>\u2019Albania<\/strong> ha gi\u00e0 provato come invece la progressiva legalizzazione dei flussi e il ripristino dei collegamenti ufficiali abbia consentito l\u2019avvio di un felice processo di normalizzazione delle migrazioni fra i due paesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, il caso Albania \u00e8 molto pi\u00f9 ristretto del vasto bacino mediterraneo, ma, come osserva Michele Colucci su <strong><em>Politica<\/em><\/strong>, la storia contemporanea pullula di esempi che rivelano che le politiche repressive in materia di immigrazione, oltre a produrre diseguaglianza non sortiscono neanche gli effetti sperati di chiusura dei flussi ma alimentano solo irregolarit\u00e0 e sfruttamento. Provocando dei morti in mare come vittime inutili della guerra stupidamente bandita contro le migrazioni legali. Pi\u00f9 che una nefandezza un suicidio della ragione.&nbsp; Non servono le costose missioni militari <em>Serval, Barkane, Takuba, G 5 Sahel<\/em>, di contenimento dei gruppi jihadisti e criminali con pochi legionari dispersi nella immensit\u00e0 dei deserti senza che l\u2019intervento militare si accompagni a dei fattivi interventi sulle societ\u00e0 civili. Perch\u00e9 non prevalgano a partire dal Sahel i gruppi criminali e le tragiche esazioni commesse contro degli esseri umani alla ricerca di un avvenire&nbsp; occorre innanzi tutto contrapporre al caos della tratta&nbsp; di esseri umani&nbsp; un quadro ordinato&nbsp; di flussi di migrazioni legali. \u00c8 cos\u00ec che pu\u00f2 anche morire il pesce del terrorismo. Perch\u00e8 si \u00e8 svuotato l\u2019acquario. E non semplicemente inseguendo la via minimalista e di corto respiro del boicottaggio ai soccorsi in mare delle ONG.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carlo degli Abbati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>*insegna Diritto dell\u2019Unione Europea presso il Dip. Di lingue e Culture Moderne dell\u2019Universit\u00e0 di Genova<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Leggi anche: <a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/2022\/11\/05\/porti-chiusi-e-salvataggio-in-mare-secondo-la-corte-di-giustizia-causa-sea-watch\/\">\u201cPorti chiusi\u201d e salvataggio in mare secondo la Corte di giustizia (Causa Sea Watch) \u2013 PassaParola Magazine<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Di recente un decreto del Ministro italiano degli Interni Matteo Piantedosi ha imposto un codice di condotta per le navi delle ONG con l\u2019obiettivo di limitare lo sbarco dei migranti sulle coste italiane. 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