{"id":12469,"date":"2020-10-17T12:26:40","date_gmt":"2020-10-17T10:26:40","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2020\/10\/17\/noi-siamo-samuel-riflessione-a-caldo-di-un-prof-in-francia\/"},"modified":"2021-06-14T00:56:54","modified_gmt":"2021-06-13T22:56:54","slug":"noi-siamo-samuel-riflessione-a-caldo-di-un-prof-in-francia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2020\/10\/17\/noi-siamo-samuel-riflessione-a-caldo-di-un-prof-in-francia\/","title":{"rendered":"Noi siamo Samuel, riflessione a caldo di un prof in Francia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ieri i giornali francesi hanno riportato la notizia dell&#8217;uccisione di un uomo, Samuel Paty, insegnante di 47 anni, barbaramente ucciso a\u00a0<em>Conflans-Sainte-Honorine<\/em>, sobborgo\u00a0 di Parigi, presumibilmente per mano di un terrorista.\u00a0<\/strong><strong>Abbiamo chiesto una riflessione a caldo a Giuseppe Cavaleri, professore di Lettere moderne e cinema e ricercatore associato\u00a0 all&#8217;Universit\u00e0 Paris-Nanterre.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/scuola-2-1.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-27914 pk-lazyload\"  alt=\"scuola 2\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"300\"  height=\"168\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/scuola-2-1.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p><strong>Noi siamo Samuel<\/strong><\/p>\n<p>Francia, sabato 17 ottobre 2020. Stamani, ho letto i quotidiani e rimango, tutt\u2019ora, basito. Guardo questa data e rifletto\u2026\u00a0 Mi dico che ci ritroviamo in un\u2019era dove la moderna tecnologia \u00e8 ormai capace di far transitare attraverso il web, e non solo, una miriade di dati, d\u2019informazioni, di teorie che potenzialmente possono essere capaci di aprire i nostri orizzonti sul mondo che ci circonda.<\/p>\n<p>Malgrado io sia cosciente di tutto ci\u00f2, sento uno strano amaro in bocca: si tratta del retrogusto di un\u2019epoca che sa di Medio Evo, di un\u2019epoca dove i dogmi tendono a triturare la libert\u00e0 d\u2019espressione e di pensiero, di un\u2019epoca dove un professore pu\u00f2 essere sacrificato sull\u2019altare della violenza e dell\u2019ignoranza. <b>E allora riaffiorano in me tante, troppe domane, anche se quella pi\u00f9 pressante \u00e8 la seguente: cosa passa per la mente di un ragazzo che decide di commettere un atto che mi lascia senza parole?\u00a0<\/b><\/p>\n<p>L\u2019unica cosa che posso fare, \u00e8 tentare di capire la situazione. Partiamo dal principio che in Francia, la libert\u00e0 d\u2019espressione, \u00e8 sacra. Su questo principio, dei giornalisti come Georges Bernier e Fran\u00e7ois Cavanna, fondano poco dopo le rivolte studentesche del 1969, il giornale laico e satirico chiamato <b>Charlie Hebdo.<\/b> La linea editoriale di questo settimanale \u00e8 sempre stata chiara: fare satira a tappeto, denunciando tutte le devianze dogmatiche di gruppi minoritari gi\u00e0 presenti nel Paese in quel periodo. In effetti, durante gli anni 1970, anni dove l\u2019effervescenza del boom comincia a sparire, dei fondamentalisti religiosi cattolici e dei politicanti di estrema destra guidati da un certo Lepen, tendono a vomitare pubblicamente dei discorsi basati sull\u2019odio del diverso. Niente di nuovo mi direte. In effetti, niente di nuovo. L\u2019unica novit\u00e0 \u00e8 dovuta dalla copertura mediatica di quei messaggi che si diffondono su scala nazionale. Ma la storia ci insegna che anche i gruppi peggiori tendono a sparire, e il vuoto creato dalla loro assenza \u00e8 colmato da altri. Durante gli anni novanta, in effetti, <b>Charlie Hebdo comincia a dedicarsi ai dogmi di un\u2019altra religione oramai diffusa nel paese: quella musulmana.<\/b> La satira \u00e8 la stessa, la libert\u00e0 di pensiero rimane immutata. I giornalisti di Charlie non attaccano gratuitamente i credenti, ne il credo, ma solo i creduloni di un ramo estremista di questa religione monoteista che, come le altre, propone maggioritariamente messaggi di pace.