{"id":17910,"date":"2022-02-06T18:28:51","date_gmt":"2022-02-06T17:28:51","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/?p=17910"},"modified":"2022-02-07T08:52:31","modified_gmt":"2022-02-07T07:52:31","slug":"stefan-cok-giornata-ricordo-22-anpi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2022\/02\/06\/stefan-cok-giornata-ricordo-22-anpi\/","title":{"rendered":"\u0160tefan \u010cok: &#8220;diffondere le buone pratiche che esistono&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>In occasione della discussione pubblica sul tema: &#8220;Conflitto, coesistenza, integrazione. Maggioranze e minoranze fra Italia, Slovenia e Croazia nell\u2019area Nord-Adriatico&#8221;, organizzato dalle Sezioni Estere ANPI in collaborazione l&#8217;ANPI Trieste per il <em>Giorno del Ricordo delle vittime delle foibe e dell\u2019esodo giuliano-dalmata<\/em>, che si terr\u00e0 venerd\u00ec 11 febbraio online (link <a href=\"https:\/\/anpi-zwc.my.webex.com\/wbxmjs\/joinservice\/sites\/anpi-zwc.my\/meeting\/download\/0af5f0d14c7a48fe8702eab79d567593?siteurl=anpi-zwc.my&amp;MTID=mb71d9dfd275816eba0fce6c3ae09de38\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/anpi-zwc.my.webex.com\/wbxmjs\/joinservice\/sites\/anpi-zwc.my\/meeting\/download\/0af5f0d14c7a48fe8702eab79d567593?siteurl=anpi-zwc.my&amp;MTID=mb71d9dfd275816eba0fce6c3ae09de38\">QUI<\/a>), intervistiamo lo storico \u0160tefan \u010cok, della sezione di Storia ed Etnografia Biblioteca Nazionale e ANPI-VZPI Trieste<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img  loading=\"lazy\"  width=\"1024\"  height=\"816\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  class=\"wp-image-17917 pk-lazyload\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-ls-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Immagine1-1-1024x816.png\"  data-pk-srcset=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Immagine1-1-1024x816.png 1024w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Immagine1-1-300x239.png 300w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Immagine1-1-768x612.png 768w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Immagine1-1-1536x1224.png 1536w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Immagine1-1-2048x1632.png 2048w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Immagine1-1-800x638.png 800w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Immagine1-1-1160x925.png 1160w, https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Immagine1-1.png 2744w\" ><figcaption><br>Piazza Unit\u00e0 d\u2019Italia, Trieste, in occasione del concerto diretto da Riccardo Muti il 29 luglio 2010, per il gemellaggio fra Italia, Slovenia e Croazia, \u201cPonte di fratellanza per le vie dell\u2019amicizia\u201d<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>La legge istitutiva del Giorno del Ricordo per il 10 Febbraio (n. 92 del 30 marzo 2004, ) si propone di &#8220;conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell&#8217;esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della pi\u00f9 complessa vicenda del confine orientale&#8221;. Ad oggi, la &#8220;pi\u00f9 complessa vicenda del confine orientale&#8221; d&#8217;Italia pare relegata all&#8217;ombra. Come mai?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9, come spesso succede con la Storia e le Memorie a essa collegate, per affrontarle bene ci vogliono empatia, impegno, tempo. Tutte cose che spesso non sono invece, purtroppo, presenti quando si decide di affrontare queste tematiche. E assistiamo cos\u00ec a fenomeni di superficialit\u00e0, nei casi in cui vicende che sono complicate vengono affrontate senza aver prima risposto a un quesito di fondo: \u201cne so abbastanza per poterle affrontare bene?