{"id":13191,"date":"2021-05-06T20:09:48","date_gmt":"2021-05-06T18:09:48","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2021\/05\/06\/le-parole-viaggiano-con-noi\/"},"modified":"2021-06-14T00:57:25","modified_gmt":"2021-06-13T22:57:25","slug":"le-parole-viaggiano-con-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2021\/05\/06\/le-parole-viaggiano-con-noi\/","title":{"rendered":"Le parole viaggiano con noi"},"content":{"rendered":"<p><b>La storia dell\u2019emigrazione italiana in Lussemburgo, sappiamo bene, \u00e8 lunga e intensa. Oggetto di produzioni letterarie che sono il fiore all\u2019occhiello della nostra cultura: di ieri e di oggi<\/b><\/p>\n<p><b><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/PassaParole_maggio2021.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"aligncenter size-medium wp-image-29817 pk-lazyload\"  alt=\"Close-up human hand writing something on paper notebook in sunli\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"300\"  height=\"199\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/PassaParole_maggio2021.jpg\" ><\/a><\/b><\/p>\n<p>Le parole viaggiano, e viaggiando si caricano spesso di significati che non avevano all\u2019origine.<\/p>\n<p>Le persone viaggiano, e viaggiando si caricano di esperienze che le mutano da ci\u00f2 che un tempo erano. La letteratura della migrazione mostra un cammino, e scopriamo che alla fine questo cammino di parole e di persone \u00e8 il medesimo, in una continua trasformazione e contaminazione per gran parte inconsapevole.<\/p>\n<p>Di questo percorso con tappa a Lussemburgo e dintorni ci occupiamo nella sezione di <i>Lettere italiane <\/i>dell\u2019Universit\u00e0 del Lussemburgo da lunghi anni. Difficile non sentirsi esploratori di un viaggio\u2026degli altri, ma in parte anche di noi stessi. Difficile ancora non sentirsi ricercatori di una forma di contagio sempre positivo, in un momento in cui il contagio \u00e8 sempre negativo! Parliamo di un contagio culturale, di sguardi che si incrociano, di identit\u00e0 che si incontrano. E se pensiamo che la scrittura di un racconto, di una poesia o di una storia sia frutto di una libera scelta, siamo forse sulla buona strada (un\u2019altra volta il famoso &#8220;cammino&#8221;, <i>nda<\/i>) per riuscire a cogliere quanto di prezioso si nasconde nelle parole scritte da un migrante. Poco importa che egli scriva la sua storia personale o una apparentemente inventata. Anche il volo immaginativo pi\u00f9 pindarico contiene mille tracce del vissuto di chi lo scrive.<\/p>\n<p>\u00c8 facile allora comprendere quanto la scrittura rifletta quel che siamo, poich\u00e9 essa \u00e8 lo specchio della nostra anima, del nostro sentire pi\u00f9 profondo: <b>noi scriviamo sempre per come ci sentiamo<\/b><b>!<\/b> E cos\u00ec, negli scritti in lingua italiana nel Granducato degli ultimi trent\u2019anni, si respira un\u2019aria che non conosce frontiere, che non si lega a un luogo, quasi una sorta di &#8220;letteratura post Schengen&#8221;, per la gran parte dedicata alla narrativa d\u2019immaginazione, spesso di notevole qualit\u00e0. Tuttavia, facendo un passo indietro nel tempo, si scorge un carico di nostalgia e talvolta di disagio rispetto a un Lussemburgo allora in parte diffidente verso gli italiani. La poesia \u00e8 il tratto di quegli anni, come un dolce rifugio che possa dare conforto.<\/p>\n<p><b>Ma i racconti autobiografici, no, quelli non escono normalmente dalle mura di casa, rimangono nascosti <\/b><b>dietro rispettabilissimi<\/b><b> pudori. Salvo poche eccezioni.<\/b> Una \u00e8 il bellissimo testo di <b>Luigi Peruzzi<\/b> dal titolo <b><i>Le mie memorie<\/i><\/b>, che ci restituisce l\u2019esperienza toccante di un partigiano italiano (al fianco dei lussemburghesi nel Granducato) dentro il campo di concentramento tedesco di Hinzert; l\u2019altra \u00e8 l\u2019affresco della vita di <b>Silvio Grilli<\/b> dal titolo <b><i>Dall\u2019Italia al Lussemburgo. Storia della mia famiglia<\/i>.<\/b> \u00c8 questa l\u2019unica autobiografia che conosciamo, scritta da un italiano di terza generazione, la quale ne abbraccia il percorso avventuroso di ben cinque: dal nonno, originario di Fiuminata nelle Marche, giunto a Esch-sur-Alzette nel 1880, fino al nipote di Silvio Grilli, Andreas, per il quale il libro \u00e8 stato scritto. <b>Il libro di Grilli non \u00e8 un romanzo, ma una cronaca autobiografica dettagliata di un Lussemburgo che si srotola dalla fine dell\u2019Ottocento fino ai giorni attuali, e ci restituisce la complessit\u00e0 di volti, sguardi, odori e colori delle piccole Italie nel Granducato<\/b>, del progressivo avvicinamento tra italiani e lussemburghesi attraverso due guerre mondiali e del passaggio dal mondo siderurgico a quello finanziario. Tutto ci\u00f2 fa di questo libro un<i> unicum <\/i>preziosissimo per la conoscenza della storia del Lussemburgo e di un viaggio che Italiani e Lussemburghesi compiono insieme da pi\u00f9 di 140 anni.<\/p>\n<p><b>Claudio Cicotti<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La storia dell\u2019emigrazione italiana in Lussemburgo, sappiamo bene, \u00e8 lunga e intensa. 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