<\/p>\n<p><b>Samuel Paty,<\/b> professore di storia e geografia, questa storia la conosce bene. Il suo ruolo \u00e8 quello di ricontestualizzare e rendere accessibile il messaggio di libert\u00e0 diffuso da un gruppo di giornalisti che hanno sacrificato la loro vita sull\u2019altare della libert\u00e0 di parola. Il professor Paty sa bene che il Paese in cui vive non pu\u00f2 piegarsi alla barbarie dogmatica imposta da pochi, poco importa se essa sia religiosa o politica. Ma Samuel sa bene che certi discorsi possono urtare le sensibilit\u00e0 di alunni che vivono in quartieri dove la ghettizzazione avvelena gli animi<b>, e da buon professore, invita gli alunni che non se la sentono di seguire le sue lezioni, a svolgere, temporaneamente, altre attivit<\/b>\u00e0. Perch\u00e9 un buon professore, sa adattarsi ai suoi alunni, e sa, da professionista, come differenziare positivamente i contenuti delle sue lezioni.<\/p>\n<p>Ma gli animi, in queste ultime settimane, si sono scaldati. Le poche notizie per ora diffuse parlano di una campagna mediatica effettuata da un gruppo di genitori che <b>hanno giudicato inadatti gli insegnamenti di un professore che faceva solo il suo lavoro<\/b>. Prendendo esempio dai meri opportunisti e da politicanti da strapazzo che esprimono messaggi di odio sui media ufficiali, i genitori radicalizzati di alcuni alunni hanno deciso di mettere in atto una mattanza mediatica sui social network. Il professor Paty era a conoscenza di queste minacce, ne aveva parlato con i suoi superiori, ma nulla \u00e8 stato fatto.<\/p>\n<p><b>Scegliere di lavorare in una scuola difficile, a 47 anni, non \u00e8 un caso, \u00e8 una scelta. <\/b>Il professor Samuel Paty, che non conosco, ma che capisco, aveva molto probabilmente deciso, spinto da idee democratiche e repubblicane, di aiutare, con i suoi insegnamenti, dei ragazzi di origine straniera che non hanno accesso alla cultura. Voleva, sicuramente, proporre un\u2019alternativa ai messaggi di odio dispensati da opinionisti e da pseudo-credenti. Alcuni alunni avranno, grazie a lui, aperto gli occhi\u00a0 su un mondo che \u00e8 molto pi\u00f9 complesso di quanto i dogmi vogliano farci credere. <b>Altri, hanno deciso di togliergli la vita.<\/b><\/p>\n<p>I suoi assassini non hanno capito nulla. Non hanno capito che Samuel Paty era uno dei soli rappresentanti delle istituzioni capace di aiutarli concretamente. Non hanno capito che i veri nemici da debellare sono l\u2019ignoranza, l\u2019opportunismo e l\u2019oscurantismo. Non hanno capito che anche se si uccide un uomo, un\u2019idea libera non muore mai.<\/p>\n<p>G.C.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ieri i giornali francesi hanno riportato la notizia dell&#8217;uccisione di un uomo, Samuel Paty, insegnante di 47 anni, barbaramente ucciso a\u00a0Conflans-Sainte-Honorine, sobborgo\u00a0 di Parigi, presumibilmente per mano di un terrorista.\u00a0Abbiamo chiesto una riflessione a caldo a Giuseppe Cavaleri, professore di&hellip;\n","protected":false},"author":2,"featured_media":8895,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[4316,7648,8487,29],"tags":[7796,7797,7798,5157,7799,7800,7801],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12469"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12469"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12469\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15724,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12469\/revisions\/15724"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8895"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12469"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12469"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12469"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}