\u201d e a volte anche, purtroppo, di strumentalit\u00e0, quando drammi, sofferenze, vicende di quasi un secolo fa vengono usati per motivazioni che, pi\u00f9 che alla comprensione del passato, si legano all\u2019influenza sul presente. Non voglio per\u00f2 essere categorico in questo: ci sono stati, anche negli ultimi giorni, casi abbastanza evidenti di quanto ho appena detto. Ma ci sono stati, nel corso degli anni, anche esempi virtuosi di realt\u00e0 vicine e lontane che si sono approcciate alla vicenda con cautela, prudenza, rigore e rispetto \u2013 forse meno conosciuti perch\u00e9 purtroppo la polemica fa pi\u00f9 notizia della buona pratica. E, quindi, uno degli elementi (non l\u2019unico e non il risolutivo, ma sicuramente necessario) \u00e8 quello di diffondere le buone pratiche che esistono.<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Il fatto che il governo italiano si sia astenuto dall&#8217;apporre timbri di ufficialit\u00e0 alla pur ricca relazione finale della Commissione mista storico-culturale italo-slovena (1993-2001) solleva qua e l\u00e0 perplessit\u00e0 o addirittura rimostranze. Ma \u00e8 plausibile, al giorno d&#8217;oggi, una storiografia &#8220;ufficiale&#8221;?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il punto non \u00e8 tanto aspettarsi una storia ufficiale. Io per primo sarei contrario a un\u2019impostazione simile. In una democrazia la storiografia non pu\u00f2 che essere libera, di indagare ogni aspetto, anche quelli che non ci piacciono, di porre domande scomode, di mettere in discussione anche le conclusioni a cui gi\u00e0 si \u00e8 giunti, se ci\u00f2 viene fatto sulla base di nuove evidenze che hanno appunto rigore metodologico. La relazione della Commissione mista \u00e8 innanzitutto un testo che ha ormai 20 anni e nel frattempo un altro pezzo di quella storia \u00e8 avvenuto. \u00c8 un testo che come ogni testo di questo tipo ha i suoi limiti. Ma continua a rappresentare un\u2019inestimabile opportunit\u00e0 per iniziare una discussione, fosse anche al caso per porle dei rilievi: ma presupposto di tutto ci\u00f2 \u00e8 che essa sia conosciuta. E ci\u00f2 che manca a livello italiano \u00e8 proprio questo: il fatto cio\u00e8 che non ne sia promossa la conoscenza. Dal governo italiano non mi aspetterei mai un timbro di ufficialit\u00e0 su una relazione storica (non lo vorrei mai per principio). Mi basterebbe qualcosa che \u00e8 al contempo molto di meno e molto di pi\u00f9: una circolare alle scuole per segnalare che esiste e incentivarne l\u2019uso come strumento di discussione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lo stato di guerra \u00e8 spesso portato avanti come giustificazione di numerose atrocit\u00e0 che coinvolgono soprattutto popolazioni civili. Non ritiene che un&nbsp;riconoscimento&nbsp;da tutte le parti coinvolte nel conflitto, in un&#8217;area geografica di confine (come tanti altri esempi in Europa), della tragedia umana determinata dalla guerra (e quindi della sua condanna unanime) e delle responsabilit\u00e0 politiche e militari di precisi comandi e apparati politici sia la vera maniera per pacificare i popoli e relegare veramente alla storia una pagina nera del novecento?&nbsp;La Commissione mista lo \u00e8 stato in tal senso?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi decenni (quelli appunto non affrontati dalla Commissione) ci sono stati momenti importanti. Nel 2010, con il Concerto dei Tre Presidenti a Trieste, quando i presidenti di Italia, Slovenia e Croazia si recarono in due luoghi simbolici, il Narodni dom (casa nazionale) degli sloveni, centro della vita culturale economica e politica slovena distrutto dai fascisti nel 1920 e poi al Monumento all\u2019Esodo istriano fiumano e dalmata, entrambi a Trieste, a meno di 500 m l\u2019uno dall\u2019altro. In quella giornata, conclusasi con il <strong>Concerto dell\u2019Amicizia diretto da Riccardo Muti<\/strong> (nella foto, ndr), i tre presidenti emisero anche una dichiarazione comune, tanto sintetica quanto efficace. Nel 2020 un altro gesto simbolico, stavolta silenzioso. I presidenti di Italia e Slovenia che si tengono per mano, in silenzio, davanti ai monumenti delle due Basovizze.