{"id":12917,"date":"2021-04-06T07:13:26","date_gmt":"2021-04-06T05:13:26","guid":{"rendered":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2021\/04\/06\/se-son-rose\/"},"modified":"2021-06-14T00:57:23","modified_gmt":"2021-06-13T22:57:23","slug":"se-son-rose","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2021\/04\/06\/se-son-rose\/","title":{"rendered":"Se son rose\u2026"},"content":{"rendered":"<p><b>Rosa e Lussemburgo, l\u2019accostamento farebbe pensare a <i>Rosa Luxemburg<\/i>. Invece no: stavolta parliamo di una giovane nazione in preda ad una rivoluzione &#8220;petalosa&#8221;, mentre in Europa \u00e8 gi\u00e0 in atto quella industriale<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/rose_2.png\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"aligncenter size-medium wp-image-29635 pk-lazyload\"  alt=\"rose_2\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"300\"  height=\"211\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/rose_2-300x211.png\" ><\/a><\/b><\/p>\n<p>Il Lussemburgo indipendente dal 1850 ha un\u2019economia basata sull\u2019agricoltura. L\u2019avventura del ferro deve ancora iniziare e le casse pubbliche sono vuote. Molti giovani cercano fortuna in Francia o negli Usa e il governo cerca degli introiti per finanziare le infrastrutture a supporto del cambiamento, partendo dalla rete ferroviaria. Ci si inventa ad esempio il commercio di Champagne tra gli storici nemici franco-tedeschi. Esiste per\u00f2 da subito un settore che genera denaro e una visibilit\u00e0 internazionale, ossia<strong> la coltivazione delle rose<\/strong>.<\/p>\n<p>I campi della capitale-piazza militare non riservati all\u2019esercito sono infatti sfruttati per questa fiorente attivit\u00e0. <strong><a href=\"http:\/\/www.passaparola.info\/prodotti-editoriali-2020-21\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #3366ff;\"><i>I giardini di Pfaffenthal<\/i> <\/span><\/a>(a proposito: leggete l\u2019eponimo libro di Bruno Agostini!)<\/strong> di Cents e del Grund sono un unico roseto. I trattati che sigillano l\u2019indipendenza della nazione ne sanciscono pure la neutralit\u00e0, rendendo di fatto inutili le fortificazioni e le zone militari. Si liberano perci\u00f2 vasti terreni scevri di costruzioni tipo il <i>Limpertsberg<\/i>, presi d\u2019assalto da giovani coltivatori imprenditori come Jean Soupert e Pierre Notting, che hanno imparato l\u2019arte del giardinaggio a Lione. \u00c8 l\u2019inizio di un\u2019epopea che li porter\u00e0 a figurare tra i maggiori vivaisti al mondo a cavallo del \u2019900. Pierre brilla nel marketing, come lo si chiama oggi. <strong>Ma l\u2019artista \u00e8 Jean, che crea 212 delle 250 nuove variet\u00e0 di rose della ditta. <\/strong><\/p>\n<p>Per dare l\u2019idea, il Lussemburgo ne ha fatte registrare 360 dal 1850 ad oggi.<strong> <\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/rose_3.png\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"aligncenter size-medium wp-image-29634 pk-lazyload\"  alt=\"rose_3\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"218\"  height=\"300\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/rose_3-218x300.png\" ><\/a><\/p>\n<p><strong><i>Soupert&amp;Notting<\/i> partecipano alle maggiori Esposizioni Unversali dell\u2019epoca, da Filadelfia a Parigi.<\/strong> Realizzano dei prestigiosi cataloghi per le famiglie reali di mezzo mondo, che chiedono a Jean di piantare di persona le variet\u00e0 battezzate in loro onore: da San Pietroburgo a Rio de Janeiro, dalla Cina al Giappone, da Parigi a Torino, ogni palazzo che conta ha visto l\u2019intervento floreale di Jean Soupert.<\/p>\n<p>Su di lui piovono le onorificenze internazionali, tra le quali la <i>Legione d\u2019odore<\/i>\u2026 ehm, <i>d\u2019Onore<\/i> francese!<\/p>\n<p>Ma Jean non \u00e8 l\u2019unico a brillare nel settore a <i>Limperts<\/i><i>berg<\/i>. Infatti un suo allievo, \u00c9vrard Ketten, si lancia in proprio e la sua fama di creatore diventa presto mondiale, alla stregua della ditta <i>Gemen&amp;Bourg<\/i>, stabilitasi nello stesso quartiere. La coltivazione delle rose assume proporzioni tali da costringere i circa cento produttori lussemburghesi a ubicarsi ovunque fra la capitale e Ettelbr\u00fcck.<\/p>\n<p>La <i>Belle \u00c9poque <\/i>vede l\u2019apice delle esportazioni (10 milioni di piante) e della superficie dedicata (100 ettari).<\/p>\n<p>Ma le rose hanno tante spine e il Lussemburgo ne prende atto con il\u00a0 primo conflitto mondiale. Il mercato francese che assorbiva il 75% delle piante \u00e8 &#8220;potato&#8221; a zero dall\u2019invasione tedesca. Scarseggia pure la manodopera maschile. La crisi economica del periodo interbellico e i protezionismi doganali affossano i nostri produttori, il cui numero si affievolisce ulteriormente assieme alla superficie coltivata, che scende via via sotto i 10 ettari. A mettere l\u2019ultimo chiodo sulla bara di un settore morente ci pensa la fillossera (o <i>fil\u00f2ssera<\/i>), fungo che attacca sia la vite che la rosa. Negli Anni \u201950 resta un unico allevatore di rose, costretto a chiudere quando persino il piccolo mercato nazionale si rivolge alle produzioni africane.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Remo Ceccarelli<\/strong><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Rosa e Lussemburgo, l\u2019accostamento farebbe pensare a Rosa Luxemburg. 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