<\/p>\n\n\n\n<p>La Commissione mista \u00e8 stata un altro passo in tal senso. Ma per pacificare i popoli importa non solo il rapporto con il passato, ma anche con il presente. Ovvero come sono le relazioni fra i diversi popoli oggi; se, in un\u2019area di confine dove concetti come cittadinanza e nazionalit\u00e0 non necessariamente coincidono, gli studenti delle diverse scuole, per esempio, hanno a disposizione occasioni di incontro. Se chi viene in questi territori, magari proprio in occasione del <em>Giorno del Ricordo<\/em>, si chiede cosa voglia dire oggi il fatto che c\u2019\u00e8 una comunit\u00e0 slovena in Italia o una comunit\u00e0 italiana in Slovenia e Croazia. Come vivono queste comunit\u00e0 di minoranza e in che rapporti sono con le rispettive comunit\u00e0 di maggioranza. Tutti quesiti che alla fin fine sarebbero molto utili non solo per capire lo ieri; ma anche l\u2019oggi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Puoi segnalarci una piccola bibliografia sull&#8217;argomento?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mi permetto di segnalare una serie di materiali che sono disponibili online:<\/p>\n\n\n\n<p>la gi\u00e0 citata Relazione della Commissione mista- Relazione della Commissione Italo-Slovena &#8220;I rapporti italo-sloveni fra il 1880 e il 1956&#8221;<br>(<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.anpi.it\/media\/uploads\/patria\/2008\/1\/00_SPECIALE_FOIBE.pdf\" target=\"_blank\">www.anpi.it\/media\/uploads\/patria\/2008\/1\/00_SPECIALE_FOIBE.pdf<\/a><br><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.anpiroma.org\/2014\/02\/esodo-istriano-i-rapporti-italo-sloveni.html\" target=\"_blank\">www.anpiroma.org\/2014\/02\/esodo-istriano-i-rapporti-italo-sloveni.html<\/a>&nbsp;)<\/p>\n\n\n\n<p>e poi una serie di materiali prodotti dall\u2019IRSML, poi <strong><em><a href=\"http:\/\/www.irsrecfvg.eu\/upload\/allegati\/Vademecum_giorno_del_ricordo_aggiornato.pdf\" data-type=\"URL\" data-id=\"www.irsrecfvg.eu\/upload\/allegati\/Vademecum_giorno_del_ricordo_aggiornato.pdf\">IRSREC<\/a><\/em><\/strong>, FVG: il vademecum per il <strong>Giorno del Ricordo, la mostra virtuale \u201c<a href=\"https:\/\/www.occupazioneitalianajugoslavia41-43.it\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.occupazioneitalianajugoslavia41-43.it\/\">A ferro e fuoco<\/a>\u201d, sull\u2019occupazione italiana della Jugoslavia<\/strong>, e la mostra virtuale <a href=\"https:\/\/confinepiulungo.it\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/confinepiulungo.it\/\"><strong>\u201cIl confine pi\u00f9 lungo<\/strong>.<\/a> <strong>Dai conflitti alla riconciliazione sulla frontiera adriatica\u201d<\/strong>, che \u00e8 stata presentata pochi giorni fa.<\/p>\n\n\n\n<p>Riconosco che alle ultime due ho partecipato in prima persona: le segnalo qui proprio perch\u00e9 il loro obiettivo era di far conoscere queste tematiche a un pubblico pi\u00f9 vasto. Soprattutto \u00e8 da capire che si tratta di tematiche che sono state ampiamente sviscerate dalla storiografia, italiana, slovena, croata e non solo: le opere che ho citato prima, infatti, non ambiscono ad aggiungere qualcosa di nuovo, si basano semplicemente sull\u2019ampia mole di studi che in questi decenni \u00e8 stata prodotta, il che mi pare la dimostrazione migliore di come la storiografia (che per fortuna a volte riesce a superare i confini nazionali e ad agire come dovrebbe agire sempre, su base transnazionale) abbia gi\u00e0 creato delle basi solidissime: il punto \u00e8 costruirci sopra edifici che anche nella fase successiva, quella della divulgazione a fasce pi\u00f9 grandi della popolazione, mantengano lo stesso rigore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ravel Kodri\u010d, Edoardo Pizzoli, Paola Cairo<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In occasione della discussione pubblica sul tema: &#8220;Conflitto, coesistenza, integrazione. 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